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lunedì 13 giugno 2016

Le fibre alimentari quali, quando e perchè?

Monica V, Tavazzano (Mi):  diverse volte indica di mangiare più fibre, posso sapere la ragione?

Si, certo, non mi ricordo quando l'ho detto o scritto e in che contesto ma mi spiego meglio.

Nel corso degli anni diversi studi epidemiologici sulla popolazione hanno messo in evidenza che nel corso degli anni è diminuito l'apporto di fibre, come anche l'apporto di alcune vitamine e sali minerali, perchè sono cambiate le abitudini alimentari, sono cambiate le modalità di consumo dei pasti, della loro quantità e qualità. Si consumano sempre più cibi più raffinati, trasformati già pronti e dalle tavole poco per volta sono scomparse le porzioni di legumi, frutta e verdura.


Cambiamenti che sembrano impercettibili ma che di fatto hanno modificato le condizioni di salute, i cui effetti non positivi, non si sono percepiti nell'immediato ma in anni più recenti, in parte grazie alla ricerca scientifica e in parte ad una maggiore cultura e consapevolezza tra alimentazione e salute.

Si tende in genere a consigliare di mangiare più fibre, per raggiungere l'apporto giornaliero consigliato, dal momento che molti faticano a raggiungerlo.

Anche l'industria ha recepito questa esigenze e di fatto trovate sempre più spesso al supermercato prodotti con più fibra, attenzione però perchè spesso il concetto di più fibra è abbinato a prodotti ricchi di zuccheri e grassi.


Potrà sembrare strano ma nonostante si faccia un gran parlare di vegetariani, questi sono meno del 10% della popolazione generale, vuole dire che il 90% non lo è, come più del 50% della popolazione non riesce ad assumere le cinque porzioni di frutta e verdura, 1/3 dei bambini in Europa è obeso, questi dati ci indicano che un alimentazione equilibrata per molti gruppi di persone è difficile da raggiungere.

Negli ultimi mesi la ricerca scientifica si è concentrata molto sulla salute dell''intestino, sui concetti di microbiota e microbioma, sull'importanza di avere una flora intestinale diversificata e quindi equilibrata per la prevenzione e la gestione di alcune patologie.

La mia responsabilità o colpa che dire si voglia, è quella di parlare sempre troppo in generale, se è vero che mangiare le fibre è essenziale per un buon funzionamento dell'intestino, le fibre non hanno lo stesso effetto su tutte le persone assistite allo stesso modo, variano da una persona assistita all'altra, le fibre devono integrarsi con un alimentazione equilibrata e rispondere alle esigenze fisiologiche di ciascuno, che sono essere diverse pertanto possono richiedere in alcuni casi una consulenza personalizzata.


Ci sono persone che devono ridurre il loro apporto alimentare in fibre, ci sono persone che devono assumere dei complementi in fibre, altre devono privilegiare le fibre solubili altre che devono privilegiare quelle insolubili.

Questo blog non può dare consigli personalizzati perché non possiamo essere in grado di conoscere la salute di ogni persona che viene a leggere queste pagine.

Quella che però posso dire è che più l'apporto di fibre è diversificato maggiore saranno gli effetti benefici sulla diversità della flora intestinale, sulla digestione e di conseguenza sulla salute.
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Molti medici di base mi hanno riferito che la maggior parte dei problemi che le persone assistite si rivolgono al medico è la costipazione, la difficoltà di avere un regolare transito intestinale, il 90% delle persone assistite non avrebbero alcun bisogno di farmaci se fossero in grado d'avere un alimentazione varia ed equilibrata.

In questi casi sovente si consiglia d'aumentare la quantità di alimenti ricchi di fibra (più di fibre insolubili che solubili), ma attenzione quest'aumento deve essere progressivo, perché all'interno del nostro corpo c'è un rapporto d'equilibrio tra le funzioni dell'intestino e le cellule della flora intestinale che permettono di digerire al meglio gli alimenti, un cambiamento veloce o brutale non permette alla flora intestinale d'avere il tempo d'adattarsi.

Se la flora intestinale non ha il tempo d'adattarsi il problema potrebbe peggiorare invece di migliorare.


Ci sono alimenti ricchi di fibra che possono favorire la moltiplicazioni da alcuni tipi di germi , favorendo processi di fermentazione che tendono a produrre aria o gas, cosi alcuni degli alimenti che tendono a fermentare vengono ridotti anzi vengono eliminati della persone assistite nella loro alimentazione, perché non si trovano a loro agio, una strategia che può rilevarsi controproducente per la salute.

Lo stesso avviene per tutte quelle diete senza qualcosa, che tendono a escludere quello o quell'altro alimento, con il tempo scompaiono gli enzimi prodotti dalla flora intestinale capaci di degradare un certo tipo d'alimenti,  cosi quanto ci ritroveremo lo stesso alimento nel piatto in un nuova occasione, darà maggiori problemi, quindi le persone che hanno diete selettive che si privano d'alcuni gruppi d'alimenti avranno una flora intestinale più debole.

Un disequilibrio della flora intestinale è sempre presente in tutti i casi di problemi digestivi e problemi intestinali.

Pertanto come sempre la migliore soluzione è la varietà della dieta, un alimentazione varia favorisce una flora intestinale diversificata e più ricca, capace di rispondere al meglio alle esigenze di salute.


Quali effetti dell'apporto di fibre nell'alimentazione? Sono veri o sono presunti ?

La fibre si dividono in solubili (pectina, guar presenti nei legumi, avena, mais, frutta) e fibre insolubili (cellulosa, emicellulosa, lignina) presenti per lo più nei vegetali, verdure, buccia di frutta, farine, ad avere il più basso contenuto di fibre sono il pane bianco, le patate, il riso raffinato mentre il più alto contenuto di fibre sono ortaggi e legumi secchi, questo per farvi capire perché oggi si dice che c'è una minore assunzione perchè si consumano più cibi a basso contenuto di fibre.

Perchè l'assunzione di fibre è collegata ad alcune patologie? Secondo alcuni ricercatori  la fibra avrebbe la funzione di formare un gel  nell'intestino che rallenta l'assorbimento del colesterolo e dei zuccheri semplici, per questa ragione si consiglia nei soggetti a rischio di iperlosterolemia, iperlidemia, ipertriglieremia, di controllare l'assunzione di fibre nel corso della giornata che in media è di 30g per soggetto adulto.

Al contrario ricordate che invece una dieta troppo ricca di fibre può portare a un deficit di ferro e calcio.


A cogliere l'attenzione dei consigli nutrizionali sull'intake di fibre sono in particolare le malattie cardiovascolari, soggetti a rischio di diabete, altri studi hanno hanno messo in evidenza che un adeguato apporto di fibre nell'alimentazione è meno collegato alla possibilità di sviluppare il cancro al colon.

I studi alimentari sono sempre difficili da valutare perché è difficile isolare l'effetto di un solo alimento o di un gruppo d'alimenti da tutto il resto e da tutte le varianti possibili stili di vita, movimento fisico, ambiente.

Sono tanti forse troppi i fattori che che vengono messi in gioco, solo se si riesce a trovare un campione di popolazione omogeneo si possono avere risultati più certi, bisogna trovare soggetti con un alimentazione simile, stile di vita simile, contesto ambientale e sociale simile, dal mio punto di vista anche se in alcuni casi possono essere di grande aiuto, possono fornire un momento di riflessione, alcuni studi meriterebbero un maggiore approfondimento per risultati più che certi direi probabili.


Spesso si sente dire dire che un alimentazione ricca di fibre aiuta a perdere peso perché velocizza il transito intestinale e fa assimilare poco alcune sostanze alimentari, anche queste affermazioni necessiterebbero di un maggiore approfondimento, non sono proprio certo che sia una buona soluzione (mi dispiace alla mia età, nonostante l'esperienza ho più dubbi che certezze).

Teniamo sempre conto che l'obesità è una patologia in parte genetica e in parte dovuta a comportamenti alimentari non corretti, sarà un caso ma spesso chi non raggiunge le 5 porzioni di frutta e verdura è sovrappeso o obeso, ma più dell'apporto di fibre può dipendere anche da altri alimenti come eccesso di alimenti ricchi di zucchero, grassi e sale nello stesso tempo come non prendere in considerazione lo stile di vita e il movimento fisico, semplicemente l'obesità è una patologia più complessa di quello che sembra e non si può ridurla solo a un problema di fibre.

Quello che sono certo d'affermare e che le fibre sono indispensabili per un regolare transito intestinale, per evitare problemi di costipazione, emorroidi, un adeguato apporto di fibre può aiutare a prevenire la ricorrenza di formazione di calcoli biliari. Che l'apporto in fibre deve essere limitato in coloro che soffrono di patologie dell'intestino, in particolare un eccesso di fibre può essere non positivo in coloro che soffrono di colon irritabile o morbo di Chron.

Come mangiare per avere un intake di fibra adeguato?
Non c'è bisogno d'impazzire sulla quantità di fibre sono sufficienti le 5 porzioni di frutta e verdura, integrati anche con fibre che arrivano da altri alimenti come pasta e pane da cereali completi  cioè quello che noi oggi chiamiamo integrale, per i miei amici del senza glutine ricordo che il riso integrale è un ottima alternativa come anche l'avena e i falsi cereali come quinoa e grano saraceno, ma anche le piccole percentuali in noci, arachidi, castagne, mandorle, tutto può servire per avere un adeguato apporto di fibre.

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venerdì 29 aprile 2016

Terapia prolungata con il cortisone, quali consigli alimentari?

Giulia M. Tarvisio, Ho appena iniziato una terapia a base di cortisone che dovrò fare per molto tempo, c'è dal punto di vista alimentare qualche consiglio per limitare gli effetti collaterali ?

Il cortisone fa parte di quei farmaci che vengono chiamati farmaci corticosteroidi, sono utilizzati nel trattamento di più patologie, questo tipo di farmaci comportano il rischio di più effetti collaterali.

Le terapie a base di cortisone sono delle terapie importanti, oggi la maggior parte dei centri medici ospedalieri fornisce delle raccomandazioni e suggeriscono alcuni comportamenti alimentari, in quanto il monitorare la terapia e gli effetti secondari della persona assistita fa parte del percorso terapeutico.

Adeguare le abitudini alimentari alla terapia del cortisone può aiutare a vivere meglio, a migliorare la qualità della vita e a ridurre gli effetti collaterali, vediamo quali sono più importanti e a quali bisogna prestare attenzione, molti di questi consigli si possono trovare anche in post precedenti, sono tutte informazioni che possono tornare utili per tutti.



1) Alleggerire la propria alimentazione da zuccheri e grassi

È importante cercare di mantenere un’alimentazione quanto più possibile sana ed equilibarta, l'assunzione di cortisone del lungo periodo, aumenta il senso di fame, in alcuni casi una vera e propria iperfagia, e di conseguenza anche l'attrazione verso bevande e alimenti ricchi di zuccheri e grassi che facilmente vi potrebbero portare ad aumentare di peso, in particolare la massa grassa nella parte superiore del corpo.

La prima accortezza è quella d'alleggerire la propria alimentazione da alimenti ricchi di zuccheri e grassi, che comprenda cibi leggeri e che tenda a privilegiare i grassi buoni d'origine vegetale, che escluda alcolici e bevande ricche di zucchero.

Più facile a dirsi che a farsi, non è solo iperfagia, ma le persone assistite sono portate per via delle patologie e per le sofferenze che queste comportano, sono spinte a cercare rifugio o meglio a cercare dei piccoli piaceri compensativi in alimenti più ricchi di sapore e gusto.

È utile evitare alimenti con zuccheri rapidi, cioè che innalzano velocemente i livelli di glucosio, come caramelle, cioccolatini, miele al fine d'evitare possibili disturbi della glicemia (zucchero nel sangue) che può scatenare o peggiorare il diabete.

È consigliabile modificare i comportamenti e preferire i piatti e la cucina preparata da sè rispetto ai prodotti già pronti, grassi vegetali di quelli buoni ma tenendo sotto'occhio la quantità, per insaporire potete ricorrere all'utilizzo delle spezie e delle erbe aromatiche.

La suddivisione del momento dei pasti colazione, spuntino, pranzo, merenda e cena anche poco più che altro per evitare di presentarci a un pasto troppo affamati, sarebbe bene privilegiare quelli alimenti con maggiore indice di sazietà, alimenti che richiedono più tempo per mangiare, per masticare come le insalate o le verdure crude.

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2) Senza sale

È anche molto importante cercare di seguire una dieta iposodica al massimo 2 grammi di sale al giorno, per evitare il possibile aumento della pressione sanguigna e ritenzione idrica (che favorisce la comparsa di gonfiore o edema) e sostituire il sale a tavola i falsi sali a base di cloruro di potassio o di magnesio.

Facile dedurre che bisogna cercare d'evitare cibi ricchi di sale, ricordate che più del 70% del sale aggiunto ci arriva dai prodotti già pronti e dai prodotti industriali, come i salumi, i formaggi, i pesce affumicati, le patatine, ma anche prodotti meno noti come i purè gia pronti, cereali per la prima colazione, pane e derivati del pane dai grissini alla pizza.

Sempre più le grandi superfici propongono pane senza sale.

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3) Le 5 porzioni di frutta e verdura

Non cambia nulla, le 5 porzioni di frutta e verdura valgono sempre, può essere utile privilegiare quella frutta e quella verdura ricca di potassio, in quanto il cortisone tende ad eliminare più facilmente il potassio, si possono privilegiare spinaci, patate, zucchine, zucca, avocado, albicocche, banane, kiwi, castagne, ribes, melone, fichi, ananas, lamponi, prugne, è possibile includere anche piccole porzioni di pistacchi e mandorle.


4) Attenzione all'apporto di Proteine

Tra gli effetti collaterali del cortisone c'è la perdita della massa muscolare, pertanto e importante un adeguato apporto proteico non solo da Uova, Carni bianche, Pesce ma ricordate anche le fonti vegetali come i legumi (lenticchie, ceci).

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5) Attenzione all'apporto di Calcio e Vitamina D

Importante l'apporto di calcio e di vitamina D che ne favorisce l'assunzione. All'interno di un'alimentazione varia è importante avere più fonti di calcio, anche piccoli contributi sono importanti, dai formaggi freschi, yogurt con latte parzialmente scremato, frutta e verdura, acqua.
Perchè tra gli effetti collaterali del cortisone c'è la perdita di massa ossea,  sarebbe bene fare una densitometria ossea prima di iniziare il trattamento e durante il trattamento. A seconda dei risultati il centro ospedaliero indicherà il migliore trattamento per prevenire la perdita ossea causata da assunzione di cortisone e cosi ridurre il rischio di fratture.

A) Il movimento, l'attività fisica
Alcune persone sorrideranno visto le patologie a cui viene consigliato il cortisone, non c'è solo il regime alimentare, ricordate che il movimento fisico riduce gli effetti collaterali causati da un trattamento prolungato con il cortisone, il medico saprà trovare a seconda del contesto l'attività più adeguata possibile.

B) Andare a mangiare fuori casa
La domanda che mi viene fatta più spesso, come comportarsi fuori, oggi c'è una moltitudine d'offerta gastronomica nessuno deve rinunciare alla socialità, prediligere se possibile il ristorante, evitare fast food, i locali per aperitivi finger food o per lo meno selezionare molto le preparazioni, evitare cibi troppo elaborati e ricchi, optare più per insalate e verdure crude da condire con olio e aceto per esempio, le verdura alla griglia, pesce alla griglia, una macedonia.



Raccomandazioni

Esprimere le proprie preoccupazioni o dubbi al medico di riferimento, segnalare oltre ai farmaci che si assumano per altre patologie,  i prodotti omeopatici, integratori, prodotti naturali a base d'erbe, al fine di verificare la compatibilità con la terapia.

Non interrompere il trattamento di cortisone senza parlare con il medico. Interruzione di una terapia cortisonica prolungata deve sempre essere graduale e su controllo medico.

Se si nota la comparsa di sintomi insoliti, è importante informare il medico di riferimento, il quale può regolare la dose di cortisone e / o offrire un trattamento per alleviare gli effetti negativi.

Per chi già segue un alimentazione sana ed equilibrata adeguarsi ad una alimentazione per controllare al meglio gli effetti collaterali del cortisone sarà più facile, per altri invece può essere anche molto difficile, in qualsiasi caso parlatene con il centro e il medico che vi segue senza vergogna, il medico ha bisogno di un feedback, di una vostra risposta alla terapia sia nel caso positivo che negativo. 


sabato 18 luglio 2015

Consigli per tollerare meglio il caldo


Dalla fine di Giugno le temperature si mantengono molto alte, più di trenta giorni, non siamo al livello della canicola del 2003, almeno per ora, ma i problemi sono tanti che questo gran caldo causa.

Non tutti tollerano il caldo allo stesso modo, il nostro corpo mette in moto il meccanismo di scambio di calore per adattarsi alla temperatura esterna, ma l'adattamento non dipende solo da quanti gradi ci sono all'esterno ma dipende dalla nostra genetica, dal nostro metabolismo, dall'ambiente in cui viviamo.

L'adattamento alla temperature deve essere progressivo, altrimenti il nostro organismo rischia di andare in ipertermia.

Consigli semplici e pratici per tollerare meglio le alte temperature

1) Bere di più, 2 litri d'acqua al giorno
La sudorazione porta a una maggiore perdita di acqua  cosi aumenta il rischio di disidratazione. Da qui la necessità di pensare all' idratazione, in altre parole, bere acqua anche se non avete sete.

Bere acqua e non bevande alla soda o bevande zuccherate. Fate attenzione a non bere acqua troppo fredda, meglio acqua a temperatura ambiente o leggermente fredda  (18 ° C) per evitare di avere problemi di digestione.

Garantire un'adeguata idratazione alle persone anziane, un assunzione graduale e costante durante il giorno , evitare l'assunzione di liquidi di grandi dimensioni in una sola volta, in particolare nei pazienti affetti da insufficienza cardiaca o renale, può essere sufficiente 1,5 litri di acqua al giorno. 

Attenzione anche alle acqua minerali troppo ricche di sodio in particolare per i soggetti con problemi di cuore.

Un buon consiglio per tutti: bere regolarmente durante il giorno ed evitare bevande ghiacciate.


2) Mangiare leggero e poco sale

Il cibo gioca un ruolo importante nella capacità del corpo di assorbire temperature molto elevate. Infatti, la digestione comporta un maggiore dispendio energetico al corpo, che tende a riscaldare il corpo (termogenesi), non c'è bisogno di mettersi a dieta è sufficiente seguire alcune regole:

Evitare di mangiare cibi troppo pesanti e troppo ricchi di grassi che rendono difficile e prolungata la digestione, obbligano il corpo a lavorare di più  e automaticamente a produrre calore. 

Nel caso in cui mentre state mangiando sudate molto, concedervi un break, ascoltate il vostro corpo forse state mangiando troppo velocemente o mangiando troppo. 

Insalata verde, l'anguria, il melone, il cetriolo, il pomodoro, in generale è consigliabile mangiare più frutta e verdura fresca, meglio se consumati crudi, offrono un buon equilibrio in rapporto tra nutrizione, digeribilità e idratazione. 

Attenzione agli alimenti ad effetto diuretico (asparagi, carciofi, finocchi) mentre al contrario ricordate che, il cetriolo è il cibo solido il più ricco di acqua , seguito a ruota da lattuga e le zucchine.

Ad alcune persone il cetriolo risulta poco digeribile, per ovviare a questo problema suggerisco di togliere la buccia, tagliarlo a fettine sottile e mettere del sale e lasciarlo perdere acqua come per le melanzane, prima di utilizzarlo sia cotto che crudo e sufficiente lavarlo bene sotto l'acqua fredda.



Altro alimento interessante è lo Yogurt: e la ricotta per le loro percentuali d'acqua contenute all'interno. Ricordate che le proteine della carne sono più difficili da digerire un po meglio invece il pesce dalle cozze alle vongole al branzino, conta molto anche la loro preparazione, ricette troppo complicate e intingoli aumentano il tempo di digestione.

Per chi ha problemi di circolazione o di insufficienza venosa, approfittate ora che è la stagione dei frutti di bosco, che aiutano secondo molti ricercatori a rinforzare le pareti dei vasi sanguigni, favorendo la circolazione del sangue, è sufficiente una porzione 3 volte alla settimana.

Ricordate anche che l'uso delle cipolla e del porro in cucina perchè hanno la capacità di migliorare la fluidità del sangue. 

Non mettere troppo sale nel cibo, questo può favorire la ritenzione idrica, evitare cibi troppo ricchi di sale come i salumi o snack, i sali minerali persi nella normale sudorazione si riacquistano con la normale alimentazione, non c'è bisogno di mangiare più salato come spesso sento dire.

Limitare il consumo di prodotti a base di zucchero, alcol e caffeina. Perchè l'alcol favorisce la disidratazione del corpo, anche caffè, bibite e bevande zuccherate, portano ad un aumento della secrezione urinaria che abbassa il livello di idratazione del corpo.


3. Vestiti molto ampi e leggeri

Per favorire la traspirazione meglio vestiti ampi di lino o cotone, migliorano evaporazione e evitano soprattutto le irritazioni della pelle. (80% delle irritazioni cutanee in questo periodo sono dovute ai tessuti che non lasciano traspirare la pelle, come i tessuti sintetici). 
Favorire scarpe tipo sandali aperti, scarpe comode e se si deve comprare nuovo, un mezzo numero in più aiuta in particolare modo se si è in gravidanza.

4. Le gambe gonfie

Il calore può determinare il fenomeno delle gambe pesanti. Le donne in gravidanza sono coloro che con il caldo ne soffrono di più. Questo disagio è dovuto semplicemente ad una cattiva circolazione sanguigna che può essere migliorata , ci sono diverse creme che contribuiscono con l'aiuto di un massaggio a promuovere il flusso di sangue. 

Ricordate la notte tenere le gambe mettendo un cuscino sotto per facilitare il ritorno venoso, camminare per favorire il ritorno venoso durante il giorno.

Un ottimo esercizio è quello di camminare nell'acqua fredda, ci sono diverse località con dei percorsi da fare in acqua fredda a piedi, ricordo quello di Ortisei in Val Gardena, pubblico e gratuito.

In molti centri c'è il percorso kneipp a piedi nell'acqua fredda studiato a posta per favorire la circolazione.

Per chi invece non può muoversi ed è casa può anche essere utile riempire un po' la vasca da bagno e fare qualche passo avanti e indietro per trovare un po' di sollievo.



5. Diminuire la temperatura e trarre sollievo

Se siete in vacanza al mare il modo migliore per sfuggire al caldo è fare un bel bagno meglio se con un po' di nuoto è ottimo per rafforzare la schiena e per tenersi in forma. 
Se invece non siete in vacanza un buon bagno a temperatura non fredda vi darà molto sollievo. Come allo stesso modo anche un asciugamano bagnato o un fazzoletto permette di captare il fresco ed eliminare il calore per convenzione, utile sia nei bambini che nelle persone anziane.
Un ventilatore, un condizionatore attenuano impressione del caldo, importante per tutti ma soprattutto bambini, anziani e donne in gravidanza.

6. Non esporsi molto al sole

Si consiglia di evitare le ore più calde della giornata dalle 12h alle 17h. Fare la spesa la mattina e non dimenticare di proteggere la vostra pelle con creme solari, in particolare per i gruppi a rischio che ho già citato.

7. Aumento del ritmo cardiaco

Con il caldo il ritmo cardiaco aumenta da 10 a 15 pulsazioni a causa della vasodilatazione cutanea. Il sangue si distribuisce di più alle estremità e il cuore deve pompare di più per irrorare tutte le zone. A rischio sono dunque tutti quei soggetti a rischio cardiaco consapevoli ma anche inconsapevoli come le persone anziane. Come già detto queste devono evitare di uscire nelle ore più calde e di camminare sotto il sole. 

Può essere utile avvalersi se si è a rischio di un frequenziometro, i battiti normali a riposo sono da 60 a 80 ma dipendono anche dall'età se in un giovane di 20 anni in corsa non deve superare i 200 mentre nelle persone anziano 140 sotto sforzo può essere già un segno non positivo.



8. Ipertermia, che fare?

Nel dubbio di ipertermia con eccessiva sudorazione, fare bere acqua a piccoli sorsi, mettere la persona in un luogo fresco, distesa con le gambe sollevate con un cuscino, bagnare anche la fronte con un fazzoletto o fare delle spugnature con acqua fredda per abbassare la temperatura corporea e contattare un medico, nel caso invece di febbre alta, brividi di freddo, pelle rossastra o bluastra recarsi direttamente e al più vicino pronto soccorso.

giovedì 28 maggio 2015

L'amore inebria come l'alcol?

Tra le ricerche più interessanti, diciamo cosi, che ho letto ultimamente, c'è questa ricerca inglese pubblicata recentemente su  Neuroscience and Biobehavioral Reviews, che associa gli effetti dell'innamoramento a quelli dell'alcool, per questo blog è servire su un piatto d'argento del materiale potenzialmente pericoloso.

Come sempre ho detto le ricerche vanno valutate anche nel contesto dove vengono realizzate, non si offendano gli Inglesi ma è luogo comune che cambiano più spesso compagna o compagno di quanto non cambino pub e marca di whisky.

La ricerca sottolinea che l'ormone dell'amore, l'ossitocina, di cui abbiamo già parlato tra le terapie innovativa per la perdita di peso, conduce agli stessi effetti sul comportamento e le emozioni che conduce l'alcol.

Secondo i ricercatori Inglesi l' Alcol e l'Ossitocina indirizzano recettori diversi nel cervello, ma provocano azioni comuni sulla trasmissione GABA (principale neurotrasmettitore del sistema nervoso centrale) in quei circuiti neuronali che controllano il modo in cui percepiamo lo stress o ansia ma anche la fiducia e la generosità.

Devo dire che da papà un po' me ne sono accorto, lo capite subito quando vostro figlio o figlia è innamorata, li vedi camminare in casa con la testa per aria, l'occhio perso nel vuoto, il sorriso stampato in faccia e dicono sempre si a tutto.

Questo è il momento per chiederli tutto quello che avete sempre desiderato e che non vi hanno mai fatto: bei voti a scuola, pulire il garage, mettere a posto la cantina, spazzare il giardino, lavare il cane, portare la nonna in ospedale a fare gli esami, aiutare in cucina, è uno dei pochi momenti della vita di un genitore dove ci si può prendere un attimo di relax, dura un attimo perché si sa che l'amore a una certa età va e viene, bisogna imparare a cogliere l'attimo fuggente.


I ricercatori inglesi, chissà perché se ne sono accorti solo loro, hanno notato che i comportamenti dell'assunzione dell'alcool e dell'assunzione d'ossitocina erano gli stessi, una maggiore empatia, maggiore fiducia del prossimo, riduzione di ansia e stress.

Secondo lo studio l'assunzione d'ossitocina per via nasale ha dato gli stessi effetti di uno o due bicchieri di vino

Devo dire che questa relazione tra alcol, ossitocina ed emozioni non mi piace, cosa dovremmo dedurre se non abbiamo l'amore dobbiamo darci all'alcol? Se abbiamo l'alcol possiamo fare a meno dell'amore? Quelli astemi come fanno? Si attaccano all'orzata?

Alle lettura della ricerca si sono da me stati i commenti più vari, Silvia una mia amica ha detto se bevi due bicchieri di vino forse prendi una sbornia, il giorno dopo hai il mal di testa e finisce lì, ma se t'innamori ti può capitare d' avere un male di stomaco per nove mesi.

La domanda sorge spontanea, meglio avere una sbornia o innamorarsi?
Fatta nel mio luogo di lavoro questa domanda, l'83% ha risposto meglio avere una sbornia e non lavoro in un pub!
Con mia grande sorpresa, non ci posso credere ma dov'è finito il romanticismo? La voglia d'innamorarsi, perché siamo cosi prevenuti nei confronti dell'amore e dei sentimenti, forse perché la maggior parte ha superato i 40 anni? Dopo i 40 non ci si innamora più? Vi prego ditemi che non è cosi!

Datemi una speranza, molto meglio fare l'amore con il proprio partner o della partner che stimola la produzione d'ossitocina che una dose d'ossitocina per via nasale o di uno o due bicchieri di vino!

Riferimenti: Ian J. Mitchell, Steven M. Gillespie, Ahmad Abu-Akel. 
Neuroscience & Biobehavioral Reviews, 2015; 55: 98 DOI: 10.1016/ j.neubiorev.2015.04.018

Ps mi dispiace non sono riuscito a trovare il testo intero della ricerca visibile a tutti on line

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domenica 18 gennaio 2015

Mirtillo, un vantaggio per gli ipertesi?


Le proprietà medicinali del mirtillo sono note da più di mille anni, è sempre stato utilizzato per il trattamento di diarrea e della dissenteria, per alleviare i sintomi di scorbuto, i frutti vengono tutt'ora utilizzati per il trattamento di disturbi della circolazione venosa, malattie degli occhi tra cui la retinopatia diabetica, glaucoma e cataratta, mentre le foglie del mirtillo aiutano ad abbassare i livelli di glucosio nel sangue nei diabetici.

Studi invece più recenti hanno associato il consumo di mirtillo al rallentamento dell'invecchiamento, i frutti e gli estratti del mirtillo possono aiutare a rallentare il declino delle funzioni cerebrali come la malattia Alzheimer.

Sopratutto negli ultimi anni è stata messa molta enfasi sulle proprietà antiossidanti del mirtillo, (per il contenuto di antociani della famiglia dei polifenoli) sulla cui però efficacia molto ricercatori hanno espresso più di una perplessità. Tuttavia secondo alcuni studi  il consumo di mirtillo, per la capacità antiossidante unita alla capacità antinfiammatoria, aiuta a prevenire alcuni tipi di cancro e alcune malattie cardiovascolari di cui parliamo oggi.

Secondo questo nuovo studio, il consumo giornaliero di mirtilli potrebbe ridurre la pressione sanguigna. questo è il primo studio sugli uomini per valutare gli effetti dei mirtilli sulla pressione arteriosa, precedentemente erano stati fatti dei studi in vitro e su cavie .

Lo studio ha privilegiato il target femminile, in quanto le donne in post-menopausa mostrano una maggiore incidenza di ipertensione rispetto agli uomini. Le 48 partecipanti sono state scelte perché avevano un inizio di ipertensione. Il team di ricerca ha diviso il pannello in due gruppi, il primo ha ricevuto ogni giorno 22 g di mirtilli congelati o in polvere  il secondo 22 g di polvere di placebo.

Dopo otto settimane di studio, il gruppo che ha consumato mirtilli ha visto la sua pressione arteriosa sistolica (la pressione massima) in calo del 5,1% e la pressione diastolica (la pressione minima) verso il basso del 6,3%, secondo i ricercatori questo dato della diminuzione della pressione è collegato al consumo di mirtillo, che determina un miglioramento dei livelli di ossido nitrico endoteliale, l'ossido nitrico agisce come un vasodilatatore, diminuisce la pressione e migliora così le funzioni cardiovascolari.

Come sempre indico l'alimentazione deve essere valutata nel suo complesso unita a movimento fisico e alla gestione di tutti gli altri fattori di rischio, il mirtillo è un prodotto stagionale, infatti hanno utilizzato mirtillo surgelato o in polvere, tuttavia lo studio su 48 partecipanti per quanto interessante è un numero limitato, attendiamo altri studi su un campione di vasto che possa confermare questo dato.

Il  numero elevato di studi proveniente dall'America sono in parte dovuti al fatto che tra i paesi più grandi produttori di mirtillo ci sono gli Stati Uniti, il Canada, e in volume molto inferiore in Europa la Polonia e la Germania anche se nell'immaginario collettivo il mirtillo è associato più ai paesi come la Svezia. La maggior parte del mirtillo adoperato nell'industria alimentare arriva dall'America.

Negli ultimi anni il Mirtillo fa parte come alimento delle Dieta Nordica che si contrappone alla Dieta Mediterranea nella prevenzione delle malattie cardiovascolari.

Sarah A. Johnson, Arturo Figueroa, Negin Navaei, Alexei Wong, Roy Kalfon, Lauren T. Ormsbee, , Rafaela G. Feresin, Marcus L. Elam,  Shirin Hooshmand, Mark E. Payton, Bahram H. Arjmandi, Daily Blueberry Consumption Improves Blood Pressure and Arterial Stiffness in Postmenopausal Women with Pre- and Stage 1-Hypertension: A Randomized, Double-Blind, Placebo-Controlled Clinical Trial. Journal of the Academy of Nutrition and Dietetics, Gennaio 2015
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martedì 16 dicembre 2014

Arriva l'inverno come difenderci dall'influenza e dai malanni di stagione?

Nicole D.: Mestre : arriva l'inverno come difenderci dall'influenza?
Riccardo T. Ravenna: é utile il vaccino antinfluenzale?
Irene C, Bormio : perché il freddo incide sulle malattie cardiovascolari?
Mauro P, Lucca : come prevenire i malanni dell'inverno?

Le temperature si sono abbassate, c'è chi già prevede vacanze di Natale con un picco d'influenza, la responsabilità secondo molti è del freddo, perché comunemente di crede che il freddo tende a favorire nell'ambiente la proliferazione di virus, ma non è tanto il freddo ma sono i nostri comportamenti come concentrarsi in ambienti caldi e poco arieggiati, uniti a un periodo in cui il nostro sistema immunitario per diverse ragioni è più debole tra le cause di stress, mancanza di riposo, cattiva alimentazione, mancanza di sonno, depressione.

Si, anche il freddo può essere una causa se valutiamo il fatto che l'abbassamento delle temperature può alterare il funzionamento del nostro sistema immunitario, in quanto le cellule si muovono più lentamente, rallentando la risposta immunitaria consentendo così ai virus d'istallarsi nel nostro organismo più facilmente.

Non ci si ammala per una fatalità, ma per più motivi che rendono il sistema immunitario debole rendendoci più soggetti alle infezioni, ma lo stress del periodo Natalizio ha la sua buona importanza.

Tuttavia un gruppo di ricercatori ha potuto indicare che con una buona igiene di vita, un buon sonno, un alimentazione ricca di frutta e verdura, un esercizio fisico moderato con 30-60 minuti di una buona camminata al giorno, può ridurre il rischio del 40% delle infezioni respiratorie e dei malanni tipici dell'inverno.

Ci sono poi alcuni gesti semplici da fare che aiutano come arieggiare tutti i locali tutti i giorni, il lavaggio delle mani, forse pochi sanno che l'80 % delle infezioni sono trasmesse dalle mani il virus dell'influenza resiste solo 5 minuti sulla nostra pelle, 12 ore sui fazzoletti, 24 ore o 48 ore sulle maniglie delle porte.


Riccardo T, Ravenna : Vaccinarci o non vaccinarsi per l'influenza?

Ogni anno all'inizio dell'autunno con l'arrivo dei vaccini influenzali nelle farmacie questi sono accompagnanti con stime di previsione influenzali da catastrofe. Inutile dire che i vaccini hanno contribuito a debellare malattie infettive come tetano, pertosse, vaiolo, poliomelite, tuttavia è lecito porsi la domanda se nel caso della semplice influenza è necessario vaccinarsi oppure no.

Devo dire che finché ho fatto il vaccino non mi sono mai ammalato d'influenza o per lo meno molto meno, poi un anno più di dieci anni fa ho avuto una reazione non positiva che ancora oggi mi crea qualche problema.

Sia ben inteso era scritto nel foglio illustrativo che un caso su 100.000 poteva dare luogo a una reazione di quel genere, ma nessuno se ne preoccupa se non sei tu quel caso.

Non voglio dare un giudizio negativo, oggi la maggior parte dei vaccini sono privi di adiuvanti, ma credo che bisognerebbe informare meglio sugli eventuali rischi dei vaccini.

Una maggiore considerazione lo meriterebbe le persone anziane perché sono dei soggetti deboli, già con più terapie hanno un quadro che merita un maggiore attenzione.

C'è nel caso dei vaccini anti influenzale troppa informazione di parte, che tende troppo a minimizzare i possibili eventi negativi rispetto ai postivi, io stesso cercando articolo e documentazione in un noto quotidiano ho trovato un articolo firmato dall'ufficio stampa di un azienda farmaceutica, questa informazione di parte dovrebbe chiamarsi pubblicità redazionale, non permette al pubblico di farsi un idea obiettiva, chi fa i vaccini ha tutto l'interesse a dichiarare note positive, ci vorrebbe un informazione più equilibrata.

Prima di vaccinarvi parlatene con il vostro medico che vi segue che valuterà personalmente e soggettivamente se è il caso di farvi vaccinare contro l'influenza oppure no.

Io personalmente non mi vaccino più contro l'influenza, non mi è più possibile farlo e vivo benissimo.


Irene C, Bormio : perchè il freddo incide sulle malattie cardiovascolari?

Quando è freddo, i vasi sanguigni si restringono per ridurre la perdita di calore dal corpo. Ciò si traduce in un aumento della viscosità del sangue che mette il cuore alla prova, tuttavia vorrei ricordare che in uno studio del 2012 alcuni ricercatori statunitensi hanno sostenuto che la conseguenza dell'aumento delle malattie cardiovascolari in inverno sia dovuta a una dieta meno sana, più ricca di grassi e zuccheri con meno frutta, verdura e pesce e alla diminuzione dell' attività fisica in inverno, si esce meno, fa freddo, si sta più in casa, una conclusione devo dire molto semplice ma interessante.


Mauro P. Lucca: prevenire i malanni dell'inverno in modo naturale è possibile?

La prevenzione non è mai presa in considerazione per i malanni dell'inverno, personalmente ci sono arrivato come alternativa al vaccino, pertanto unito a norme d'igiene di vita che abbiamo descritta nel post sopra, effettivamente i metodi naturali possono aiutare ad avere un sistema immunitario più efficiente, prendo questi rimedi per una decina di giorni a inizio di ogni mese, questo non vuole dire che non vi prenderete un raffreddore o un' influenza ma ho notato che il mio fisico risponde bene e mi ammalo molto raramente.

Il Timo, infuso di timo e olio essenziali sono noti per avere un azione antisettica, antiossidante e anti batterica, secondo molti è un ottimo rimedio naturale per le infezione delle vie respiratorie. Una tisana al timo è utile per alleviare i sintomi di tosse e pertosse

L'Echinacea, che personalmente io uso nella formulazione in gocce, secondo i ricercatori stimola le difese immunitarie dell'organismo con la capacità di rendere innocui alcuni batteri, in alcuni paesi come il Regno Unito è sconsigliato ai minori di anni 12. 

Lo Shiitake, chiamato anche fungo della quercia secondo la medicina giapponese, contiene sostanze che favoriscono il controllo della pressione arteriosa, la riduzione del livello di colesterolo, il rafforzamento del sistema immunologico e l'inibizione dello sviluppo vírus e batteri. che possono provocare problemi alle via respiratorie

Il cosiddetto ginseng siberiano, eleutherococcus senticosus, viene indicata stati di stress e sovraffaticamento, secondo alcuni ricercatori rinforza il sistema immunitario aumentando il numero dei linfociti T e stimolando l'attività dei globuli bianchi, utile secondo molti nei casi d'astenia, esaurimento psicofisico, nella stanchezza, Secondo alcuni ricercatori giappponesi aiuta a migliorare la resistenza al freddo a ridurre le recidive di laringo faringite è contro indicata nelle persone con problemi d'ipertensione arteriosa.

Ci sono poi invece piante che più in generale possono aiutare nel migliorare i sintomi del raffreddamento come il : Rosmarino (dal quale si ricavano oli essenziali  può apportare dei benefici ad attività balsamica e antiinfimmatoria) ma anche lavanda, ecucalipto, Olmaria (filipendula ulmaria, principalmente utilizzata per alleviare i dolori reumatici, viene utilizzata per alleviare stati febbrili e influenzali).

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lunedì 15 dicembre 2014

La curcuma migliora le memoria nelle persone a rischio deterioramento cognitivo?

Un grammo di quotidiano curcuma potrebbe migliorare la memoria delle persone a rischio di deterioramento cognitivo correlato al diabete, secondo i ricercatori australiani della Monash University.

La curcuma è una delle spezie più studiate, nota anche come zafferano indiano, è un ingrediente molto comune nella cucina orientale, dal suo rizoma essicato si ricava una polvere che viene utilizzata in cucina, il suo colore giallo distintivo viene dalla curcumina, tra l'altro la curcuma è una degli ingredienti del famoso curry, una miscela di spezie molto utilizzata nella cucina indiana

Nella medicina ayurvedica  così come nella medicina tradizionale in Cina, la curcuma è utilizzata da secoli per stimolare la digestione, perché aumenta secrezione biliare. Negli ultimi decenni l'interesse dei ricercatori si è rivolto al alcuni curcuminoidi contenuti nel rizoma, di cui la curcumina costituisce circa il 90%. 

La ricchezza d'antiossidanti secondo i ricercatori spiega parte del sui utilizzo nella medicina tradizionale, mentre nuove ricerche hanno dimostrato un possibile beneficio nelle terapie per il trattamento dei disturbi infiammatori come l'artrite reumatoide.

La curcumina ha colto l'attenzione con dei studi in vitro che indicano che la curcumina può inibire la proliferazione delle cellule tumorali agendo a vari stadi di sviluppo e può favorire la produzione di enzimi che aiutano il corpo ad eliminare le cellule tumorali.

Inoltre i dati dei studi epidemiologici hanno fatto notare che diversi tipi di tumore hanno delle percetuali sulla popolazione molto più bassi nei paesi asiatici per uso del curcuma in cucina, personalmente su queste ultime affermazioni andrei molto più cauto, anche  se i studi a favore della curcumina non mancano.


Lo studio pubblicato nell' Asia Pacific Journal of Clinical Nutrition che hanno preso in esame un gruppo di persone assistite con pre diabete e i primi segni di demenza, hanno osservato che il gruppo che assumeva curcuma ogni mattino migliorava la memoria in sintesi la curcuma sembra influenzare positivamente la funzione cognitiva in presenza di insulino-resistenza o malattia metabolica.

venerdì 31 ottobre 2014

Esistono alimenti anticolesterolo?

Andrea G, Taranto : Esistono alimenti anticolesterolo?

Il 50% di coloro che hanno il colesterolo alto, la causa è un alimentazione inadatta l'altro 50% è invece d'origine genetica. Nella maggior parte dei casi diminuire il colesterolo del 10 o del 20% è possibile farlo modificando la propria alimentazione unito a un programma d'attività fisica.

Con un buon programma d'attività fisica è possibile diminuire il colesterolo cattivo del 5%, come fare footing 30 minuti al giorno o altra attività fisica come andare in bicicletta, nuotare e ballare.

All'interno di una dieta specifica per diminuire il colesterolo come abbiamo già detto in altri post che trovate in fondo, ci possono essere alcuni alimenti che più di altri possono contribuire a fare scendere il colesterolo, diminuire il colesterolo cattivo e aumentare il colesterolo buono (sono solo alcuni degli alimenti più facili da trovare con un buon rapporto qualità/prezzo).


Le Mele
Grazie al ruolo della pectina e dei flavonoidi, le mele sono ricche di pectina, una fibra solubile che ha la capacità d'assorbire il colesterolo cattivo e i grassi. I flavonoidi invece sono degli antiossidanti che hanno un riconosciuto ruolo protettore cardiovascolare.
Basta prendere l'abitudine di mangiare mele sia crude che cotte dopo il pasto a colazione a merenda oppure con uno spuntino.
Ideale mangiarne 2 o 3 mele al giorno.

Legumi secchi
Le fibre solubili contenuti nei legumi secchi diminuiscono l'assorbimento dei grassi e abbassano il il tasso di colesterolo nel sangue.
Hanno anche un contenuto di fitosteroli che hanno una riconosciuta azione anticolesterolo.
In insalate, zuppe. primi piatti oppure come accompagnamento per un secondo piatto.
Una porzione di 60g più volte durante la settimana


Frutta secca
Noci, nocciole e mandorle sono ricche di acidi grassi polinsaturi, fibre e fitosteroli, una combinazione ideale per aiutare a fare scendere il tasso di colesterolo.
Qualche frutta secca nell'insalata, in un primo piatto, nella zuppa, con lo yogurt a merenda
Da due a quattro o cinque frutti secchi al giorno che non hanno alcuni impatto sulle calorie totali del giorno.

Crusca d'avena
Grazie alla ricchezza di beta glucani, una fibre alimentare che la lo stesso ruolo della pectina delle mele.
Potete utilizzarla sotto forma di farina da includere nelle preparazione per fare pane, pizza ma anche crepes.
Meno di 20 g al giorno.


Sardine, sarde, sgombri
Il pesce contiene una grande quantità di grassi insaturi, come gli omega 3.
Fresco e in conserva, riescono a mantenere grosso modo le virtù nutrizionali, meglio se in un buon olio d'oliva extra vergine preferibile rispetto ad altri.
2 o 3 volte alla settimana.

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martedì 24 giugno 2014

Per il colesterolo alto, complementi e integratori sono utili?

Sonia G.Quando sono su internet c'è molta pubblicità di complementi per abbassare il colesterolo, servono? Sostituiscono le statine? Hanno effetti collaterali? Chi li deve usare?

Attenzione alle auto prescrizioni e alle sostituzioni fai da te, era un un po' di tempo non parlavo più di colesterolo, forse è il caso che facciamo un piccolo richiamo.

Bisogna partire però da un elemento base cioè fare gli esami del sangue, la valutazione di questi spetta al medico, perchè non di devono solo prendere in considerazione i numeri ma la storia della salute della persona assistita nel suo complesso e della sua famiglia, spetta in definita a un professionista della salute valutare il rischio cardiovascolare in rapporto con più fattori e non solo il colesterolo alto.


Il colesterolo alto perchè?
Avere il colesterolo alto è una condizione che va verificata e approfondità dal medico, è vero che nella maggior parte dei casi è data da una cattiva alimentazione e poco movimento fisico ma non è detto ci sono altre cause o concause che vanno indagate come :

Alcuni disordini metabolici e endocrini come per esempio l'ipotiroidismo, il diabete di tipo 2, gli effetti successivi ad una gravidanza,  una glicogenosi (malattia genetica del metabolismo del glucosio).

Alcune malattie del fegato e dei reni possono anche essere responsabili per esempio la cirrosi biliare, le malattie del fegato con colestasi, un' insufficienza renale, ma anche l' 'obesità e perfino l'anoressia nervosa può anche causa di alti valori di colesterolo.

I valori del colesterolo possono essere influenzati anche dai farmaci come: quelli a base di cortisone, farmaci per malattie infiammatorie, immunologiche o reumatiche, alcuni farmaci contro le acne, alcuni beta-bloccanti, alcuni diuretici, alcuni contraccettivi orali, antipsicotici, immuno soppressori, ovviamente è responsabilità del medico personale verificare se è un innalzamento dovuto al farmaco, se è il caso di  diminuire il farmaco o sostituirlo, quando è possibile, per fare in modo che i valori rientrino nella norma.

Per queste ragioni è sempre bene prima d'acquistare un prodotto senza prescrizione, almeno chiedere al proprio medico.

Tutto questo per dire che la maggior parte dei prodotti in commercio e che troviamo anche al supermercato sono composti da fitosteroli che bloccano l'assorbimento intestinale di colesterolo, una dose di fitosteroli di 1,5 a 2,5 g / giorno, potrebbe favorire una riduzione di 10 % di sangue di colesterolo LDL..

Ci sono al supermercato alcuni yogurt o latti fermentati che potrebbero fare diminuire i valori di colesterolo ma innalzano i valori di  fitosteroli nel sangue in misura molto significativa, non sono ancora molto noti gli effetti di un alto tasso di fitosteroli nel sangue ma secondo alcuni ricercatori aumentano il rischio cardiovascolare.


Statine e lievito di riso rosso
Ci sono molte aziende farmaceutiche il cui fatturato per un buon 50% è dato dalle statine, tuttavia la loro prescrizione è in discussione da diversi anni, in particolare per gli effetti collaterali.

Ma a chi vanno prescritte le statine?
La prescrizione delle statine sono indicate in tutti coloro che hanno più fattori di rischio come un colesterolo alto in famiglia, sovrappeso o obesità, diabete, ipertensione , storia familiare di infarto miocardico , fumo , un precedente attacco cardiaco, solo quanto si valuta che il rischio sia alto anzi molto alto solo allora viene prescritta la statina o meglio dovrebbe essere prescritta.

In definitiva i medici preferiscono sottolineare l'importanza dello stile di vita: una buona alimentazione, l'attività fisica, e lo smettere di fumare piuttosto che prescrivere una statina a chi ha un rischio cardiovascolare basso.

Lievito di riso rosso: un complemento molto discusso
La maggior parte della comunicazione dei lievito di riso rosso mette in rilievo il contenuto di monacolina K, una statina naturale, i cui effetti potrebbero essere equiparati a quelli di una statina, tuttavia il vero problema sarebbe rappresentato dagli effetti collaterali come i dolori muscolari e i disturbi epatici.  Più ricercatori hanno messo in guardia in guardia dall'uso di prodotti con monocolina K, in particolare alcune categorie a rischio come donne incinte e in allattamento, forti consumatori di pompelmo e pazienti che già assumevano farmaci contro il colesterolo alto.

Si, perché che cosa è successo, molto persone allettate dalla pubblicità dei prodotti con lievito di riso rosso, assumevano sia la statina prescritta dal medico sia l'integratore con lievito rosso, per non farsi mancare nulla ma di fatto assumevano due statine. Molti individui non percepivano l'integratore come un farmaco, questo ha creato notevoli problemi per quanto riguarda gli effetti collaterali.

Gli integratori di lievito di riso rosso si possono acquistare senza ricetta cioè senza prescrizione, è bene ricordare che questi prodotti vanno presi sono in caso di rischio cardiovascolare e consiglio di parlarne prima con il proprio medico, per decidere insieme qual'è la migliore strategia da adottare in rapporto con il proprio rischio cardiovascolare.


Omega-3
Molti dei complementi venduti contro il colesterolo contengono omega 3, o vengono pubblicizzati come riduttori di colesterolo, in realtà intorno agli omega 3 c'è molta discussione negli ultimi anni e non c'è unanimità di giudizio nella comunità scientifica, non sono molto noti per abbassare i livello di colesterolo, ma per un l'impatto favorevole sulla malattie cardio vascolare, in particolare dopo un primo episodio cioè nella prevenzione secondaria e terziaria delle malattie cardiovascolari.

Nella prevenzione primaria che ci riguarda un po tutti da vicino, più che l'utilità degli integratori d'omega 3 sarebbe importante parlare di pesce nell'alimentazione suo complesso, che contiene si omega 3 ma anche un mix di nutrienti unico tra cui di vitamine e sali minerali che è stato riconosciuto con più ricerche di cui abbiamo già molto parlato in passato, del ruolo favorevole che questo svolge sulla salute.

Mangiare pesce tre volte alla settimana, in particolare di pesce grasso, potrebbe rappresentare un ottima scelta unita ad altri strumenti di prevenzione per quanto riguarda la regolazione dei valori di colesterolo.

Tuttavia alcuni assistiti prendono sia la statina che l'integratore omega 3, che viene venduto senza prescrizione, anche in questo caso anche se meno problematico è bene parlarne prima con il proprio medico.


In sintesi 
Bisogna ricordare che è bene individuare con il proprio medico la causa dei valori alti di colesterolo, molti dei prodotti che possiamo trovare sul mercato possono forse inibire l'assorbimento del colesterolo alimentare, ma se i valori di colesterolo alti è dato da un disturbo o dall'assunzione di un farmaco questo potrebbe avere un effetto parziale o alcun effetto.

Non sempre sono necessarie le statine per combattere il colesterolo, sono riservate solo a coloro che è stato riconosciuto un rischio alto cardiovascolare.

Anche i prodotti pubblicizzati come naturali, possono essere dei veri e propri farmaci con effetti collaterali, che prima di assumere insieme al farmaco è bene parlarne con il proprio medico, non è detto che siano da evitare anzi opportunamente adoperati possono trovare una loro collocazione all'interno di una strategia di prevenzione, ma è sempre bene chiedere parere di un professionista della salute.

Per tutti gli altri invece mangiare bene in una moderata quantità e tanto movimento fisico i 10.000 passi al giorno possono essere un ottimo riferimento, più o meno un ora di camminata al giorno, un traguardo non impossibile.

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