mercoledì 19 luglio 2017

Il profumo degli alimenti fa ingrassare?

Beatrice G, Livorno : ho letto che l'odore degli alimenti ingrassa, è vero?

Facciamo un attimo di chiarezza non è che se "sniffate" un pollo arrosto o un tiramisù ingrassate, non funziona cosi, più che altro sicuramente il senso dell'olfatto concorre con tutti i cinque i sensi a stimolare i neuroni del cervello che trasmettono dei segnali allo stomaco d'appetito.

Il senso dell'olfatto può essere abilmente manipolato dal marketing alimentare, non è casuale che quando entrate in un centro commerciale, la prima cosa che vi colpisce sono gli odori, non è mai uno Chanel n.5, ma il profumo di patatine, di pop corn, di caramello che stimolano il senso dell'olfatto e vi porta a mangiare anche a stomaco pieno.

Non è escluso che chi ha una maggiore sensibilità olfattiva può essere in grado di apprezzare un buon cibo e forse anche mangiare di più un alimento piuttosto che un altro, ma questo non si traduce sempre in un aumento di peso.

Per esempio io sono intollerante all'aglio non riesco a mangiare piatti con aglio sento il profumo da lontano, quando vado in Provenza che l'aglio lo adoperano come noi mettiamo il formaggio grattugiato sulle lasagne, io mangio solo dolci per antipasto, primo e secondo dalla tarte tatin, al profitterol alla torta al limone meringata! In questo caso possiamo dire che il senso dell'olfatto m'ingrassa.


Scherzi a parte, in uno studio in America pubblicato su Cell Metabolism, i ricercatori dell'Università della California, hanno reso inattivo per il tempi dello studio in senso dell'olfatto alle cavie in sovrappeso ed obese, In questo modo hanno osservato che le cavie giorno dopo giorno dimagrivano in particolare riducevano la massa grassa e la resistenza all'insulina.

Mentre invece su cavie normopeso all'inattività del senso dell'olfatto con una dieta ricca di grassi , tendevano a prendere meno peso rispetto alle cavie con il senso dell'olfatto attivo.

Questa sembra volerci dire che c'è una relazione tra l'obesità e il senso dell'olfatto, chi ha il senso dell'olfatto inattivo sembra mangi meno, ha una maggiore attività del sistema nervoso simpatico, una maggiore termogenesi (brucia di più i grassi).

Tutto questo porta a pensare che l' inattività temporanea o una migliore modulazione del senso dell'olfatto o meglio dei neuroni olfattivi potrebbe aiutare più persone a perdere peso.

Il problema è che nell'uomo il senso dell'olfatto non è sempre attivo e ricettivo allo stesso modo, per esempio al polo nord con il freddo si ha la perdita dell'olfatto (eppure gli inuit non sono magri, chi ha pensato di trasferirsi in Groenlandia qualche mese per perdere peso non è una buona idea). 

Ci sono alcune situazione patologiche che fanno perdere il senso dell'olfatto come il morbo d'Alzheimer oppure dopo un accidente celebro-vascolare (ictus).

Secondo la mia modesta opinione ritengo che intervenire per la perdita di peso sull'olfatto richiede molta attenzione, può essere più problematico di come si possa pensare perché ci può venire a mancare uno dei nostri sensi che ci aiuta a percepire il mondo esterno, come avvertire una situazione di pericolo ma anche la scelta sessuale del partner, immaginate la confusione che potrebbe generare!

Riferimenti: 
Celine E. Riera, Eva Tsaousidou, Jonathan Halloran, Patricia Follett, Oliver Hahn, Mafalda M.A. Pereira, Linda Engström Ruud, Jens Alber, Kevin Tharp, Courtney M. Anderson, Hella Brönneke, Brigitte Hampel, Carlos Daniel de Magalhaes Filho, Andreas Stahl, Jens C. Brüning " The Sense of Smell Impacts Metabolic Health and Obesity " Celle Metabolism Volume 26, Issue 1, p198–211.e5, 5 July 2017

lunedì 17 luglio 2017

Il gelato Grom arriva al supermercato

Sono diversi anni che i Grom dichiaravano che il loro obiettivo era entrare nella grande distribuzione moderna, per cui il loro primo passo d'ingresso al supermercato era molto atteso e seguito dalla stampa specializzata.

A mio modesto parere, presente nei supermercati da più di un mese (Carrefour, Coop) mi sembra un ingresso nella grande distribuzione poco convincente che non segue le aspettative e le ambizioni dichiarate dei Grom.

Offerta ricca di gelato e una flessione della domanda

Negli anni all'interno delle superfici dei supermercato il reparto gelato si è evoluto , diventato più ricco sia d'offerte di gelato industriale di buona qualità che di gelato semi artigianale.

Citiamo alcuni nomi per non essere imparziali Gelato Madre, Indian Gelato, Aloha, Delizie di Corte, Sorbetti e gelato di Tonitto, Mancuso Gelati, Yulti il gelato artigianale, Il gelato allo yogurt della yogurteria di Merano solo per citarne alcuni, ma in realtà c'è una scelta molto più vasta di gelati, tutti i supermercati hanno un fornitore locale, non tenendo conto della linea Top a marchio dello stesso supermercato spesso sempre in offerta.

Questo per dire che si tratta di un settore molto ricco di competitori, fanno tutti un gelato di qualità o per lo meno è quello che tutti dicono.

Lo scorso anno i dati Nielsen sui consumi nel canale del supermercato parlano di un calo delle vendite in particolare della classica vaschetta, sarà Grom capace d'invertire questa tendenza?

Grom non si mette al livello degli altri gelati ma si propone in uno spazio a parte, come dire io sono diverso, non sono come gli altri gelati e cosa sei allora?


Posizionamento alto ma poco giustificato

Per ora quello che spicca è il costo alto, si perché una confezione da 336 g  costa euro 6,90 al kg 20,54, al  supermercato in genere per una confezione simile si possono spendere anche 2 euro, costa tre volte in più.

I Grom sottolineano la qualità del loro gelato personalmente ho sempre fatto fatica a livello di gusto a comprenderla. La fragola di Cuneo  X, l'acqua della fonte del fiume Y, il latte della mucca Z, può non volere dire molto ai clienti del supermercato.

Se posso permettermi credo che era necessaria una distinzione più netta tra la linea offerta al supermercato e quella della gelateria, con gusti e formati diversi, altrimenti si rischia la concorrenza tra offerta del Super e offerta di gelateria.

Tutti i giornali paragonano il gelato Grom e il gelato Haagen dazs, confronto sfortunato in quanto il gelato Haagen dazs propone al supermercato dei gusti con più appeal, si pensi alla crema con fragole candite, al gelato alla crema con noci di pecan, caramello al burro salato, sono gelati esclusivi che realizzano solo loro, ricchi di gusto che rispondono ad aspettative del consumatore goloso.

Quelli  di Grom non sembrano cosi interessati, vanno in una direzione diversa, gusti classici (sorbetto fragola, lampone e limone e gelato pistacchio, caffè e cioccolato) ma anche facilmente confrontabili perchè gusti prodotti dai concorrenti.


Perché  la dizione "creato in Italia" e non "prodotto in Italia"?

Non mi piace quel Creato in Italia, messo sulla confezione, la Unilever è una multinazionale anglo olandese, il marchio Grom è conosciuto come marchio italiano ma è stato acquistato dalla Unilever, viene tutto prodotto in Italia con materie prime italiane? Proprio il termine da loro stessi adoperato "Creato in Italia" e non "Prodotto in Italia", può lasciare la porta aperta a diverse interpretazioni.

In qualsiasi caso, un consumatore al super potrebbe chiedersi, non tenendo conto della nazionalità, perché dovrei scegliere un gelato Grom alla nocciola o un sorbetto ai lamponi, se ho un prodotto uguale o simile a prezzo più basso? Non sarà più conveniente farselo a casa?

Lo devo acquistare solo perchè è Grom? Basta questo? Magari si, ma secondo il mio modesto parere no, occorre qualcosa in più che lo differenzi rispetto ai competitori e giustifichi il posizionamento di prezzo cosi alto!