lunedì 30 ottobre 2017

Illusioni e illusionisti in cucina: la felicità e il cuore non bastano più

Da quando la cucina è diventata il principale argomento dei media, mi sembra d'essere uno spettatore al circo equestre, i numeri passano uno dopo l'altro, l'avvocato che diventa chef senza glutine, il geometra del catasto che diventa chef vegano, la laureata in energia nucleare che diventa maestra di sushi e il professore di chimica maestro di bignè, possibile che tutti siano richiamati solo dal sacro fuoco dei fornelli?

Mi piace chiamarli illusionisti di cucina, una volta gli illusionisti garantivano uno spettacolo professionale, io ricordo il Mago Silvan, persona di grande classe, un artista inimitabile.

Ora senza offesa per nessuno ma non vado a parlare con il professore di chimica di mio figlio se ho voglia di un bignè. Personalmente quest'illusionisti possono strapparmi qualche applauso, a volte qualche risata, ma mi fanno più tristezza.


Le cucine della Felicità

Difficile dare un concetto di felicità è più difficile del concetto d'amore sembra che nessuna definizione sia esauriente, ma quale sarà la felicità? E' quella scritta nei Baci Perugina o nel biglietto della Lotteria?

La felicità è di chi vende o di chi compra un libro ? Si vende la felicità come si vende il surrogato dell'amore la notte nelle periferie delle metropoli? Non si vende la felicità, perchè la felicità è un concetto troppo personale e soggettivo, come non si compra la felicità.

Ora, io non sono nessuno ma solo un lettore, perchè devi scrivere che vendi felicità e non dire semplicemente ricette di buona cucina, "ricette per la felicità" un po' come se in teleria si scrive "lenzuola per il chupa chupa"  (bastassero due lenzuola!).

Nel 2015 sono stati circa 1.200 i libri di cucina pubblicati in Italia, più o meno cento libri al mese,  l'impressione è che siano anche aumentati, cosa rimane di tutti questi libri? Nulla (tranne qualche rara perla).

In realtà i buoni libri di cucina non mancano solo che si perdono per merito di queste proposte come dire "surreali" che attirano attenzione per non meglio denominate qualità.

Una volta i libri di cucina duravano 10, 20, 30 anni anche di più, ora anche meno di una settimana in libreria ogni settimana rinnovano il banco delle offerte di cucina, scompaiono alla velocità della luce.

Ho l'impressione, sicuramente sbagliata che ci si trovi di fronte a dei progetti scarsi e quindi hanno bisogno di creare del valore aggiunto, di creare del fumo.


Certo le ricette non sono dei copia e incolla ma hanno molto del già sentito dire e ridere, non spiccano per originalità diciamo cosi: pasta aglio e olio e peperoncino, cacio e pepe, pasta al limone!

Visto la grande originalità le ricette da dove arrivano? Secondo me non c'è nulla di male nell'indicazione di una fonte, questo sarà testimonianza di cultura enogastronomica e non il frutto di una seduta spiritica con la buon'anima !

L'aspetto più divertente d' alcuni libri di cucina sono i ringraziamenti, chi ringraziano dopo avere scritto un libro di ricette di cucina?
Lo sponsor? No.
Il cuoco che ha aiutate? No.
Uno chef che ha ispirate? No!
Chi le ha fornito i servizio di piatti? No
Il fruttivendolo che le porta la spesa a casa gratis? No
Ringraziano la Parrucchiera e la Truccatrice, fondamentali per scrivere un libro di cucina! Sarà stato il sedano o la carota ad avere bisogno di una messa in piega al ciuffo prima di passare in padella?

Ma voi avete mai visto Umberto Eco che a fine libro ringraziava il barbiere?

Ricordo simpaticamente un ricettario di cucina dove nei ringraziamenti c'era perfino il chirurgo plastico, ecco le ricette del chirurgo plastico proprio mi mancavano!


Gare dei chef: la cucina del cuore

Io non apprezzo le gare e i talent show sulla cucina, tutti dalla Prova del Cuoco ai vari Master chef .

Chiunque usa una telecamera sa che deve essere tutto già pronto, i costi sono alti non è possibile improvvisare, si segue uno story board, un canovaccio, un testo, un racconto.

La sensazione che si ha però dopo dieci minuti di trasmissione è che non sanno più cosa dire, i silenzi in televisione sono come degli abissi, una mancanza che riempiono con frasi già pronte o suggerite da una lavagna, c'è perfino un programma che in diretta n TV cerca informazioni su internet, ma sei esperto di cucina o esperto di ricerca su internet?

Proprio l'altra sera ho visto uno di questi programmi di gara dei chef, dove dei "cuochi" molto giovani tra i quali un diciottenne venivano giudicati da due esperti di cucina, giornalisti d'enogastronomia di 20 e 23 anni, due autentici illusionisti hanno parlato del nulla, pontificato per dieci minuti.

Ai miei tempi ai ragazzi giovani  e non laureati li si mandava a portare i caffè o al limite a rispondere al telefono e non in televisione a lodarsi della loro ignoranza sopratutto messi a confronto con conduttori chef di 30 anni d'esperienza.

Non nutro alcuna simpatia per Cracco & C, tuttavia si tratta di persone d'esperienza di 30 anni di lavoro, non fanno nulla per generare empatia ma vederli come dire in secondo piano rispetto a due ventenni deliranti non sapevo se ridere o piangere.

Ripetevano incessantemente frasi fatte del tipo "non c'è più la mezza stagione", lascialo dire a chi di stagioni ne ha viste un po' di più per favore!


Una delle frasi più ripetute e " la cucina si fa con il cuore"

No, la cucina si fa con la tecnica, con la cultura, con la conoscenza, con l'esperienza. La cucina con il cuore la fai a casa se devi cucinare per la tua famiglia, ma se sei uno chef o vuoi diventare uno chef di un ristorante, non ti basterà solo il cuore.

Mi è giunta all'orecchio la possibilità che visto il calo d'ascolti molte termineranno, alcune stanno in piedi solo per gli sponsor e non per il numero d'ascoltatori.

Se chiudono non mi dispiace, fatevene una ragione, avete messo dei personaggi che non hanno nessuna cultura e nessuna dialettica, a riempire il video di frasi di luogo comune "bravo hai fatto questo bene perchè l'hai fatto con il cuore".

Questa frase può essere molto bella se detta una sola volta ma quando viene ripetuta ogni 5 minuti a 20 concorrenti diversi in tutti i programmi, ti scappa da dire ma datemi uno che cucina con ... la testa per favore!

Sintesi:
Quello che mi piacerebbe è che gli argomenti di cucina e food come si dice oggi fossero trattati da persone competenti, tutti mangiamo e magari buona parte di noi prepara da mangiare a casa ma questo non fa di noi dei chef di cucina.
Spero che torni nel settore della comunicazione il desiderio di contenuti e di competenza e non della spettacolarizzazione dei fenomeni da baraccone degli illusionisti della cucina.

24 commenti:

  1. Pensavo proprio pochi giorni fa a quanto sia scaduta la televisione. Non che sia stata mai un granchè ma almeno anni fa si faceva anche cultura, vedi Quark o Non è mai troppo tardi. Ora non siamo sommersi di programmi di cucina. Passino le ricette ma oramai quello che sembra tirare di più sono le sfide e le litigate.

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  2. Mannaggia il tempo tiranno! Letto in parte, tornerò con una curiosità che di più non si può!

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  3. Ciao Gunter, concordo su tutto...la cucina fa molto tendenza in questo momento...è pieno di gente che si spaccia per cuoco o chef..per me la cucina è soprattutto generosità, passione e fantasia...gli chef veri, come ben dici tu hanno esperienza e conoscenza che i più non immaginano nemmeno...buona settimana !!!

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  4. Il guaio è che alcuni non sono nemmeno lontanamente "appassionati" di cucina, ma si capisce che la vivono come il mestiere più gettonato del momento. Per quanto riguarda gli chef stellati che si mettono a urlare e sacramentare in televisione proprio non capisco:perché scendere così in basso? Ma ammetto che pur ponendomi queste domande, io alcuni di questi programmi li guardo, salvo poi trarne le tue stesse conclusioni: fuffa!
    Bravo gunther, ottimo articolo.

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  5. Ciao Gunther, molto carino il tuo post! Ormai la cucina è una moda. Quello che non mi spiego è il dilagare di ricette sui libri e in TV e al tempo stesso la quantità di cibi pronti che invadono i supermercati e il numero sempre crescente di aziende che consegnano cibo pronto a casa... O meglio me lo spiego con quello che dici tu: ormai anche la cucina è solo spettacolo e di sostanza ce n'è rimasta poca. Mio malgrado partecipo al circo.. non sono un'appassionata di TV e non la guardo quasi mai, ma ho il 'vizio' di acquistare un libro di cucina al mese, spesso rimanendone anche delusa, foto bellissime ma ricette niente di che. Ciao!

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  6. Hai pienamente ragione: manca la qualità, l'esperienza, lo studio e la passione in quello che vediamo in giro.

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  7. Letto e riflettuto... Su molti punti hai ragione. A me fa tristezza il decadimento culturale dell'editoria in generale. Per quanto riguarda una crescità culturale si tira sempre a ribasso e il settore "cucina" non poteva che seguire il trend.
    Per le trasmissioni non farei di tutta l'erba un fascio. Un conto è uno show fine a se stesso un conto è uno show di intrattenimento con dei contenuti. Guardando tanti anni fa "la prova del cuoco" ho imparato tante cose sulla cultura culinaria italiana. Se si guarda Master Chef si impara soltanto il come fanno gli americani a fare uno show da esportare in tutti i paesi...
    Resta la verità che non si sa cucinare, ma ci si mette comunque in mostra, forse come unico mezzo per ricercare consensi, visibilità,alla ricerca di una svolta nella propria vita o alla ricerca dell'autostima perduta. Ci si mette a cucinare per scopi nobili e meno nobili ma tutti profandamente umani. La cosa triste è che la cultura culinaria viene per la maggiore delle volte massacrata e il buon gusto pure!

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  8. Gunther, ho paura che l'argomento cucina continuerà a tormentare le nostre serate davanti alla tv ancora per molto. Dopo il calcio, la politica, le trasmissioni dove sviscerano i delitti, quello della cucina e' un altro tema che, ahimè, non sembra conoscere tramonto. Personalmente, cerco di selezionare con grande oculatezza i prodotti editoriali dedicati alla gastronomia e non guardo assolutamente nessuna trasmissione sugli chef e le loro corti dei miracoli. Infine, mi da' un fastidio enorme quella forma di divismo di cui sono fatti oggetto i cuochi in questo periodo.

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  9. ah Gunther, Gunther come mi piace la tua (sottile, media e spessa) ironia :-) beh ma dai si sa che questo è tutto business, cuore, felicità, amore non hanno nulla a che vedere, lo condivido questo post mi piace tantissimo (non che gli altri mi annoino eh? ah a proposito.. "lenzuola per il chupa chupa" MA GUNTHER! :-) :-) :-)

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  10. Condivido completamente le tue azzeccate riflessioni. Da tempo , anch'io, che non sono una chef e neanche una cuoca ma solo una mamma e una donna, rifuggo dalla spettacolarizzazione della cucina che deve stupire a tutti i costi...gli accostamenti improponibili che fanno sgranare gli occhi, gli schizzetti nel piatto intorno ad UN raviolo ...io sono per la cucina verace, autentica e gustosa. Ma anche per questo e, forse soprattutto per questo, non basta il cuore ma ci vuole anche Cultura e tecnica. Grazie per l'esaustivo e divertente articolo!!!

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  11. È sempre un piacere leggerti Gunther... sai che ti stimo un sacco!

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  12. No vabbè, al punto "ringrazio il truccatore e la parrucchiera" ci vole la Ola! Sei mitico Gunther, mi piace e condivido ogni tua parola. Anche io ultimamente, rifuggo i troppi programmi di cucina, presenti ovunque, sul web come in tv. I libri poi non ne parliamo. Io sono una semplice casalinga che si diverte a cucinare piatti sempre nuovi. Come me, ci sono migliaia, che dico? milioni di persone al mondo. Credo comunque che anche tantissime persone che scrivono libri di cucina, siano mie pari e non me ne vogliano, ma vendono felicità de che? Di un piatto di pasta aglio e olio? Lontani anni luce dai libri dei vari Artusi o Marchesi, credo che oggi la spettacolarizzazione e della fama (per non dire del denaro) abbia preso il posto della cultura e della tecnica. Grande Gunther, ti adoro, lo sai vero? Ma non dirlo a tua moglie ... ;)

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  13. Caro Gunther un'altro tuo post che ho letto con interesse e che condivido, visto i tempi mi sa che per la tua simpatica ironia ci sarà molto materiale per altri post sull'argomento!!!

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  14. " tutti mangiamo e magari buona parte di noi prepara da mangiare a casa ma questo non fa di noi dei chef di cucina"....questa frase dovrebbero tatuarsela sulla fronte certi personaggi che scorazzano in tv, ma chef de che? direbbero i romani più veraci....Resto dell'idea che lo chef dovrebbe lavorare in cucina per i suoi ospiti e non in tv ma pare che gli stellati abbiano talmente tante spese di gestione che nemmeno menù a 500€ a persona possono bastare a coprire le spese e allora la pubblicità televisiva li aiuta...poveretti costretti a vendersi a patatine, cucine componibili ecc.Buon we Günther !

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  15. Che bell'articolo, grazie della condivisione. Concordo su molte cose :)
    Buona serata
    Tiziana

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  16. Sempre simpaticamente ironico..
    condivido tutto quanto da te scritto..
    un abbraccio

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  17. esco allo scoperto...mio cognato acquisito è uno chef stellato! giuro!
    lo conosco da quando aveva 17 anni e vi assicuro che per diventare chef stellato si è fatto un qlo come una capanna, girando il mondo e lavorando sodo e rinunciando a farsi una famiglia fino all'altroieri.
    Bòn, detto questo, all'età di 45 anni gli è stato proposto di andare in televisione, dove guadagna molto di più, non tirando i remi in barca ma lasciandosi cullare dalla corrente, diciamo così..ci avreste rinunciato voi? io no.
    Per il resto c'è tanta fuffa in giro...basta non comprare i libri e non parlo solo di quelli di cucina.
    Un saluto goloso, il cat

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    1. è faticoso diventare chef anche tanta gavetta.

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  18. credo che la foto di copertina sia emblematica, giusta la foto con minishort e cosce di fuori per presentare un libro di cucina...come se servisse ad avere un corpo snello e tonico

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  19. E' proprio vero, non se ne può più di questi programmi,
    magari in alcuni c'è qualcosa di buono da imparare, ma per la maggior parte è solo per far spettacolo...speriamo che questa moda cambi!

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  20. Condivido carissimo, sempre molto "centrato"!

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  21. Salve Gunther! E' la prima volta che posto un commento a un tuo post , pur seguendoti da circa 3 anni per dirti: mi è piaciuta moltissimo questa tua riflessione che ritengo come sempre acuta , spiritosa e, mi permetto di di aggiungere , educativa.Ho deciso di scriverti proprio oggi perchè per coincidenza facendo un giro in una delle mie librerie di riferimento , ho dato anche un' occhiata al reparto libri di cucina ( cucino con piacere , mi piace curare la mia alimentazione e sono interessata alla nutrizione: è anche questo uno dei motivi per cui ti leggo sempre...beninteso,non sono una chef)...così mi sono trovata di fronte una grande parete totalmente rivestita di queste recenti uscite di libri di cucina... in particolare le copie esposte in gran numero erano proprio quelle del 1° libro da te citato. Mi sono messa a ridere irrefrenabilmente da sola...e per fortuna ero sola nel reparto , altrimenti qualcuno poteva supporre che sia stata in balia qualche strana " terapia della felicità " magari indotta dal suddetto prodotto ... mentre io sghignazzavo per l'assurdità del progetto incrociata allo scrupoloso marketing. Riguardo alla foto di copertina ,come sottolinei tu, insieme ai " ringraziamenti"la trovo particolarmente demenziale . Puntualizzo che non è "competitività" nè invidia nei confronti della graziosa autrice ...nè di nessun altra delle autrici di queste ricette " felici" dato che sono molto felicemente un' ex- modella e indossatrice professionista che ha fatto questo fino a 36 anni ;)!In compenso c'era solo una copia di "Plenty more" di Y. Ottolenghi, giusto per citarne uno che è un cuoco vero e pure bravo. Nessuna foto accattivante in copertina , anche se con il suo aspetto potrebbe piu' che permetterselo ,ma un raffinato e coloratissimo disegno di pentole e casseruole in un libro anche molto elegante sotto il profilo estetico, senza parlare dei contenuti riportati e delle ricette Concludo sottolineando che non seguo i programmi televisivi di cucina da almeno 4 anni e che non guardo la tv, ma in compenso seguo fedelmente oltre a te altri 3 blog italiani a mio avviso molto validi ( anche francesi oltre che italiani) con fantastiche proposte e dritte tecniche che hanno notevolmente contribuito a farmi progredire in cucina e che ovviamente ho consigliato la lettura dei tuoi post a molte delle mie amicizie e alcune sono delle mamme che secondo il mio giudizio trarranno grandi vantaggi per la loro prole seguendoti!Grazie dei tuoi post e buon proseguimento, ritorno silenziosa ;)!

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    1. Spero di meritarmi tutta questa fiducia, grazie

      Ottolenghi devo dire che lo seguo anche io, non c'è confronto con i libri della cucina felice, può qualche volta anche non piacere in qualche abbinamento ma siamo su un livello completamente diverso e mi fa molto piacere che libri di qualità si vendano.

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