mercoledì 8 giugno 2011

Copenhagen, la nuova birra Carlsberg

Ho voglia di cambiare discorso dopo E. Coli in Germania, ma non ci allontaniamo molto, dalla Germania alla Danimarca, parliamo di birra ma di una nuova birra, è stata presentata in questi giorni dalla Carlsberg che ha sede proprio in Danimarca, Copen hagen il nome un omaggio alla capitale danese con il cuoricino in mezzo (una strategia di marketing già vista, del nome delle città come Absolut Boston, di cui avevo parlato nei trend marketing e comunicazione 2010).

Sono diversi anni che più aziende cercano di segmentare il mercato della Birra, ma l'immagine della birra è molto forte, in particolare in Europa del Nord, è la bevanda dell'allegria, dello stare in compagnia, del bere cantando canzoni qualche volta sconce, qualche volta no, ma spesso si, l'immagine dell' Oktoberfest la rappresenta benissimo, io stesso quando vado a trovare i miei parenti a Regensburg, so che mi aspettano serate a base di birra e salsicce alla griglia, ma anche se grossolana e popolare l'immagine di questa bevanda non mi dispiace perché è trasversale indipendentemente dal target, è la bevanda di tutti, con i suoi lati negativi e positivi, adatta a bevitori semplici come a bevitori evoluti.

La birra non è uguale dappertutto e la differenza delle lavorazioni locali è sempre stata una ricchezza per la varietà e il gusto, che ha permesso alla birra di adattarsi in ogni dove dall' Irlanda al Belgio, dal Sud america alla Grecia, anche in Italia c'è una buona produzione di Birra, tra questi mi ricordo di Baladin , sempre di più hanno assunto importanza non solo le produzioni locali, più vicino al gusto dei consumatori ma anche le birre locali prodotte con materie prime locali. Questa segmentazione è stata molto evidente, anche se pochi colgono delle differenze, probabilmente perché adatte a un consumatore più evoluto che  è in grado di distinguere le materie prime, la lavorazione e il gusto.


La birra come il vino ha sempre più delle nuove consumatrici, e da queste che Carlsberg intende rivolgersi  e per farlo ha voluto abbinarsi sia a un gusto più glamour, più soft mentre per l'immagine e i design si è affidato alla grade scuola scandinava. il target chiaramente si rivolge alle giovani consumatrici, un target da sempre ignorato dal marketing della birra.

Ho trovato le dichiarazione di Jeanette Elgaard Carlsson, International Innovation Director di Carlsberg, un po' troppo leggere per un manager della sua posizione, "ci sono donne che desiderano abbinare il loro drink al loro abito, se non è del loro stesso stile rifiutano la birra perché il packging non gli piace "

Al di la di quelle che sono le dichiarazioni infelici della Eldgaae Carlsson, quello che colpisce al gusto è la mancanza di quel retrogusto amaro che personalmente non mi dispiaceva, , la loro bevanda si allinea molto con il vino bianco o alla champagne, nel costo sicuramente si ma secondo me invece sembra più una Gassosa che una Birra. si avvicina molto al prodotto Beo molto bevanda ma poco anzi nulla birra.

Di questa nuova birra trovo interessante il nome Copen hagen, il design della bottiglia che è diverso rispetto alle altre birre, sicuramente più raffinato, per il resto invece il suo gusto non mi piace, mi fa venire in mente una gassosa, che però costa molto meno.  Anche la comunicazione non mi piace, chiaramente l'intento è quello di offre un alternativa al vino bianco nell'ora dell'aperitivo, sembra di vedere la pubblicità di un vino spumante ma è una birra anzi una birra senza quelle note di gusto a cui siamo abituati e che carattetizzano il sapore delle bevanda.

A dispetto della etichetta come un vino, dal disegno ricercato, non convince, diciamo una birra che si abbina meglio al vestito più che al gusto.

Un progetto di marketing un po' troppo datato nella modalità, troppo superficiale, che non tiene conto della complessità del mercato e delle nuove preferenze dei consumatori per prodotti locali a km zero, proiettarsi all'interno di un prodotto globale non ha senso se il prodotto non ha una chiara impronta di personalità e gusto, si può abbinare a un nuovo style come sottolineano alla Carlsberg ma solo per chi la birra da bere la decide solo dalla bottiglia, mi creda sig. Carlsberg, non sottovaluti le donne, ci sono donne che si intendono di birra molto meglio di un uomo.

Visitare il centro Carlsberg a Copen hagen,

alle donne piace la birra?

lunedì 6 giugno 2011

Dopo i Cetrioli, il salame di cervo, i germogli di soia, qual'è la causa del batterio sconosciuto?

È sempre difficile scrivere quando c'è un argomento su cui tutti i media diffondono notizie, non mi sentivo in questi giorni di aumentare l’ansia dei lettori o di fare finta di nulla, anche perchè le notizie cambiano di ora in ora. La notizia di questa mattina era che il batterio era stato diffuso dai germogli di soia, già questa sera è stato diffusa una smentita in quanto 23 dei campioni analizzati su 40 avevano dato esito negativo!

Mi sento di precisare che quelli che hanno chiamato germogli di soia in realtà sono germogli di fagiolo mung o mungo, sono diverse le varietà di germogli che possono venire consumati almeno 40 tipi (alfalfa, pisello, ravanello, porro) . Bisogna distingere tra "germogli di soia" noti e i germogli di soia vera. I "germogli di soia" che tutti conoscono sono ottenuti dal fagiolo mung verde (Vigna radiata) e non dal seme di soia (Glycine max). Molte persone conoscono tre tipi di soia (gialla, verde e rossa), mentre l'unico vero seme di soia è quello di soia gialla (Glycine max), le altre due varietà verde (Vigna radiata) e rossa (Vigna angularis) sono invece fagioli denominati fagiolo mung o mungo (verde) e fagiolo azuki (rosso) fonte wikipedia.

In merito alla responsabilità della diffusione del batterio di E. Coli tante strade ma una certa ancora non c'è, per cui l' origine del batterio rimane ancora ignoto, ho voluto fare oggi due approfondimento uno di natura più medica e l’altro più squisitamente commerciale, che riguarda l’impatto delle cattive notizie sul territorio e nei mercati che hanno avuto al diffusione della notizia dei cetrioli data la settimana scorsa.

Un batterio non sconosciuto ma con delle nuove caratteristiche

Il batterio E.Coli coinvolto nella comparsa di diarrea con sangue, classificato come EHEC cioè E. Coli entero emorragico, la sua complicanza più grave è la sindrome uremica emolitica, non è proprio un perfetto sconosciuto come ho letto su più giornali, ma è un batterio già noto che si è rilevato con delle caratteristiche nuove. Sembrerebbe sia il risultato di una combinazione di tipi differenti di Escherichia coli.

Il ceppo isolato nel nord della Germania appartiene al sierotipo O104: H4, questo ceppo ha più del 90% delle sequenze di geni in comune con un altro E. Coli, isolato nella zona dell'Africa Centrale, EAEC 55989 Quest'ultimo appartiene al gruppo di Escherichia coli entero aggreganti (EAEC): i quali sono responsabili delle diarrea persistente nei bambini (più di due settimane), piuttosto comune nei paesi dell’africa centrale.

Secondo molte fonti come Genomics Life, ritengono che il batterio comparso in Germania sia di un ceppo ibrido tra EHEC e EAEC . Si ritiene anche che il ceppo originario di E.coli potrebbe avere acquisito geni coinvolti nella sindrome uremica emolitica (HUS), un' evoluzione della infezione da EHEC, si ipotizza che questi geni potrebbero essere stati acquisiti per trasferimento orizzontale. E noto che i batteri possono acquisire nuovi geni in due modi: in verticale durante la divisione cellulare e orizzontalmente attraverso scambi con altri ceppi.

Questa ipotesi sembra trovare conferma nel fatto che il ceppo “misterioso” è resistente ad alcuni antibiotici : aminoglicosidi (streptomicina, gentamicina ...), macrolidi e beta-lattamici (penicilline e cefalosporine).

Tutti si chiedono da dove viene questo batterio? Al momento sembra che le verdure crude possono essere responsabili, le ricerche si concentrano su due ristoranti di Lubecca a metà Maggio e una festa ad Amburgo  nei primi dieci giorni di Maggio, si sta valutando cose questi posti abbiano in comune. Io sarei meno precipitoso delle autorità tedesche, il batterio ha forse un altro modo di infettare l'uomo oltre che con le verdure, in una intervista Flemming Scheutz, capo del centro di riferimento per Escherichia OMS a Copenaghen, ha detto il sito della rivista "Nature" News che il ceppo non è mai stata osservato in animali. ipotizza che il batterio sia passato direttamente tra le persone dall' ambiente. Secondo Lothar Wieler dell'Università di Berlino bisognerebe indagare su acque e terreno.

Ipotesi suggestive che attendono di essere confermate. Io avevo scritto che la causa poteva essere da ricerca in un altro alimento e più in generale nel contesto di consumo o produzione, più che del cetriolo, ora staremo a vedere anche perchè so per certo che si stanno verificando diverse piste d'indagine, certo che finora le ipotesi non hanno dato esiti confortanti. Il bollettino aggiornato a questa sera vede 2.300 casi con 22 decessi accertati, a essere interessato è sopratutto la Germania del Nord nella zona intorno ad Amburgo, è bene dirlo per non creare allarmismi inutili.

La guerra dei cetrioli, risvolto commerciale

Nonostante la dimostrazione che il cetriolo spagnolo non è stato contaminato dal cosiddetto batterio killer, continuano i blocchi e le cancellazioni di ordini non solo relativo ai cetrioli ma anche a tutte le altre varietà di frutta e verdura proveniente dalla regione andalusa, pomodori e insalata, la situazione sta mettendo in crisi il raccolto delle nettatine, pesche e patate. I prezzi all’ingrosso sono diminuiti del 30%, gli operatori preferiscono acquistare da produttori concorrenti della Spagna come Israele per le patate e per la frutta Grecia, Francia, Italia, Est Europa, per la Spagna il mercato tedesco costituiva il 50% delle esportazioni di frutta e verdura .

Il governo spagnolo per salvaguardare i produttori acquista la merce a prezzi di mercato, si stima la perdita di 200 milioni di euro a settimana per l'intero settore. Secondo Madrid, 70.000 posti di lavoro sono a rischio. che dietro questo ci sia però una guerra commerciale come ipotizzato dalla Spagna, non credo, Forse ci sarebbe voluto una maggiore cautela, ma di fronte a una emergenza è difficile essere obiettivi.
Devo dire però che sia la Germania che la Spagna si sono mosse molto male dal punto di vista della comunicazione, preferendo una comunicazione istituzionale fra di loro, invece di una comunicazione diretta ai consumatori o ad operatori del settore.
Io comprendo il danno economico, negli ultimi giorni oltre a Spagna anche Paesi Bassi, Belgio e Portogallo lamentano danni economici, ma il consumatore d'altronde non ha altro modo per difendersi di evitare un certo prodotto, c'è stata alla base una non chiarezza del messaggio informativo, in qualsiasi caso anche se minime delle tossine erano presenti nei cetrioli, nella riunione di domani sicuramente Ue, darà qualche compensazione al governo spagnolo, ma l'errore è stato di incapacità di comunicazione da parte della Spagna e di superficialità dalle autorità tedesche, certo è che la bagarre per stabilire un indennizzo invece di pensare a quali misure adottare per il batterio non migliora di certo la comunicazione.

Questo da una parte ha evidenziato il fatto che anche se in ritardo è possibile risalire direttamente alle fonti in caso di epidemia e quindi le filiere agroalimentati europee funzionano o per lo meno sembrano quasi funzionare anche se ancora non si trova la fonte del contagio, sono certo che non si va avanti a caso ma è difficile analizzare la quantità d'informazioni, però quello che anche si evidenzia è la mancanza di controlli o per lo meno pochi controlli rispetto al volume delle derrate alimentari e questo non è segno positivo in generale non tranquillizza i consumatori.

Ricordo che tutt'ora il consumo di cetrioli, pomodori , insalata e germogli di soia anche  se non c'è stata prova che siano la fonte dei batteri, dal governo tedesco sono "deconsigliati", quanto affermato dal Ministro dell'Agricoltura Tedesco Ilse Aigner.

Avrei voluto parlare anche di altro ma la curiosità e l'informazione di questi giorni è su questo argomento ed è giusto così, il pubblico ha voglia di conoscere e sapere, lo edito subito prima che arrivino nuove notizie che mi ribaltano tutto il post scritto da questa mattina l'ho già cambiato tre volte. le foto sono del mercato di Monaco un po' poco frequentato questo sabato!
Le raccomandazione le avevo già scritte nel post Guerra dei centrioli e nel post sull'Aggiornamento E. Coli.