martedì 10 aprile 2018

Meno tasse più mignon, quando la Pasticceria costa 55 euro al kg.

La città di Milano in questo periodo sembra pervasa da una strana "onda" di rivoluzione commerciale nel settore del food. Per caso mi sono trovato il giorno dell'inaugurazione di un ristorante filippino, il fast food Jollibee, dove c'era una coda infinita, più di 500 m., non avevo mai visto una coda cosi nemmeno all'inaugurazione del primo fast food americano Burghy negli anni'80.


Anche un nome importante della Pasticceria Italiana, Iginio Massari ha aperto nella stessa Piazza Diaz, angolo via Marconi, nei locali che prima ospitava Banca Intesa.

Voglio scindere il nome Iginio Massari, una persona di grande esperienza e professionalità, insegnante, autore di libri di pasticceria, dal quale ho imparato anche qualcosa, con il locale che c'è a Milano in Piazza Diaz.

Il locale ha l'aspetto moderno dall'impatto un po' freddo, non ci sono posti a sedere ma qualche tavolino in piedi per consumare.

Un' offerta di pasticceria tradizionale forse un po' troppo tradizionale per una piazza di mercato come quella milanese. 

Un piccolo spazio dove sostengono di preparare i dolci, io non ho visto nessuno, si vede che sono passato quando il pasticcere era in pausa, ma quello che mi ha sobbalzato è stato il costo della pasticceria mignon e delle torte 55 euro al kg.

Può non volere dire nulla il prezzo di un prodotto ma se ti poni con un prezzo di molto superiore alle pasticcerie della città devi avere un prodotto non buono di più un prodotto eccellente.


Vado a ordinare un pasticcino per l'assaggio perché spendere 55 euro/kg mi indispone, la signorina mi guarda male come si guarda un morto di fame, mi sono sentito come Ugo Tognazzi in un noto film anni '60, devo prendere un dolce per accompagnare un caffè non posso mica ordinare un cabaret intero?

Mi porge il mio pasticcino, un bignè allo zabaione, non lo pesa, vado alla cassa, in altre pasticcerie lo pesano e poi passi alla cassa, un peso sulla fiducia diciamo cosi!

Un caffè e il pasticcino al prezzo di 2,70 euro (1,20 il caffè più 1,50 il pasticcino)

Quanto peserà quel pasticcino? Più o meno 27 g. per costare 1,50 euro, sempre se il peso è corretto.


Provo il bignè, (piccolo, talmente piccolo che ho dovuto mettere gli occhiali per mangiarlo, d'altronde se è mignon), crema dentro un po' rattrappita, più secca esternamente più morbida al centro, il sapore cosi e cosi, avete in mente quando escono le prime pesche a Giugno, che le mangi cercando di ricordati il sapore dell'anno precedente, quella sensazione lì.

Mi spiace molto ma non ho trovato nel mio assaggio l'arte del dolce del Massari, avrò sbagliato giorno? Avrò sbagliato scelta del Pasticcino? Avrei dovuto provarli tutti? Non sono mica il l'Emiro del Dubai ?

Sono certo che tutti gli altri magari saranno stati invece buonissimi, tuttavia Milano è una città dove l'offerta di pasticceria mignon ha una forbice di prezzo molto ampia dai 18 euro al kg si arriva ai 34 euro al kg di pasticcerie nel centro della città in alcuni casi 38/40 fino ai 55 come in questo caso, ma non è l'unico.


Qual'è la differenza?

Ci tengo alla qualità di un prodotto in tanti anni d'esperienza ho imparato a non dare nulla per scontato, un prezzo alto non sempre è indice di un prodotto di qualità, come un prezzo basso non è indice di bassa qualità.

Sono tante le componenti che entrano in gioco nella formulazione di un prezzo, dagli ingredienti alla lavorazione, fattori che a un cliente possono interessare relativamente, ma il consumo deve darti una sensazione di piacevolezza.

Meno tasse più mignon

Facevo delle riflessioni tra me e me, un paese che ha votato compatto su chi poteva garantire un reddito di cittadinanza, perché i dati sulla disoccupazione sono devianti non tengono conto dei tanti che non lavorano, che non sono iscritti in nessuna lista, di coloro che vivono del sostegno d'accompagnamento dei propri cari, poi trovo una città che fa la coda per pagare i pasticcini 55 euro al kg? Forse c'è qualcosa che mi sfugge?

Suggerisco al prossimo Ministro dell' Economia di non fare nuove tasse, ho già visto l'Unione Europea pronta a chiedere nuovi sacrifici, tanto i veri ricchi le tasse non le pagano, hanno tutti residenza all'estero e intestati beni a società di comodo, perfino la più grande azienda italiana del settore alimentare ha la sede in Lussemburgo, qualcosa vorrà dire.

Per questo niente nuove tasse ma l'apertura da parte del Ministero di Pasticcerie Mignon in tutta Italia, cosi si ha una speranza che il debito pubblico possa essere appianato, al grido di "meno tasse più mignon", nel senso di pasticcini, perché sono certo che c'è un leader di un partito politico che facilmente potrebbe interpretare diversamente.

Personalmente auguro alla Pasticceria Massari un brillante futuro e di vendere tanti pasticcini mignon, i clienti ho visto che non mancano, mi fa piacere che diversamente da me c'è qualcuno che invece apprezza moltissimo, anche se non comprendo.

Suggerirei una maggiore varietà d'offerta e un giro nelle altre pasticcerie, per quanto mi riguarda credo che sia un'esperienza che non ripeterò.


Sintesi

Meno tasse più mignon si fa per sorridere, ma personalmente trovo fuori luogo il prezzo della Pasticceria Mignon a 55 euro al kg, siamo in un mercato libero, si può proporre il prezzo che si vuole, in casa con la stessa cifra si possono fare bignè per un anno!


11 commenti:

  1. Mi hai fatto ridere Gunther, sei molto spiritoso ma hai anche ragione. Ti immagino con gli occhiali guardando quel pasticcino come fosse un diamante, hi,hi,hi. Certo spesso i prezzi sono dovuti anche alle spese e alle tasse ma 55 euro al Kg è troppo, credo che io nemmeno per l'assaggio non lo faccio, non credo che vada la pena perché ci sono tanti pasticcini in giro che costano meno e sono anche buonissimi, se vogliamo proprio comprare qualche volta.

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  2. La bravura del maestro Massari è assolutamente incontestabile ma proporre dei mignon a 55 euro mi sembra una cosa davvero impensabile. Ma la cosa che mi spaventa è che sia invece una pasticceria molto frequentata. E non è un caso isolato, mi è capitato molte volte di vedere ristoranti molto costosi (stellati) più pieni di classiche trattorie "normali". Poi ti viene da chiederti come sia possibile che il 40% degli italiani dichiarano meno di 20 mila euro di reddito all'anno e i ristoranti in cui paghi 200 euro a persona sono invece pieni.

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  3. Non comprerei mai in una pasticceria con prezzi così alti. Come hai detto tu il prezzo non è sinonimo di qualità.

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  4. Caro Gunther ho l'impressione che in tanti si siamo montati la testa, che il lusso prenda il sopravvento col buon gusto e buon senso... E non hanno nemmeno vita corta come mi verrebbe da pensare ... ciao !!!

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    1. Grande come sempre Rossella
      Lusso ha preso il sopravvento del buon gusto e buon senso sono molto d'accordo

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  5. Io non credo assolutamente che ci sia equazione fama/alta qualità. Anzi... quando una volta mi sono indignata per i prezzi di Massari, su fb, mi sono sentita rispondere che "eh cara, ma è il centro di Milano" come dire: tu sei di Pinerolo, cittadina famosa ai più non per la cavelleria o la maschera di ferro ma per una battuta di fantozzi in un suo film...sei barotta che ne sai.. beh ne so almeno perchè i bignè farciti li faccio e so quanto possa costare al kg un prodotto simile. Già i 26 euro che si pagano qui è un prezzo folle, se si considera poi la crema rattrappita (ahaha...) i 55€. diventano intollerabili. Certo che Cracco e Massari scemi non sono.. se la gente paga così tanto per avere lo scontrino fiscale e il pirottino firmati e pagano...buon per loro.

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  6. con un prezzo così alto di sicuro io non entro!! ^_^

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  7. c'è crisi in Italia? Dove?Sono sempre più attonita di fronte a certi comportamenti della gente...Vedremo quanto durerà questa pasticceria, forse avrà una data di scadenza come la crema dei bignè....

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  8. A quei livelli paghi sicuramente il marchio "Massari" che unitamente al costo della location (di sicuro in piazza duomo il canone di affitto ha la sua incidenza sul prezzo finale del prodotto) fa lievitare tutti i costi. Poi i dolci li farà una pasticceria sconosciuta, li nei dintorni o magari li producono nel laboratorio di Brescia di Massari. Ora che arrivano da Brescia a Milano, la crema un po' si sciupa. Per quanto riguarda la coda nei posti trandy non la capisco. C'è gente che non mangia per due giorni per dire che invece è andato a mangiare un mignon da Massari. Vuoi mettere la soddisfazione di un selfie in coda da Massari, rispetto a un piatto di lasagne?

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  9. Massari, con occhi da straniera, ignorante e non condizionata dal suo nome, lo vidi prima volta su Masterchef. Insegnò ai concorrenti come fare il pan di Spagna... manco uno ci è riuscito, non buono per me... Nella sua biografia poi, vanta cose che non mi tornano... allenatore dice delle squadre vincenti ogni volta che l'Italia ha vinto la Coupe du Monde de la Patisserie... Un bignè firmato Massari mi da l'idea che avrei solo preso calorie per nulla ...

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