mercoledì 22 ottobre 2014

Le Mele Granny Smith, efficaci nella lotta contro l'Obesità?

Notizia curiosa qualche giorno fa è stato pubblicato uno studio sulle mele sulla rivista Food Chemistry , che mette in evidenza, rispetto ad altre varietà di mele, le Granny Smith, sono quelle mele verdi e leggermente acidule, che sembrano contenere una maggiore quantità di composti che aiutano a riequilibrare la flora intestinale e di conseguenza svolgere un ruolo positivo sull'Obesità.

Una delle teorie emerse negli ultimi anni sullo sviluppo dell'obesità è legata proprio alla modificazione della flora intestinale, sembra che un alimentazione ricca di grassi e zuccheri, modifichi la flora intestinale tanto da favorire l'acquisizione dei chili di troppo.

Lo studio americano indica che i composti non digeribili presenti nelle mele quali fibre e polifenoli che sopravvivono al processo digestivo aiutano a riequilibrare la flora intestinale e a stabilizzare il metabolismo.

Per arrivare a queste considerazioni i ricercatori hanno con le cavie provato con diverse varietà di mele americane come le Braeburn, Fuji, Gala, Golden, McIntosh e Red Delicious e le Granny Smith, quest'ultime hanno garantito risultati migliori perchè più ricche di fibre e polifenoli.

Gli esami svolti in laboratori sulle feci, hanno dimostrato che i composti delle feci delle cavie obese che avevano mangiato le mele, erano più simili come contenuto di Firmicutes, Bacteroidetes, Enterococcus, Enterobacteriaceae, Escherichia coli, e Bifidobacteriumdi più a quelli delle cavie magre, i ricercatori sostengono che il merito sia delle mele in particolare delle Mele Granny Smith di più rispetto ad altre varietà, che così potrebbero aiutare a ristabilire un equilibrio microbiota disturbato dall' Obesità.


Perchè non mangia frutta? Perchè non mi piace!

Cominciamo nel dire che l'Obesità ha cause multifattoriali una dieta poco equilibrata, una ridotta attività fisica, un errato stile di vita, una predisposizione genetica e molte di più. Studi in vitro o su cavie, per quanto interessanti non sono sufficienti per trarre delle conclusioni occorre fare dei studi sugli uomini, dalla mia semplice esperienza posso dire che molte persone in sovrappeso e obese mangiano poca frutta e verdura, non lo sentono come consumo, la risposta in genere che mi viene data alla domanda perché consuma poca frutta e verdura? Perché non mi piace!

Bisognerebbe indagare molto sul perché non mi piace, non mi piace perché arriva alla fine del pasto e sono già sazio? Non mi piace perché la tiri fuori dal frigo due minuti prima di mangiarla ed è fredda? Non mi piace perché anche sbucciare una mela si fa fatica? Non mi piace perché non è dolce come la torta di mele?

Una delle cose che ho notato è che molte persone non sanno preparare frutta e verdura, comprarla, sceglierla, pulirla e portarla in tavola, nonostante oggi sia pieno di jet chefs e appassionati di cucina dietro ogni angolo.

Una delle cose più divertenti che mi capita di vedere al supermercato, è vedere comprare le mousse di mela e non le mele, ricordo di un invito a cena molto divertente dove per fare bella figura il padrone di casa mi dice per lei che insiste tanto sulla frutta e la verdura le ho preparato una bella macedonia, ma era una macedonia in barattolo già pronta di frutta sciroppata!

Io comprendo che è più facile utilizzare prodotti già pronti o parzialmente pronti ma questi non sono come la verdura e la frutta fresca.

Siamo in stagione di mele nuove, forse è il momento migliore per un buon acquisto, ricordate mangiate la mela perché è buona, saziante, non aspettate la fine del pasto anche a colazione, per merenda per uno spuntino, approfittiamone quando si ha la disponibilità di un prodotto fresco e di stagione, le 5 porzioni che sono il minimo di frutta e verdura, conducono verso un alimentazione più equilibrata e ad un maggiore controllo sul peso, indipendentemente dalla varietà della mela Granny Smith.


Riferimenti: Luis Condezo-Hoyos, Indira P. Mohanty, Giuliana D. Noratto "Assessing non-digestible compounds in apple cultivars and their potential as modulators of obese faecal microbiota in vitro " Food Chemistry 15 October 2014, Pages 208–215


lunedì 20 ottobre 2014

Funghi dai fondi del caffè!

C'è chi va a funghi nel bosco e chi se li produce a casa, potrebbe essere questo il messaggio di questo post, che ha protagonista i funghi. In questi giorni sono a Parigi e ho visto questo box per produrre funghi a casa, dietro quest'idea c'è il riciclaggio dei fondi di caffè per la coltivazione dei funghi.  

Uno dei grandi business di oggi è la capacita di sapere trasformare i rifiuti per altre attività, in questo caso trasformare i rifiuti in risorse alimentari. Fondi di caffè che vengono ri utilizzati per fare crescere i funghi, ma che trovano anche impiego come isolante nell'industria tessile e nell'industria edile. 

L'idea della crescita dei funghi, è un idea d'agricoltura urbana sviluppata dalla società UpCycle lanciata nel 2011 da Cedric Péchard grazie a questa idea ha sviluppato una fattoria urbana all'interno del mercato di Rungis, per produrre una linea di funghi pleurotes coltivati per il settore della ristorazione.

Inoltre è stato realizzato un kit presentato proprio al Sial, dal nome La boite a Champignons da potere tenere in casa per fare crescere i funghi in cucina, basta aprire, irrigare e raccogliere, dopo 15 giorni sono pronti per essere spadellati nel piatto, si possono fare diverse raccolti il costo del kit è di € 14,90. Il sapore dei funghi? Non hanno nulla da invidiare a dei normali champignon.

Un idea devo dire originale, un po' difficile da fare a casa mia siamo in otto, i miei sono ancora per la versione dei funghi di bosco, tipo funghi porcini e non c'è verso di fargli cambiare idea.

Oggi l'auto produzione sta coinvolgendo sempre di più il settore alimentare che offre veri e propri kit per fare la birra, per fare il salame, coltivare pomodori sul balcone, l'auto produzione come ricetta per battere la crisi finanziaria, come ricetta per la sicurezza, come ricetta per l'ambiente, come ricetta per combattere la fame nel mondo, sembra molto affascinante anche se personalmente vuoi i miei fallimenti come coltivatore di carote, sono un po' perplesso, poi vedere crescere dei funghi rosa o dei funghi gialli in casa mi mettono più ansia che tranquillità.

Per chi vuole seguirli  La boite a Champignons upcycle su Facebook

Quella dei funghi in casa sembra un industria in grande espansione e piena di concorrenti, ci sono:


Pret a Pousser, con i funghi grigi, rosa e gialli, certificati biologici, cosi colorati non fanno brutta figura nemmeno in salotto, per dire, potete seguirli su Facebook


Eco Gumelo, azienda portoghese, secondo quanto scritto nel sito questi funghi hanno un alto contenuto di proteine ​​e bassi livelli di grasso, il loro consumo regolare aiuta a ridurre il colesterolo, prevenire le malattie cardiache e rafforzare il sistema immunitario ( mah !!!).