mercoledì 6 dicembre 2017

Il frutto del futuro: il fico d'india

Capita spesso sui media di leggere i cibi del futuro si va dalla carne sintetica o meglio artificiale (non mangio quella normale figuratevi quanto m'invoglia quella sintetica) agli insetti, ai frutti da piante OGM. Saranno questi i cibi del futuro?

Personalmente seguo altre fonti come la Fao ( l'Organizzazione delle Nazione Unite di Food e Agricoltura), che da diversi anni studia alcune varietà locali di frutta, verdura e cereali che meglio potranno adattarsi alle nuove condizioni ambientali che il pianeta potrà avere nei prossimi anni.


Si sono concentrati su alcune varietà che possiamo chiamare dimenticate o meglio sottoutilizzate nonostante abbiano eccezionali qualità nutrizionali e di gusto.

Piante che oltre ad adattarsi alle nuove condizioni climatiche potrebbero avere un buon potenziale commerciale e essere un eccellente fonte di guadagno per un contadino con un piccolo appezzamento di terra o per un'azienda agricola familiare.

Lo scorso mese è stato pubblicato un fascicolo sul Fico d'India, meglio conosciuto botanicamente come opuntia ficus-indica.


L'esperienza della Fao si basa sulla grave siccità che ha colpito il Madagascar nel 2015, il fico d'india è stata un pianta che ha dimostrato di essere una fonte di cibo, di foraggio e d'acqua per la popolazione e gli animali.

Il Fico d'India è un arbusto o meglio albero che varia in media da 1,5-3 m di altezza. I rami (cladodi) sono appiattiti e di colore grigio-verde. I fiori sono gialli e i frutti variano dal giallo al rosso e al viola e contengono piccoli semi che di solito vengono consumati insieme con la polpa del frutto.

Il Fico d'India è un'importante coltura alimentare nelle aree aride. I frutti possono essere consumati freschi, o trasformati in sciroppi e marmellate, mentre i rami vengono puliti e cotti come verdure in stufati e insalate ( ho apprezzato qualche tempo fa la ricetta della nostra amica blogger Rossella di Salsapariglia con le sue Pale di fico d'india saltate ). 

I rami sono anche usati come foraggio per il bestiame, sia come foraggio fresco o immagazzinato come insilato.


Per il suo alto livello di tolleranza alla siccità, all'aumento delle temperature e al degrado del suolo, le coltivazioni di fico d'India si stanno sviluppando in molti paesi, vengono perfino piantati ai margini dei terreni come barriera contro il vento.

Secondo gli agronomi il Fico d'India contribuisce a migliorare la qualità del suolo, in particolare per le coltivazioni d'orzo e potrebbe secondo una nuova ricerca contribuire in parte a limitare le emissioni di gas serra in quando riduce la metanogenesi dei ruminanti quando viene integrato nel foraggio degli animali.


La coltivazione dei fichi d'India sta gradualmente guadagnando terreno in Messico, dove è originario, il frutto ha raggiunto più di 80.000 ettari di coltivazione di questi 10.000 per la sola alimentazione umana, è stato stimato che in Messico il consumo medio pro capite è di 6,4 kg all'anno.

Dopo il Messico è il Perù la nazione con più di 40.000 ettari di coltivazione di fichi d'India, seguito dal Brasile, dove viene usato come foraggio per gli animali, è anche coltivato in Stati Uniti, diversi paesi che si affacciano sul mare Mediterraneo (Spagna, Italia, Grecia, Malta, Tunisia), Angola, Kenya, Etiopia e Sudafrica.

Dal punto di vista nutrizionale il Fico d'India, è ricco di acqua ideale per rinfrescarsi durante l'estate, contiene una discreta quantità di fibre, utile per favorire il transito intestinale.

Come la maggior parte della frutta è ricco di vitamina A e vitamina C, con un discreto potere antiossidante, si distingue anche per il contenuto di Magnesio.

Il consiglio è di mangiarli quando sono maturi e dolci per apprezzarne meglio il sapore.

Oltre al Fico d'India l'attenzione della Fao sull'agricoltura del futuro si sta soffermando su alcune piante come la Moringa, Panico Indiano (eleusine coracan), Amaranto, Cardo, Vigna Subterranea (Bambara Groundnut), Grano SaracenoPachyrhizus, di cui spero di potere parlare nel prossimo futuro.

Questo post serve per concludere il post precedente sull'agricoltura del futuro non sarà solo importante che tipo di agricoltura scegliere ma che cosa produrre visto le mutate condizioni ambientali.

Fonte delle notizie: Fao 


14 commenti:

  1. In effetti ho notato che anche nelle mie zone le piante di fichi d'india si sta diffondendo e cresce anche bene.
    Un post molto interessante, che fa riflettere tanto.
    Ciao

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  2. ma veramente? a me hanno sempre detto che il fico d'india, se si esagera, faccia da "tappo" beh.. a parte questa premessa.. a me piace tanto, soprattutto quello rosso, pensa che nel mio giardino lo avevo messo (si lo so.. in piemonte è da pazzi, ma ho messo anche una bouganville) d'inverno costruivo loro un cappottino, una casetta e via fino alla primavera successiva non li svestivo, solo che il fico d'india era diventato ENORME in pochissimo tempo e quindi.. ha fatto una brutta fine. Una volta mio marito al militare in sardegna, duranti una qualche guardia, moriva di sete, non conoscendo bene (per niente) come pulirlo se l'è ficcato così com'era in bocca...(ahahahah) Povero. Grazie per il post :-) baci

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    1. i semini contenuti se si esagera, se si mangia più di due chili per volta, possono fare "tappo" :-))), credo sia difficile mangiarne più di 4 o 5 al giorno.

      Simpatico doveva che doveva essere tuo marito avrà tolto le spine comunque, dissetano perchè contengono molta acqua

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  3. Interessante. Io non mi farei nessun problema a mangiarli come verdure solo che qua si cominciano a trovare solo da poco i frutti. Figuriamoci le pale

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  4. Questa pianta, come anche il nespolo, hanno dalla loro parte la fortuna di non essere mai stati modificati, né di subire colture jntensive, come per esempio l'uva, quindi nei millenni sono diventate molto forti e difficilmente muoiono se attaccate da insetti. Sai cosa credo? Non è o sará la FAO a salvarle, si sono salvate da sole 😀

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    1. Bella Giulia questa riflessione mi piace molto

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  5. Il fico d'india è stata un pianta che ha dimostrato di essere una fonte di cibo, di foraggio e d'acqua per la popolazione e gli animali . in questo ultimo periodo è stato anche rivalutato dagli chef . E' certamente da tenere in considerazione come pinata del futuro . Un saluto, Daniela.

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  6. Ciao Gunther ! Evviva i fichi d'India ! Che gioia poter prendere a piene mani da tanta generosità della terra !! Grazie della citazione !

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  7. Nelle isole greche si preparano un paio di ricette interessanti! Ecco una cosa al quale la mia fame complulsiva non è ancora arrivata! Dopo il tuo articolo arriverà con meno sensi di colpa! ;-)

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  8. Come sempre post molto interessante. Io adoro i fichi d'india e quando sono di stagione e li trovo ne faccio scorpacciate. Per quanto riguarda le nuove agricolture, non saprei, ma sinceramente i mutamenti climatici e ambientali mi preoccupano molto e non solo pensando all'agricoltura.
    buona serata
    Alice

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  9. non l'ho mai mangiato ma non mi ripugna come molti "cibi strani" di cui ho letto. In Sicilia ci fanno gelati e marmellate quindi lo assaggerei volentieri !

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  10. Sì sente citare spesso ultimamente. Il Fico d'India pare essere molto apprezzato in cucina. Io lo apprezzerei molto in purezza. Non ho mai avuto il piacere di gustarlo e chi lo ha fatto me ne ha parlato molto bene. Grazie, Günther. Sei sempre preziosissimo.
    Un caro saluto,
    MG

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  11. Non conoscevo le proprietà del fico d'India. Addirittura frutto del futuro? Da noi non ci sono e quelli che si acquistano fanno davvero pena, senza sapore e tantomeno succo. Li raccolgono acerbi e maturano durante il trasporto. Insomma alla fine non li compro mai. Invece sarei molto curiosa di assaggiare le pale ... ma se non trovo fichi d'india buoni, figurarsi le pale ...

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