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lunedì 2 novembre 2020

Verso il lockdown con nuove modalità d'acquisto per nuove e vecchie generazioni


In Europa si è dato il via al secondo Lockdown paesi come Regno Unito, Francia, Belgio, Paesi Bassi, visto l'alto numero dei contagi vi hanno fatto ricorso. Anche in Italia è possibile che in alcune aree se si dovesse superare indice Rt di 1,5 l'adottabilità di chiusure parziali o totali come la scorsa primavera.  

Una situazione prevista da più esperti ma sottovalutata durante la stagione estiva da più personaggi pubblici, qualcuno sosteneva "il Covid è clinicamente morto" dando il via a tutta una serie di giustificazioni per comportamenti poco responsabili. 


Ai primi freddi ecco tornare Covid 19, il virus d'origine cinese che sta facendo vittime in tutto il mondo. Dal mio punto di vista sono state tante gli errori che si potevano evitare:

- La riapertura delle scuole, forse la prima settimana giusto il tempo per conoscersi ma poi lezioni on line, ben comprendo il problema per molte famiglie gestire i figli a casa ma se per i ragazzi il covid può rappresentare solo un semplice raffreddore non è cosi per i genitori e per i nonni.

- I mezzi pubblici di trasporto, avere tolto i posti distanziati e i segni dove posizionarsi, la mancanza di mezzi sufficienti ha portato ad un affollamento dei mezzi pubblici in città e treni per i pendolari dove tenere la distanza di sicurezza era praticamente impossibile, cosi il rischio di contrarre il virus è aumentato.

. Irresponsabilità individuale, ebbene si vedo ancora persone circolare senza mascherina o messa sul mento, questo in luoghi pubblici ma anche privati o semi privati come i locali di condominio, per non parlare delle distanze in casa, in ascensore, in alcuni luoghi di lavoro. 

Non è raro che la polizia durante controlli di routine scopre persone in luoghi pubblici che avrebbero dovuto essere confinate in casa in quarantena circolare liberamente e senza protezioni.


Come affronteremo questo nuovo periodo?

Personalmente senza farmi vedere da nessuno sono andato al supermercato del paese vicino al mio, per non destare malelingue, a fare una bella scorta di tutto quello che mi è mancato la scorsa primavera, in particolare :  Carta Igienica, Lievito per Pane e pizza, uova, per il resto devo ancora smaltire la farina, la pasta e i surgelati che avevo preso questa primavera.

Cosa cambia negli acquisti al supermercato.

L'importanza del prezzo

Covid 19 ha avuto un'impatto negativo sul reddito, il Lockdown non ha solo voluto dire chiusura ma anche perdita di lavoro e di guadagno per molti settori. Di fatto si avverte un clima di preoccupazione che riguarda in generale tutti i lavoratori in particolare i lavoratori autonomi (fonte : Termometro Italia Gruppo di ricerca Cerved). 

Secondo una ricerca di mercato internazionale della Palsgaard, il prezzo è diventato il fattore più importante nell'acquisto di prodotti alimentari nell'ultimi sei mesi.

Cosi la grande distribuzione si organizza per offrire dei prezzi di molti prodotti base a prezzi più competitivi per lo meno quelli a nome del supermercato, private label e le linee economiche (in Italia Coop ed Esselunga per esempio).


Acquisto di generi alimentari on line

Con il coronavirus c'è stata una forte spinta alla spesa on line dei generi alimentari, se prima del coronavirus erano soprattutto viaggi, libri, computer, giochi elettronici, con il Covid 19 sono stati gli acquisti on line che hanno rivoluzionato il mercato e tutto quello che ne consegue dal punto di vista organizzativo.

Proprio a settembre sono tornate a crescere le vendite on line nella GDO (rilevazione Iri fonte Osserva Italia) ai livelli di Maggio del 2020, si prevede un Natale con acquisti on line.


Preparazioni da realizzare in casa: cucina casalinga

La sensibilità al gusto non si è modificata, solo in minima parte si è tornati alla cucina tradizionale, ma si acquistano preparazioni da realizzare a casa, meglio se gia dosate, pulite e anche precotte (non tutti hanno cucina multi accessoriate). 

Grande successo della pizza già pronta da mettere semplicemente in forno e di tutte quelle preparazioni facile da scaldare solo in forno. 

Sono stati in modo particolare i Millennial cioè coloro che vanno da un età compresa tra i 25 anni e i 34 anni.

Incremento vendite formaggi 

Interessante questo aumento delle vendite di formaggi, dopo anni in cui le alternative vegetali avevano acquisito importanti quote di mercato, hanno riguardato tutti i formaggi ma soprattutto il mercato inglese più 48%, (secondo i dati della ricerca Kantar) in particolare la vendita di mozzarella è aumentata, sarà per metterla sulla pizza congelata?


Cosa attira di più il consumatore e per che cosa è disposto a spendere di più

Di fatto il Coronavirus ha accentuato una serie di tendenze che gia erano in atto, mostra che i consumatori nonostante l'attenzione al prezzo per forze di causa maggiore hanno anche una maggiore sensibilità o sono disposti a spendere qualcosina in più quando un prodotto o chi li produce si distingue per: 

Impegno per la responsabilità sociale

Impegno alla responsabilità ambientale 

La sostenibilità (il 82% degli intervistati sostiene che è disposto a pagare di più se gli ingredienti sono prodotti in modo sostenibile)

Garanzia sicurezza alimentare

Produzioni ad emissione zero


Il Target più ambito : Generazione Z

Tutti gli operatori del settore agro alimentare guardano a questo particolare gruppo di consumatori che vanno dai 18 ai 24 anni, sono il futuro e rappresentano quel gruppo di consumatori che ha la capacità d'influenzare il mercato d'oggi ma soprattutto quello di domani.

A cosa danno importanza i ragazzi della Generazione Z nell'acquisto dei prodotti alimentari

- Sensibilità  al cambiamento climatico 32%

- Proprietà salutistiche 27%

- Protezione della Natura 14%

- Diritti dei lavoratori 11%

- Sicurezza, etica e tracciabilità della catena alimentare 7%

- La cura e il benessere degli animali 5 %

- Contenimento dell'utilizzo della plastica 2%

- Gusto 2%

Il gusto è l'ultima loro preoccupazione, sono disposti a spendere di più se l'azienda adotta politiche sostenibili a favore dell'ambiente per il cambiamento climatico.

Sintesi

Ci avviciniamo verso un nuovo lockdown, armiamoci di tanta buona volontà sarà un Natale diverso dal solito. 

Negli acquisti teniamo sempre presente il rapporto qualità/prezzo, prodotti agro alimentari sostenibili sono benvenuti tra le nostre scelte e forse siamo disposti a spendere anche di più ma devono essere tangibili e verificabili.

Perchè non sempre è tutto oro quello che luccica, questo vale per le nuove e vecchie generazioni.


venerdì 16 ottobre 2020

Vaniglia all the best


Si tratta sicuramente dell'aroma più conosciuto e della spezia più costosa dopo lo zafferano. In arrivo con la scoperta delle Americhe, ha visto tra i suoi grandi estimatori Elisabetta I della dinastia Tudor ma soprattutto i Reali di Francia, tra cui Luigi XIV il Re Sole.

La passione dei francesi per la Vaniglia cambia il corso della storia di questa pianta che dall'esclusiva produzione del territorio messicano della tribù dei Toponachi nella regione di Veracruz, si sposta nell'Isola della Reunion (ex Bourbon) territorio francese in Africa, dove si perfezionò il metodo manuale chiamato appunto Bourbon per impollinare la pianta di Vaniglia ( in sostituzione di quello naturale delle Api Melipona in Messico).

Questo metodo rivoluziona il mercato della produzione della vaniglia che dal monopolio del Messico, passerà prima all'isola della Reunion (Francese) e poi in Madagascar, Tahiti e Indonesia.

La vaniglia è in particolare nel mercato europeo l'aroma più utilizzato anche se il 98% della vaniglia utilizzata dall'industria alimentare è un aroma di sintesi.

Per una produzione di 12.000 tonnellate all'anno di vaniglia di sintesi ci sono 40 tonnellate di vaniglia naturale, questo per dare idea della proporzione tra l'offerta di vaniglia artificiale e naturale.

L'aroma di vaniglia è un aroma che ha fatto registrare nell'ultimo anno un aumento del 10% di nuovi prodotti con vaniglia come ingrediente. 

Tuttavia l'apprezzamento del suo aroma riguarda soprattutto l'Europa per il 39% e il 20% il Nord America, 15% America Latina.


Quali sono i paesi produttori di vaniglia:

Oggi il 59% della vaniglia proviene dall'Asia, il 30 % dall'Africa, il 6,% dall'America. questi numeri stanno ad indicare che la Vaniglia che proveniva dal Messico, oggi è il luogo di produzione che trae meno beneficio dall'economia della Vaniglia e nonostante Africa, luogo d'innovazione del metodo Bourbon copre solo il 30% dell'offerta del mercato di Vaniglia.

Second dati del 2016 (fonte FAO) i primi 5 paesi per produzione sono: Madagascar (2956 t), Indonesia (2304 t.), Cina (885 t.), Messico (513 t. ) e Papua Nuova Guinea (502 t.) seguono poi Turchia, Uganda, Tonga, Reunion, Malawi. 

I primi due paesi hanno una grande produzione ma la quantità è soggetta a più variabili sia climatiche che ambientali, tanto è  che ci sono anni che la produzione supera 13.500 tonnellate mentre gli ultimi 3  paesi hanno una produzione minore ma costante e stabile nel corso del tempo, ma sono i primi due che condizionano il prezzo del mercato.

La Cina ha una produzione iniziata negli anni '80 nella zona dello Yunnan ed ha la più alta resa per ettaro seguita da Isola di Tonga, Messico, Uganda,  Guadalupe.

La migliore qualità viene ritenuta quella che arriva dal Madagascar anche se negli ultimi quella che arriva da Tahiti ha saputo crearsi un piccolo gruppi di estimatori.

I principali importatori: Stat Uniti, Canada, Francia, Germania, Svizzera, Giappone, Arabia Saudita.

Oltre al baccello di Vaniglia sul mercato possiamo trovare: estratto di vaniglia, l'oleoresina, la vaniglia assoluta (utilizzata in cosmetica) o la vaniglia in polvere.

Negli Usa il mercato è rivolto alla produzione di estratti mentre in Europa si predilige utilizzare il baccello di vaniglia oppure la vaniglia in polvere.

La vanillina sintetica la si ricava dal 1937 dalla lignina degli alberi o dall'eugenolo dell'olio di chiodi di garofano, dal 1991 la principale fonte di vanillina è il guaiocolo ottenuto dalla lavorazione del petrolio.


Le categorie nel settore alimentare sono più interessate all'utilizzo della vaniglia

Bakery (Panetteria, prodotti da forno) 24%

Dessert Ice Cream  (dolci e gelati )20%

Dairy (latticini, alternative vegetali, yogurt) 17%

Sport nutrition 10%

Confectionary (confezioni di dolciumi) 8%

ma spuntano anche delle nuove categorie come le bevande, i liquori, sciroppi



Quali segmenti di mercato?

Gluten Free 19%

Alto contenuto di proteine 18%

Senza additivi 15%

Kosher 14%

Ridotto contenuti di grassi 9%

il profumo e il sapore della vaniglia attrae più target il gluten free per esigenza di rimandare il cibo a profumi piacevoli, utilizzo di farina alternative prive di glutine sono più gradevoli se c'è un aroma. Il kosher per la richiesta e un profumo di un sapore più ricco.


Con quale ingrediente è più abbinato

Cioccolato 12%

Fragola 4%

Caramello 2%

Mandorla 2%

Cacao 2%

Sintesi

Quello che emerge in questo ricerca (Innova Market Insights) è che l'incremento del 10% come ingrediente della vaniglia nel settore agroalimemtare è dovuto all'uso strategico per lanciare nuovi prodotti, in qualche modo per rassicurare il consumatore.

Questo perchè l'aroma di vaniglia è infantile, ci riporta ai primi gusti dolci, l'aroma delle creme e dei dolci fatti in casa, non è raro che molte persone associano il latte materno o del latte dell'infanzia con l'aroma della vaniglia.

L'aroma di vaniglia ha la possibilità di conferire a segmenti di mercato come le alternative Vegetali, Gluten free e Kosher quell'aroma che rende piacevoli preparazione che partono da prodotti per loro natura selettivi e non sempre di gusto.

L'aroma di Vaniglia fa pensare al fiore dell'Orchidea e non al fatto che nella maggioranza dei casi ci troviamo di fronte a un derivato della lavorazione del petrolio.

Voi quale vaniglia utilizzate?

mercoledì 7 ottobre 2020

Edulcoranti intensi alla conquista del mercato


Diverse volte abbiamo parlato degli edulcoranti, sostanze che servono per addolcire alimenti o bevande in sostituzione dello zucchero. 

Sono definiti edulcoranti "intensi", quei edulcoranti che hanno il loro potere dolcificante, da 150 a 600 volte superiore allo zucchero (Saccarosio) che li rende interessanti per ridurre la quantità di zucchero.

Possono essere d'origine naturale come la Taumatina e la Stevia ma anche artificiale come la Saccarina. Acesulfame K e Aspartame.

Da diversi anni vengono utilizzati dal'industria alimentare come sostituti dello zucchero nel tentativo di diminuire le calorie di bevande e preparazioni alimentari.

Diversi studi però hanno evidenziato che non c’è relazione tra consumo di edulcoranti e perdita di peso, anzi contrariamente a quello che si poteva pensare, gli edulcoranti sembrano stimolare l’appetito e invitano a consumare di più, vanificando così quel piccolo vantaggio limitato alle calorie.

Nell'ultimo anno i prodotti con edulcoranti intensi hanno avuto un incremento del 12% ( fonte Innova Market Inside) , un dato rilevante, sul quale ho trovato molto interessante approfondire.


Quali sono gli edulcoranti intensi più utilizzati dall'industria agroalimentare?

Sucralosio 52%
Acelsufame K 35%
Stevia 27%
Aspartame 18%
Saccarina 6%

Questo dato potrebbe stupire perché molto persone si aspettavano che i prodotti derivati dalla stevia d'origine naturale e dal potere dolcificante 300 volte superiore allo zucchero, poteva diventare leader di questo settore ma il suo gusto non ha trovato molti estimatori.

Il Sucralosio noto come ingrediente E955 è 600 volte più dolce del Saccarosio, circa il doppio più dolce della Saccarina e quattro volte più dolce dell'Aspartame.  Si utilizza in sostituzione dello zucchero ma spesso anche in combinazione con altri dolcificanti artificiali (l'Aspartame, l'Acesulfame K ). 

Lo si può trovare in commercio con il nome di Splenda, dove viene mescolato con maldestrine e destrosio, per potere essere utilizzato anche a casa. 


In quali segmento di mercato li troviamo più presenti?

 Alto contenuto di proteine  24%
Gluten free 20 %
Sugar free 18%
Senza Additivi 16%
A ridotto contenuto calorico (low reduced calorie) 14%

Con sorpresa possiamo notare che i prodotti a basso contenuto calorico riguardano solo il 14 % dei prodotti sul mercato e sugar free solo il 18%.

Desta una certa impressione che il posizionamento maggiore sia quello dell' Alto contenuto di Proteine, cioè di coloro che sono più interessati a sviluppare i muscoli, sembra questo il target più interessato all'acquisto di prodotti con edulcoranti. 

Sorprende anche il Gluten free con il 20%, un grande equivoco molte persone si avvicinano al Gluten free  convinti di potere controllare meglio il proprio peso, non c'è alcun dato scientifico in merito. 

Il mercato con questo ci dice che i prodotti gluten free con edulcoranti sono più graditi dei prodotti gluten free con zucchero.

In quale categoria li troviamo più presenti ?

Sport Nutrition 28%
altri 23%
Soft drinks 23%
Confectionary 8 %
Alternative vegetali al latte, yogurt, formaggi 9 %
Snacks 8 %

La Categoria dei prodotti per l'alimentazione di coloro che fanno sport, è il target più interessato ai prodotti che contengono edulcoranti ad alta intensità. 

L'attenzione alla costruzione del proprio corpo e al suo mantenimento fisico è la preoccupazione maggiore che fa preferire prodotti con edulcoranti invece con zucchero (il target più interessato alla riduzione calorica).  

Da contraltare il 23% di soft drink, cioè di quelle bevande piacevoli e non gasate che molte persone preferiscono al posto dell'acqua per dissetarsi.

In passato i Soft drinks sono stati tra la categoria di prodotti più indicati come potenzialmente causa di obesità in quanto poco si è tenuto conto in passato delle calorie delle bibite.


Sintesi:

Il sucralosio è l'edulcorante intenso più utilizzato dall'industria alimentare grazie al su potere dolcificante, gusto e versatilità. 

I dati di questa ricerca di mercato della Innova Market Inside ci indica che il target principale di coloro che preferiscono prodotti con edulcoranti intensi più che le persone in sovrappeso o obeso, sono coloro che praticano attività sportiva o meglio coloro che acquistano prodotti per un alimentazione sportiva e un alimentazione ricca di proteine.

Per mia esperienza personale posso dire che se qualcuno vi chiederà di perdere peso sarà più facilmente una persona magra o normo peso che pratica attività fisica piuttosto che una persona in sovrappeso o obesa.

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sabato 26 settembre 2020

Kebab Vegetale da Noma a Copenhagen?

Tutti quelli che mi conoscono sanno che sono favorevole ad un alimentazione vegetale, quello che non capisco è perchè per apprezzare frutta e verdura bisogna ricorrere a un termine come "kebab vegetale" ?

Secondo la stampa Celeriac Shawarma è il nuovo Kebab vegetale, fatto con sedano rapa marinato con tartufo e olio di lino si gusta all'interno del menu del ristorante Noma fino al 2 Ottobre in una proposta completa di Summer Season di 356 euro circa, (Corone Danesi 2650), euro più euro meno, spicciolo più spicciolo meno. 

Avete ancora solo qualche giorno per provarlo!

martedì 22 settembre 2020

Effetto Covid 19: aumento della domanda di grano


In questi giorni leggevo i dati dell'aumento delle materie prime nel 2020, quello che mi è balzato all'occhio è l'aumento del prezzo del grano mi sono chiesto ma c'è un legame con il Covid 19?

Chi è ancora fresco di scuola, ricorderà sicuramente l'arrivo di Renzo a Milano è la rivolta del Pane, chiamata anche Tumulto di San Martino, generato dall'aumento del prezzo del grano.

Sempre nei Promessi Sposi, qualche capitolo dopo ci parla della peste a Milano

Storicamente è stato provato che esiste un collegamento tra carestie ed grandi epidemie, le une possono generare le altre e viceversa ma possono essere state generate da più fattori come:  

- la cattiva conservazione delle derrate alimentari.

- il lavoro agricolo era per la maggior parte manuale e le guerre e le epidemie privavano della forza lavoro le campagne

Raccolti scarsi non riuscivano a soddisfare la domanda di farina questo generava un aumento del prezzo, che veniva anche influenzato dalle tasse e dai tributi.



Perché aumenta la domanda di grano?

Inutile negare che gli acquisti fatti nella primavera del 2020 durante il Lockdown , le grandi scorte di pasta e farina hanno fatta crescere la domanda.

L'esempio più curioso è stato sul mercato inglese dove sono andate perfino esaurite le confezioni di pasta già cotta in barattolo.

Ad aumentare il prezzo non è solo la domanda, ricordiamo che solo circa il 60-/65% della produzione di grano è rivolta alla produzione alimentare l'altra percentuale è rivolta per la maggior parte alla produzione di biocarburanti.

Ci sono più variabili che possono giocare un ruolo importante nell'andamento del prezzo come le scorte, le riserva immagazzinate, l'andamento economico e climatico dei maggiori paesi produttori come Unione Europea, Cina, India, Stati Uniti, Russia e Canada, la speculazione finanziaria sui futures dedicato ai prodotti agricoli.

Un dato importante è che tutti i principali paesi produttori sono stati toccati dal Covid 19 in modo importante, fortunatamente oggi la maggior parte del lavoro è meccanizzato per cui la forza lavoro non è più cosi importante. In Europa il raccolto di Giugno non ha dato flessioni a livello quantitativo sul raccolto.



Fattori del rinnovamento della domanda di grano 

Ci sono però dei fattori che non sono strettamente legati al covid che vede un aumento della domanda di grano, considerato da sempre un prodotto naturale e tradizionale nella storia dell'uomo.

L'evoluzione della domanda alimentare porta a rivalutare il grano come uno degli ingredienti che risponde meglio alle nuove esigenze nutrizionali (fatta eccezione per i nostri amici Gluten-Free).

Che vede profili alimentari con meno prodotti carnei, facili preparazione del cibo e nutrizione sana ed eticamente giustificabile.

1) In particolare ritroviamo il grano protagonista in molti prodotti per un alimentazione vegana e vegetariana. 

Le proteine del grano ottimizzano la consistenza e il profilo nutrizionale di questi prodotti, questo secondo molti ricercatori può contribuire a ridurre il consumo di carne e di conseguenza a un migliore profilo ecologico.

2) Si può anche trovare sul mercato il grano di materia prima tradizionale è coltivato a livello regionale e/o locale offre standard di alta qualità e processi rispettosi dell'ambiente.

3) Negli ultimi sono riprese le coltivazioni di cereali e grani antichi dimenticate dall'era industriale che meglio rispondono alle nuove esigenze nutrizionali, alcune di queste varietà hanno un basso contenuto di glutine. 

4) Nella lavorazione del grano non ci sono scarti tutti viene utilizzato questo lo rende un prodotto altamente sostenibile non avendo scarti industriali.

5) Gli amidi del grano negli ultimi anni si sono diffusi in molte preparazioni alimentari come miglioratori della stabilità, la consistenza e il sapore, prolungando la durata di conservazione e influenzando  il profilo nutrizionale dei prodotti alimentari.



Sintesi

Aumenta la domanda di grano è logico attendersi a breve un aumento dei prezzi dei prodotti (nonostante la crescita della popolazione gluten-free).

Le motivazioni sono solo in parte collegate al Covid 19 che certo crea incertezza nei mercati per il coinvolgimento dei principali paesi produttori (UE, Usa, Urss, Cina).

Ci sono ragioni anche dovute ad un nuovo approccio al cibo che porta a considerate in modo positivo le alternative alimentari con all'interno proteine del grano e per l'industria utilizzo facile degli amidi derivati dal grano nella formulazione dei prodotti alimentari.


mercoledì 15 luglio 2020

Scaldasole Frutta e Fiori, yogurt magro senza lattosio al lampone e gelsomino

Mentre ero al supermercato ho visto per la prima volta questi nuovi yogurt dell'Azienda Scaldasole ad attrarmi è stato l'abbinamento frutta e fiori e un packaging molto accattivante.

Una scelta controcorrente da parte di Scaldasole, Frutta e Fiori è un nuovo investimento nel settore dello yogurt nonostante si registra una costante e lenta flessione delle vendite di yogurt nella grande distribuzione.

Un tentativo apprezzabile di dare dei nuovi stimoli al mercato, in un segmento molto piccolo dello yogurt senza lattosio, che rappresenta solo il 2% delle vendite di yogurt.

Il mercato dello yogurt senza lattosio nel giro di pochi anni si è trovato di fronte una quantità di concorrenti imprevisti, primo lo yogurt greco che ha percentuali inferiori di lattosio rispetto ad uno yogurt di latte intero per via della lavorazione e poi le alternative vegetali di yogurt che di fatto hanno offerto una proposta completa senza lattosio.


Bisogna comunque precisare che lo yogurt può essere consumato anche da coloro che sono intolleranti al lattosio in quanto lo yogurt ha percentuali molto basse di lattosio intorno al 3%, mentre in genere viene consigliato a coloro che sono intolleranti al lattosio di consumare prodotti derivati del latte con percentuali inferiori al 5%.

Tuttavia l'intolleranza è individuale ci sono coloro che lamentano problemi anche in percentuali inferiori al 5%  ed ecco nato per fare fronte a questa esigenza: il segmento dello yogurt senza lattosio o lactose free con percentuali inferiori allo 0,1%.

Contenuto di lattosio nello yogurt dato generico ( tratto da: Misselwitz B, et al, Gut 2019)
yogurt da latte intero 3%
yogurt greco 1,5%
yogurt senza lattosio 0,01%

Inizialmente a comparire sul mercato era stata l'azienda Parmalat con la linea Zymil (presente ancora oggi con anche lo yogurt greco senza lattosio), poi la Galbani, lo yogurt Next senza lattosio della Yomo, la Latteria Sociale di Merano con le due linee Bella Vita free zero grassi senza lattosio e la Bella Vita Free senza lattosio.

la preferenza del mercato va per lo yogurt magro senza grassi e senza lattosio, un piccolo mercato ma molto affollato di proposte e d'alternative.


Frutta e Fiori di Scaldasole gioca molto bene le sue carte, un prodotto biologico certificato, senza glutine, fatto con latte scremato, zucchero di canna, include amido e gelificante come pectine come oramai molti yogurt (mal comune mezzo gaudio si potrebbe dire, oramai solo io a casa non mi gelatifico o mi addenso lo yogurt).

Rispetto ai concorrenti impegnati a comunicare noiosamente la loro lactose free, Frutta e Fiori di Scaldasole gioca sul gusto e sul buon umore, su un sentimento di positività.

La mia unica perplessità riguarda il posizionamento del prezzo , il costo al kg è più vicino allo yogurt greco che allo yogurt senza lattosio della Mila  e Yosoi Valsoia (lo yogurt Frutta e fiori di Scaldasole 8,08 euro, è quasi il doppio del costo al kg del concorrente Bella Vita di Mila 4,60 euro).

C'è una divertente incoerenza di fondo nelle etichette, in genere lo yogurt fatto con latte viene scelto per via del contenuto di calcio, ma nessuno dei yogurt da latte mi indica il contenuto di calcio, mentre questo viene indicato dall'alternativa vegetale (chiaramente aggiunto) e dallo yogurt greco, è un aspetto originale della comunicazione diciamo cosi ma che può condizionare le scelte di un consumatore medio.

Suggerisco pertanto ai produttori di yogurt greco d'indicare il contenuto di lattosio sulla confezione mentre ai produttori di yogurt lactose free d'indicare oltre al contenuto di lattosio quello del Calcio e della Vitamina D per un informazione più completa.

Scaldasole frutta e fiori yogurt magro senza lattosio è anche nelle versione agrumi e fior d'arancio e Pesca mango e fiore di sambuco.


Ingredienti yogurt test:

Merano, Bella Vita Free zero grassi yogurt magro alle more e mirtilli conf. 2x125g: 
Yogurt magro (latte scremato senza lattosio, fermenti lattici dello yogurt: Streptococcus thermophilus e Lactobacillus bulgaricus), Preparazione di frutta (zucchero, more e mirtilli 8% sul totale del prodotto finito, addensanti: amido modificato di mais, pectine; succo di sambuco da concentrato, aromi naturali, correttore di acidità: acido citrico), Senza glutine

Valsoia, Yosoi al mirtillo conf. 2x125 g
Bevanda di soia 76,5% (acqua, semi di soia 8,7%), Zucchero, Mirtillo (6,2%), Amido modificato, Destrosio, Fosfato di calcio, Addensante: pectina, Fibra di agrumi, Aroma naturale, Succo concentrato di carota nera, Estratto di ibisco, Vitamine: riboflavina (B2)-B12-D2, Fermenti vivi, Può contenere tracce di: frumento, segale, orzo, avena, farro e kamut

Fattoria Scaldasole frutta e fiori, yogurt magro senza lattosio al lampone e gelsomino (1x 130g):
Ingredienti: yogurt magro senza lattosio*° 80% (latte* (grassi < 1%), fermenti lattici vivi), purea di lampone* 9,2%, zucchero di canna*, amido*, succo concentrato di limone*, gelificante: pectine; estratto di gelsomino. senza glutine. *Ingredienti biologici. °meno di 0,01% di lattosio.

Fage, TruBlend lampone (1x 150g)
Ingredienti:Yogurt colato (latte scremato, crema di latte, fermenti lattici vivi), Lampone e purea di lampone (8%), Acqua, Oligofruttosio (fibre), Amido di mais, Aroma naturale, Succo concentrato di carota nera, Succo concentrato di limone, Senza glutine.

Sintesi

Posso dire che si tratta di un alternativa di gusto interessante quella di Scaldasole Frutta e fiori, non è a buon mercato in linea con tutti i prodotti della linea Scaldasole. Tuttavia mi chiedo che futuro potrà avere, visto il grande successo delle alternative vegetali allo yogurt e dello yogurt greco il segmento dello yogurt senza lattosio. 

Per saperne di più: Fattoria Scaldasole

mercoledì 1 luglio 2020

Pizza over lockdown

In questi giorni guardavo i dati degli acquisti fatti durante il lockdown al supermercato nei maggiori mercati, tra i prodotti che ci sono in positivo più acquistati c'è la pizza ovunque.

Incredibile ma vero partendo da Napoli è riuscita ad affascinare i palati di tutto il mondo.

Non c'è nessun altro prodotto che è sinonimo d'Italia nel mondo, purtroppo come per lo yogurt greco in Grecia e la pizza per l'Italia, questo non contribuisce ad aumentare il PIL.

Diciamo che si è badato di più ad aprire pizzerie piuttosto che a cercare di creare un marchio di tutela e affrontare la sfida della lavorazione industriale. Nel tempo è molto cambiato il modo di consumare la pizza da cibo di strada pronto subito per essere consumato a un prodotto surgelato da mangiare in modo programmato.


Si può passare una serata in uno delle tanti locali pizzeria da quelli semplici e adatti per tutte le tasche di pizza al trancio a quelli più raffinati (anche Cracco propone la pizza nel suo menù).

Si può ordinarla e farla portare direttamente a casa quando si vuole con le diverse applicazioni oppure la si prende comoda da scaldare solo in forno dopo l'acquisto al supermercato.

Si può farla per proprio conto partendo da lievito madre o lievito di birra e preparando la pasta oppure adoperare le basi già pronte.

Dal successo di vendita durante il lockdown è sull'innovazione dei prodotti pizza  che si stanno concentrando le grandi multinazionali del settore alimentare, cosa vedremo nel futuro dei consumi di pizza?


La pizza congelata e/o in atmosfera protettiva

Oggi la maggior parte delle pizze al supermercato in Italia sono pizze surgelate, la surgelazione è noto per essere il migliore sistema di conservazione grazie alla catena del freddo (-18°).

In America invece va molto la pizza congelata (tra -7° e -12°) e la pizza conservata in atmosfera protettiva con scadenza a breve, già pronta de mettere in forno.

Su queste ultime si prevede una maggiore crescita con la nascita di nuovi marchi che offriranno delle scelte di pizze gourmand.

Basti pensare che  nel mondo la crescita di pizza surgelata è stata del 5,7 % tra il tra il 2015 e il 2019, quello delle pizze congelata del e/o in atmosfera protettiva del 15,0% si tratta quindi di un settore in crescita e più innovativo,.

Ci sono già pronte diverse compagna di comunicazione che daranno spazio all'artigianalità di queste ultime proposte, all'utilizzo delle farine e degli ingredienti di qualità.

Le pizze in atmosfera protettiva sono quelle che potrete trovare al banco freschi dove c'è yogurt e pasta fresca.

In questo segmento di mercato avranno spazio oltre che alle pizze classiche le specialità tipiche locali come la Focaccia romana, la focaccia di Recco, la focaccia barese.


Pizza nel microonde

La maggior parte delle pizze si rivolgono ai forni statici o ventilati o quelli più fortunati che possiedono un forno a legna, nuove aziende hanno studiato formati e pizze adatte esclusivamente ai forni a microonde (la principale domanda arriva dai mercato orientali).

Pizza vegetale

La tendenze di ridurre i prodotti d'origine animale influenza anche la pizza,, cosi si potrà trovare la pizza vegana in cui prodotti d'origine animale come la mozzarella viene sostituita da proposte alternative vegetali e arricchita di soli prodotti vegetali (zucchine, melanzane, peperoni).


Pizza senza glutine

Nel mondo nel 2019 l' 8% delle pizze lanciate sul mercato erano senza glutine, Nei soli USA il 25% delle pizze vendute sono senza glutine, in pratica una pizza su quattro è senza glutine.

Ci sono due categorie quelle a base di mix di cereali senza glutine e quelle con la base costituita da ortaggi e verdure, le più famose sono quelle a base di Cavolfiore che lanciò come ricetta Alain Ducasse diversi anni fa e Nestlè in America ha lanciato con il marchio California Pizza Kitchen, la pizza a base di Cavolfiore.

Non mancano le proposte alternative realizzate da piccole aziende che sostituiscono il cavolfiore con i broccoli o le patate dolci, un segmento in continua evoluzione quello delle basi per pizza vegetali.


Sintesi

Il consumo della pizza si evolve da tutto pasto a spuntino per qualsiasi momento della giornata, la sua semplicità e la sua adattabilità conquista i mercati globali.

Grazie all'industria e alla tecnologia è divenuto un prodotto molto adattabile alle esigenze dei consumatori del nuovo millennio: pizze condite già pronte da mettere in forno, pizze surgelate, pizze senza glutine, pizze vegetali.

Peccato non avere saputo creare un marchio italiano forte a tutela della pizza come produzione e commercializzazione e lasciare che le grandi multinazionali del settore food traggano profitto da un prodotto che tutti associano con l'Italia.

Il Marchio che più richiama l'Italia è Buitoni ma da diversi anni appartiene alla Nestlè multinazionale svizzera

Ci sono poi dei produttori di pizze surgelate, qualcuno anche leader sul mercato italiano e in qualche mercato estero ma hanno quote a livello globale molto piccole come: Italpizza, Roncadin, Freddi Mantua Surgelati, Apizza (questi ultimi sono napoletani), tutti bravi e appassionati a loro modo ma forse avrebbero avuto bisogno di un sostegno diverso.

In questo senso sono più fortunati in Grecia, la Fage nonostante tutto è rimasta un'azienda greca ed è leader di mercato assoluto dello yogurt greco in tutto il mondo, capace d'influenzare le scelte dei concorrenti, spiace non potere dire la stessa cosa della Pizza.

martedì 7 aprile 2020

Chef sfigati che spadellano Coronavirus pensaci tu

Come tutti in questo periodo passo il tempo con le news sul Coronavirus Covid-19, per distrarmi frequento sempre di più i social network, un sistema per rimanere in contatto con amici e conoscenti, sia lontani che vicini.

Grazie all'Emergenza Coronavirus non vanno più in onda tutta quella serie di trasmissioni con dei sfigati che spadellano, per certi versi scusatemi sia ringraziato il cielo.

Perchè quando c'è un appassionato che cucina ti trasmette gioia, amore e passione, quando cucina qualcuno per egocentrismo ti annoia.

Abbiamo tirato per un attimo un sospiro di sollievo, dicendo finalmente ce li siamo tolti ….. dalla vista.

E invece no, ci seguono come delle mosche e zanzare, ce li siamo ritrovati come post sponsor sui social network che postano le ricette in tutti i momenti a tutte le ore, tutti i giorni.

Un continuo di bit e ora lo chef on line farà una sua ricetta per te, ma chi te l'ha chiesta? In un giorno ne ho contati 89 filmati di ricette!

Io comprendo il bisogno di sentirsi sempre al centro dell'attenzione è dura ritrovarsi in pantofole con chi ti ordina di passare il folletto.

Per qualche giorno hanno resistito ma poi la voglia di pubblico la voglia d'acclamazione ha preso il sopravvento.

Annoiandosi a casa, non potendo andare in televisione hanno trovato il sistema di postare video ricette direttamente dalle loro case utilizzando i profili Facebook, Instagram. Twitter.

Un minuto di silenzio per le mogli dei Chef

Io farei un minuto di silenzio per le mogli dei chef che prima del Coronavirus dovevano fare l'applauso al marito solo a letto la sera, ora si ritrovano con il doppio lavoro fare da claque il giorno e la notte.

Lavare la carote e tagliarle a julienne (applauso) tra l'altro mentre con le mani filmano e con i piedi applaudono, taglio la cipolla (applauso), metto la pentola per cuocere la pasta (applauso) assaggiare la pasta (applauso) passami il sale (applauso) passami il pepe (applauso) capite neanche in certi paesi del terzo mondo le mogli si trattano cosi.


Ricetti comuni per gente speciale 

Sono ricette fatte più per se stessi, come se questi chef vivessero in una realtà differente non fatta di code al supermercato e difficoltà.

Tu cucina a casa ma noi non possiamo stare fuori a fare la spesa tutti i giorni per seguire le vostre ricette.

Facciamo qualche esempio senza fare nomi cognomi

Pasta alla carbonara perchè io e mia moglie siamo a dieta
Perchè se non eri a dieta che ci facevi vedere un cinghiale intero arrosto? Con la faccia euforica di quelli contenti che sono al primo giorno di dieta (ripasseremo fra qualche giorno per vedervi contendere anche le briciole di pane).

Prendete del guanciale quattro dita di quello buono dei colli romani. 
Noi è gia tanto se lo troviamo al supermercato di qualsiasi provenienza sia, di questi tempi non puoi sottilizzare. Un conto se ti rivolgi a un pubblico locale solo della zona di Roma un conto quando ti rivolgi a un pubblico nazionale tra la Sardegna e la Valle d'Aosta.

250 g, di pasta per due persone 
Meno male siete in due e siete a dieta, spiegami perchè sono venuto al tuo ristorante a mangiare ti ho ordinato una carbonara e mi ha dato si e no 50g. di pasta per 18 euro?

Fiori di zucca ripieni di pesce
Siamo ad aprile non ci sono ancora i fiori di zucca freschi, sono di serra o vengono dall''estero anche la stagionalità è importante, da me fa ancora freddo quest'anno devo ancora piantare le zucchine, spero di farlo a maggio, se di notte le temperature vanno sotto 12 gradi le piante di zucchine muoiono.

Prendere un chilo di cozze fresche
Amico Chef magari se abiti a Bari o Palermo le puoi trovare ma nella maggior parte della località pescherecci non vanno fuori come non ci sono i mercati del pesce, pertanto reperire molluschi e pesce in generale può essere difficile. Dalle mie parti che abito in montagna trovavamo il pesce una sola volta alla settimana adesso neanche più, piuttosto date consigli su come potere utilizzare le alternative.

Risotto con la Robiola di Roccaverano, nocciola tonda e gentile delle langhe e fiori di pesco.
Guarda posso sorvolare sulla Robiola, prendere quella che trovate, io uso la nocciola tonda e stronza della Langhe, fa uguale? Ma quando il pesco va in fiore? La maggior parte di noi non può uscire di casa figurati andare per fiori di pesco!

Mi ferma la Polizia
"Scusi lei cosa fa in giro?"
"Sa sto cercando fiori di pesco"
è già tanto se mi fanno una multa e non mi arrestano per addescamento!

La maggior parte di noi questi ingredienti non li ha nel proprio frigorifero o nella propria dispensa e   qualcuno fa anche fatica e reperirli. 

Un invito ad una maggiore umiltà a senso della realtà comune, capisco volere dare una continuità, rimanere vive le tradizioni della Pasqua (con le cozze, fiori di zucca e i fiori di pesco la vedo difficile), le cose cambiano e bisogna adeguarsi al nuovo.

Un ottimo spunto può essere una maggiore ricerca sulla tradizioni della Pasqua regione per regione, una riletture delle ricette, un modo per rendere più leggere e attuali, come utilizzare al meglio gli ingredienti surgelati, le alternative possibili, se volete si può fare molto di più del risotto con il plancton o i fiori di pesco.

Amici dell'Associazione Chef della Tv a spasso, che la mattina aprite gli occhi dicendo buongiorno Claudio buongiorno Elisa, cambiate anche voi, rischiate di dare un'immagine poco gradevole iocucinoacasa anche no!

venerdì 7 febbraio 2020

Perchè il pane in vendita è sempre poco cotto?

Deborah B., Vicenza: le volevo chiedere come mai si trova dai panettieri sempre il pane poco cotto? Ho nostalgia del pane di una volta con la sua bella crosta dorata ma sembra impossibile trovarlo!

Basta restare mezz'ora in un panettiere e alla fila del banco del pane per sentire dire:
"tre panini non troppo cotti per favore"
"un filone di pane meno cotto che c'è grazie"
" del pane tipo baguette francese ma morbido e poco cotto per favore"
Più meno l'80% delle richieste dal panettiere in mezz'ora d'osservazione.

Ci sono più ragioni che spiegano queste scelte, alcune sono tecniche legate alla produzione di pane altre invece riguardano le scelte dei consumatori

Fermo restando che personalmente sono per il pane cotto e cotto bene perchè la cottura migliora la digestione del pane e valorizza la buona qualità delle farine, del lievito e della lavorazione.

1) Fattori legati alla masticazione
I dati statistici sulla popolazione ci fanno notare che l'Italia è un paese vecchio nel senso che l'età media è 45 anni, più l'età è matura maggiore è l'abitudine di consumare il pane durante il pasto. Spesso la maggiore età è legata a problemi di masticazione, per questo si preferisce un pane più morbido che crea meno difficoltà di masticazione (basterebbe cambiare la scelta della varietà di pane ma questo è un altro discorso).

2) Fattori legati al nuovo gusto 
La cultura del pane è legato alle generazioni con maggiore età, per i giovani millenians il pane è quella cosa morbida che sta sopra e sotto l'hamburger, il riferimento è quel pane morbido (burger buns) che non ha bisogno di masticazione, vorrai mica fare fatica per mangiare! 
L'esatto contrario della cultura del pane, vedo anche tanti giovani che si avvicinano al pane tradizionale ma sono un numero ancora limitato.

3) Cuocere il pane costa
Ci sono sempre meno panettieri produttori di pane e sempre più "panettieri" che scaldano pane surgelato oppure "panettieri" che il pane se lo fanno portare direttamente in negozio prodotto da laboratori industriali fuori città.
Il tempo di cottura incide anche sui costi di entrambe le categorie di panettieri, e un risparmio di energia per infornata a fina giornate e a fine mese, vuole dire un minore costo e un maggiore ricavo.


Esistono poi due considerazioni sul pane che sono discutibili

A) Il pane crudo fa ingrassare meno del pane cotto
Non c'è scritto da nessuna parte e non c'è nessuno studio che io sappia tuttavia questa convinzione è molto forte nelle persone comuni.

B) Pane cotto fa venire il tumore
Il riferimento è alla formazione di acrilammide, una molecola potenzialmente cancerogena che si forma quando i cibi bruciano. Tuttavia riguarda più altri alimenti come chips le patatine fritte il 49%, il caffè 34% e invece proprio il pane morbido il 23%, a seguire i biscotti, crakers e per ultimo il pane croccante (dati opuscolo Ministero della Salute). 
Per i consumi che oggi abbiamo di pane fresco è mediamente difficile superare i livelli d'esposizione fissati dall'Efsa . 
Più alta e frequente è l'esposizione all'acrilammide maggiore è la percentuale di rischio. Per quanto riguarda il pane questo si dovrebbe formare quando la crosta è bruciata, in genere ha un sapore amaro e poco piacevole per quanto riguarda il pane croccante.  

Stabilendo con ragionevolezza che esiste una differenza tra pane cotto e pane bruciato, più che eliminare il pane cotto dalla vostra dieta per questa ragione vi conviene eliminare se proprio volete la crosta e tenere la mollica. 

Interessante questa preoccupazione per il pane croccante che è l'ultimo degli alimenti più a rischio mentre nessuno si preoccupa delle chips.

Una nota sul consumo di pane che è diminuito, va precisato che è diminuita la vendita di pane fresco ma non la vendita di prodotti come crackers, taralli, focaccine, grissini, prodotti confezionati e ultra trasformati, in sintesi è aumentato il consumo di succedanei del pane in genere più ricchi di sale, grassi e calorie.

In pdf : Rischio acrilammide opuscolo dal sito del Ministero della Salute

mercoledì 8 gennaio 2020

Food Trend 2020

Inutile negare che i prossimi anni porteranno delle grande novità in campo alimentare che cambieranno il nostro modo di mangiare, fare la spesa e di stare a tavola.

Proprio nell'ultimo anno c'è stata un'accelerazione verso un nuovo approccio che vede un collegamento con l'alimentazione, il benessere psico fisico e le risorse del pianeta.

Ci sentiamo tutti più responsabili delle scelte, c'è una nuova consapevolezza a tutti i livelli che potrebbe portare ad una dieta per il futuro di noi tutti.

Ho raggruppato anche quest'anno le principali tendenze che saranno protagoniste nell'immediato futuro


1) Alimentazione vegetale

Un trend da diversi anni in crescita, l'innovazione vegetale negli alimenti e nelle bevande continua a prosperare grazie all'interesse dei consumatori per la salute, la sostenibilità e l'etica, che si lega alla più ampia tendenza di uno stile di vita dei consumatori verso una vita più green, eco sostenibile con minore impatto ambientale.

Si pensa che l'80% dei consumatori prevede di sostituire parzialmente i consumi di carne con i consumi di prodotti d'origine vegetale.

La sfida delle aziende è intercettare questa domanda per fornire alternative di carne e derivati del latte con profili nutrizionali migliori e completi rispetto al passato.

Le alternative vegetali riguardano segmenti di mercato fino a ieri non identificabili, come i baby food un mercato in grande espansione, uno dei protagonisti sul mercato internazionale per il 2020 potrebbe essere Else Nutrition che propone delle nuove formule di alternative del latte a base vegetale per bambini dai 12 ai 36 mesi ( Eu Horizon 2020) una formula priva di antibiotici, ormoni, glutine e OGM.

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2) Nuova Agricoltura

Dimentichiamo l'immagine romantica che abbiamo dell'agricoltura, la crisi climatica ha messo in crisi i modelli agricoli tradizionali, sempre più si ricorre a fattorie bio sostenibili e indoor, serre che non saranno solo orizzontali ma verticali.

La grande crescita riguarda luoghi insoliti dove vengano prodotti frutta e verdura a New York e Chicago sopra i tetti delle case e Londra i ex rifugi antiaerei sotterranei, si va verso il recupero dei suoli rubati all'agricoltura dal cemento.

Proprio recentemente il Cold Spring Harbor Laboratory ha presentato una serie di piante in particolare pomodori che si adattano a crescere in spazi urbani che hanno bisogno di poca terra e hanno un tempo di maturazione più breve meno di 40 giorni.

Avremo delle nuovi prodotti da piante che avranno bisogno di poco terreno e un tempo di maturazione più breve ( le problematiche OGM sembra un fatto superato dalla necessita!).

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3) Gli Spuntini prendono il posto dei pasti

Cambia il modo di produrre ma anche il modo di consumare, invece dei 3 pasti quotidiani principali si è passati ai spuntini più frequenti.

A incidere la mancanza di tempo ma anche il piacere del gusto, la voglia di provare gusti e combinazioni nuove.

Tutti avrete notato l'aumento dei locali fast food, tante proposte per mangiare in modo veloce 24 ore su 24, pizza al trancio, pollo fritto, lasagne, cannoli siciliani, polpette, uova, avocado toast, non sono offerte per un pasto completo ma per uno spuntino.

Torna di moda così il panino ma molto più vegetale e gourmand con nuove formulazioni hamburger vegetali con salse come l'hummus di barbabietole, zucca, canapa o funghi.

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4) Alimenti per il benessere emotivo e il miglioramento dell'umore

Tra le aspettative più insolite da parte dei consumatori sono gli alimenti che mettono di buon umore, un approccio all'alimentazione se vogliamo un po' disturbato ( da DCA disturbo del comportamento alimentare)

Può essere soggettivo come il comfort food, il cibo della mamma e della nonna ma anche per alcuni dai sapore della frutta secca d'alimenti a base di arachidi, noce brasiliana, cocco, prodotti con sesamo, mandorle, secondo molti anche i semi di canapa.

Qualcuno trova che mettono di buon umore alimenti con spezie come paprika, noce moscata, zenzero, altri con dolci come cioccolato, vaniglia e caramello.

Il buon umore è legato anche all'aspetto psicologico, può essere individuale anche se per alcuni cibi ricchi di vitamina D (salmone, semi di zucca, semi girasole), Triptofano (banane, ananas, pistacchi, castagne, pasta e riso), Vitamina B (Orzo, miele, prugne) e Magnesio (datteri, noci, legumi, cioccolato) possono avere una maggiore considerazione. 

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5) Alimenti per il benessere del microbiota e del cervello

Da quando sono stati pubblicati libri e ricerche sull'importanza della salute del microbiota e della sua relazione con il cervello, si moltiplicano consigli per alimenti che aiutano ad avere un intestino efficiente per il benessere del microbiota e del cervello.

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6) Packaging vegetale

L'inquinamento da plastica assume dimensione sempre maggiore con il passare del tempo così anche le aziende alimentari si sono adeguate a modificare le confezioni e il packaging.

Dalle uova che troviamo sempre di più in cartone tra le novità le capsule del Caffè Pascucci completamente biodegradabili a base di foglie e corteccia d'albero di palma e gomma



7) Nuovi zuccheri

I dati sull''Obesità danno la tendenza in aumento in particolare dell'obesità infantile (250 milioni nel mondo nel 2030 secondo la Worl Obesity Foundation), in diversi stati europei si è pensato di tassare gli alimenti che contengono più zucchero per disincentivarne l'acquisto e di conseguenza il consumo.

Non so quanto questo metodo possa essere valido, tuttavia i produttori nel tentativo di ridurre il contenuto si zucchero si stanno rivolgendo agli edulcoranti naturali o sintetici.

Molte aziende tra cui Coca Cola e Red Bull stanno stentando di migliorare il gusto della Stevia altre aziende vanno verso l'inclusione di nuovi edulcoranti come la Taumatina (tremila volte più dolce dello zucchero) ricavata dalla pianta Taumattococcus Danielli  e Allulose (allulosio) molti simile al fruttosio.

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8) Prodotti di sintesi

La aree coltivabili si riducono, così c'è chi ha pensato di creare alimenti e cibi in laboratorio, abbiamo visto anche alcuni esperimenti di creare carne in laboratorio, ma ci sono alimenti che hanno più appeal come per esempio già ampiamente utilizzata è la vaniglia sintetica, la domanda nel mondo di vaniglia è più alta dell'offerta, ricorrere a un prodotto di sintesi è un alternativa più che accettabile. In futuro potremo avere altri alimenti sintetici come il discusso olio di palma o come alcherelle, un alcool sintetico che da gli stessi effetti celebrali dell'alcool ma senza gli effetti negativi della sbornia.

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9) Nuove farine

La comunità del senza glutine ha dato via a più varietà di farina presenti nei scaffali del supermercato, si è tornati a valutare le vecchie farine di ceci e di riso, il 2019 è stato sicuramente l'anno della farina di cavolfiore, o meglio dei mix di farine a base di cavolfiore a volte con aggiunta di farina di riso integrale o farina di quinoa. Nei Stati Uniti spopola la pizza fatta con la farina di cavolfiore di Caulipower.

Dal nuovo anno 2020 si rivaluterà la farina di castagne per la preparazioni di dolci, ravioli, pancakes, ma familizzeremo con nuove tipi di farine come : banana, noci di cocco, sorgo, amaranto, arrowroot, melanzane, tapioca.



10) Gusti agrumi

Il ritorno agli aromi naturali ha visto per protagonisti gli agrumi, in quanto offrono una delicata combinazione di dolcezza e acidità. I principali settori che includono gli aromi di agrumi sono le bevande analcoliche, la pasticceria e i prodotti da forno (Global, 2018). Le clementine e il mandarino sono sapori emergenti d' agrumi, che hanno avuto una crescita globale media annua nei lanci di prodotti dal 15% e 10% tra il 2014 e il 2018 (Mintel 2019) al più noto limone e arancio si sono affiancati: bergamotto, yuzu, cedro, kalamansi, lime dei Caraibi, arancia rossa di Sicilia, limone Meyer.

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