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martedì 31 marzo 2020

Cronache della spesa ai tempi del Coronavirus Covid-19

Come state? Tutto bene? Chiusi in casa e barricati?

Nel mio piccolo paese è nevicato tantissimo e dobbiamo rimanere in casa per la neve, siamo abituati a fare scorte in particolare d'inverno, tuttavia anche noi siamo stati colti di sorpresa.

Quando vediamo la televisione con le file di un'ora al supermercato a noi viene un po' da ridere,  neanche se ci mettiamo in fila alla stessa ora riusciamo a fare delle code cosi lunghe, eppure....


La spesa programmata a ciascuno il suo slot

Al mio paese, anzi io abito in una frazione di un paese diviso in due, Sankt Peter di sotto e Sankt Peter di sopra, abbiamo un solo negozio, nel senso che non abbiamo un solo supermercato, ma un solo negozio proprio che è supermercato, panetteria, pasticceria, tabaccheria, fotografo, ferramenta, tutto per ogni cosa si va da Skudela.

Tuttavia l'arrivo del Coronavirus ha gettato scompiglio anche qui nel piccolo paese, siccome Skudela si trova a Sankt Peter di sotto, gli abitanti hanno bloccato l'accesso a quelli di Sankt Peter di sopra con la scusa del pericolo della promiscuità per il virus, se le sono date di santa ragione, per tenere un metro di distanza, per sedare gli animi è dovuta intervenire la polizia.

Alla fine si è deciso di fare come gli slot degli aeroporti, cioè l'intervallo di tempo della partenza e dell'atterraggio di un'aereo, si va a fare la spesa programmata, ogni famiglia ha uno slot un tempo stabilito in cui andare a fare la spesa, cosi gli abitanti di Sankt Peter di sotto non si mescolano con gli abitanti si Sankt Peter di sopra, quelli della via Rezia con quelli della via Ulrich.

Siccome siamo un piccolo paese facciamo in modo di fare incontrare le simpatie nello stesso slot, oppure ai slot prima o dopo, come figli e genitori, fidanzati ma anche separare le antipatie per esempio la Signora Y che è famosa per essere generosa con i mariti delle altre signore, la facciamo andare a fare la spesa con la coppia diversamente eterosessuale, cosi come dice la moglie del sindaco che non è pettegola " hanno tante cose da raccontarsi".

Se sono diventati matti al mio paese che non c'è ancora nessun caso di coronavirus, non oso pensare altrove cosa succede!


Cosa compriamo ai tempi del Coronavirus?

Anche qui prevale l'irrazionalità, la sfida all'ultima banana lo confesso è un mese che mancava il lievito di birra fresco, non ho mai fatto il pane e compro il lievito solo se devo fare la pizza due o tre volte all'anno, invece l'ho visto e l'ho comprato anche se non avevo bisogno per non farlo prendere al mio vicino di casa, metti che mi viene voglia di pizza?

Mamma vado a fare la spesa cosa ti devo prendere? 
Carta Igienica, Candeggina, Detersivo per i piatti, Ammorbidente
Mamma da mangiare? 
Ah da mangiare, boh quello c'è !

Mia madre avendo 88 anni forse ha altre esigenze, però la carta igienica è stato l'acquisto più importante fatto in tutto il mondo, arriva il Coronavirus e siamo tutti corsi a comprare la carta igienica e nota che non da nemmeno diarrea, se dava diarrea cosa avremmo fatto? Avremmo comprato anche un'edicola intera? Diciamo che la preoccupazione dell'igiene ha avuto il sopravvento sui generi di prima necessità.

Il mio vicino di casa ha comprato talmente tanta carta igienica che non sapendo dove metterla in casa l'ha stipata sul balcone! (Tu non mi hai fatto trovare la carta igienica io ti ho tolto il lievito di birra e aziono il ventilatore per farti sentire il profumo della pizza in forno).

Scorte di zucchero, farina, cosi tanta che ho trovato solo la farina senza glutine in vendita, ma fino a un mese fa non eravate tutti intolleranti al glutine?


Sono divenuti radi nei supermercati tutti i generi di prima necessità come le uova, possibile tutti a fare frittata? Prima erano tutti chef per fare ricette senza zucchero, senza burro, senza farina e senza uova e ti dicevano con l'aria schifata "ma tu quando fai la crema adoperi ancora le uova?"

Inoltre da noi sono scomparsi tutti i frutti che contengono Vitamina C, le Arance Rosse di Sicilia non si trovano più, kiwi, limoni, mandarini, frutti di bosco, se prima ti tiravano le arance dietro a 1 euro circa ora devi spendere almeno tre volte tanto e non devi fare nemmeno il difficile.

Poche carote e pochi piselli, almeno per quanto ci riguarda ma forse è un problema di chi abita in montagna, la frutta e la verdura è la cosa di cui si sente di più la mancanza sia in termine di varietà che di quantità.

Tanto che ricorriamo ai surgelati: piselli, fave, spinaci, biete oppure alle conserve in scatola, si fa di necessità virtù.


Il bello di fare la spesa è che è l'unico momento sociale, nonostante si vada bardati di guanti  e mascherine ci si veste con la stessa attenzione di quando si va a un matrimonio, c'e gente che ha tirato fuori il visone, le scarpe firmate Jimmy Choo, "scusa papà ma se queste non le faccio vedere quando vado a fare la spesa, quando? Hanno tolto anche i funerali!" (Diciamo che ho toccato ferro).

L'unica preghiera che vorrei fare è dare la possibilità di fare lavorare i parrucchieri, vi prego si vedono tagli e chiome dalle tinte e sfumature di colore che sono dei colpi alle pupille, c'è gente che ci ha rimesso il cristallino, dobbiamo sopravvivere al Coronavirus non diventare ciechi!



lunedì 17 giugno 2019

La cucina casalinga puà invertire l'incremento di Sovrappeso e Obesità?

Emanuela L, è vero che preparando da mangiare a casa si può dimagrire più facilmente? 

Si tratta di un argomento molto discusso da esperti e professionisti della salute, non c'è una vera e propria certezza assoluta nè in un senso e nè in un altro, non basta mangiare sempre fuori per mangiare meglio come non basta sempre mangiare in casa per controllare il peso, dipende da quello che si sceglie da mangiare, dalla quantità ma soprattutto dal rapporto tra calorie assunte e spese nell'arco della giornata.

Negli ultimi mesi ad essere messi in discussione sono soprattutto gli alimenti ultra trasformati ricchi di sale, zuccheri, grassi e additivi, chi frequentemente include questi alimenti nella propria dieta è tendenzialmente obeso e soprappeso ed è soggetto a un maggiore rischio di malattie cardiovascolari, diabete, tumore.

Esiste un problema di cui si parla poco evidente un problema che esperti e professionisti della salute non pensano è legato alla disponibilità economica, mangiare sano ha un certo costo, bisogna avere una certa disponibilità economica.

Gli alimenti ultra trasformati sono proprio scelti dalle persone con maggiori difficoltà economiche, perchè costano meno, "pret a manger" non necessitano di tempo di preparazione (non a caso l'obesità riguarda le fasce di popolazione a minor reddito).


Un 20% della popolazione attiva ha lavori e orari di lavoro instabili questo si traduce anche in poco tempo per fare la spesa e per fare da mangiare alla propria famiglia. Lo sanno bene le aziende che propongono sempre di più piatti pronti da scaldare al microonde.

Bisognerebbe che la società desse valore alla salute e alle scelte alimentari, in questo modo si può pensare di come sostenere le famiglie, come stabilire quanto deve essere un salario minimo garantito che consente di potere fare scelte per un alimentazione varia ed equilibrata. 

Oggi viviamo in una società in cui non si da valore a queste scelte, ricordo che stili di vita corretti e attivi si possono tradurre in una prevenzione delle maggiori patologie della società moderna e di conseguenza in una minore costo della sanità nel tempo.

Sintesi

Si, fare da mangiare a casa può contribuire a seguire una dieta equilibrata e ad prevenire l'incremento del peso e dell'Obesità, permette una maggiore conoscenza degli ingredienti e della loro preparazione, bisogna anche però avere una cultura alimentare e una disponibilità economica che aiuta a trasformare intenzioni in possibilità.






lunedì 10 giugno 2019

Il sapore amaro della ciliegia

"Prezzi delle ciliegie schizzano al rialzo", c'è molto clamore per il prezzo e la bassa qualità delle ciliegie. Il tempo atmosferico ha rovinato la raccolta del mese di maggio, il costo di più di dieci euro al kg. è finito nelle prime pagine dei quotidiani. 

Solo se la pioggia lo consente, avremo delle ciliegie mediamente buone questo mese di Giugno con una netta riduzione della produzione. 

Vorrei fare conoscere se è possibile un altro aspetto della ciliegia, quello dei produttori per rilevare il lavoro che c'è dietro.

L'Italia è il sesto produttore al mondo di ciliegie nel 2017 con 118.259 tonnellate su una superficie coltivata di 30.103 ettari (fonte Faostat), mentre Turchia, Stati Uniti, Iran, Uzbekistan e Cile sono i maggiori produttori. Le quote di mercato lasciate libere dall'Italia sono state coperte da Turchia, Iran più Grecia e Spagna che hanno avuto un meteo più favorevole rispetto all'Italia, tuttavia i prezzi andranno verso l'alto per la scarsa offerta.

Un altro dato su cui l'Italia deve riflettere è che la produzione di ciliegie per il 55% riguarda solo due regioni Puglia e Campania e se aggiungiamo Veneto ed Emilia Romagna, raggiungiamo l'81% , in parole semplici la produzione è concentrata in poche aree, basta un area coinvolta dal maltempo che la produzione scende e il prezzo sale. Questo rende il sistema di produzione troppo debole e dipendente dal meteo.


Durante l'International Cherry Symposium tenuto a Vignola i giorni scorsi si è parlato della futura coltivazione del ciliegio che passa attraverso l'innovazione, nuovo varietà di ciliegie che devono rispondere ad aspettative del consumatore con grosso calibro, croccantezza  e buone proprietà organolettiche e per gli agricoltori buona densità per produrre una ciliegia di qualità con la media di almeno 500 - 600 piante per ettaro.

Per avviare un terreno a ciliegio c'è il costo della preparazione del terreno, della messa a dimora delle piante un costo di 70.000/80.000 euro per ettaro in più impianti di copertura anti pioggia e anti insetto.

Visto l'alto costo d'investimento, oggi si va verso una cerisocoltura di precisione con trattamento del terreno e delle piante già in autunno e nel periodo primaverile dei sensori posti sul fusto dell'albero che forniscono indicazioni per reagire il tempo reale alle variazioni climatiche 

I nemici sono oltre il verme che colpisce le zone collinari, la drosophila suzukii chiamata anche moscerino dei piccoli frutti che colpisce quando la ciliegia è matura e il craking cioè la rottura della polpa. Sono in sperimentazione trattamenti sostenibili e varietà più resistenti.


Per essere produttori di ciliegia bisogna essere imprenditori con belle buone conoscenze anche tecnologiche cosi segnalo un ragazzo diciannovenne Elia Fedrigo, in questi giorni sta facendo parlare di sé per aver messo in pratica il metodo della coltivazione in serra di Gregory Lang, della Michigan State University (Usa), fautore delle ciliegie coltivate in tunnel.

Cosi Elia ha messo dei tunnel multipli dove ha impiantato ciliegi ad altissima densità secondo il nuovissimo sistema denominato Upright fruiting offshoot., in questo modo è riuscito  a limitare i danni di produzione.

La grande dimensione degli alberi e la natura delicata dei suoi frutti rendono la coltivazione delle ciliegie tra le colture con maggiore intensità di lavoro. Proprio per questo mi ha fatto piacere citare questo ragazzo. C'è una nuova Italia per il futuro molto più preparata e intraprendente di quanto si pensi.

giovedì 23 maggio 2019

Il Sesso si fa green ed ecologico

Della famose serie capitano tutte a me, mentre ero fermo alla fermata dell'autobus con vicino una farmacia con servizio self service, una coppia di giovani discuteva animatamente su quale prodotto scegliere "no non prendere quel gel li c'è l'olio di palma, non ci compro i biscotti non me lo mica posso mettere nelle parti intime (non ha detto proprio cosi).

La ragazza ha ragione, il suo ragionamento non fa una grinza, anche se rimango stupito perchè nei lubrificanti c'è l'olio di palma? Certo per essere dei ragazzi diciottenni sono informatissimi, io alla loro età non sapevo tutte queste cose.

Ho chiesto ad un esperto qual'è il lubrificante ideale mi dice che il migliore e più usato è l'olio extra vergine di cocco, in alternativa in commercio ci sono lubrificanti a base d'acqua senza parabeni e senza zuccheri!! (ma perchè ci mettono gli zuccheri oltre all'olio di palma ?)

E io pensavo che olio extra vergine di cocco era divenuto caro per l'aumento della domanda di grassi vegetali in cucina invece era per utilizzarlo come lubrificante per il chupa chupa, non ne azzecco una!


Preservativi sostenibili

Seguendo questo trend ecologico anche l''offerta dei preservativi si è ampliata, se in precedenza si differenziavano per colore, spessore o tempo ritardante adesso abbiamo i preservativi senza glutine, preservativi vegani senza caseina che in genere viene inserita per migliorare la consistenza del lattice e poi abbiamo i preservativi fatti con lattice provenienti da coltivazioni sostenibili e da commercio equo e solidale.

In realtà i preservativi sono nell'occhio del ciclone, perchè se da una parte sono elogiati per la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili dall'altro sono accusati di contenere sostanze chimiche che possono alterare il sistema endocrino e interferire sulla fertilità  cosi la ricerca oggi si sta spostando verso la produzione di preservativi il più possibili  naturali e senza sostanze chimiche.

Tanto che la Fondazione Bill e Melinda Gates ha investito milioni di dollari sul progetto di Mark McGlothlin per dei preservativi al collagene e sul progetto di Mahua Choudhury, un farmacologo medico presso la Texas A & M Health Science Center per i preservativi elastici idrogel.

La polemica sui preservativi continua perchè mettono anni per degradarsi se buttati impropriamente nel wc finiscono nell'oceano e non si disintegrano tanto facilmente che ormai alcune marche di preservativi compensano il possibile danno ambientale sostenendo campagne per la riduzione dell'impatto ambientale.

Sex toys sostenibili

Novità anche sul fronte dei sex toys, anche il caso ha voluto che durante la settimana del design a Milano ho avuto modo d'osservare i sex toys della designer Silvia Picari, in legno intagliati a mano, sono fatti per non essere nascosti nei cassetti ma per essere dei veri oggetti design da esporre.

Solo che senza offesa se li metti tra i mattarelli da cucina magari non si nota ma come centro tavola diciamo che non passa inosservato!
La cosa che più mi ha divertito sono i diversi modelli di sex toys  che hanno un nome c'è Rocco, come dire quello di lunghezza maggiore ovviamente, ogni riferimento a cose o persone è del tutto casuale, Ciro, Andrea, Gigi, Franco, Luigi, Achille, quest'ultimo per le appassionate o appassionati di mitologia greca.

Nel Gennaio 2019 il marchio americano Gaia Eco Green, della serie un nome un programma, ha lanciato il primo vibratore fatto solo con materiale naturale biodegradabile, ftalati e latex free in meno di due giorni si è esaurito, questo ci racconta di come la voglia d'ecologico anche in un settore apparentemente distante dai classici prodotti quotidiani.

Sintesi

Questo per dirvi che la sensibilità ecologica oggi è molto alta e sentita specialmente dai giovani, mi ha piacevolmente stupito questa filosofia di consumo green applicata a prodotti per il piacere sessuale che mai e poi mai avrei pensato!



lunedì 1 aprile 2019

Le promozioni al supermercato favoriscono l'obesità e il cancro ?

Uno studio in Regno Unito del Cancer Research ha individuato nelle promozioni al supermercato uno dei "fattori ambientali" che possono favorire l'Obesità e di conseguenza lo sviluppo del cancro.

Il collegamento a prima vista sembra azzardato, tuttavia senza andare in Regno Unito, è sufficiente entrare nel primo supermercato che trovate per notare che in offerta ci sono sempre le patatine fritte, i salumi, i formaggi, i gelati, i biscotti, le torte, tutti alimenti che si distinguono per il contenuto di grassi, sale e zuccheri (Hfss).

Lo studio ha portato a calcolare che coloro che tendono a favorire l'acquisto d’alimenti in promozione (dal 40 all'80% del totale della spesa) hanno la maggiore probabilità (del 30%) di divenire obesi rispetto a chi non fa acquisti in promozione o lo fa solo saltuariamente.

Non è solo un problema di scelta è un problema di reddito in particolare in Regno Unito, ci sono diverse aree che soffrono la mancata riconversione industriale, aree povere in cui il reddito della popolazione è basso, gli acquisti in promozione sono una necessità.


Le promozioni influenzano tutti i target, andando a fare la spesa ho acquistato una torta di ricotta in promozione con il 30% di sconto e un pacco di patatine fritte all'aceto balsamico perché aveva il 50% di sconto. Non ne avevo bisogno ma inevitabilmente la promozione stimola l’acquisto e di conseguenza il consumo.

L'obesità à una malattia multifattoriale dove sicuramente il reddito ha sua importanza, se si ha una capacità d'acquisto limitato è più facile preferire alimenti che sono in promozione.

In questa ricerca sono andati a verificare anche quali sono i gruppi più a rischio, la maggior parte sono le persone a rischio di precarietà come i giovani nuclei familiari con bambini, le famiglie parentali (un solo genitore con figlio o figli), le persone sole e le coppie ultra 65enni.

L'Università di Tor Vergata di Roma in uno studio pubblicato di recente ha individuato un gruppo di 4,5 milioni d'italiani (il 17,6%) che a causa dell'impoverimento non segue più le terapie mediche e l'introduzione dei ticket sulle prestazioni specialistiche ha allontanato più persone dalla prevenzione.


Quali strategie si possono prospettare per la prevenzione dell’obesità e del cancro?

Regolamentare o invitare la grande distribuzione ad avere per le promozioni una maggiore varietà di prodotti che contempli delle percentuali d'alimenti meno ricchi di sale, zucchero e grassi in modo che le famiglie possano fare scelte differenti.

Educare le famiglie a scelte in favore della salute a tavola con programmi ad hoc.

Educare e facilitare ai gruppi a rischio a programmi di movimento fisico. Questo perché l’educazione alimentare da sola può non essere sufficiente a favorire il cambiamento verso uno stile di vita attivo. Per esempio camminare un’ora il giorno non costa nulla ma farlo in buona compagnia con una guida  è più gradevole.

Dare la possibilità di ricercare piccoli piaceri quotidiani a questi gruppi di popolazione anche fuori dal cibo. Questo perché essere sulla soglia della povertà non è un condizione socialmente facile anche dal punto di vista psicologico, bisogna comprendere che più si è poveri ed è più facile cadere nella ricerca di piccoli piaceri alimentari apparentemente innocui  a costo basso ma che nel tempo possono rilevarsi meno innocui di quanto si possa immaginare.

Sintesi

Per cambiare bisogna avere la percezione e la consapevolezza  del rischio di queste patologie, solo cosi è possibile implementare con successo investimenti a lungo termine in programmi di prevenzione della salute pubblica.

Attualmente sarò anche pessimista ma non vedo questa sensibilità nelle istituzioni per cui un'invito personale a prendere per le mani la propria salute, cercando di fare scelte negli acquisti più ragionevoli e responsabili per il futuro.

Fonte della notizia : Cancer Research UK

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martedì 5 marzo 2019

Abuso d'alcol genera 43.500 decessi all'anno

Valeria S, Padova: Come mai si parla poco dell'abuso d'alcol e dei suoi effetti sulla salute e sulla società?

In una recente ricerca Eurispes Enpam (ottobre 2018) in Italia è stato calcolato che l'abuso d'alcool ha provocato 435.000 decessi in dieci anni, circa 43.500 all' anno (il 7,25% dei decessi), la terza causa di mortalità dopo ipertensione e fumo.

Il problema dell'alcol è spesso sottovalutato poiché il consumo procapite negli ultimi anni è precipitato, si beve sempre meno a livello generale questo però non si traduce ancora in un beneficio statisticamente rilevante per la salute.

In parte dovuto alla carenza di statistiche negli anni passati e in parte generate dal fatto che solo adesso le nuove conoscenze scientifiche hanno messo in relazione l'abuso di alcool con alcune patologie, di conseguenza i dati non sono confrontabili.

Non si tratta di solo un problema di salute legato all'abuso di alcol per delle patologie, seconde il sito alcol.info , l'abuso di alcol in Italia è responsabile del 47% degli incidenti stradali e del 41% degli omicidi.


Possiamo affermare con certezza che se dal punto di vista statistico si beve meno, quelli che bevono però abusano più facilmente.

In particolare i giovani per i quali l'alcol rappresenta una sorta di rito d'iniziazione dal passaggio dell'età adolescenziale all'età adulta, il gioco preferito la gara tra amici a chi beve di più in quel target giovane  dagli undici ai diciannove anni.

C'è nella società la volontà di normalizzare l'ubriachezza, di coniugarla con il mito del buon vivere e di giustificarla semplicemente come ricerca d'evasione e divertimento.

Abuso d'alcol riguarda soprattutto gli uomini piuttosto che le donne  in rapporto di 3:1, anche per le conseguenze legate alle patologie per l'abuso d'alcol, tranne  per le malattie cardiovascolari dove a rischiare sono più le donne degli uomini nonostante queste rappresentino un numero molto inferiore. 

Le principali patologie legate all'abuso di alcol sono la cirrosi epatica, il cancro, le malattie cardiovascolari secondo alcuni ricercatori l'abuso di alcol può essere collegato anche ad altre patologie che possono riguardare l'apparato digerente, il rene, diabete, le malattie neuropsichiatriche e tutte quelle patologie che l'abuso di alcol porta a modificare la percezione della realtà e dei comportamenti ( per esempio le malattie sessualmente trasmissibili e i comportamenti violenti).

Chi abusa d'alcol spesso non si accorge o per lo meno è bravissimo a mascherarlo, sull'alcol c'è mancanza di controllo sociale, l'ubriaco è simpatico, chi non ha preso una sbronza una volta nella vita, si tende troppo a giustificare l'abuso.

Invece va fermato, la sera quando vado in giro e vedo persone che abusano d'alcol al bar, intervengo non riesco ad essere indifferente, la vita sicuramente non è piacevole sempre per tutti, porta anche dispiaceri, momenti tristi e poco felici ma l'abuso d'alcol non è un modo per renderla speciale.



Sintesi

Si parla poco dell'abuso d'alcol perché  c'è nel comportamento dell'ubriaco una sorta d'accettazione sociale, di giustificazione e di simpatia, bisogna invece rimarcare che si tratta di un comportamento non sano e non corretto nei suoi confronti e nel confronti del prossimo.

Purtroppo la mia deformazione professionale mi ha portato a conoscere che dietro un uomo che abusa d'alcol c'è una storia familiare di violenza, una donna, un figlio o una figlia che subiscono in silenzio.

Fonti: 
The Lancet, August 2018, Eurispes Enpam Ottobre 2018, Oms, alcol.info, Centro Nazionale di Epidemiologia Sorveglianza e Promozione della Salute (CNESPS).

sabato 16 febbraio 2019

La frutta e verdura più contaminata da pesticidi

Durante la Conferenza Internazionale dalle Sicurezza Alimentare, organizzato dalla Fao ad Addis Abeba è stato dichiarato che nel mondo gli alimenti non sicuri da un punto di vista igienico-sanitario (incluse le sostanze chimiche) causano 600 milioni di malati e 420mila morti ogni anno.

Dati forse allarmanti ma che rimandano a una realtà che solo in minima parte coinvolge i paesi più ricchi come l' Europa che hanno più mezzi, economici, legislativi e tecnologici per garantirsi alimenti con meno contaminanti.

L'associazione Generation future nei giorni scorso ha pubblicato un dossier molto interessante sui residui di pesticidi nella frutta e verdura, anche se la ricerca e la campionatura riguarda il mercato francese si può facilmente estendere a tutti i paesi europei.


Questa classificazione ci è utile come riflessioni sui prodotti che si acquistano.

L'analisi svolta da Generation Future ha trovato residui di pesticidi nel 72,6% della frutta e nel 41% delle verdure, singolare questo dato che pone più attenzione alla frutta che alla verdura, perché se la frutta non è bella non ha appeal per l'acquisto.

Com'è originale che i frutti meno contaminati dai pesticidi sono l'avocado il kiwi e le prugne per diverse ragioni i primi due perché hanno una buccia molto spessa e dura che protegge il frutta dagli insetti mentre le prugne sono dei frutti che poco si adattano alla coltura intensiva. 

Mentre i frutti più contaminati sono stati: fragole, ciliegie, uva, pompelmi, arance, mandarini, pesche.

Per le verdure invece le meno contaminate sono: asparagi, barbabietole e il cavolfiore.

Tra le verdure le più contaminate. sedano, erbe fresche, indivia, sedano rapa, lattuga e il peperone.


Non è il caso di creare allarmismi, solo qualche consiglio semplice, se l'offerta lo consente privilegiate prodotti biologici certificati, di provenienza meglio se locale e di stagione.

In più potete lavare attentamente frutta e verdura con acqua e bicarbonato: non servirà a rimuovere tutti i pesticidi, ma aiuta ed diminuirne la quantità.

Sbucciate gli alimenti prima del consumo, al che non eliminerà totalmente il rischio di pesticidi perché ci sono quelli che riescono a penetrare anche nella polpa ma c'è la possibilità di ridurre il rischio.

Oltre al nostro contributo dovrà esserci quello istituzionale che si impegna nei controlli per garantire al consumatori prodotti più sicuri.

Per Elena



giovedì 7 febbraio 2019

Mangiare con le mani è più naturale? Mangiare con le mani aiuta a perdere peso?

Chiara C Livorno: è vero che mangiare con le mani è più naturale?
Daniela L, Gaeta: mangiare con le mani aiuta a perdere peso?

Che vi hanno fatto di male le posate? C'è in generale una richiesta di naturalità a tutti i costi, che porta a considerare positivo tutto quello che è "naturale" e negativo tutto quello fatto dall'uomo.

Questa porta a a non considerare l'evoluzione dell'uomo rispetto agli altri essere viventi sulla terra, l'uomo è la specie che si è più evoluta.

Ragionando per assurdo può considerarsi più naturale comunicare con il suono del tam tam ma tutti utilizziamo il cellulare, anche i naturalisti più convinti!

Se è più naturale andare da Milano a Roma a piedi preferiamo prendere il treno o l'automobile, c'è perfino chi ci va in aereo.

Io penso che sicuramente alcuni gesti possono essere più istintivi nella natura dell'uomo, forse tra questi anche mangiare con le mani ma mangiare con le posate e in particolare con la forchetta è più evoluto e più culturale.

Poche cose in vita mia mi hanno creato imbarazzo, tuttavia ricordo una tenda berbera ai confini del deserto dove sono stato invitato a condividere il pasto, un momento di grande convivialità, tutti attingevano nello stesso piatto, si preparavano il boccone con le mani prima di metterlo in bocca, non mangiare equivaleva ad una offesa e cercavo d'imitare quello che facevano gli altri commensali.

Potrà sembrare strano nel mondo su 7,5 miliardi d'esseri umani ci sono ben 3 miliardi e mezzo che mangiano con le mani, pensate che nel Medioevo mangiare con le mani era una consuetudine diffusa in tutti i livelli sociali, solo nel Rinascimento comparvero a tavola cucchiai e coltelli.


L'uso della forchetta

A portare la forchetta in Italia o forse per meglio dire a riportare la forchetta nel 1075  fu la principessa Teodora Ducas, moglie del doge Domenico Selvo e sorella dell' Imperatore di Bisanzio Michele VII Ducas.

Si narra che nelle case aristocratiche romane era in uso la forchetta  con due rebbi, con l'avvento dei barbari questa consuetudine scomparve ma venne conservata dai Bizantini nella corte dell'Impero Romano d'Oriente.

A diffondere la forchetta o per lo meno la forcella come veniva chiamata, in Europa fu Caterina de 'Medici che portò in Francia l'uso della forchetta, ma si diffuse a livello più generale solo nel XVIII° secolo con la nascita delle primi ristoranti.

Penso che l'uso delle posate e più in generale della forchetta abbiano contribuito a migliorare la civiltà oltre che  l'igiene.


Mangiare con le mani fa dimagrire

Toccare il cibo con le mani sicuramente attiva il senso del tatto, rimanda delle informazioni al cervello sul cibo, informazioni che possono arrivare anche all'apparato digerente a parte questo non c'è nessuno studio in merito che dimostri che mangiare con le mani fa perdere peso.

Tuttavia ho avuto modo d'osservare che mangiare con le mani rallenta il tempo del pasto, una delle abitudini più comuni delle persone obese è la velocità del pasto e la cattiva masticazione, sappiamo che il tempo affinché il messaggio di sazietà dalla bocca e dallo stomaco arriva al cervello impiega venti minuti, conosco persone che mangiano in 5 minuti.

Si potrebbe dire che mangiare con mani, preparare il cibo con le mani, fa perdere del tempo e unito a una buona masticazione è più facile che il senso di sazietà possa arrivare al cervello con dei tempi più corretti e che questo indirettamente possa incidere sul senso di sazietà, sulla quantità del cibo ingerito e di conseguenza della calorie accumulate.


Sintesi:

Mangiare con le mani in alcuni casi può essere più istintivo è più piacevole, ci riporta alla fase orale della nostra infanzia, non del tutto perso dalla nostra memoria, il successo del finger food in qualche modo coglie quest' aspetto.

Ricordiamoci che di naturale ci sono solo i sassi, tutto il resto è stato trasformato dall'intelligenza e dall'abilità dell'uomo.

Ogni popolo ad ogni latitudine e clima ha creato una propria cultura alimentare che si è evoluta in base alle condizioni ambientali e culturali (incluso lo stare a tavola come per esempio l'utilizzo delle bacchette in Cina).

Anche se non c'è alcun rapporto tra mangiare con le mani e perdita di peso, può essere utile come invito ad un maggiore lentezza durante il pasto, a darsi del tempo per assaporare il cibo ed avere una buona masticazione.

Mangiare con le mani può essere naturale ma mangiare con le posate può essere simbolo dell'evoluzione della civiltà e della cultura di un popolo.

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lunedì 7 gennaio 2019

Pubblicità bloccato lo spot di uno studio legale che promuove risarcimenti contro i casi di mala sanità

Su segnalazione del presidente di Fnomceo, la federazione che raccoglie gli Ordini dei medici è stato chiesto di sospendere in Tv lo spot di uno studio legale che rappresenta i pazienti nei casi malasanità, in quanto fornisce secondo la federazione un messaggio distolto che mira ad aumentare il numeri di cause contro i medici e il servizio sanitario.

Certo il messaggio ad alcune persone può non essere gradevole ma la Federazione degli Ordini dei Medici dovrebbe accettare il fatto che i casi di malasanità esistono e non solo quelli che vengono denunciati dai media.

Ci sono anche casi che non ricevono quest'attenzione, casi silenti di pazienti che cambiano strutture non per un problema risolto ma per una cattiva gestione di una patologia e di un problema medico ed è costretto a iniziare una nuova terapia in un altro centro, un costo in più per lo stesso sistema sanitario.

Non mancano i casi di persone che sono costrette a trasferirsi in un altra regione per la cura e la terapia, questo causa un altro aggravio alle spesa sanitaria oltre che personale delle persone assistite.

Gli errori o i presunti errori riguardano solo una piccola parte delle prestazioni mediche, ci sono centri e medici di prim'ordine molto bravi e competenti ma non sempre è cosi. Un caso recente quello relativo alle protesi datate inserite in pazienti ignari, alla mia domanda che tipo di protesi le hanno messo? Il paziente risponde non lo so non me lo hanno mica detto, dovevo chiederlo?

La promozione della trasparenza della cartella clinica o del percorso di terapia da parte del personale sanitario è un problema di cui gli Ordini dei Medici dovrebbero farsi promotori.

Invito per un attimo la Fnmceo a mettersi nei panni di un paziente a cui presumibilmente è stato sbagliato un intervento oppure una terapia non corretta, battersi contro l'omertà dei medici è difficile, bisogna trovare un equipe che dimostri il percorso terapeutico non corretto, sorbirsi l'onore di prendere un avvocato, di pagarsi i periti, fare causa attendere dieci anni quando va bene nel frattanto magari il paziente muore.

Sulla stampa la Fnmceo sostiene che sono aumentate le aggressioni ai medici, tremila casi, lo scorso anno, senza contare coloro che rinunciano per causa di forza maggiore. Sono tremila persone tutte pazze oppure c'è un'altra storia? Io non dico che hanno fatto bene ma hanno avuto un' alternativa? Diamo la possibilità di segnalare i problemi e di risolverli con i fatti e non con le parole!

Se la giustizia normale impiega dieci anni per riconoscere un caso di malasanità, non sempre le persone assistite possono permettersi d'attendere tutto questo tempo.

Se posso inoltre permettermi di dire, le persone vittime di episodi di malasanità mi comprenderanno, non si ricevono mai delle scuse, dopo nemmeno tre gradi di giudizio in tribunale, di fronte all'evidenza dei fatti, si viene trattati come dei folli.

Tanti ospedali hanno avviato percorsi per ridurre il ricorso d'eventuali cause per danno medico, protocolli di terapia a cui il personale deve attenersi. Tuttavia quello che sconcerta l'utente medio come in questa caso è il forte timori della classe medica, come se non fossero sicuri della loro professionalità, il loro paura da cosa nasce?

Di non essere sufficientemente preparati o in grado di gestire le persone assistite o di non essere in grado di soddisfare le aspettative di salute della società? 

I medici hanno la Fnmceo a rappresentarli nelle istituzioni ma chi rappresenta le persone assistite?

sabato 21 aprile 2018

Ecce Cracco ecce Bartolini, ecce caffè a 0,50 euro

Ho deciso di mettere insieme più notizie che sono arrivate sul mio tavolo negli ultimi giorni, una notizia da sola non vuole dire nulla ma se invece le mettiamo insieme possono esprimere il mood, l'umore del momento.


Ecce Cracco

L'altra sera è andato in onda sul canale nove "Cracco confidential" ho voluto seguirlo per curiosità, solo che dopo dieci minuti non ne potevo più, quant' è bravo Cracco, quant' è intelligente Cracco, quant' è fenomenale Cracco. Un'apoteosi d'auto complimenti ad un certo punto mi sono detto piangere per piangere cambio canale e guardo chi l'ha visto !

Se si ritiene di fare una trasmissione per spiegare il nuovo ristorante di Milano, si rivela una debolezza, vuole dire che l'iniziativa non è stata compresa.

Non si va nel Ristorante per mangiare Cracco ma per mangiare un buon pasto realizzato con arte della cucina. C'è un'eccessiva pressione sul suo nome, il protagonista del ristornate non è lo chef ma il cliente e in questo caso il rapporto è decisamente sproporzionato. 

Essere uno chef televisivo rischia d'aumentare di molto le aspettative, personalmente ho visitato solo il bar del nuovo locale e non ho tratto sensazioni positive, anche l'ambiente così artefatto è  respingente.

Ultimamente ha aperto il dehors,  nello spazio davanti al bar ha messo i tavolini, ma se tutti i negozi e i bar aprono un dehors la gente in galleria dove passa? Ho compreso che basta pagare che il Comune di Milano acconsente a tutto (ha fatto mettere palme e banani in piazza Duomo), però i passanti possono zigzagare tra i dehors della Galleria per farsi strada?

Il target a cui il ristorante si rivolge è una clientela d'élite, nei giorni d'apertura si è parlato molto della re visitazione della pizza margherita, un piatto molto popolare. Il target che va a mangiare da Cracco si aspetta altro che una rivisitazione della pizza margherita, più adatta a un marchio di pizza come Sorbillo che a un ristorante raffinato.

C'è nella comunicazione di Cracco  dal mio punto di vista della confusione, da una parte si crea un ristorante rivolto a una clientela d'elite, dall'altra si cerca la popolarità facile, posso affermare che forse non è consigliato bene?


Ecce Bartolini

La notizia della chiusura del Ristorante di Bartolini da Fico è rimbalzata su tutti i giornali, Su Fico ho un'impressione molto negativa, ma non l'ho mai voluta esprimere pubblicamente. Si tratta però di un segnale, la gestione sostiene che in Fico ci molti ristoranti di qualità e qualcuno non regge il confronto, per chi non lo sapesse Enrico Bartolini, ha tre ristoranti e quattro stelle michelin in totale.

Una ristorazione secondo me differente dalla media del Fico non ha trovato un suo spazio, presumibilmente Bartolini non ha saputo adattarsi al pubblico del Fico o viceversa, il pubblico non è sempre uguale dappertutto, Venezia, Bergamo e Milano sono piazze differenti con differenti clienti, chi frequenta i ristoranti di Bartolini non è lo stesso pubblico che frequenta Fico.




Ecce caffè a 0,50 centesimi


Molti hanno contestato il post su Iginio Massari e sul costo di 55 euro al kg i dolci, costa perché è in piazza Duomo! Che vuole dire? Non è sulla Piazza del Duomo, ma in via Beltrami angolo Piazza Diaz, vicino il Duomo ma non in Piazza Duomo, se proprio vogliamo essere pignoli e per 55 euro al kg lo siamo.

L'aspetto divertente che Autogrill che è pochi metri da quando c'è Massari ha aumentato i prezzi di brioches e dolci, quello che una volta pagavi un euro o due ora lo paghi quatro euro.

Perchè nel commercio la concorrenza è fondamentale e in questo momento a Milano in prossimità della piazza Diaz a lato del Duomo c'era un solo bar oggi ce ne sono ben dieci in pochi metri, cosi si è scatenata la concorrenza ecco arrivare il caffè a 0,50 centesimi, si chiama il caffè del mio bar, in via Gonzaga, l'ho provato e non ha nulla da invidiare ad altri caffè in zona che fanno pagare il caffè' 1,20 e 1,30 più del doppio.

Un iniziativa che mi piace, che fa capire che in un libero mercato c'è la concorrenza non devi solo guardarti allo specchio ma sapere che il pubblico ha una grande offerta.



Sintesi

Questi tre esempi ci mostrano che è importante avere in mente per delle iniziative imprenditoriali  qual'è il target di riferimento, cioè quel gruppo di persone a cui ci rivolgiamo, non ci si può rivolgere a tutti indistintamente, chi va ad acquistare il panzerotto da Luini non è lo stesso target che frequenta un ristorante stellato in galleria.

A volte gli chef sono troppo concentrati su se stessi e il proprio lavoro che dimenticano che c'è una concorrenza che è anche molto agguerrita.

Finalmente il caffè a 0,50 centesimi è solo indice della forte concorrenza che si sta verificando a livello commerciale nel centro di Milano, se prima in un via c'era un bar oggi ce ne sono dieci, deve  ancora aprire Starbucks che presumibilmente cannabilizzerà molte attività commerciali.

Ma i milanesi si bevono tutto questo caffè? Non gli farà male? C'è chi vede in tutto questo un successo della città, si vede che la felicità a Milano si misura in caffeina va a sapere! 

Esprimo un giudizio fuori dal coro, io vedo più dei sogni i cui risvegli potrebbero essere degli incubi, tante nuove aperture ma tante chiusure dopo poco tempo, che fanno sorgere più di una perplessità. 

martedì 10 aprile 2018

Meno tasse più mignon, quando la Pasticceria costa 55 euro al kg.

La città di Milano in questo periodo sembra pervasa da una strana "onda" di rivoluzione commerciale nel settore del food. Per caso mi sono trovato il giorno dell'inaugurazione di un ristorante filippino, il fast food Jollibee, dove c'era una coda infinita, più di 500 m., non avevo mai visto una coda cosi nemmeno all'inaugurazione del primo fast food americano Burghy negli anni'80.


Anche un nome importante della Pasticceria Italiana, Iginio Massari ha aperto nella stessa Piazza Diaz, angolo via Marconi, nei locali che prima ospitava Banca Intesa.

Voglio scindere il nome Iginio Massari, una persona di grande esperienza e professionalità, insegnante, autore di libri di pasticceria, dal quale ho imparato anche qualcosa, con il locale che c'è a Milano in Piazza Diaz.

Il locale ha l'aspetto moderno dall'impatto un po' freddo, non ci sono posti a sedere ma qualche tavolino in piedi per consumare.

Un' offerta di pasticceria tradizionale forse un po' troppo tradizionale per una piazza di mercato come quella milanese. 

Un piccolo spazio dove sostengono di preparare i dolci, io non ho visto nessuno, si vede che sono passato quando il pasticcere era in pausa, ma quello che mi ha sobbalzato è stato il costo della pasticceria mignon e delle torte 55 euro al kg.

Può non volere dire nulla il prezzo di un prodotto ma se ti poni con un prezzo di molto superiore alle pasticcerie della città devi avere un prodotto non buono di più un prodotto eccellente.


Vado a ordinare un pasticcino per l'assaggio perché spendere 55 euro/kg mi indispone, la signorina mi guarda male come si guarda un morto di fame, mi sono sentito come Ugo Tognazzi in un noto film anni '60, devo prendere un dolce per accompagnare un caffè non posso mica ordinare un cabaret intero!

Mi porge il mio pasticcino, un bignè allo zabaione, non lo pesa, vado alla cassa, in altre pasticcerie lo pesano e poi passi alla cassa, un peso sulla fiducia diciamo cosi!

Un caffè e il pasticcino al prezzo di 2,70 euro (1,20 il caffè più 1,50 il pasticcino)

Quanto peserà quel pasticcino? Più o meno 27 g. per costare 1,50 euro, sempre se il peso è corretto.


Provo il bignè, (piccolo, talmente piccolo che ho dovuto mettere gli occhiali per mangiarlo, d'altronde se è mignon), crema più secca esternamente più morbida al centro, il sapore se posso dire mia aspettavo qualcosa di meglio, per 55 euro ak kg ti aspetti qualcosa di più.

Mi spiace molto ma non ho trovato nel mio assaggio l'arte del dolce del Massari, avrò sbagliato giorno? Avrò sbagliato scelta del Pasticcino? Avrei dovuto provarli tutti? Non sono mica il l'Emiro del Dubai !

Sono certo che tutti gli altri magari saranno stati invece buonissimi, tuttavia Milano è una città dove l'offerta di pasticceria mignon ha una forbice di prezzo molto ampia dai 18 euro al kg si arriva ai 34 euro al kg di pasticcerie nel centro della città in alcuni casi 38/40 fino ai 55 come in questo caso, ma non è l'unico.


Qual'è la differenza?

Ci tengo alla qualità di un prodotto in tanti anni d'esperienza ho imparato a non dare nulla per scontato, un prezzo alto non sempre è indice di un prodotto di qualità, come un prezzo basso non è indice di bassa qualità.

Sono tante le componenti che entrano in gioco nella formulazione di un prezzo, dagli ingredienti alla lavorazione, fattori che a un cliente possono interessare relativamente, ma il consumo deve darti una sensazione di piacevolezza.

Meno tasse più mignon

Facevo delle riflessioni tra me e me, un paese che ha votato compatto su chi poteva garantire un reddito di cittadinanza, perché i dati sulla disoccupazione sono devianti non tengono conto dei tanti che non lavorano, che non sono iscritti in nessuna lista, di coloro che vivono del sostegno d'accompagnamento dei propri cari, poi trovo una città che fa la coda per pagare i pasticcini 55 euro al kg? Forse c'è qualcosa che mi sfugge?

Suggerisco al prossimo Ministro dell' Economia di non fare nuove tasse, ho già visto l'Unione Europea pronta a chiedere nuovi sacrifici, tanto i veri ricchi le tasse non le pagano, hanno tutti residenza all'estero e intestati beni a società di comodo, perfino la più grande azienda italiana del settore alimentare ha la sede in Lussemburgo, qualcosa vorrà dire.

Per questo niente nuove tasse ma l'apertura da parte del Ministero di Pasticcerie Mignon in tutta Italia, cosi si ha una speranza che il debito pubblico possa essere appianato, al grido di "meno tasse più mignon", nel senso di pasticcini, perché sono certo che c'è un leader di un partito politico che facilmente potrebbe interpretare diversamente.

Personalmente auguro alla Pasticceria Massari un brillante futuro e di vendere tanti pasticcini mignon, i clienti ho visto che non mancano, mi fa piacere che diversamente da me c'è qualcuno che invece apprezza moltissimo, anche se non comprendo.

Suggerirei una maggiore varietà d'offerta e un giro nelle altre pasticcerie, per quanto mi riguarda credo che sia un'esperienza che non ripeterò.


Sintesi

Meno tasse più mignon si fa per sorridere, ma personalmente trovo fuori luogo il prezzo della Pasticceria Mignon a 55 euro al kg, siamo in un mercato libero, si può proporre il prezzo che si vuole, in casa con la stessa cifra si possono fare bignè per un anno!


lunedì 19 marzo 2018

Qual'è la pasta sfoglia migliore al supermercato?


Gianna L, Rapallo : Qual'è la migliore pasta sfoglia d'adoperare come base per una torta pasqualina?

Si avvicina il periodo delle torte salate con la primavera e l'avvicendarsi della Pasqua dove per tradizione le torta salate fanno parte del menù della settimana santa.

L'utilizzo della pasta sfoglia è un acquisto recente nelle preparazioni per la Pasqua per tradizione si sono utilizzate più che altro paste matte, dove la bravura di una casalinga con il mattarello aveva una certa importanza.

Ricordo che a Genova a casa della mia amica Iole, la sua mamma ci preparava una torta salata Pasqualina tradizionale con i carciofi con 33 sfoglie di pasta sottilissime, 33 come gli anni di Cristo.

L'aspetto interessante delle paste casalinghe era l'uso dell' olio d'oliva, le paste a base di burro sono il frutto della diffusione della cucina francese.

La tradizione delle pasta base da fare in casa si è persa a favore delle pasta già pronte, comode e pratiche ma che all'olio extra vergine d'oliva secondo della ricetta italiana e al burro secondo la ricetta francese sono sostituiti da grassi o oli vegetali discutibili come palma, girasole, copra, cocco.

Comunicazione, gusti e abitudini hanno visto trionfare la pasta sfoglia come base per le torte salate, cosi l'attenzione si è spostata al ripieno ma il successo di una torta salata dipende da entrambi.


Quali sono i criteri per scegliere una pasta sfoglia già pronta?

1) L'importanza della parte grassa : Burro, margarina o oli vegetali

Tra le basi delle torte salate, per una pasta sfoglia l'ingrediente caratteristico è il burro, nelle paste industriali il burro viene sostituito da grassi e oli vegetali, in molti casi sono meno ricche di acidi grassa saturi rispetto al burro ma non c'è confronto in termini di gusto.

Nella maggior parte dei casi troviamo grassi o olio di palma, un ingrediente molto discutibile e certo non molto apprezzato dai consumatori, oppure oli ricchi di omega 6 come olio di girasole.

Non esistono paste sfoglia light o a ridotto contenuto di grassi, tuttavia io trovo interessante sostituire a secondo della ricetta la pasta sfoglia con la pasta fillo, con una percentuale di grassi molto inferiore, anche se molto sottile e quindi non adatta a tutte le preparazioni.

Tabella nutrizionale confronto su 100 g di pasta sfoglia già pronta Coop, pasta sfoglia surgelata Picard e pasta Fillo Elakis.


2) Nella tabella nutrizionale valutare il contenuto di acidi grassi saturi
Tra quelle in vendita meglio scegliere quelle pasta con il contenuto inferiore al 10 g per 100 g (che con il burro però non è possibile)

3) Lista ingredienti
Tenendo come riferimento la pasta sfoglia da fare in casa, più breve la lista ingredienti è meglio è.

4) Additivi
Meno additivi ci sono è meglio è

5) Il sale
Ideale sarebbe di contenuto inferiore a 1g per 100 g

6) Il prezzo
Variabile importante dal momento che la forbice di prezzo varia dai tre euro al kg agli undici euro al kg. Ritorniamo al discorso dei grassi, le paste sfoglie con il burro sono più care. La scelta di non utilizzare il burro oltre che per un problema tecnico della maggiore difficoltà di lavorare con le macchine il burro, c'è anche un problema di costo infatti olio di palma costa pochissimo, permette d'abbattere i costi e di conseguenza aumentare i ricavi



Ingredienti Pasta sfoglia da fare in casa:
500 g di Farina, 500 g burro di buona qualità, acqua, sale

La pasta sfoglie selezionate

Pasta sfoglia rotonda Buitoni
Ingredienti: Farina di frumento, Oli e grassi vegetali non idrogenati (palma, colza), Acqua, Glutine di frumento, Alcol, Sale, Succo di limone concentrato, Lievito disidratato, Concentrati di vegetali e frutta (carota, mela, limone), Aromi

Pasta sfoglia Buitoni integrale
Ingredienti: Farina di frumento, Oli e grassi vegetali non idrogenati (palma, colza), Acqua, Farina di frumento integrale 4,8%, Glutine di frumento, Fibra alimentare, Sale, Alcol, Crusca di frumento, Succo di limone concentrato, Concentrati di vegetali e frutta (carota, mela, limone), Lievito disidratato

Pasta sfoglia Buitoni delicata
Ingredienti: Farina di frumento, Acqua, Oli e grassi vegetali non idrogenati (palma, colza), Succo di limone concentrato, Sale, Alcol, Glutine di frumento, Lievito disidratato.

Pasta sfoglia Buitoni senza glutine
Ingredienti: Acqua, Amido di mais, Oli e grassi vegetali (palma, colza), Farina di riso, Farina di piselli, Fibre vegetali (patata, riso, piselli, piantaggine, psillio), Addensanti gomma di xanthan-E464, Alcol, Sale, Farina di grano saraceno, Aromi, Enzima transglutaminasi, Acidificante acido citrico

Tabella nutrizionale paste sfoglia della Buitoni per 100g


Pasta Sfoglie Rana con burro
Ingredienti: Farina di frumento, Acqua, Burro concentrato 20%, Alcol etilico, Sale, Succo di limone concentrato, Lievito.

Pasta sfoglia Esselunga
Ingredienti: Farina di frumento, Acqua, Burro concentrato, Alcol, Sale, Lievito di birra, Succo di limone concentrato

Pasta Sfoglia Cerelia Esselunga
Farina di frumento, grasso di palma non idrogenato ed olio vegetale di girasole non idrogenato, acqua, alcol etilico, sale, succo di limone concentrato, agente di trattamento della farina:  L-cisteina

Pasta Sfoglia Coop
Ingredienti: Farina di Frumento, acqua, burro concentrato, alcol etilico, sale lievito di birra, succo di limone concentrato.

Pasta Sfoglia Cerelia Coop
Farina di frumento, acqua, olii e grassi vegetali non idrogenati (palma e girasole), alcol etilico, sale, succo di limone concentrato, agente della farina: L cisteina

Pasta Sfoglia Unes
Ingredienti: farina di frumento, grassi vegetali (palma) oli vegetali (colza), acqua, alcol etilico, sale, succo di limone concentrato, colorante. caroteni, agente di trattamento della farina:  L-cisteina.

Pasta Sfoglia Picard
Ingredienti: Farina di frumento (glutine), burro (33%), acqua, sale

Pasta Fillo Elakis
Ingredienti: Farina di frumento, Acqua, Sale, Amido di mais, Destrosio, Conservante: sorbato di potassio

Tabella nutrizionale pasta sfoglia a marchio di supermercato su 100 g


Analisi delle paste sfoglie rotonde

Tutte le paste sfoglie dichiarano di essere fatte in Francia, non c'è una pasta sfoglia italiana, alcuni dichiarano il luogo di produzione o l'azienda mentre altre si limitano a dire prodotte in Francia per conto di..

Il leader della pasta sfoglia è sicuramente Buitoni per vastità dell'offerta da quella classica rotonda al senza glutine, è presente nella maggior parte dei punti vendita con più prodotti.

Non c'è un competitore vero poiché la Sfoglia Rana che punta diversamente da Buitoni sul burro invece di grassi o olii vegetali ma ha una solo referenza o meglio un solo prodotto.

La vera concorrenza di Buitoni sono le paste sfoglie private label a marchio di supermercato, ogni supermercato ne ha almeno una sia rotonda che rettangolare.

Curiosità l'aziende Cerelia, che produce molte di queste, ha inoltre due prodotti solo con la denominazione pasta sfoglia, in due diversi supermercato ma con differente immagine, lista ingredienti e tabella nutrizionale, un fatto che trovo originale.

Tabella nutrizionale pasta sfoglia su 100 g di Buitoni, Rana e Cerelia



Analisi dal punto di vista nutrizionale

Più che scegliere la migliore si deve scegliere la meno peggiore, rispetto alla ricetta casalinga spicca la presenza come ingrediente del lievito che nella pasta sfoglia non dovrebbe esserci. Troppe paste sfoglie con il contenuto d' olio di palma ricco in acido palmitico e troppe pasta sfoglie con ingrediente l'olio di girasole troppo ricco in Omega 6.

Potremmo dire che la lista ingredienti delle paste sfoglie è molto diversa da quella di pasticceria o che si può fare in casa.

Molte aziende forniscono anche la tabella nutrizionale per porzione, nella realtà è difficile stabilirlo in quanto molto dipende dall'uso della pasta sfoglia cioè dal ripieno o dalla farcia se è utilizzata come involucro.

Considerate che Pasqua viene una volta all'anno e che le punte d'acquisto delle paste sfoglie già pronte è durante le feste. 

La più calorica; la pasta sfoglia Buitoni rotonda kcal/100g 404.
La meno calorica la pasta sfoglia Esselunga kcal/100g 341 (la pasta fillo  kcal/100g 290)

La più ricca di grassi: la surgelata Picard fatta con solo burro.
La meno ricca di grassi: la pasta sfoglia Coop

La pasta sfoglia più ricca di grassi saturi:  la surgelata Picard seguita dalla Rana entrambe per il contenuto di burro, mentre tra le sfoglie con grassi e/o oli vegetali Cerelia

La pasta sfoglia con meno grassi saturi la pasta sfoglia Buitoni delicata (ricordo che c'è la pasta fillo che ha pochissimo contenuto di grassi in assoluto e di grassi saturi di conseguenza) .

Più alto contenuto di fibre: la Buitoni senza glutine (4 g ), la Buitoni pasta sfoglia cereali (3g), seguita dalla Coop 2,2 g
Il più basso contenuto di fibre: pasta sfoglia Buitoni delicata 1,0 g

Il più alto contenuto di sale : Cerelia in vendita da Coop
Il meno contenuto di sale: Picard surgelata e Buitoni rotonda

La pasta sfoglia più cara: la pasta sfoglia Buitoni senza glutine 11 euro al kg
La pasta sfoglia meno cara: la pasta sfoglia Cerelia in vendita alla Coop 3,00 euro al kg.


Sintesi

L'utilizzo delle paste sfoglia in cucina è tradizionalmente legato alla cucina francese e all'utilizzo del burro, in Italia in particolare per le torte salate si sono sempre utilizzate paste matte a base d'olio d'oliva.

La particolarità della pasta sfoglia sono le sfoglie cioè i multi strati che si possono ottenere solo con utilizzo della pasta sfoglia tradizionale.

Le pasta sfoglie che troviamo nel banco frigo del supermercato, sono comode e pratiche, ci danno l'aspetto della pasta sfoglia anche se per ingredienti e lavorazioni non lo sono, come nemmeno per il gusto e la consistenza.

L'utilizzo della scelta della pasta sfoglia è legato al gusto e alla leggerezza dato dal multistrato per una base di torta salata. Può essere utile utilizzare anche delle paste fatte con la ricotta o con petit suisse, da fare a casa.

Per il mio gusto personale se devo preparare una ricetta classica e tradizionale preparo una pasta con olio d'oliva per esempio una torta Pasqualina, se invece ho una ricetta di torta moderna di tipo francese e voglio ottenere l'effetto multistrato, l'effetto pasta sfoglia, la faccio a casa oppure l'acquisto già pronta in pasticceria (come nella foto), al limite acquisto la surgelata di Picard o comunque quelle che hanno come ingrediente il burro.

In alternativa sicuramente la pasta fillo è molto interessante perché è sottile, a ridotto contenuto di grassi anche se richiede un minimo d'esperienza in cucina, il suo utilizzo va valutato ricetta per ricetta in quanto non sempre si presta ad essere utilizzata come pasta base.



Come fare la pasta sfoglia a casa metodo classico




Metodi più veloce si dice sempre cosi