mercoledì 22 luglio 2015

Nutella Amara, Mister Ferrero non è Mister Nutella?

Giusy L. da un po' non parli più di Ferrero e della Nutella, hai letto l'intervista di Ferrero su Repubblica?  Cosa ne pensi? Ci fai un post?

Si volevo evitare di parlarne, un po' per la mia vena polemica un po' perchè non sono argomenti da 40° all'ombra, ma sono in molti a chiedermelo, giusto per accontentare i lettori interessati all'argomento.

Credo che sia ora di fare un importante distinzione tra la Ferrero come azienda anzi come azienda multinazionale e il suo prodotto più noto la Nutella, una crema spalmabile molto piacevole, se vi piace la Nutella non è detto che vi deve stare simpatica per forza la Ferrero, anche perchè Ferrero non è solo Nutella . 

Qualche giorno fa Mister Ferrero ha "rilasciato" un' intervista al maggiore quotidiano italiano Repubblica. Rilasciato è un termine un po' riduttivo in realtà mi è sembrato un monologo, per la mancanza di una dialettica tra chi fa le domande e chi risponde, A colpirmi sono state le affermazioni di Mister Ferrero che mi hanno fatto riflettere non solo sul ruolo delle certificazioni ma del rapporto tra imprenditoria e il Made in Italy.

La polemica e la ricerca d'attenzione

Fino ad ora sulla polemica Nutella e Francia non ho detto nulla, perché si tratta di una vecchia strategia di Ferrero, io mi difendo da un accusa, per veicolare una serie di messaggi dai media, ve li ricordate? Unione Europea contro la Nutella, casalinga americana contro Ferrerofare il ruolo della vittima crea più appeal.

L'intervista inizia con la cosa più importante che preme da dire a Sig. Ferrero io viaggio molto mi trovo in Lussemburgo. Ecco guardi Sig. Ferrero il Lussemburgo, si trova lì o presumibilmente si trova in Lussemburgo (ammettendo che sia vero), perchè ha sede casualmente la Ferrero S.p.A. è posseduta al 100% dalla Ferrero International SA che ha sede a Findel di Sandweiler in Lussemburgo (fonte wikipedia).

E' noto dalla stampa che la maggior parte delle aziende che hanno sede in Lussemburgo, lo fanno per la possibilità d'usufruire d'eventuali agevolazioni fiscali, un diritto lecito sia ben inteso, non c'è nulla di male, un paese che fa parte dell'Unione Europea, ma che lascia molto perplessi, abbiamo ancora gli occhi puntati sulla crisi greca dove sembra che gli effetti negativi dell'economia gli pagano sempre e solo i cittadini.

Sull'olio di palma e la polemica con la Francia, ho affrontato questi argomenti gli anni passati, voglio dire solo che uno dei grandi stabilimento di produzione di Nutella in Europa è a Rouen in Francia, un altro è in Russia, la Nutella è più quella prodotta all'estero che in Italia, anche se molti italiani sentono la Nutella come un prodotto che fa parte della propria cultura alimentare come i spaghetti al pomodoro, la pizza e le lasagne alla bolognese.

La polemica secondo me è un po' stata montata ad arte, la Ferrero si difende dicendo di utilizzare solo olio di palma certificato, quale altro modo per comunicarlo a squarcia gola, e un po' come dire io uso il burro ma di quello certificato! Che vuole dire? Oggi tutti certificano tutto, vuoi che non ci sia l'olio di palma certificato? Ci sono anche i blog certificati mi è venuto da ridere quando l'ho visto per la prima volta, sono un blog pirla certificato, giuro!

Mi spiace ma il valore delle certificazione oggi giorno perde sempre di più valore. In questi anni ne abbiamo visti di tutti i colori. Chi non ricorda quelle aziende che dichiaravano che inquinavano ma che per bilanciare gli effetti del danno ambientale avrebbero salvato foreste. A distanza d'anni possiamo dire che se fosse stato vero avremmo nel sistema solare altri due pianeti come la Terra coperti da foreste. Le certificazioni di Ferrero sono anche vere per amore del cielo non vogliamo mica dire il contrario ma la certificazione è una giustificazione per le aziende ma non per i consumatori, un argomento superato che non colpisce. 

La cosa più divertente che mi è sembrato di capire è che Sig Ferrero motiva che la scelta dell'olio di palma perche è ipernutriente e che nel mondo ci sono 850 milioni  di persone sottonutrite, quindi cosa dobbiamo pensare che salverà la fame nel modo il vasetto di Nutella?

Sig. Ferrero ma da blog pirla autocertificato che sono, mi scuserà, ma mi viene da ridere.

Sig. Ferrero scusi ma una volta la Nutella non era buona, sana  e leggera per la prima colazione?


Ma l'aspetto dell'intervista più divertente e preoccupante per gli italiani è un altro

Si rimarca il fatto che Ferrero è orgogliosa di essere il fiore all'occhiello dell'Italia, si però in Italia non investe? Ferrero è proiettata verso l'estero lo dice lui stesso e lo sarà sempre di più un futuro, ci fa molto piacere a tutti  e nei stabilimenti di Ferrero in Italia stanno facendo i salti di gioia.

Io ho pensato che se Ferrero certifica l'olio di Palma e dichiara in qualche modo pagando o altro d'equilibrare la possibilità di un eventuale danno ambientale, non si può fare la stessa cosa con le aziende italiane che realizzano prodotti all'estero e giocano sul made in Italy?

Mi spiego meglio tutti riconoscono in Nutella un prodotto sì di Ferrero ma un prodotto italiano, anche se poi viene realizzato altrove.
Quest' atteggiamento riguarda moltissime altre aziende famose per il Made in Italy alimentare , per amore del cielo io sono contento che le aziende italiane vadano in tutto il mondo ma con prodotti italiani realizzati in Italia, non con prodotti realizzatii altrove che hanno solo la nomea d'essere italiani.

Faccio un esempio di fantasia, immaginate d'essere la più grande azienda di salumi in Italia, fate lo speck in Slovenia e in Ungheria, realizzate una bella comunicazione con le immagini del Sudtirolo, dell'Alpe di Siusi o delle tre cime del Lavaredo con lo Schutzen che balla e piazzate questo prodotto sul mercato come speck, un prodotto noto per essere italiano, quindi con un prezzo alto, perchè il made in italy ha valore sul mercato internazionale, certo se lo vendete come coscia affumicata di maiale sloveno vale il 50% meno.

Quanti comprerebbero una crema spalmabile al cioccolato e nocciole russa? Probabilmente nemmeno i russi! 


Non è il caso di Ferrero ma io ritengo che tutte quelle aziende che fanno realizzare prodotti dichiaratemente italiani all'estero e che vendono l'immagine di prodotto italiano, devono corrispondere all'Italia e sopratutto agli italiani un indennizzo, perchè gli italiani si sono fatti un mazzo tanto (scusate il termine, con rispetto parlando) per avere una buona fama sul mercato internazionale di prodotto di qualità a iniziare dal settore moda e dal settore del mobile e del design.

Non è il caso di Ferrero, non vorrei essere frainteso ma ora ora arrivano questi furbetti, che freschi freschi è il caso di dirlo del settore alimentare, vendono un prodotto e un immagine dell'Italia che non c'è perchè le aziende hanno sede alle Cayman, Antille Olandesi, aprono stabilimenti all'estero assumono lavoratori in quei paesi, pero sfruttano la nomea italiana e nello stesso tempo procurano un danno all'Italia d'investimenti mancati e di risorse perse.

Quando il settore moda ha iniziato e realizzare i prodotti all'estero ha perso competitività, si è persa la manualità e l'ingegno che caratterizzava i prodotti fatti in italia, molte di queste aziende di moda sono fallite, è illusione che tutto si può realizzare dappertutto.

Le aziende possono fare ciò che vogliono, anche trasferirsi al Polo Nord tra gli orsi bianchi, ma sfruttare la nomea d'essere italiane, solo per avere un ufficio in Italia, quando non c'è nulla italiano in quel prodotto io la ritengo qualcosa si cui non si può andare fieri.


Non è il caso di Ferrero, tutto questo sarebbe trascurabile se sempre quelle aziende che si reputano multinazionali nel fare investimenti, non fanno altro che piazzare il maggior numero di loro uomini nella federazioni alimentari italiane e nelle varie associazioni di categoria al fine di condizionare le politiche in Italia. ( esempio : la reazione di non ricordo il nome di quale ministro alla proposta dell'Unione Europea di limitare lo zucchero nelle merendine, si ma merendine realizzate altrove).

Potete piazzare i vostri uomini per favore alla Federalimentare delle isole Cayaman o della Antille Olandesi o della Repubblica dei Pinguini del Polo Sud? Sembra che le aziende italiane abbiano una mano lunga quando si tratta di prendere e una mano corta quando di stratta di dare, con anche la complicità della politica, che non si è inginocchiata alle aziende agroalimentari, scusate il temine ma si è girata mettendosi a 90°.

Si perchè queste aziende producono e danno lavoro altrove ma poi i finanziamenti per fare conoscere il prodotti li prendono dallo stato italiano e non piovono dal cielo perchè sono delle tasse che tutti gli italiani pagano, potremmo altrimenti dire che queste aziende sono italiane solo quando se lo ricordano e se gli serve qualcosa.

L'Expo 2015 è stato fortemente voluto dalle aziende agro alimentari italiane o sedicenti tali, quando è costato perchè a pagare sono stati tutti gli italiani e loro per ringraziare investono all'estero, non inteso come esportazione di prodotti italiani ma come sede, produzione vera e propria, che torna conto per gli italiani? Che per lavorare sono tornati ad espatriare come gli anni '50! Sono giovani è vero ma rappresentano il futuro, un futuro che in Italia nessuno vuole costruire.

Grazie Mister Ferrero per averci aperto gli occhi, di queste riflessioni ma da Mister Nutella ci aspettavamo qualche pensiero positivo, più dolce e meno amaro, proprio il caso di dire Nutella Amara.

14 commenti:

  1. Sarebbe una bella cosa allargare la Ferrero i confini in Italia così che in tanti possono avere un posto di lavoro. Spesso i ragazzi non avendo un appiglio li tocca andare fuori perché il lavoro va fuori, sia lui Ferrero o meno, perché tante fabbriche si sono chiuse e tante persone soffrono per mancanza di un lavoro. I giovanni perché sono giovanni, riescono a uscire fuori con un pò di più di facilità ma per chi ha una famiglia, non è facile partire da 0 e cercare un lavoro. Certo fuori c'è sempre più guadagno per loro perché la manodopera e bassissima e conviene per chi investe ma non per chi lavora.

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  2. in Lussemburgo non ci va per turismo, già.
    Bravo, bravo, bravo! per tutte le tue considerazioni.

    adesso corro a certificare il mio blog come il tuo!

    saluti

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  3. si appunto...che cosa vuol dire che sia certificato... ahhh !!! comunque a me la nutella non piace, a me piace la crema ...svizzera??? NO! Novi ! (anche la Caffarel vicino a casa mia)

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  4. Capisco che il testo sia stato "sbobinato", come si diceva fino a qualche anno fa, ovvero trascritto da una registrazione... ma almeno gli si dia una rilettura!

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    1. i blog sono immediatezza, non rileggo mai cosa scrivo, altrimenti perde d'efficacia.
      Oggi l'immediatezza nella comunicazione è più importante, ci sono giornali che hanno perso il 75% dei lettori negli ultimi 5 anni, proprio per la mancanza d'immediatezza.
      Se non si ha un contenuto lo stile non serve a nulla e annoia.
      E' vero è come una registrazione su un nastro, è il linguaggio dei nuovi mezzi di comunicazione.

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  5. Anche io voglio che il mio sia un blog pirla certificato!! Come si fa? Hai scritto molte cose interessanti e che non sapevo ... anche se come dice il nostro amico anonimo sopra, con qualche errore ortografico ma condivido che le cose di impeto siano le più efficaci!! Vorrei aggiungere che questa situazione di aziende che scappano all'estero è si colpa del sig Ferreo o altri imprenditori ma è anche colpa di chi glielo permette! Come si fa a far scappare tutte queste belle aziende che si lavano la bocca con "prodotti italiani" "puro made in italy" e poi non c'è un cavolo di barattolo o confezione uscita da uno stabilimento in Italia?? E come si fa a girare la testa quando ci obbligano a produrre del formaggio con latte in polvere o cioccolato senza cacao??? Questo bel "sogno europeo" secondo me, è solo un miraggio che poteva realizzarsi e invece così non potrà mai realizzarsi ... bisogna riscrivere le regole. Ci vorrebbe uno con le palle quadre che vada là e faccia valere le nostre eccellenze. E ne abbiamo tantissime eh!?! Altro che latte in polvere!! E scusa se ho fatto strafalcioni ma anche io ho scritto di impeto.

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  6. D'accordo, senza ombra di dubbio, con Günther, anonimo (che brutta cosa l'anonimato, senza nome e senza un viso, peccato...) non scriviamo per il N.Y Times, le nostre sono quattro chiacchiere tra amici, operai, impiegati, medici, architetti, commesse, sarte, casalinghe, muratori, siamo blogger variegati, semplici ma al contempo intensi per contenuto. In effetti il maestrino dalla penna rossa mi sembra manchi nel gruppetto, potresti sempre creare un account e rilassarti.. :-) ehi sei mica il Sig. Ferrero?
    ciao!

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  7. bravo Gunther. purtroppo hai ragione su tutto. aggingo solo che noi italiani dobbiamo imparare ad aprire di più gli occhi su quello che ci succede intorno e magari, nel frattempo, chiudere un pò la bocca su certi "alimenti" che cercano di propinarci. complimenti per le tue puntualizzazioni che non fanno mai una piega!
    L A LUNA NERA

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  8. molto interessante e largamente condivisibile, complimenti.
    però scusa se te lo dico ma ci sono errori grammaticali che disturbano la degna lettura, tipo "gli" (prendono allo stato italiano) :)

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    1. grazie della segnalazione, almeno comprendo cosa non va nella mia lingua italiana

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  9. p.s.
    mi offro come consulente per la certificazione di "blog pirla" a chi ne avesse bisogno!

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  10. Concordo che l'informazione corretta sia importantissima e fondamentale. Sta a noi agire di conseguenza. Bravo Gunther! :-)

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  11. Pure io voglio la stessa certificazione... concordo su tutto!

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  12. non conoscevo la questione.. e sinceramente non ho capito tutto. mi ripropongo di leggere qualcosa e studiare di più.
    Grazie Gunther per le tue analisi sempre dettagliate.. e buone ferie se le farai

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