domenica 7 settembre 2008

Slogan e pubblicità ingannevole: buone notizie dall' Autorità Garante della Concorrenza e dall' Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare

La Federazione Italiana Medici Pediatri è stata oggetto dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, per pratiche commerciali e pubblicità scorretta con il Provvedimento n. 18700. La Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) è un’associazione nazionale di medici specialisti in pediatria, cui aderisce la maggior parte dei medici pediatri. In merito alla vicenda che all'inizio del 2008 vi ho segnalato, ha avuto una sanzione amministrativa pecuniaria sul bollettino n.30 del 2008 di parla di sanzione da 300.000 euro e 120.000 euro all'azienda, a meno che se non si procede tramite ricorso al Tar .

Questa provvedimento è importante, non tanto per la cifra , ma perchè rispetto alla pronuncia dello IAP è più pesante, e perchè mi auguro che serva ad illuminare in modo nuovo e più positivo il rapporto tra aziende e società e associazioni scientifiche, sappiamo che ci sono in corso diverse collaborazioni e in fase d' ultimazione come Findus e Società Italiana di Nutrizione Pediatrica.

Secondo l'Efsa (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare ) molti slogan salutistici non hanno valenza scientifica, io sono due anni che lo dico da questo blog, mi fa molto piacere (beh a dire il vero anche altri come trashfood, adiconsum, ecc ecc) . È così pare che il 90% dei casi dei prodotti esaminati, Efsa ha reso noti i risultati dei primi esami effettuati: 7 messaggi su 8 non superano le verifiche, non mantengono quello che promettono, non hanno studi scientifici che dimostrano i loro slogan.

In base al regolamento comunitario (1924/2006) sui claim nutrizionali e salutistici : ogni promessa lanciata attraverso etichette o slogan promozionali deve essere mantenuta. La scelleratezza è stato un emendamento che ha concesso il tempo fino al 2015 per mettersi a norma i prodotti. Quindi molti prodotti lanciato negli ultimi anni possono essere tranquillamente venduti fino al 2015 . I numeri parlano chiaro 220 gli slogan di prodotti alimentari per i quali è stato richiesto un parere dell'Efsa, 2.500 le sollecitazioni d'ogni tipo presentate all'Efsa dalla commissione europea.

Quindi consumatori attenzione ad alimenti che con claim nutrizionali e salutistici , non sono tutti così è chiaro ma molti si.

lunedì 1 settembre 2008

Aids in Italia una cura innovativa: una lista per i sieropositivi

Un argomento che mi ha molto toccato, non ha niente con i temi di papille vagabonde, ma quando trovo delle notizie infelici e poco umane non riesco a non pensarci. Questa estate è arrivata la notizia durante l’annuale convegno Internazionale sull’Aids che si è tenuto a Citta del Messico il 4-6 Agosto, che in Italia verrà istituita una lista dei sieropositivi dal Ministero del lavoro, salute e politiche sociali su proposta della Commissione Nazionale per la Lotta all’Aids, una lista si dice criptata, ma che tecnici informatici esprimono in diversi forum dubbi sull'affidabilità.

Nel 1978 il ministro Donat Cattin, propose la lista dei sieropositivi, ma allora si sollevò un polverone istituzionale e il ministro dovette con molte reticenze ritirare il progetto di legge. Oggi questa notizia passa in sordina addirittura rimbalza dai quotidiani esteri. Dopo 30 anni sembra che in Italia unico strumento di prevenzione e cura sia "fare una lista", l'esigenza viene giustificata come misura a favore della cura. Hitler diceva che mandava gli ebrei in un campo di lavoro mica nei campi di concentramento e quando gli mandava nella camere a gas a morire, diceva che gli mandava a fare la doccia per motivi d’igiene.

La perla di questo progetto non è tanto l’elenco dei sieropositivi (riprovevole in se per se) quando il fatto che saranno inclusi in questo elenco tutti colori che saranno ritenuti a rischio, cioè i presunti sieropositivi (!) si perché si giustificano, siccome uno screening della popolazione ha dei costi alti, (evidentemente ci avevano pensato) allora si includono tutti coloro che per diversi motivi potrebbero esserlo (è terribile ma è proprio cosi!) rispolverando i vecchi gruppi a rischio di trenta anni fa per intendersi: uomini che fanno l'amore con altri uomini, le lavoratrici del sesso commerciale, quelli che si iniettano sostanze proibite.

Invece i dati sulla popolazione indicano gruppi di popolazioni diversi, per esempio il 48% dei sieropositivi e di sesso femminile, il gruppo dove cresce la più alta incidenza dei sieropositivi sono i giovani dai 15 ai 24 anni di entrambi i sessi indipendentemente dalle delle scelte sessuali. In Italia ci sono 35.000 prostitute che esercitano senza preservativo alla media di 15 clienti al giorno, non certo per propria volontà, non sarebbe il caso forse di affrontare il problema in modo diverso? Con istituzione della lista in primo luogo si criminalizza la sieropositività, frutto di pregiudizi e discriminazione, non risolve i problemi ma fà la felicità forse delle Assicurazioni sulla salute.

Sulle fronte delle cure l'ossessione di trovare un vaccino sono almeno 35 i progetti al mondo che portono avanti la ricerca, subisce continuamente degli stop, recentemente il progetto di vaccino Pave nei Stati Uniti è stato abbandonato con motivazioni poco convincenti. In realta penso che ci sia un problema morale, nessuno vuole fare un vaccino che salvi dal contagio chi ritiene essere dei criminali o fare delle cose contro natura, non credo siano sole le difficoltà scientifiche a bloccare la ricerca ma i pregiudizi. Un esempio è stato riscontrato che c'è un farmaco che se preso il giorno prima "tenofovir" previene la possibilità di infettarsi da partner sieropositivi, ma viene bloccato dalla comunità scientifica con la motivazione che non sanno a chi dovrà essere prescritto!!

Cosi dopo l’elenco dei contribuenti che pagano le tasse pubblicati da Visco ci dovremo aspettare elenco dei sieropositivi? Io spero di no, sarebbe come fare l'elenco degli obesi, l'elenco dei cardiopatici, l'elenco di quelli hanno i piedi piatti. Perché non fanno un elenco di quelli che hanno portato i soldi in Lichtenstein, dei truffatori, dei pedofili, dei ladri, dei medici che sbagliano, sarebbe molto più utile socialmente, nella società di oggi un sieropositivo vale meno di un truffatore, si perché i truffatori , non sono inseriti in nessuna lista hanno il diritto alla privacy i sieropositivi oltre che perdere un idea di futuro perdono il diritto alla privacy e alla dignità.

Visto che alla politica queste cose non interessano, nessuno si è alzato a protestare, se qualcuno ha un po' di coscienza invia al Garante delle Privacy un semplice email dicendo " Mi piacerebbe che la lista sui sieropositivi per diritto alla Privacy non venga istituita" urp@garanteprivacy.it, garante@garanteprivacy.it