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lunedì 30 ottobre 2017

Illusioni e illusionisti in cucina: la felicità e il cuore non bastano più

Da quando la cucina è diventata il principale argomento dei media, mi sembra d'essere uno spettatore al circo equestre, i numeri passano uno dopo l'altro, l'avvocato che diventa chef senza glutine, il geometra del catasto che diventa chef vegano, la laureata in energia nucleare che diventa maestra di sushi e il professore di chimica maestro di bignè, possibile che tutti siano richiamati solo dal sacro fuoco dei fornelli?

Mi piace chiamarli illusionisti di cucina, una volta gli illusionisti garantivano uno spettacolo professionale, io ricordo il Mago Silvan, persona di grande classe, un artista inimitabile.

Ora senza offesa per nessuno ma non vado a parlare con il professore di chimica di mio figlio se ho voglia di un bignè. Personalmente quest'illusionisti possono strapparmi qualche applauso, a volte qualche risata, ma mi fanno più tristezza.


Le cucine della Felicità

Difficile dare un concetto di felicità è più difficile del concetto d'amore sembra che nessuna definizione sia esauriente, ma quale sarà la felicità? E' quella scritta nei Baci Perugina o nel biglietto della Lotteria?

La felicità è di chi vende o di chi compra un libro ? Si vende la felicità come si vende il surrogato dell'amore la notte nelle periferie delle metropoli? Non si vende la felicità, perchè la felicità è un concetto troppo personale e soggettivo, come non si compra la felicità.

Ora, io non sono nessuno ma solo un lettore, perchè devi scrivere che vendi felicità e non dire semplicemente ricette di buona cucina, "ricette per la felicità" un po' come se in teleria si scrive "lenzuola per il chupa chupa"  (bastassero due lenzuola!).

Nel 2015 sono stati circa 1.200 i libri di cucina pubblicati in Italia, più o meno cento libri al mese,  l'impressione è che siano anche aumentati, cosa rimane di tutti questi libri? Nulla (tranne qualche rara perla).

In realtà i buoni libri di cucina non mancano solo che si perdono per merito di queste proposte come dire "surreali" che attirano attenzione per non meglio denominate qualità.

Una volta i libri di cucina duravano 10, 20, 30 anni anche di più, ora anche meno di una settimana in libreria ogni settimana rinnovano il banco delle offerte di cucina, scompaiono alla velocità della luce.

Ho l'impressione, sicuramente sbagliata che ci si trovi di fronte a dei progetti scarsi e quindi hanno bisogno di creare del valore aggiunto, di creare del fumo.


Certo le ricette non sono dei copia e incolla ma hanno molto del già sentito dire e ridere, non spiccano per originalità diciamo cosi: pasta aglio e olio e peperoncino, cacio e pepe, pasta al limone!

Visto la grande originalità le ricette da dove arrivano? Secondo me non c'è nulla di male nell'indicazione di una fonte, questo sarà testimonianza di cultura enogastronomica e non il frutto di una seduta spiritica con la buon'anima !

L'aspetto più divertente d' alcuni libri di cucina sono i ringraziamenti, chi ringraziano dopo avere scritto un libro di ricette di cucina?
Lo sponsor? No.
Il cuoco che ha aiutate? No.
Uno chef che ha ispirate? No!
Chi le ha fornito i servizio di piatti? No
Il fruttivendolo che le porta la spesa a casa gratis? No
Ringraziano la Parrucchiera e la Truccatrice, fondamentali per scrivere un libro di cucina! Sarà stato il sedano o la carota ad avere bisogno di una messa in piega al ciuffo prima di passare in padella?

Ma voi avete mai visto Umberto Eco che a fine libro ringraziava il barbiere?

Ricordo simpaticamente un ricettario di cucina dove nei ringraziamenti c'era perfino il chirurgo plastico, ecco le ricette del chirurgo plastico proprio mi mancavano!


Gare dei chef: la cucina del cuore

Io non apprezzo le gare e i talent show sulla cucina, tutti dalla Prova del Cuoco ai vari Master chef .

Chiunque usa una telecamera sa che deve essere tutto già pronto, i costi sono alti non è possibile improvvisare, si segue uno story board, un canovaccio, un testo, un racconto.

La sensazione che si ha però dopo dieci minuti di trasmissione è che non sanno più cosa dire, i silenzi in televisione sono come degli abissi, una mancanza che riempiono con frasi già pronte o suggerite da una lavagna, c'è perfino un programma che in diretta n TV cerca informazioni su internet, ma sei esperto di cucina o esperto di ricerca su internet?

Proprio l'altra sera ho visto uno di questi programmi di gara dei chef, dove dei "cuochi" molto giovani tra i quali un diciottenne venivano giudicati da due esperti di cucina, giornalisti d'enogastronomia di 20 e 23 anni, due autentici illusionisti hanno parlato del nulla, pontificato per dieci minuti.

Ai miei tempi ai ragazzi giovani  e non laureati li si mandava a portare i caffè o al limite a rispondere al telefono e non in televisione a lodarsi della loro ignoranza sopratutto messi a confronto con conduttori chef di 30 anni d'esperienza.

Non nutro alcuna simpatia per Cracco & C, tuttavia si tratta di persone d'esperienza di 30 anni di lavoro, non fanno nulla per generare empatia ma vederli come dire in secondo piano rispetto a due ventenni deliranti non sapevo se ridere o piangere.

Ripetevano incessantemente frasi fatte del tipo "non c'è più la mezza stagione", lascialo dire a chi di stagioni ne ha viste un po' di più per favore!


Una delle frasi più ripetute e " la cucina si fa con il cuore"

No, la cucina si fa con la tecnica, con la cultura, con la conoscenza, con l'esperienza. La cucina con il cuore la fai a casa se devi cucinare per la tua famiglia, ma se sei uno chef o vuoi diventare uno chef di un ristorante, non ti basterà solo il cuore.

Mi è giunta all'orecchio la possibilità che visto il calo d'ascolti molte termineranno, alcune stanno in piedi solo per gli sponsor e non per il numero d'ascoltatori.

Se chiudono non mi dispiace, fatevene una ragione, avete messo dei personaggi che non hanno nessuna cultura e nessuna dialettica, a riempire il video di frasi di luogo comune "bravo hai fatto questo bene perchè l'hai fatto con il cuore".

Questa frase può essere molto bella se detta una sola volta ma quando viene ripetuta ogni 5 minuti a 20 concorrenti diversi in tutti i programmi, ti scappa da dire ma datemi uno che cucina con ... la testa per favore!

Sintesi:
Quello che mi piacerebbe è che gli argomenti di cucina e food come si dice oggi fossero trattati da persone competenti, tutti mangiamo e magari buona parte di noi prepara da mangiare a casa ma questo non fa di noi dei chef di cucina.
Spero che torni nel settore della comunicazione il desiderio di contenuti e di competenza e non della spettacolarizzazione dei fenomeni da baraccone degli illusionisti della cucina.

martedì 31 maggio 2016

La lattuga allunga la vita?

Gemma G, Follonica ; Sapresti suggerirmi qualche libro di nutrizione da leggere?

Ricevo tante richieste su quali libri di nutrizione leggere, come vedete nelle foto i libri che io leggo sono un po' più tecnici, così per rispondere alla vostra domande ho fatto un salto in libreria per vedere che cosa offre il mercato del libro sulla nutrizione .

Incredibile ma vero ci sono più libri di nutrizione che di cucina, c'è più gente che parla di quella che prepara da mangiare, tutti esperti di nutrizione, dalla dieta al gruppo sanguigno alla dieta a strati, dalla dieta antisfiga (17 giorni ) alla dieta brucia i grassi con il cervello, dalla dieta del digiuno (700 pagine) alla dieta del cetriolo.


Devo dire che un buon 95% dei libri di nutrizione che ho visto sono inutili, sia per un lettore medio che per un lettore più esperto, la scienza della nutrizione è una scienza recente, le cosa certe e provate sono veramente poche anzi molto poche, tutto il resto è sopratutto aria, anzi per meglio dire carta, una carta che si vende e che muove molti interessi economici.

Ho visto un nutrizionista che in un anno ha scritto 8 libri, come fa a lavorare? O scrivi o lavori, non basta lo studio, la teoria, essere ricercatori, bisogna avere l'esperienza clinica e da questa sapere cogliere dei ragionamenti, la relazione con il paziente è in assoluto l'esperienza che ti fa imparare di più.


Un libro però ha colto la mia attenzione e può essere l'esempio dello stupidario dei libri della nutrizione che c'è sul mercato. Il mio avvocato del web, una nota food blogger che mi offre consulenze gratis, mi ha detto non fare nomi, citare il misfatto ma senza titolo e nomi degli autori, ma come faccio a farvi capire?

Diciamo che è un libro uscito di recente e che è in classifica tra i più venduti sempre del settore della nutrizione.

La cosa più divertente è che io conosco quella che ha scritto parte del libro, è una mia vecchia conoscenza che chiameremo Magilla Gorilla, era un cartoon anni 70', da l'idea della sua personalità.

Io l'ho conosciuta questa persona anni fa quando sosteneva  che il succo d'arancia faceva dimagrire, poi è andata a lavorare in un azienda di produttori di yogurt, dove affermava che i probiotici facevano perdere peso (in realtà nelle stalle si usano per ingrassare gli animali) ed eccola di nuovo qui a sostenere i cibi che allungano la vita.

Sarà ma secondo me non è casuale, che sono sempre le stesse persone a regalarci queste perle di scienza, potrebbe essere un vizio, come gli alcolisti, non sanno stare senza alcool, Magilla Gorilla non sa stare senza qualcosa di miracoloso da raccontare.

La riflessione è che una volta la cacofonia alimentare era solo in Televisione e sul Web, doveva fare spettacolo, per dare audience, per portare visitatori, ma era gratis ora invece è a pagamento in libreria.


Torniamo ai cibi che allungano la vita, qualcuno avrà pensato che siccome le tartarughe sono l'animale più longevo del mondo, quello che loro mangiano come la lattuga allunga la vita, ma si può paragonare una tartaruga con un uomo? Studi sugli animali non è detto che diano lo stesso risultato sugli uomini, come anche i studi in vitro.

La vita nel corso degli anni si si allungata non per merito di Magilla Gorilla, l'alimentazione è migliorata in generale, quantitativamente e qualitativamente ma non per un alimento specifico, la vita si è allungata grazie alla tecnologia, grazie anche al sapere medico che riesce a curare patologie che una volta erano incurabili e a circoscrivere quelle patologie che ancora non si ha una terapia.

Come fai a dimostrare la validità di un cibo che allunga la vita? Non siamo come il latte che abbiamo la data di scadenza scritto sul retro (ho scritto retro he!!) se duriamo di più della data di scadenza vuole dire la dieta con i cibi allunga la vita funziona? Ma chi può stabilire data di scadenza e se questo può dipendere da questo o quell'alimento?

Nell'elenco dei cibi che allungano la vita, cara Magilla Gorilla ci hai messo per la maggior parte dei cibi stagionali, vuole dire che ci sono solo un periodo molto limitato e negli altri mesi cosa mangiamo? Nettare e Ambrosia come gli dei?

Presuppongo che se un certo alimento allunga la vita ci vuole una certa continuità che non puoi mangiare una volta all'anno, non fornisci indicazioni sulla quantità, sarà banale man non è poco importante.

L'esempio più noto è quello del tartufo che viene considerato afrodisiaco ma bisogna mangiarne un chilo, che non è economicamente parlando alla portata di tutti.


Quello che mi lascia perplessità è l'approccio all'alimentazione, interpretato come la ricerca della fonte miracolosa, che nei racconti del Medioevo, era una metafora della ricerca della saggezza e della ricerca della fede, ma siamo nel 2016 per  favore Magilla Gorilla lascia che i miracoli siano materia di Religione, che regalano Dio e la Madonna ai poveri uomini terreni e non materia degli esperti di nutrizione.

Un altro punto negativo che mi irrita non poco sono i riferimenti ai studi scientifici mai fatti dagli autori del libro, vorrei leggere una volta uno studio scientifico fatto da te Magilla Gorilla, mettimi una volta sola nella tua vita, uno studio che hai fatto tu di persona, non che ti hanno messo il nome tra gli autori come tutti i raccomandati, ma che tu hai seguito, no che tu hai solo sentito dire, letto o copiato e incollato, per una volta nella vita fa qualcosa di tuo, essere colti è diverso che essere intelligenti, poi permettermi la parte d'oncologia del libro sembra casualmente già letta e vista da un altra parte, Berrino, forse?

Lo stesso libro vanta il marchio di un noto istituto oncologico, (non quello di Berrino l'altro) non dategli soldi nemmeno il 5 per 1000, se ingannano già cosi immaginate per il resto!


Guarda Magilla Gorilla mia nonno è morto a 103 anni, non si è fatto mancare nulla, ma proprio nulla, tutte le mattine beveva 1,5l di vino, si faceva lui i salumi, erano delle bombe batteriche, è stato investito da un auto sulle strisce pedonali altrimenti secondo me sarebbe ancora qui.

Un' alimentazione equilibrata sicuramente può contribuire ad arrivare alla terza età con un patrimonio di salute più ricco o meno problematico, ma ci sono anche altre cose, lo stile di vita, l'attività fisica, le relazioni, gli affetti, gli interessi, può mica contare solo quanto melograno si è mangiato nella vita!

Devo dire che non solo questo testo ma anche altri seguono lo stesso percorso, si va dai copia e incolla generalizzati ai punti di vista personali, frutto dell'esperienza personale su se stessi, invece si deve lavorare non su stessi e il proprio corpo ma sugli altri, più il numero è vasto, maggiore sarà l'esperienza e potrebbe non bastare se non si ha la capacità d'analisi, un'esperienza che non si può avere a trent'anni o stando solo in un laboratorio!


Parlare di nutrigenomica e nutrigenetica è difficile e dovrebbero farlo solo chi li studi si fa realmente, non chi li legge soltanto e trae conclusioni frettolose. Non basta essere biologici nutrizionisti, ci vuole qualcosa di più, dovete andare oltre quello che vi hanno insegnato e non ridurlo, è un punto di partenza e non d'arrivo, l'esperienza è fondamentale, come un medico se non fa pronto soccorso non può dirsi medico è l'esperienza quella che fa la differenza, se non hai esperienza diretta non la puoi raccontare o insegnare agli altri.

La mia delusione è di non sapere quale libri posso consigliare ai lettori che ne fanno richiesta, ora se volete un libro sull'alimentazione prendete i libri di scuola dei vostri figli cose semplici che piegano bene colazione, spuntino, pranzo e cena, alla fine ho trovato che i soli libri scolastici, sono semplici, chiari e scientificamente validi.

Attualmente in libreria siamo più nel mondo della scienza confusa che diffusa, però evidentemente fanno vendere, per dire se io dico mangiate il cetriolo che vi allunga la vita non ci crede nessuno, questi aprono la bocca, il succo di cactus previene il tumore e arriva il bonifico in banca.

Ps: Qualcuno mangi lattuga tutti i giorni e poi ci faccia sapere....

lunedì 9 novembre 2015

Comunicazioni suonate : Airc i giorni della ricerca in TV con cioccolatini e salumi

Ultimo articolo sul cancro consecutivo, lo giuro. Io non sono nessuno, solo un semplice ascoltatore, sabato ho accesso la televisione è ho scoperto che c'era la questua dei fondi per la ricerca sul cancro (Airc), e come la fanno? Invitando ad acquistare cioccolatini!

Ora io comprendo che non bisogna demonizzare nessuno alimento per amore del cielo ma stiamo parlando di cancro, ci sono innumerevoli ricerche che collegano il cancro con i comportamenti alimentari poco corretti, è proprio necessario parlare di cioccolatini?

Io comprendo le arance, la mela, le prugne, che insegnano a mangiare più frutta, ma altri gruppi d'alimenti sarebbe meglio evitare, se poni quesiti ti rispondono quello "è il nostro sponsor", ma se ve lo chiede una marca di sigarette, ricordo che il fumo è uno dei fattori più a rischio per il cancro, fate la pubblicità alle sigarette e la promozione al fumo? Se uno vi da un euro per buttarvi a mare, lo fate?

E' come se l'associazione degli alcolisti anonimi si facesse sponsorizzare da una marca di whisky, mentre si mandava la richiesta di ricerca di fondi su un sottofondo di uno show che ha parlato di salumi di quando sono buoni i salumi, ricordo che proprio alcuni giorni fa, le carne trasformate incluse i salumi sono state inserite tra gli alimenti cancerogeni.

Ho trovato tra la richiesta di fondi della ricerca del cancro e argomenti trattati una forte disparità, l'occasione di avere una o due giornate per parlare di cancro sui media, possono essere adoperate in ben altro modo.

Mi piacerebbe vedere che nella giornata della ricerca del cancro si parli di prevenzione, delle ultime scoperte medico scientifiche, cosa fare quando ti capita un cancro, gli interventi di sostegni delle regioni per le persone affette da tale patologia, non voglio sentire parlare di quanto è buono il cioccolato o di quanto è buona la coppa piacentina.

Mentre i professionisti della salute si possono informare tutti i giorni, le persone comuni hanno meno contatti e possibilità, bisogna cercare in cui pochi momenti in cui c'è attenzione mediatica di parlare di salute e di prevenzione  e cercare di veicolare modalità di comportamenti corretti e preventivi nei confronti del cancro.

Invece ho come l'impressione che si fa tutto il contrario, perfino la promozioni e la pubblicità dei salumi!

Ritengo che sia qualcosa di poco piacevole da vedere, bisogna che in queste occasioni ci sia un maggiore controllo sui contenuti per non fare passare messaggi che creino confusione nell'ascoltatore!

martedì 20 maggio 2014

Olio di Palma 100% frutta

Non ho ancora capito se le boiate arrivano da me da sole o se sono io a cercarle, mentre sfogliavo una rivista in edicola ho visto questa pubblicità, che ha colto la mia attenzione, frutto della palma è 100% frutta, peccato amici miei del club della salute che l'olio di palma che si estrae è composto al 100% di grassi e il 49,9% dei grassi saturi, sapete darmi un altra frutta così?

Se confrontiamo olio di palma con i ciccioli del maiale, che non sono frutta, solo il 40% dei grassi, meglio i ciccioli della frutta verrebbe da dire. Non si può ragionare in questi termini amici miei, è un po' come dire che i Marron Glacè sono in realtà solo castagne, va beh c'è l'80% di zucchero ma daltronde lo zucchero è canna da zucchero o barbabietola, frutta e verdura!

La prossima volta che mi ferma la polizia, lei ha bevuto? Io? Solo uva al 100% di Nebbiolo delle Langhe!

Questa è la pubblicità sembra un' operazione come si dice oggi di green washing, anche se io adopererei il termine food health washing cioè operazione tesa a influenzare l'opinione dei consumatori sulla reali valori di un alimento.

Dal mio punto di vista si deve differenziare il frutto la materia prima dal prodotto che si ottiene tramite una lavorazione o un trattamento, è la differenza che c'è tra oliva e olio di oliva sono due prodotti differenti, non è la stessa cosa dire di mangiare l'uva se si beve vino, la barbabietola se si mangia zucchero, la patata e la vodka, ma anche il purè, non è come mangiare una patata lessa, perchè le patate sono accompagnate con burro, latte e formaggio

Diciamo più che alimentare e seminare dubbi anche in modo maldestro, sembra che crea gli alibi, mangiare qualcosa con olio di palma e come mangiare una frutta, quando mangi la nutella è frutta praticamente.... Va beh ... oh

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giovedì 10 aprile 2014

Pillole al cioccolato per problemi di cuore?

Maria Antonietta C, Bassano del Grappa: È vero che troveremo a breve delle pillole di cioccolato?

Magari, ci state tutti facendo un pensierino, sicuramente. È un periodo che se ne sentono di tutti i colori, la notizia l'ho letta anche io, ma si tratta di una notizia male riportata ma nel periodo di Pasqua un po' di promozione al cioccolato non guasta.

La realtà però è un po diversa, sarà avviato da JoAnn Manson , un' epidemiologa presso il Brigham and Women Hospital di Boston, un ampio studio clinico che coinvolge 18.000 americani in quattro anni per verificare potenziali benefici di flavonoli (della famiglia dei flavonoidi ) componenti del cacao.

Gli scienziati hanno creato delle pillole contenenti alte concentrazioni di flavonoli con un rivestimento insapore, anche perchè le fave di cacao sono amare, la qualità gustativo del cioccolato viene dato dal rapporto zucchero e cacao.
Un gruppo prenderà due compresse al giorno per quattro anni. Un'altro gruppo prenderà un placebo, al termine della ricerca si confronteranno i due gruppi per vedere se le compresse contenenti i flavonoli derivati dal cacao possono avere avuto un qualsiasi beneficio per la salute in generale e in particolare per i problemi cardiovascolari.

Non è noto quali parametri prenderanno in considerazione mi auguro che prenderenno in considerazione il peso, la dieta, la storia famigliare di predisposizione alla malatie cardiovascolari, un problema cardiovascolare già diagnosticato, lo stile di vita, il fumo, l'attività fisica, il lavoro, lo stress tutti dati che su uno studio sui problemi cardio vascolari non sono di poco conto.

Staremo vedere anche se l'inizio non è promettente perché a finanziare la ricerca sarà la Mars, quella delle famose barrette al cioccolato,.

Inoltre non depone certa a favore di JoAnn Manson uno studio che sta realizzando sulla speculativa e tanto discussa Vitamina D, anche qui il rischio è molto alto.


Fave di cacao impatto ambientale
Questo studio però ha dei forti limiti ancora prima di iniziare, oltre al fatto che i partecipanti allo studio prenderanno compresse insapore, come abbiamo sempre detto la maggior parte dei flavonoli del cioccolato si distruggono nella lavorazione.

Il cioccolato che noi compriamo oltre che essere povero di flavonoli rispetto alla fava di cacao, è ricco di zuccheri e grassi, non si può quindi paragonare le compresse di flavonoli per coloro che hanno problemi vascolari con il cioccolato vero e proprio, cioè non vi curate i problemi cardiologici con il cioccolato.

Oggi sono state avviate tecniche più sensibili che aiutano e preservare il contenuti di flavonoli del cioccolato, le stesse compresse sperimentali sono state realizzate con una speciale tecnica per ricavare il maggior quantità possibile dai flavanoli del cioccolato, ci sono anche sul mercato per i maestri cioccolatai un cioccolato più ricco di flavanoli del cacao Articoa della Barry Callebaut, azienda svizzera famosa per il cioccolato, (beh tutta la Svizzera è famosa per il cioccolato), vi ricordate il famoso cacao meravigliao dell'Efsa.


Questo studio non tiene conto del problema ambientale, il prezzo del cacao aumenta sui mercati internazionali non solo per aumento della domanda di fave di cacao ma per la produzione che anno dopo anno diminuisce a causa dell'impatto ambientale del pianeta. Coltivare fave di cacao non è possibile farlo dappertutto.

Un problema anche sociale, in molti degli stati dove si coltiva il cacao, spesso sono delle vere e proprie dittature militari, dove rappresaglie  guerre sono spesse dovute proprie all'interesse delle piantagioni del cacao e dei profitti che se ne possono trarre, temiamo che questa situazione dell'aumento del costo delle fave di cacao rischia di motivare ancora di più rovesci di governo, guerre civili e quanto altro abbiamo già visto.

Se lo studio darà i risultati sperati, la domanda da porsi è :converrà con le fave del cacao fare delle compresse o fare del cioccolato?

domenica 19 gennaio 2014

Pubblicità suonate: Danio Danone, addio al senso di fame?

Abbiamo già parlato di Danio Danone come prodotto alimentare,  un latte fermentato che viene ritenuto equivalente allo yogurt greco per consistenza, ma si tratta di due prodotti differenti, ora ne parliamo come momento di comunicazione.

La strategia di comunicazione di Danone, come Danacol, Activia, Danaos, tende a presentare un contesto  con un risvolto negativo per la salute e il prodotto come soluzione. 

Protagonista dello spot Danio Danone è il senso della fame in versione horror, dove però lo stimolo della fame viene visto come un evento negativo nelle peripezie di Famelik, che si cala nei panni dei cattivi del cinema “Jack Torrance di Shining, Darth Vader di Star Wars, Norman Bates di Psycho.

Il senso di fame è un segno cosi negativo?

Non mi piace questa visione negativa del senso di fame, si potrebbe dire che più facilmente il mangiare fuori pasto, la fame di snack spesso è generata da non mangiare a sufficienza durante i pasti, da una cattiva distribuzione dei pasti durante il giorno, dallo stress, dalla carenza di serotonina, quante ragazze saltano il pasto? Quante ragazze e donne sono in ristrettezza alimentare? 

Non è sbagliato una merenda al pomeriggio o uno spuntino a metà mattina ma non necessariamente deve essere visto come un momento di terrore puro e non necessariamente deve essere un latte fermentato a placare questo impulso, mai provato con della frutta, magari una mela? ( la mela ha un indice di sazietà secondo wikipedia medio alto).

Il terrore è qualcuno che ti insegue con un ascia, se sei in ospedale in sale d'attesa di un pronto soccorso per un tuo caro che non sai se ce la farà, no se ti viene appetito!

Vorrei anzi mi piacerebbe che si guardi il cibo con più serenità, mangiare oltre che essere un atto fisiologico che aiuta a stare bene porta positività, insomma avere fame non dovrebbe essere associato a un film dell'orrore.

Non mi piace nemmeno la soluzione al senso di fame del derivato del latte, un modo implicito a consumare più porzioni di latte.




Dallo yogurt a 2,70/ 3,00 euro al kg al latte fermentato a 8,60 euro al kg

Credo che Danio di Danone non sarà l'unico latte fermentato concentrato, già si parla della prossima uscita di Yopa una marca concorrente alla Danone.

Ricordo che il prezzo di uno yogurt bianco parte da 2, 70/ 3,00 euro al kg mentre invece il prezzo di Danio è 8,60 euro al kg, di conseguenza più del doppio. Per convincerci ad acquistare e spendere molto di più per un latte fermentato, hanno organizzato per il 2014 una campagna di comunicazione molto forte.

Quello che spot dice e non dice

Non si fa alcun accenno al perchè si dice addio al senso di fame, lo diciamo noi, da più parti si scrive che una dieta ricca di proteine favorisce una maggiore sazietà e indirettamente potrebbe contribuire a perdere peso.

Un conto è parlare di una dieta alimentare un conto è parlare solo di un alimento singolo. Ho più volte invitato ad avere una visione più ampia del problema dell'obesità e del controllo del peso, non legata solo ad un singolo alimento o un momento della giornata.

Gira e rigira amici miei di  Danio Danone seguite la filosofia della "Vitasnella", siete fermi lì, posso dire che con gli anni mi aspettavo da parte di Danone qualcosa di meglio?

In ogni paese una comunicazione diversa

Nei tre spot che seguono è interessante il tipo d'approccio diverso paese per paese, nei paesi in lingua anglosassone si comunica la naturalità del prodotto e la provenienza, in Italia il senso di fame horror, in Belgio la tentazione e il piacere del gusto, eppure è lo stesso prodotto.



Quello in lingua inglese lo trovo più soft  dell'orror in lingua italiana  non mi diverte, mi incute timore, angoscia ma non so spiegarvi perchè

Il prodotto Danio Danone ho già detto perché non rientra nella mia lista della spesa, "Sfamati di gusto", sarà ma io tutto questo gusto non l'ho mica trovato!






Più divertente invece lo spot di Danio Temptation alle pere e caramello del Belgio, con un nuovo papà che scopre il gusto del piacere con qualche piccolo problema.



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lunedì 6 gennaio 2014

I nuovi trend food 2014, le nuove tendenze del settore alimentare

Come qualsiasi media che si rispetti eccomi qui con "l'oroscopo del settore alimentare". In questi giorni abbiamo sentito di tutto e di più, tuttavia quello che reputo più importante sono i dati dei consumi, sono quelli che ci possono dare maggiore indicazione dei cambiamenti in atto.

I cambiamenti del comportamento d'acquisto nel settore alimentare fanno parte dei cambiamenti economici e sociali del nuovo millennio di una nuova società da una parte sempre più globalizzata dall'altra sembra cercare le radici nella forza della comunità locale dal punta di vista economico.

I dati spesso dei trend che vengono diffusi dai media, sono realizzati al fine di valorizzare qualche nuovo prodotto, a noi questo non interessa, personalmente mi interessa il risvolto"sociale" delle scelte e le conseguenze sulla salute.


Rispetto ad altri consumi è il settore alimentare dove si notano di più i mutamenti d'umore, per esempio possiamo notare un comportamento contraddittorio del consumatore, da una parte aumenta il consumo degli alimenti da sempre considerati più poveri come cipolle & patate, simbolo di questo nuovo modo di consumare, dall'altra aumentano i consumi d'alimenti superflui che ben si identificano con i nuovi non luoghi dell'alimentazione da Eataly o Eat's con sale nero delle Hawai alla crema al cioccolato spalmabile con succo d'agave.

Se a prima vista potrebbero sembrare due prodotti destinati a due gruppi con diversa capacità di spesa, invece si tratta dello stesso consumatore.


1) Cucina locale e globale: miscelazione identità e di sapori
Sempre più spesso sentiamo parlare di società multietnica, oggi tutti i paesi occidentali sono caratterizzati da tante comunità d'immigrati che negli anni si sono evolute, ci sono le nuove generazione che sono nate in Italia ma che non hanno alcuna relazione con i paesi d'origine, tanto che hanno iniziano ad apprezzare la cultura alimentare del paese dove vivono.

Questo scambio tra comunità locale e comunità d'immigrati, sta modificando i consumi alimentari che vanno verso un nuovo mix di sapori tra cucine di paesi diversi, mi è capitato di mangiare in ristoranti kimchi e tortillas una specialità koreana unita a una specialità spagnola, oppure pastrami e taco, una specialità bulgara e una messicana, ricordo ancora a Bolzano una specialita indiana con lo Speck dell'Alto Adige.

Possiamo affermare con sicurezza che la tendenza a mescolare sapori di diverse culture alimentari aumenterà nel prossimo anno.


2) Più Bignè e meno Macaron
Fino a pochi anni fà i macaron erano una specialità di poche pasticcerie e Parigi, oggi invece è divenuta una specialità globale, la si trova dapperttutto anche al supermercato, diventato cosi una delle specialità più inflazionata del mondo, con il tempo ha perso anche il sapore originale, sembra sempre di più di mangiare zucchero colorato.
Quest'anno sarà l'anno del bignè e dell'enclair la versione più allungata del bignè sia in versione dolce che in versione salata con nuovi accostamenti di sapori, i pasticceri a Parigi fanno a gara per nuovi sapori che le utlime novità, sesamo e frutto della passione, pistacchio e lampone, al formaggio parmigiano, al tè verde.

3) Pollo e carni bianche
I consumi della carne di pollo e in generale delle carni bianche sono in salita il motivo è presto ben detto le carni di pollo costano dalle 4 euro al kg le carni vitello e manzo dalle 20 alle 30 euro al chilo. Di necessità virtù del comportamento d'acquisto "cipolle & patate" più che una svolta verso la salute.

Chi lo avrebbe detto qualche anno fa che perfino Mcdonald avrebbe proposto le ali di pollo nel suo menù?

Il pollo non è solo una proposta cheap, a buon mercato, nell'ultimo anno le carni bianche sono protagoniste dei menù di ristoranti di lusso dove viene abbinato al fois gras oppure cotto sottovuoto senza grassi con spezie e aromi

4) Il sapore amaro
Potrà sembrare strano perché molti si aspettavano che in tempo di crisi finanziaria si ricorrere al sapore dolce come sapore consolatorio e invece no predomina il sapore amaro, un sapore amaro verde come cavolo, cavoletti di bruxelles, cicoria, tarassaco, crescione, stanno avendo anche molta attenzione nell'industria alimentare l'utilizzo della mandorla amara e arancio amaro, per il cocktail "bitter" è l'aroma preferito, possiamo dire che aleggia un senso d'amarezza?


5) Pane
Qualcuno pensava che il pane non era più di moda, nonostante i panettieri affermano che non si vende più pane, aprono panetterie ad ogni angolo, certo non solo per il pane ma pizza focaccia e dolci. La dimensione del fenomeno lo dà la vendita delle macchine del pane + 20% un vero e proprio boom, che dire dei miei amici blog che fanno delle cose incredibili con il lievito madre (nomimarne uno è fare un torto a tutti gli altri, ma sono contento perchè sono un gruppo numeroso).

Di conseguenza più che la rinuncia al pane invece prevale il farselo da sé, secondo il proprio gusto, con mix di farine,  pane con meno sale, pane senza glutine, pane con i semi di lino.

Questo non vuole dire che il pane non si vende ma che quello che si vende non è ciò che il consumatore si  aspetta in termini di qualità e di gusto.

La rivalutazione del pane non si ferma qui, in un ottica di non sprecare nulla ma anche di piacere del gusto ricette a base di pane, insalata di pane, polpette di pane, gnocchi di pane, budino di pane, torta di pane.


6) It's time for a Slow Tea
In un epoca di decrescita felice in cui è tutto slow dai viaggi alla medicina, riacquista sempre di più il valore del tempo di un tè oppure è forse solo dovuto all'influenza dei telefilm della serie Downton Abbey ?

A Londra per un High Tea, bisogna prenotare almeno quindici giorni prima altrimenti non si trova posto per il classico rito del tè al pomeriggio con specialità dolci e salate.

Il consumo del tè è tornato in auge, sia per il pomeriggio che per la sera, ideale magari la domenica per la sera dopo magari il brunch di mezzogiorno, tra i diversi tipi di tè il tè verde è quello più richiesto.

Tendenza recepita perfino da Starbucks che si presta ad aprire il primo tea bar a giorni e prevede nuove aperture in tutto il mondo per il 2014.


7) Alimenti fonte naturale d'Omega 3
Al di la delle possibili considerazioni che si possono fare gli alimenti naturalmente ricchi di omega 3 registrano delle ottimi incrementi di vendite. Ci sono più motivazioni che possono spiegare questo fenomeno.

La prima motivazione è il prezzo, gli omega 3 sono presenti principalmente nel pesce azzurro come sarde, alici e sgombri, il cui prezzo al chi lo si fa dalle 2,50 euro per le sarde al massimo 6 euro per gli Alici, se paragoniamo questi prezzi ad altri prodotti come tonno, spada ma anche sogliole siamo sulle 20/25 euro al kg, la scelta di questi pesci risulta essere molto conveniente sia per il portafoglio che per il gusto.

La seconda motivazione nasce dalla maggiore consapevolezza dell'importanza dell'assunzione naturale degli Omega 3, dove le ultime ricerche hanno dimostrato l'importanza che riveste un alimentazione naturale d'alimenti con Omega 3.
Non è coinvolto solo il pesce ma anche alimenti come le le noci, i semi di lino, la chia.


8) Super alimenti : Riso Nero, Freekeh, Teff
Sicuramente lo scorso anno è stato l'anno della Quinoa, non ne avevo parlato bene della coltivazione della quinoa ed è stato il post più letto dell'anno. Quali saranno nel 2014 i super alimenti' Ci sono più  progetti internazionali che coinvolgono prodotti come riso nero, freekeh e teff , è possibile che prenderemo più confidenza con questi alimenti al momento poco noti.

Il riso nero non è il riso venere italiano cioè incrocio tra un riso asiatico e un riso europeo, si tratta di un antico riso che veniva riservato solo agli imperatori, il suo nome più comune è riso proibito, perchè era riservato in modo esclusivo all'imperatore, è un riso coltivato principalmente in Laos è utilizzato per preparare soprattutto dolci.

Freekeh, è un grano verde che viene coltivato nei paesi del Medio Oriente, viene raccolto prematuramente e tostato, ha un volore nutrizionale interessante, viene utilizzato come sostituto del cous cous o del riso. Un progetto della Fondazione Slow food si occupa della sua tutela e diffusione nel paese del Libano. Dal punto di vista nutrizionale il freekeh ha il doppio delle fibre del riso ed percentuali di calcio, ferro e zinco molto interessanti.

Teff, è un cereale delle regione etiope, sta acquisendo una nuova fama grazie al fatto che è privo di glutine, è adatto ad essere coltivato il terreno semiaridi, negli ultimi sono avviante con successo coltivazioni in India e Australia. si distingue per un discreto contenuto di calcio, ferro e zinco


9) Green (Vegetariani e verdure)
Si amplia sempre di più il numero di coloro che diventano vegetariani o almeno flexiani, molti stati  o città hanno un giorno alla settimana senza carne.
Si tratta di un vero e proprio movimento di consumo, che ha portato a nuovi canali di vendita, mercati dei contadini o l'acquisto diretto in azienda.

Da registrare un forte incremento di richiesta di alimenti con il contenuti di proteine vegetali: tofu, tempeh,  legumi (ceci), quinoa, mandorle, spirulina, chia, cavoli, spinaci 

Questa nuova sensibilità green, ha visto un adeguamento dell' offerta alimentare, aperture di nuovi punti di ristoro, ristoranti tradizionali si sono adeguati presentando piatti vegetariani nel loro menù,

Al fine di soddisfare la richiesta sono arrivate delle nuove verdure ma anche della ri scoperta di varietà dimenticate, ci sono le barbabietole, cavoli ed erbette di diverse varietà colori, (gialle, arancioni, rosse) kale un cavolo verde che arriva dal Sudamerica, varietà di pomodori antichi, al fine di permettere una maggiore varietà possibile.

Ad arricchire queste proposte arriveranno sicuramente nei ristoranti più "in" questi nuovi ingredienti: burro alle alghe, foglie tenere d'abete dal Canada (germogli giovani, tradizione dei nativi americani), fiori di Sesbania dalla Thailandia, Sagou dal Camerun, fiori di myoga dal Giappone, Omija dall'Asia, Loomi dal Medio Oriente, Capersita dall' Africa tropicale, personalmente sono piò orientato e favorevole a varietà dimenticate e dei prodotti locali, ma sono certo che con qualcuno di questi nuovi ingredienti familiarizzeremo.


10) Spezie 
Incrementano anche le vendite delle spezie, al classico pepe e peperoncino (sempre più varietà da provenienze diverse Kerala, Sichuan, Messico, Zanzibar )si sono unite, curcuma, cannella e zenzero, sulle loro proprietà benefiche questo blog ha gia molto parlato, ma tutte in comune hanno la possibilità di limitare il sale in cucina in quanto sono insaporitori naturali.



Di seguito i trend che non mi piacciono ( anche io, ho i miei gusti)

- 1 ) Alimentazione e moda insieme
Una tendenza crescente mette insieme Moda e Cibo. I grandi marchi della moda aprono sempre di più catene di ristoranti ma la tendenza più originale dell'ultimo anno è l'apertura di veri e propri negozi d'abbigliamneto con all'interno bar e ristoranti.

Perché aggiungere un ristorante per un negozio al dettaglio? Secondo le statistiche la possibilità di bere e mangiare in un negozio aumenta il tempo passato in negozio, secondo alcuni studi di settore negozi con ristoranti generano due volte e mezzo le vendite per metro quadrato.

Quello che non dicono è che uno acquista un capo nuovo con già il profumo di fritto, aglio e cipolla, non c'è proprio che dire, un vero e proprio affare!


- 2) Snack sano 
Sono diversi anni che più aziende proprongono snack sano, parlare di snack sano secondo me è un po come parlare di mascarpone senza grassi e di penitenza senza peccato. Il problema non è snack sano o snack non sano ma è lo snack, il fuori pasto di per sè, questo continuo mangiucchiare 24 ore su 24, è un comportamento insano anche mangiare mele 24 ore su 24.


- 3) Alimentazione ricca d'antossidanti
Si sono moltiplicati negli ultimi anni gli studi che mettoni in rapporto il consumo d'alimneti ricchi d'antiossidanti aiutano a prevenire l'invecchiamento cellulare, questo ha generato in molte persone la convinzione che un alimentazione ricca o si soli antiossidante rallenta l'invecchiamento in generale.

Ha generato sul mercato alimentare una forte richiesta verso alimenti ricchi d'antiossidanti naturali come goji, acai, golden berry, noci di pecan, cranberry, lamponi, ribes, papaya, mirtilli, questo ha portato a gruppi di persone che si alimentano solo con alimenti ricchi d'antiossidanti, una sovravalutazione di alcuni alimenti a scapito di altri più comuni come mele, pere, anguria, albicocca, che non hanno meno valore.


-4) Sale e Spreco alimentare
Da più di un anno sono partiti questi due tormentoni sui media, per sensibilizzare i consumatori a utilizzare meno sale e non sprecare il cibo, come non essere d'accordo? Ma sono due problematiche che interessano relativamente i consumatori. 

Quello che nessuno dice è che più dle 75% del sale che assumiamo arrivano dai prodotti alimentari già pronti per tanto è inutile risparmiare in casa sul sale, bisogna agire sull'industria e non sul consumatore.

La stessa cosa è lo spreco alimentare, abbiamo dei consumatori che comprano patate e cipolle, che spreco volete che abbiano? Corretto sensibilizzare l'opinione pubblica a non comprare più del dovuto ma lo spreco riguarda l'intera catena distributiva, chi non è mai entrato la sera in una panetteria piena di pane, cosa ne fanno del pane invenduto?

Zuppa solidale, in questi giorni alcune associazioni di consumatori senza scopo di lucro offrono zuppe solidali ai disoccupati e persone bisognose realizzate con riciclo di prodotti scartati, per amore del cielo meglio una zuppa solidale che una botta in testa, però il lavoro sullo spreco va fatto sui negozi, supermercati, aziende e non tanto sulla famiglia.


-5) Tutti nutrizionisti verso Expo 2015 "La grande arnaque"
Inizia cosi la corsa a Expo 2015, l'evento mondiale della nutrizione come la pubblicità dice per tutti gli italiani, non so, credo che sarà festa solo per quelli che prenderanno i finaziamenti.

Una manna dal cielo per le lobby della politica si stanno facendo finanziare anche l'impossibile come il Mose di Venezia, la mostra del pittore Nitti a Barletta, la ruota panoramica di Torino, cosa c'entrano con Expo a Milano non si sà, un triste show già visto e rivisto dalle Colombiadi ai Mondiali di Calcio.

L'aspetto più divertente è che si moltiplicano il numero di persone che fino all'altro giorno si sono occupate di  cibernetica, sono diventate tutte insieme in due minuti esperti di nutrizione e stanno tutto il giorno in TV a parlare, se il tema dell'Expo fosse stato l'energia nucleare avremmo trovato le stesse persone esperte in energia nucleare.


Qualcuno si è anche dato dei titoli, magari ci saranno anche dei corsi di laurea io non lo so, esperto in barometro nutrieconomico della prevezione della salute  e della dieta, è tra quelli che va per la maggiore, esperto in beuty food in alimenti che rendono più energetici e più belli poi anche esperti  dell'educazione al consumatore in sostenibilita bio alimentare e bio agricola, oppure ho visto esperti della modificazione dell'alimentazione in età pediatrica degli stili di vita obesogeni e non obesogeni di primo e secondo livello, mah tutti questi titoli,, dite che ci stànno nel biglietto da visita o vanno in giro con dei rotoloni regina?



Quello che non mi piace è avere messo sullo stesso piano "esperti" di copia e incolla, diplomati in biochimica di venti anni d'età con i Medici Chirurghi specialisti in Nutrizione Clinica con venti anni d'esperienza.

Io non sono contro l'Expo 2015, ma certo che questo proliferare di super esperti e super finanziamenti, oltre avanzare un legittimo sospetto sui titoli getta ombre pesanti sull'evento, diciamo che per ora sulla nutrizione verso l'Expo 2015 sono garantiti una moltitudine di titoli a cacchio, copia e incolla e cacofonia alimentare.

NB: Scusate la mancanza di sintesi, duranti i prossimi post parleremo di nuove tendenze più specifiche che richiedono più spazio : come i nuovi target di riferimento per l'industria alimentare, i prodotti "free" (cioè senza, i più noti senza glutine, ma anche senza uova, sesamo) , bibite fai da te, il gusto del legno nelle bevande dal vino agli alcolici, le nuove diete alimentari.

venerdì 18 gennaio 2013

Pubblicità suonate: Dado Star, Danaos, Danacol, Activia


Torniamo alla nostra rubrica delle pubblicità suonate, cioè sono quelle pubblicità che il loro suono e a volte le loro immagini arrivano al mio orecchio o al mio occhio deformate, magari ho io qualche cosa che non va  nell'orecchio o nell'occhio, urge visita specialistica.


Dado Star, bollire o arricchire?
Ritorna a grande richiesta la pubblicità del dado star e delle verdure cotte nel dado, di quello spot che tanto ci aveva fatto parlare nel 2011, Agatha Chirstie diceva sempre che l'assassino ritorna sempre sul luogo del delitto, nella speranza che i consumatori abbiano dimenticato il can can dell'altra volta.

Come avevamo già detto quello spot era uscito nell'inverno tra il 2010/2011, bollire e arricchire sono due termini poco felici, bollire le verdure è un modo riduttico di portarle in tavola e neanche il più consigliabile, arricchire è già un termine troppo sfruttato, arricchire le verdure con che cosa? Dado? Le verdure hanno un loro sapore, le mamme sanno come valorizzarle al meglio e renderle più gradevoli ai bambini (senza dado).

Personalmente mi fa pena quella povera creatura, dico non è un giorno, sono due anni quasi tre che si mangia tutti i giorni solo verdure bollite con il dado, sconsolata dice "ancora verdure", mai non dico una patata fritta ma neanche una verdura 4 salti in padella, una verdura brasata, una verdura al vapore, una verdura al forno, mai per merenda un formaggino, non dico un maritozzo con la panna ma neanche una linguina di gatto.

Noi abbiamo provato a dargli dei consigli alla mamma su come cucinare le verdure, ma lei niente. Bimba bella la porta di casa mia è aperta siamo in otto c'è posto anche per nove!

I miei complimenti all' azienda che ha fatto lo spot e lo ha riproposto come per dire ma quanto siamo bravi, i consumatori troveranno il modo di essere d'accordo con voi e di dimostravi quanto sono buone le verdure bollite con il dado!




Danaos, Danacol, Activia
Gli mettiamo tutti insieme perchè sono la nuova comunicazione di Danone, visto i risultati delle vendite nei precedenti trimestri non positive di cui abbiamo già parlato (-10%) e di qualche casuale provvedimento di pubblicità ingannevole, forse hanno capito che non devono più urlare, più urlano e più i consumatori scappano (come noi avevamo detto qualche anno fa, potevano ascoltarci prima), ora invece il tono si è fatto pacato, si parla piano e scandendo le parole, ma i prodotti sempre quelli sono amici miei! Si potrebbe altrimenti dire che il cambiamento di comunicazione non ha dato luogo a un cambiamento dei prodotti e quindi a che serve la nuova comunicazione? Sicuramente non a convincere chi ha abbandonato i prodotti e fatto altre scelte, per l'eventuale delusione.

Mi ha molti indispettito la comunicazione di Danaos a parlare è qualcuno con il tono di esperto ma senza dichiarlo, il tutto avviene in una sala congressi ma senza dire che è congresso ma lo si fa pensare, lo spot è stato creato per indurre a pensare un qualcosa senza dirlo. In altri termine è quello che si dice comunicazione non verbale dove si tende a fare pensare una cosa attraverso la sequenza d'immagini senza affermarla, se non lo dice non si può sanzionare, una tecnica alla garibaldina se così si può dire. 

Se posso permettermi  tutto sto lavoro neanche fosse la fonte miracolosa, certo ci si chiede come mai l'industria alimentare più grande del mondo adoperi questa tecnica e questa strategia, possibile che non ne abbia altre più convincenti e risolute? 

Un limite intelletuale e creativo, possibile che sia anche il limite del'azienda e dei prodotti, che non possono comunicare quello che non sono, oppure sono talmente occupati a creare e comunicare quel valore aggiunto che vedono solo loro, hanno perso il filo del discorso, si sono dimenticati del prodotto cioè yogurt e latti fermentati, così  sembra la pubblicità per ricordarti le date della scadenza della tasse più che la pubblicità di uno yogurt!  

Sintesi: un nuovo momento sembra essere arrivato nel settore della comunicazione alimentare cioè riproporre vecchie e nuovi spot, non graditi dai consumatori, impunità sembra garantita, dal mio punto di vista i prodotti non possono comunicare quello che non sono, ma per favore nella comunicazione un po' più di brio, di fantasia, di creatività, si acquista anche per simpatia non per dovere. Per dovere pago le tasse ma non acquisto uno yogurt e nemmeno mi faccio delle verdure bollite con il dado.


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