lunedì 16 luglio 2018

La Marijuana può migliorare il sesso?

Jessica L., Riccione:  Volevo sapere se è vero che la marijuana o la cannabis può migliorare le prestazione sessuali?

Quando si parla di sostanze, bisogna imparare a utilizzare i termini corretti, con il termine marijuana si identifica i preparati psicoattivi costituiti da resina e infiorescenze femminili della varietà della pianta di Cannabis o Canapa .

La THC è il principio attivo della cannabis noto per il suo effetto tendenzialmente euforico. Diverse ricerche medico scientifiche hanno evidenziato il possibile beneficio della cannabis come antidolorifico per artrite, tremori del Morbo Parkinson, si può rilevare la sua utilità per gli effetti negativi della Sla, gli effetti collaterali della chemioterapia anche su questi presunti benefici non c'è unanimità in ambito accademico.

Quando però si parla di sesso e cannabis, vedo in tutti comparire un sorriso malizioso, tuttavia più che parlare di scienza mi sembra di parlare di pseudo scienza.

La reazione a queste presunte sostanze è difficile da classificare e in ambito scientifico ci sono pareri discordanti, possiamo sicuramente affermare che la reazione al consumo di queste sostanze è soggettivo e dal mio punto di vista è molto condizionato dal contesto o meglio dall'ambiente e dalla compagnia.

Negli ultimi anni l'industria della cannabis attraverso il marketing associa il suo consumo a tutto ciò che è possibile cercando di cavalcare l'idea comune che si ha di questa pianta e dei suoi presunti effetti.


Tanto che negli ultimi anni c'è stata una ripresa della coltivazione di cannabis, in favore di varietà che contengono un principio attivo molto basso di THC, perchè la legge in molti stati consente il commercio solo di questo tipo di cannabis a basso tenore di THC.
Grazie a questo si è potuto riprendere la coltivazione della canapa come in Umbria per realizzare dei tessuti anche l'industria alimentare ha scoperto la canapa dalla crema al cioccolato con cannabis, olio di canapa, la pasta con canapa, le bevande con la canapa.

L'associazione della cannabis con il sesso non è un concetto recente, già nel  700 d.C i praticanti del sesso tantrico incorporarono la cannabis nelle loro acrobazie.

Secondo uno studio del 2017 della Scuola di Medicina della Stanford University evidenzia che coloro che fanno uso frequente di Cannabis facciano più sesso rispetto a chi non la usa, un 20% in più.

Oggi la maggior parte dei prodotti che contengono cannabis per le pratiche sessuali sono gel o olii, spesso in genere olii di cocco lascianti in infusione con foglie di cannabis, secondo le informazioni sui siti dei prodotti, hanno la funzione di lubrificare le parti intime e amplificare il piacere e la libido (non ho ancora capito se di chi la vende o di chi la compra).

Tra le aziende

Per non farci mancare nulla, perchè si sa il sesso non è solo una questione fisica ma celebrale , oltre a gel e olii che si applicano sulle parti intime, ci sono anche alcuni inalanti che arrivano prima al cervello, come l'azienda Inhale in Massachusettes,  che collega l'utilizzo dei derivati della Cannabis per le coppie o single con problemi sessuali, l'azienda sostiene che i prodotti a base di cannabis sono in grado di migliorare il flusso sanguigno e la sensibilità per essere in grado d'avere orgasmi più frequenti e più intensi.


Sintesi

Gli effetti della Cannabis sono soggettivi, possono indurre a introversione come a vivacità, comodità o disagio ma anche a nulla.

Secondo il sito Royalqueenseeds dipende dalla quantità e anche dalla varietà. Ricordo che è consentita per uso medico in 29 stati degli Usa e per uso “ricreativo” in cinque (Colorado, Oregon, Washington, Alaska e Nevada). Nel 2013 l’Uruguay è stato il primo paese del mondo a legalizzare l’uso, la vendita e la coltivazione di marijuana a scopo ricreativo.

Sull' uso medico per problemi sessuali ho qualche perplessità, il mio consiglio è quello che se siamo di fronte a un problema sessuale la cosa migliore è di rivolgersi a un sessuologo, a uno specialista che potrà meglio identificare il problema con professionalità e trovare la terapia più idonea.

Quelli che invece fanno già del buon sesso di continuare a farlo anche senza prodotti con derivati della cannabis, che questa migliori e moltiplichi gli orgasmi non c'è alcuna prova in merito.

martedì 3 luglio 2018

È possibile trovare dei pomodori che abbiano un buon sapore?

Graziella D, Civitavecchia: le volevo chiedere un consiglio, non riesco a trovare dei pomodori buoni sia da mangiare crudi che per fare un buon sugo, sembra che non sappiano di nulla, ha qualche dritta?

Sappiate che non è facile, perché è un mercato quello del pomodoro in continua evoluzione, con nuove varietà disponibili ogni stagione, per stimolare le vendite e garantire pomodori tutto l'anno.

A questa grande offerta non corrisponde un'offerta di qualità in termini di gusto, bisogna distinguere tra il pomodoro pensato come un prodotto industriale bello da vedere ma senza sapore disponibile tutto l'anno, un pomodoro frutto di stagione e un pomodoro di qualità.

La stagionalità del pomodoro

Ci siamo dimenticati che come le ciliegie, come i lamponi, il pomodoro è un frutto di stagione, la stagione del pomodoro inizia a Giugno/Luglio e prosegue fino a Settembre, mangiare una caprese di pomodoro e mozzarella a Dicembre non è come mangiare una caprese a Ferragosto perché in piena stagione di maturazione i pomodori sono più dolci e gustosi.
Nel periodo invernale è più facile trovare dei pomodori coltivati in serra o dei pomodori che arrivano da lontano, dalle isole Canarie, Penisola Iberica, Marocco, dove magari c'è l'esposizione al sole ma non il terreno più adatto.

So che mi tirerò dietro molte polemiche, comprendo l'esigenza della disponibilità dei pomodori tutto l'anno, ma nonostante l'evoluzione tecnologica della coltivazioni in serra e fuori terra, di minore impatto ambientale, il gusto in molti casi è con poco sapore.

Il pomodoro che troviamo in vendita in alcuni supermercati è raccolto con molto anticipo sul tempo di maturazione a volte anche tre settimane prima, questo vuole dire che il frutto non fa in tempo a completare la maturazione questo incide sia sul gusto che sul contenuti di vitamine e sali minerali.


Quando la differenza la possono fare la coltivazione e la provenienza

L' Italia è un paese fortunato dove si coltivano pomodori in tutte le regioni, bisogna imparare a scegliere produttori locali, meglio se biologici oppure che limitino i trattamenti in agricoltura.

Ricordate che è il terreno e l'esposizione al sole, i due fattori che possono incidere più nel gusto, bisognerà memorizzare inoltre provenienza e varietà, poiché la stessa varietà di pomodoro datterino messo a dimora in provincia di Cuneo  e in provincia di Siracusa in Sicilia può dare un sapore diverso al pomodoro.

Una volta andavano di moda i mercati dei contadini locali erano un'ottima possibilità per trovare pomodori locali e coltivati in stagione.

In cucina non tutte le varietà sono adatte a tutti gli usi, un cuore di bue ligure è adatto da mangiare crudo come contorno ma spesso quelli che troviamo sul mercato sono un po' troppo farinosi all'interno perchè non provengono dalla Liguria, la varietà di pomodoro un riccio fiorentino è più adatto per fare un sugo,  la varietà di pomodoro a grappolo più adatto a essere utilizzato come pomodoro al forno ripieno.

Ci sono più di 700 varietà di pomodori anzi è in continuo aggiornamento perché arrivano sempre nuove varietà, ogni zona geografica ha le sue varietà più adatte alla coltivazione.


La differenza la possono fare la Varietà 

Consiglio d'acquistare un po' di varietà e provarli per vedere che gusto hanno, sia varietà "nazionali " che varietà "locali", perché a incidere sul gusto di un pomodoro è anche la varietà:

Pomodori Piccadilly, mediamente è un buon pomodoro anche se talvolta è molto caro, dipende dalla sua origine, coltivazione, si trova sul mercato da Gennaio a Luglio, quello che viene dalla Silicia in particolare dalla provincia di Siracusa è rinomato per il sapore e aroma.

Pomodori di Pachino Ciliegino , quando si è fortunati di trovarlo buono, è una delizia, ricordate che il pomodoro originale di Pachino lo si raccoglie solo da Luglio a Ottobre, ci sono ovviamente più varietà di pomodoro ciliegino sul mercato ma  fate attenzione non tutte arrivano da Pachino. 

Pomodoro Datterino, è una varietà che si adatta a più modalità di coltivazione tanto che è disponibile tutto l'anno, trovo che in estate sia migliore rispetto ad altre stagioni, perché coltivato in terra e all'aperto, il gusto varia proprio non solo in base al tipo di coltivazione ma anche dalla zona di provenienza.

Pomodoro San Marzano, il pomodoro più famoso, prende il nome da San Marzano sul Sarno, una zona vocata per la sua coltivazione, un pomodoro che si presta di più alla produzione di pelati e concentrato.  Un tempo lo si utilizzava per preparare insalata e sugo, sul mercato si incontrano tante varietà ma negli ultimi anni trovarli sodi e con sapore è divenuto sempre più difficile. 

Ci sono poi varietà regionali molto note ma che difficilmente superano i limiti del territorio di coltivazione come in Puglia il Pomodoro Regina,  il Pomodoro Fiaschetto, il Pomodoro di Manduria, in Calabria il Pomodoro di Belmonte, in Sardegna il Pomodoro Camone, in Campania Pomodoro del piennolo e il Pomodoro Sorrentino, in Lazio il Pomodoro tondo ovale romano e il Pomodoro Principe Borghese.


La mancanza di uno standard di qualità

Si tratta di un problema che riscontro in più varietà di pomodoro, gli compri una settimana prima sono buoni, la settimana dopo sono immangiabili e senza gusto.

C'è la mancanza di uno standard di qualità, la produzione di un prodotto agricolo dipende da più fattori, non ultimo il tempo atmosferico che incide molto nel gusto del prodotto finale, tuttavia a volte se c'è uno standard di qualità nella coltivazione non c'è nell'attenzione al consumatore nella catena di distribuzione, molto frigorifero, troppa escursione termica, danneggiano il frutto e il suo sapore e arriva sulla tavola sciapo.

Ricordate che il pomodoro è originario del Perù ama il caldo e detesta il freddo, è meglio conservarlo all'aria aperta, resiste abbastanza facilmente a temperature superiori a 25 gradi. 

Il pomodoro è molto sensibile alle variazioni di temperatura tanto che in genere diventano molli se alternate fuori e dentro il frigo oltre che a perdere il sapore.



Sintesi

La migliore soluzione è farsi il pomodoro per proprio conto, ho visto molti blogger coltivatori, orti urbani e terrazzi in città trasformati in orti, in alternativa perché non tutti abbiamo il pollice verde, la voglia e il tempo, imparare a distinguere tra la vastità dell'offerta dal banco del mercato al supermercato.

Scegliere in base alla stagionalità, in base alla varietà, in base alla coltivazione, in base alla provenienza, dando una preferenza a pomodori locali,  biologici se è possibile o per lo meno con trattamenti limitati, perché il pomodoro biologico vero e/o il locale lo si raccoglie all'ultimo momento questa garantisce una migliore maturazione del frutto, un sapore più intenso anche se da un altro punto di vista sono più fragili e vanno consumati in fretta.

Si possono acquistare pomodori anche fuori stagione, tuttavia non avranno lo stesso gusto, lo stesso equilibrio d'acidità e dolcezza.

mercoledì 27 giugno 2018

Gelato Grom, imperfetto ma ...



In questo periodo  tra le diverse pubblicità on line ,ha colto la mia attenzione quella dei Grom, quelli del gelato, l'azienda italiana che è stata acquisita dalla multinazionale anglo olandese Unilever.

Un esempio di comunicazione interessante, non parlano del gelato un argomento che badano bene a non toccare, ma parlano d'argomenti che possono riguardare chiunque partendo dall'amicizia, il verde, la natura, traslano poi sulla bontà, sull'Italia e sull'orgoglio italiano ci manca solo la voce di Pavarotti, mi ricorda tanto lo spot della Nutella di Buongiorno a te .

Tutti argomenti che però fatico ad associare al marchio Grom cosi com'è oggi nella realtà.

Rappresenta forse più il marchio alla sua nascita nel 2003, oggi è una dimensione diversa e la comunicazione dovrebbe rappresentare questa nuova fase, di pensato in Italia ma fatturato in Olanda.

L'amicizia di qua l'amicizia di là, tutti abbiamo degli amici ma non è che a tutti facciamo pagare il gelato, l'amicizia è un fatto più privato, non vendi l'amicizia ma coni e coppette di gelato.

La natura con il marchio Grom cosa c'entra? Andavo spiegato meglio, forse intendevano dire della frutta come le fragole raccolte una a una nel loro giardino nella provincia di Cuneo .

Anche io ho le fragole in giardino ma a malapena riesco a farci una macedonia in primavera figuratevi un gelato!

La bontà è un concetto che dovrebbe essere espresso meglio e soprattutto dovrebbe esprimerlo chi compra il gelato e non chi lo vende, nessun commerciante vi racconterà mai che il suo prodotto non è buono.

Artigianalità italiana cosa c'entra? Non ho compreso, Non siete stati acquistati da Unilever? Un minimo di coerenza e rispetto visto quanto vi hanno pagato, non si può essere italiani solo quando fa utile!

Se a me avessero dato cosi tanti soldi sarei diventato olandese, sfreccerei d'inverno sui canali ghiacciati di Amsterdam con i pattini d'argento e in primavera coltiverei solo tulipani in giardino.

Artigianalità di qui artigianalità di là, facciamo un gelato come il sarto fa un vestito, sentite amici di Grom, senza offesa, è vero che non c'è una legge sul gelato artigianale in Italia però quante gelaterie avete a Marchio Grom nel mondo 200? 330? Spazi di vendita anche in ogni supermercato, tutto personalizzato? Tutto artigianale? 

Sarà, io ci credo tantissimo ma il mio concetto di gelato artigianale è un'altra cosa, la sensazione che  lo spot mi lascia è più di dubbio che di certezza, ho più l'impressione d'essere preso ... in giro.

martedì 19 giugno 2018

Danone nel mondo, Straggisto yogurt greco nuova strategia del marchio danone



Arrivando a Milano la settimana scorsa tutta la città era tappezzata da questa pubblicità di Danone nel mondo, una nuova campagna che deve lanciare questo "nuovo " segmento di mercato, credo che sia il terzo o il quarto dell'ennesimo rilancio dello yogurt greco di Danone, a cui sono stati aggiunti diversi tipi di yogurt tradizionali come Ayran turco, Laban libanese, Skyr islandese, Lassi indiano.

Danone è stato per anni il leader del mercato internazionale dello yogurt e ha fatto dell'innovazione il suo segno di riconoscibilità.

Un'innovazione che però si è fermata agli anni '90, tutt'ora Danone ha nei marchi Activia, Actimel e Danacol, il punto forte della sua offerta.

Negli anni non ha mai adeguato o aggiornato l'offerta, mentre il settore si evolveva con nuovi prodotti meno ispirati alla salute e più ispirati alla cultura alimentare dei singoli paesi ed a nuovi stili di vita come lo yogurt greco, lo yogurt islandese, i latti fermentati orientali, da piccole nicchie di mercato sono divenuti  il 38% del mercato dello yogurt come lo yogurt greco in Italia (Dati Nielsen 2017) a scapito proprio dei prodotti contro il colesterolo e in favore della regolarità intestinale.



In forte ritardo Danone ha tentato di inserirsi nel segmento di mercato dello yogurt greco ma con esiti diciamolo pure poco fortunati per usare un eufemismo. Il prodotto in se era poco convincente la comunicazione ancora meno (vi ricordate la pubblicità dello yogurt perfetto, cosi perfetto che non l'ha preso nessuno?)

Abbiamo avuto lo yogurt fermentato colato Danio (che non poteva chiamarsi yogurt greco per via della lavorazione), poi  yogurt greco Danio, poi yogurt greco Oikos ma sempre quello era, adesso con Danone nel mondo abbiamo Straggisto. Amici di Danone io comprendo volere fare dimenticare Danio e Oykos ma un nome più accattivante non si poteva trovare?




Cosi Danone torna all'attacco con Danone nel mondo, un altro yogurt greco sarebbe stato visto ancora negativamente, questa volta la strategia di comunicazione è decisamente molto accattivante, belle immagini, bei riferimenti, hanno messo dentro di tutto di più, i paesaggi greci, le tradizioni greche, ha un po' del minestrone milanese ma con un senso, questa volta si sono dotati di un cappello introduttivo credibile.

Per il lancio riservano la vendita on line sul canale Prime now di amazon, queste perchè oggi le vendite on line sono di tendenza rispetto ai canali classici del supermercato o del negozio di vicinato.


Dal punto di vista della strategia della comunicazione è tutto studiato bene, tranne il fatto di vedere in foto sempre l'isola di Santorini, dove notariamente non ci sono vacche da latte ma asini, magari qualche vacca si potrà trovare anche a Santorini non certo non sarà utile a produrre lo yogurt greco di Danone!

Le mie perplessità mi sono giunte quando ho comprato Straggisto il loro nuovo yogurt greco, che dal punto di vista nutrizionale è più o meno uguale a Oykos e Danio per pochi dettagli, qualche caloria in meno 4 con aggiunta di purea di fragola concentrata e semi di fragola, in parole semplici il tentativo di fare sentire maggiormente in sapore delle fragole, forse secondo me invece della preparazione alla fragola con tutti quei ingredienti discutibili dagli addensanti ai semi di fragola era meglio mettere una confettura di qualità.

L'aspetto è modificato prima con Danio e Oikos il prodotto era composto in due strati, sotto il preparato alla frutta e sopra lo strato di yogurt ora invece è miscelato, non ho compreso perchè prima che erano due strati in etichetta non erano differenziati, ora che è miscelato si divide yogurt e preparazione alla frutta? Oltre questo non c'è nessuna altra novità, che delusione, che peccato!

Ho compreso che l'aggiunta di concentrato di fragola è fatto per migliore il sapore ma fatevi più furbi se c'è una carenza nel sapore aggiungete la vaniglia per esempio, un po' più di fantasia.





Perchè Danone avrebbe le capacità di diventare leader anche in questo segmento di mercato (yogurt greco), se solo si fermasse a pensare di più, è dal 2013 che si ostinano con diversi nomi a proporci la stessa cosa, pensano solo a essere leader nel prezzo, d'offrire il prodotto più caro. Possiamo solo per un attimo a pensare amici di Danone che il problema non sia la comunicazione ma il prodotto a essere poco gradito rispetto ad altri? Come mai?




Proprio per questo invece che puntare subito sulla yogurt greco Straggisto per il lancio di Danone nel mondo avrebbero potuto puntare subito Lassi e sullo Skyr in modo da creare una strada più facile per Straggisto che è prodotto più debole e più discutibile.




Saranno i consumatori rapiti questa volta dalla comunicazione?

Non so dire se i consumatori saranno questa volta rapiti dalla comunicazione accattivante ma i prodotti quelli provati fino ad adesso sembrano essere il punto debole della strategia, al momento ho provato solo lo yogurt greco e devo dire che è troppo simile a Danio/Oikos, la miscelazione ha migliorato solo sensibilmente il prodotto ma è un prodotto già poco apprezzato e tra i più cari anche su amazon il costo è di 9,90 al kg, ci sono yogurt greco di qualità con prezzi più bassi.

In poche parole lo sforzo che avete fatto in termine di comunicazione è grande ma è troppo poco in rapporto al prezzo alla qualità del prodotto e al suo posizionamento.

I concorrenti fanno uno yogurt greco che costa meno, con meno calorie, lista ingredienti più corta, perché uno deve spendere più? Dategli una motivazione per scegliere Danone !

Dopo Straggisto spero che negli altri prodotti Danone nel mondo, cioè Lassi, Skyr, Ayran, Laban sappiano creare il gradimento o meglio quella differenza che spinge le persone a scegliere il marchio Danone.

Va dato atto a Danone dove i prodotti freschi derivati del latte animale rappresentano il 50% del fatturato, il coraggio d'avere investito in questo settore perchè la maggior parte delle attenzioni delle aziende sono rivolte a creare nuovi prodotti che hanno come ingredienti principali i latti vegetali, le alternative vegetali allo yogurt  sono queste i veri competitor di Danone.




giovedì 7 giugno 2018

La Grassofobia, la discriminazione in base al peso nella società e del mondo del lavoro


L'Obesità oltre di diventare una della patologie più diffuse nel mondo, diventa sempre più motivo di discriminazione.

Mentre ero in un Ospedale ho sentito un medico apostrofare una collega "Obesa di Merda" si perchè un medico non può dire grossa, chiatta, grassa, deve fare vedere la "cultura" anche nell'insulto!

Tuttavia avrebbe potuto usare altri termini, l'avere utilizzato la sua patologia l'obesità come un arma per offenderla e umiliarla ancora di più, l'ho trovato una forma di cattiveria gratuita a prescindere dalla discussione.

Questo mi ha portato a riflettere di quanto le persone obese dono vittime d'ostilità, di cattiverie, di malelingue solo in virtù del proprio peso.

Quando si parla di bullismo viene spesso fuori che i primi segni sono la presa in giro dei ragazzi obesi, non pochi casi d'adolescenti che tentano il suicidio per le vessazioni sul peso.

Grassofobia e mondo del lavoro

L'obesità è una di quelle condizioni in cui si può essere più soggetti a stigmatizzazioni e a comportamenti discriminanti.

Si associa l'Obesità alla mancanza d'intelligenza, alla mancanza di capacità, alla poca determinazione, alla debolezza, alla negatività.

Secondo gli avvocati dell'Ilo Organizzazione Internazionale del Lavoro delle Nazioni Unite con sede a Ginevra in Svizzera, le donne sono otto volte più discriminate rispetto alle colleghe con un indice di massa corporea in normopeso, questo si traduce in mansioni umilianti, poche possibilità di carriera e minore remunerazione.

La grassofobia colpisce anche il genere maschile, gli uomini obesi hanno tre volte più discriminati per il loro peso rispetto ai colleghi d'indice massa corporea uguale, meno delle donne ma avete mai visto un amministratore delegato obeso?

Sembra che essere normopeso conti più della competenza, della formazione personale e della  professionalità.

La discriminazione si è fatta sistema tale da escludere le persone obese da alcuni settori, se può essere comprensibile ma non giustificabile l'avere escluso persone obese nei lavori del mondo dello spettacolo, lo è meno in quei settori che nulla hanno a che fare con le immagini.


Grassofobia e il settore Medico

Alla base c'è una cattiva conoscenza che coinvolge anche il settore medico di una patologia complessa come l'Obesità che ha cause genetiche, ormonali, sociali e comportamentali.

Non va sottovalutato che l'opinione negativa che deriva dai Dca, disturbi del comportamento alimentare che vengono ritenute delle patologie di natura psichica.

C'è talmente una cattiva conoscenza sul problema che sono stati fondati in diverse strutture ospedaliere dei gruppi di riflessione sull'obesita e il sovrappeso allo scopo di deplorare pregiudizi che possono diventare discriminazioni e che di conseguenza possono riflettersi sulle terapie.

Cito un fatto portato alla mia conoscenza che ha del divertente nella sua drammaticità.

Un signore scivola su un sentiero di montagna, per evitare l'urto appoggia la mano per terra sul ghiaccio, lì per sembrava solo una botta, dopo alcune ore un grande dolore e visita al Pronto Soccorso dell'Ospedale.

Visita, durante la quale gli viene detto beh ma lei è obeso.
Si ma scusi che c'entra con il dolore della mano o la caduta, chiunque può scivolare sul ghiaccio!
Dalla radiografia viene riscontrata dai sanitari la rottura di due dita e viene ingessato.
Tornato a casa, sente ancora molto dolore.
Il medico di base lo rimanda in Ospedale, dove gli dicono che il dolore è solo conseguenza della botta.
Sentendo sempre dolore, si reca in un altra struttura ospedaliera, dove gli viene riscontrata la rottura di altre due dita della mano.
Il signore si reca a protestare nel primo ospedale, dove gli viene rinfacciata la sua obesità di nuovo e avanzano il sospetto che sia stato lui a rompere in un secondo tempo le altre due dita.
In sintesi il signore ha fatto causa dopo diversi gradi di giudizio e anni ha visto riconosciuto il comportamento disdicevole, la cui responsabilità era dovuta a una cattiva e parziale radiografia non eseguita correttamente.

Difficile dire se il signore sia stato discriminato per la sua obesità o meno ma è chiaro che il suo aspetto fisico può avere influenzato negativamente i sanitari.

L'obeso considerato una minaccia per la spesa sanitaria 

C'è tutta una corrente di pensiero che vede nell'obeso un costo sociale un costo sanitario una minaccia per la spesa pubblica, un po' come rinfacciare a qualcuno d'avere un tumore, una malattia metabolica, una malattia cardiovascolare.

Mi consentite una volgarità? Alla Sanità costano troppo anche le teste di minchia! 
Secondo voi amministratori corrotti e Ministri incapaci non sono un costo per la Sanità?

Recentemente in Regno Unito a seguito di una statistica del Cancer Research UK, secondo cui i millennials sono destinati a diventare la generazione britannica più grassa e più a rischio cancro, ha avviato una campagna di comunicazione sottolineando che l'obesità è la principale causa dei tumori dopo il fumo.

Una scrittrice d'origine danese che vive a Londra (Sofie Hagen)  ha criticato la comunicazione pubblicamente sottolineando che “la società che considera l'obesità come qualcosa di negativo uccide più del cancro”.

I medici con la scusa della salute sono i primi che fomentano le discriminazione nella società delle persone obese, un atteggiamento che nasconde l'odio per il grasso (persone in restrizione calorica perenne), questo li spaventa perchè in fondo nelle persone obese vedono se stessi.

Come la stessa scrittrice suggerisce sono anche l'umiliazioni, la discriminazioni, le vessazioni che potrebbero portare le persone obese ad essere indicate come un gruppo a rischio nello sviluppo di determinati tipi di cancro.


Sintesi

Per combattere la grassofobia la società deve riconoscere sul piano legale la discriminazione e combatterla, cosi come altre discriminazioni che si basano su pregiudizi, luoghi comuni e superficialità.

I media che sono tra i maggiori responsabili della creazioni di falsi stereotipi dovrebbero farsi portavoce d'esempi positivi d'imprenditoria delle persone in sovrappeso e obese, non si tratta di fare pubblicità all'obesità ma di fare in modo che questa non sia fattore di discriminazione.

Cambiamento d'atteggiamento anche nel settore medico i cui atteggiamenti fomentano i pregiudizi negativi sulle persone obese nella società. 

Ricordo per esempio un personaggio pubblico di cui non faremo il nome che bollò la cantante Adele come Obesa, peccato che è divenuta una delle artiste che ha venduto più dischi nella storia della musica moderna al pari dei Rolling Stone e dei Beatles.

Vi lascio il video della coraggiosa Daria Marx, che rivendica il diritto d'avere una vita normale.






mercoledì 30 maggio 2018

Le ciliegie, perché fanno bene, perché piacciono tanto?

Gloria G. Follonica : desideravo sapere perchè le ciliegie piacciono tanto e perchè fanno bene alla salute?

Quando parliamo di ciliegie da mangiare come frutta fresca parliamo di frutti provenienti dall'albero Prunus avium L. cioè di ciliegio dolce, perché ci piacciono tanto questi frutti, tanto da fare delle vere e proprio Feste della Ciliegie

La gradevolezza della loro vista, il colore quel bel rosso che cambia a seconda della varietà.
La sua forma tonda è caratteristica di simpatia istintiva ma ad attrarre credo che sia il suo gusto dolce, si tratta di uno dei frutti più ricchi di zucchero con delle percentuali che vanno dal 12,5% al 22% a seconda della varietà e del grado di maturazione.

Difficile dire se la caramella si sia ispirata alla ciliegia ma sicuramente la dolcezza e la forma tonda può accomunare sia le ciliegie che le caramelle.

Sappiamo che quando un prodotto ha percentuali di zucchero più generose, facilmente può condurre a una maggiore  produzione di serotonina, l'ormone del benessere e porta alla riduzione della produzione di dopamina e noradrenalina, gli ormoni che più facilmente sono associati allo stress, questo secondo alcuni ricercatori dell' Università del Winsconsin .


Ci sono poi delle ragioni più legate alla tradizione cattolica di piantare alberi di ciliegio intorno alle chiese, durante la fioritura il colore bianco riporta all'originario simbolo di purezza, solo chi ha l'anima pura può avvicinarsi a Dio. I frutti di Ciliegio rappresentano i doni di cui tutti possono gioire nell'avvicinarsi a Dio. 

Un po' meno prosaicamente gli alberi di ciliegio non richiedevano grande manutenzione, non avevano grandi costi, insieme ai fiori di prugne sono tra gli ultimi alberi da frutto a fiorire in primavera, meno soggetti alle intemperie del tempo atmosferico e potevano assicurare dei buoni raccolti.

Il suo fascino credo inoltre sia legato anche alla breve stagionalità, più una cosa è rara più è preziosa. Negli ultimi anni grazie a nuove varietà e a provenienza (Turchia), la stagione dura 3 mesi da Maggio a Luglio, con anche il periodo di Dicembre grazie all'arrivo di Ciliegie dal Cile ma fino a qualche anno fa la stagione era breve tra la metà di maggio e la metà di giugno.


Le ciliegie a cosa fanno bene per la salute?

Le ciliegie insieme con altri frutti e verdure  possono fare parte delle 5 porzioni raccomandate giornaliere di frutta e verdura i cui effetti benefici sulla salute sono noti, dalle malattie cardiovascolare alla prevenzione dell'ictus, dell'obesità e dei tumori.

Con una porzione di 125 g di ciliegie, può contribuire a coprire all'apporto giornaliero dal 20 al 30% di vitamina C, azione favorita anche dalla presenza dai pigmenti antocianici del frutto (noto anche come vitamina P).

La stessa porzione di ciliegie può garantire 25% dell'apporto giornaliero raccomandato medio di provitamina A.

La ciliegia è nota per avere proprietà diuretiche : è la probabilmente la conseguenza della sua ricchezza in acqua e potassio. Mi ricordo che in Portogallo è consuetudine fare l'infusione dei piccioli delle ciliegie  che secondo la tradizione è un potente diuretico: 30 g di piccioli bolliti pochi minuti in un litro d'acqua (solo due tazze al giorno della sola acqua).

Una porzione di ciliegie aiuta in piccola parte anche a coprire il fabbisogno di  vitamina B9 o l'acido folico il 15% dell'apporto giornaliero raccomandato.


Le ciliegie e l'effetto anti tumore

Negli ultimi anni le ricerche sulle ciliegie si sono concentrate sulle proprietà antitumorali, queste però riguardano più le ciliegie aspre (Prunus Cerasus) cioè quelle varietà chiamate amarene, visciole e marasche.

Due studi hanno dimostrato che una dieta arricchita con ciliegie aspre o un'integrazione con antociani estratti dai frutti hanno ridotto la comparsa di tumori intestinali nelle cavie. Inoltre, l'uso di antocianine estratte dal frutto ha permesso di ridurre la dose di un farmaco antinfiammatorio non steroideo utilizzato per inibire lo sviluppo delle cellule tumorali .

Altri studi hanno messo in evidenza che gli estratti di antocianine possono rallentare la crescita in vitro delle cellule tumorali nel colon umano.

Questi risultati indicano che alcuni composti fenolici presenti nelle ciliegie aspre potrebbero ridurre  il rischio di cancro del colon, tuttavia l'esiguità degli studi ci impongono una moderazione e rimaniamo in attesa di possibili conferme o smentite in merito.

Le ciliegie ricche di melatonina conciliano il sonno

C'è una varietà di ciliegie aspre la varietà Montemorency che viene coltivata in Francia (simile all'amarena), nel Michigan in Usa e nell'Ontario in Canada, che si è rilevata essere una fonte naturale di melatonina. In uno studio, i partecipanti che hanno consumato succo di ciliegia di questa varietà alla mattina e alla sera per 7 giorni hanno visto aumentare i loro livelli di melatonina e la loro durata del sonno si è allungata in media di 25 minuti al giorno.

Le ciliegie e il recupero muscolare

Sono stati condotti dei studi clinici su gare di corsa a 26 km e 42 km e hanno dimostrato che 700 ml di succo di ciliegie aspre (varietà Montmorency) al giorno, per 7 giorni prima della gara e il giorno della gara, può contribuire a ridurre il senso di fatica e a promuovere il recupero muscolare durante l'esercizio fisico intenso.

Le ciliegie e la sindrome d'allergia orale

La ciliegia è uno degli alimenti che possono causare la sindrome di allergia orale. Il consumo di questo frutto può scatenare, nelle persone allergiche al polline in generale ma in modo particolare al polline della betulla, sintomi lievi come prurito e starnuti, ma anche asma, orticaria generalizzata o shock anafilattico. Poiché gli allergeni coinvolti vengono solitamente distrutti durante la cottura, le persone ipersensibili possono consumare le ciliegie quando sono cotte.

mercoledì 23 maggio 2018

L'influencer: l'acchiappanuvole 2.0


Questa settimana ho letto un articolo sul giornale La repubblica dal titolo da grande farò l'influencer, per quando non sia d'accordo sulle impostazioni e conclusioni dell'articolo, rimane un'analisi interessante.

Ci riguarda tutti nel senso che fornisce in un certo qual modo la misura del'evoluzione del settore.

Quando ho iniziato a fare blog non mi era mai giunto il pensiero che questo potesse diventare un mestiere, sono partito anzi siamo partiti con l'idea di creare dei contenuti reali sull'alimentazione e sulla cucina, di ricette che fossero replicabili senza avere sorprese, di un informazione ricca e completa.

L'articolo lo chiama il periodo dell'Utopia Californiana. Tante persone hanno messo la loro esperienza di cucina a disposizione degli altri, sarà stata anche Utopia ma è stata una cosa molto bella e sono stato contento d'averne fatto parte.

Questa fase si è modificata con l'arrivo dei Social Media, la maggior parte del pubblico si è spostato su Facebook e Twitter, dove più che la competenza è la personalità dell'utente che viene messa in evidenza.

Secondo l'articolo i social media sono cosi diventati le stanze dell'eco del nostro io, si è persa secondo me la cosa più importante l'informazione.

Un problema anche tecnico dato dal fatto che ci collega sempre di più esclusivamente da uno smartphone, solo il 16% usa il pc per collegarsi ai social, che contenuto vuoi leggere su uno smartphone?

Questo ha modificato la percezione del web e dei suoi contenuti, sempre più immagine e fotografia sempre meno testo e informazione.


La perdita dei contenuti e dell'informazione è stata casuale o voluta?

Vista la perdita dei lettori della piattaforma blogger e della modifica della indicizzazione di ricerca dei motori di ricerca del web mi fa presupporre che questo sia una cosa voluta e ricercata, accordo editori e google, se rendo difficile arrivare all'informazione e ai contenuti, le persone acquisteranno i contenuti già pronti degli editori.

Ma di quali contenuti parliamo?

L'altra giorno ero su un quotidiano, "vuoi i nostri contenuti con 3 euro al mese, tutti i nostri contenuti illimitati" mentre leggevo del wedding royal nel Castello di Windsor e pochi km da Londra, di fatto mi bloccano la visione se non cliccavo acquista l'offerta.

Pensiero aperto ai miei amici editori, ma secondo voi, che cavolo (si può dire?) di contenuto, lo hanno trasmesso in mondovisione, 5 televisioni nazionali in diretta, esclusiva di che? Sul sito della Royal Family c'è tutto con anche le fotografie ad alta risoluzione, che avete copiato e incollato!

I contenuti si creano non puoi farti pagare qualcosa che è di dominio pubblico. Oggi per le notizie ci sono le agenzie come l'ansa, la radio, la televisione digitale con 999 canali.  Vi devo dare i soldi per vedere qualcosa di cui tutti sono già al corrente? Dimenticatevi i 3 euro e andate a lavorare nei campi di pomodori.

La crisi dell'editoria non è dovuta ai social o all'avvento di internet, questo hanno solo accelerato un processo, la vera ragione è l'informazione vuota  che ha determinato la crisi dell'editoria



Quali sono i social network più utilizzati?


You tube 62%, Facebook 60% Istagram 30%.

Per essere influencer quante persone devono seguirti ?

I pareri si dividono si parla di 50.000 follower per interessare un azienda, chi parla di 30.000, Io che ne ho 1600 non sono nessuno, non conto niente, sono sottozero.

Quello che non capisco dei follower e quando hanno 600.000 follower e dieci mi piace, c'è più di una influencer di cucina che ha questi numeri, io mi chiedo come sia possibile avere cosi tanti follower? Che famiglia devi avere per avere così tanti parenti?

Sono come i racconti di cucina della pappagalla, su 2.500.000 lettori e 30 persone che girano per la redazione a vario titolo e solo dodici mi piace su un post, io fossi in voi mi chiederei visto che il vostro è un lavoro come mai ci sono 2.499.988 lettori a cui non piace ? 

Ricordo un mio amico che si era presentato alle elezioni erano 6 persone in casa e aveva avuto solo due preferenze, volavano coltelli anche sul pianerottolo, immaginate a casa!

Cosa si arriva a fare per compiacere il proprio io

Tra i fatti più divertenti che conosco direttamente, non posso fare nomi e cognomi, è quello di una nota professoressa ricercatrice di una Università di Milano a Nord della città, che non vedendo nessun mi piace o forma di gradevolezza negli articoli pubblicati nel più noto quotidiano milanese, ha obbligato gli studenti del suo corso a mettere mi piace sui suoi articoli, con tanto di testimonianza fotografica, altrimenti non avrebbero passato l'esame! 

50.000 follower sono tanti ma chi ha cosi tanto seguito? Io conosco blogger bravi con 12000, 20.000 follower al massimo (anche se conosco quelli ancora più bravi e appassionati che ne hanno molto meno), sono in gamba. nessuno di questi arriva a 50.000, sono numeri reali arrivabili solo se hai un "aiutino".


Sono destinato a rimanere povero!

Influencer che guadagnano sono quelli che hanno 600.000 follower, sono un po' scettico sui loro numeri, sembra che abili agenzie di comunicazione fanno credere ad un seguito solo per veicolare i contenuti delle loro aziende clienti.

Capisco che c'era il bisogno di opinion leader che veicolassero alcuni contenuti presentati dalle aziende sui sociale media, ma non si è diventati ridicoli? .

Facciamo un esempio per capirci Benedetta Parodi ne ha solo 420.000 di follower ma dopo anni e anni di televisione, articoli di giornali, se tu che ti chiami Pinko Palla, che sei sbucata fuori dal nulla  in un mese ne hai più di lei, capisci che qualche perplessità viene.

Per curiosità sono andato a leggermi chi sono i top influencer nel settore del food. Metà sono chef come Cannavacciuolo, Barberi, Cracco, l'altra metà non so nemmeno chi sono, non dico mai visti ma nemmeno sentiti e sono dieci anni che bloggo. Mi ha molto incuriosito una certa Valeria che pubblica in media 50 post al giorno, mi chiedo come fa? Io vado in crisi solo per preparare una cena per 10 persone figurati 50 piatti!

I top influencer hanno anche il tempo di utilizzare tutti i social, you tube i video, twitter, facebook, ma sono tutte foto e video loro? Alla media di dieci post al giorno. Quando li fate tutti questi piatti? Conosco chef che 50 piatti al giorno diversi mica li fanno! Per essere in tema diciamo che si sente l'odore di bruciato da molto molto lontano.

Detto inter nos amici influencer e amiche aziende ma veramente pensate d'essere credibili agli occhi degli utenti in questo modo?

Se penso a quanto fatica fanno i blogger veri, quelli animati dalla passione, quelli che pensano le ricette, le fanno, le fotografano, le editano, sono belli e felici cosi, anche senza essere influencer, vi ammiro tantissimo.

Sintesi

L'articolo si sofferma molto sul ruolo degli influencer e delle professioni legate a questo ruolo, stimolando i giovani verso queste professioni, c'è sempre bisogno di nuovi pesci per arricchire l'acquario.

Alla favola di quelli che partono da zero io non ci credo ma sopratutto ragazzi non credeteci voi, se in futuro volete fare gli influencer, studiate per trovarvi un lavoro vero prima!

Mi è venuta in mente il testo di una canzone di un cantautore italiano, precocemente scomparso Luigi Tenco
"Ragazzo mio, un giorno sentirai dir dalla gente
che al mondo stanno bene solo quelli che passano la vita a non far niente 
no, no, non credere no, 
non essere anche tu un acchiappanuvole che sogna di arrivare 
non devi credere, no, no, no non invidiare 
chi vive lottando invano col mondo di domani."

mercoledì 16 maggio 2018

Si può essere naturalmente magri?

Fabiola R, Vicenza: Si può essere naturalmente magri, senza alcuno sforzo?

Circa trenta anni fa in tutta la comunità scientifica c'era la convinzione che chi era magro era così perché mangiava poco e chi era obeso, era in questa condizione perché mangiava troppo. 

Si consideravano gli individui tutti uguali, alle persone obese veniva data a tutte la stessa dieta ipocalorica.

Nonostante lo spirito d'osservazione faceva notare che la dieta ipocalorica non funzionava allo stesso modo per tutti.

Ricordo di professori di Medicina molto ostinati che alla domanda perché la dieta non funziona uguale per tutti? Rispondevano perché non tutti la seguono!

Questo ha portano molte persone a considerare l'obesità non una patologia ma un problema di mancanza di carattere e di conseguenza le persone obese delle persone deboli e incapaci d'autocontrollo.

Con il tempo questa convinzione fortunatamente è cambiata, nuove conoscenze hanno portato a diete personalizzate a seconda dello stile di vita e delle esigenze fisiologiche della persone assistite.

Oggi la persone che hanno problemi di peso vengono seguite da veri e propri team con più figure affiancate dal Medico Specialista in Scienze dell'Alimentazione al dietologo allo psicoterapeuta.

A dare un ampio contributo allo studio dell'obesità e dei problemi di peso è stato lo studio della genetica, che ha individuato alcuni geni che possono influenzare i meccanismo del peso sia nel caso della magrezza che dell'obesità, anche se questo elemento da solo non spiega sia l'eccesso di peso che la mancanza.

Tuttavia indipendentemente dalla genetica, le persone che tendono più facilmente a essere magre, sono meno golose, riescono a seguire abitudini alimentari corrette, hanno un alimentazione più equilibrata nei nutrienti e praticano con una certa regolarità un'attività fisica.

Ricordiamo che il nostro corpo è programmato per acquisire peso, si tratta di un istinto di sopravvivenza tipico della natura umana.


Quando è diversa la costituzione fisica

In uno studio fatto presso il centro Ospedaliero dell'Università di Tolosa, con una dieta di 700 calorie supplementari in più al giorno, i due gruppi uno di costituzione fisica media, l'altro di persone di costituzione fisica magra, il primo gruppo ha avuto in 15 giorni un aumento di peso di 1,3 kg l'altro 700 g. Tempi diversi anche per perdere peso il primo gruppo ha impiegato 3 mesi (12 settimane) per perdere 1,3 kg il secondo solo una settimana per 700g.

Altri studi ci indicano che in media tra i 20 anni e i 50 anni si aumento di almeno 10 kg, è fisiologico, invece ci sono persone che riescono ad aumentare di soli 3 o 4 kg .

Queste per farvi capire che non siamo tutti uguali di fronte all'aumento e alla diminuzione di peso e che c'è un gruppo di persone costituzionalmente magre, oppure ci sono gruppi di persone che fanno di tutto per esserlo anche a costo della loro salute.

La pressione sociale sulla magrezza

La settimana scorsa ero ad una cena di beneficenza, di quelle per 500 euro per un posto a sedere, lo si fa per una nobile causa (i bambini dell'Africa), mentre pensavo a come avrei risposto a questa domanda, ho notato che non c'era nemmeno un commensale obeso, erano tutte e tutti magri, ho notato che le signore ma anche i signori rimandavano indietro i piatti senza toccarli, non perché realizzati male ma perché mangiavano molto poco.

In certi contesti c'è una forte propensione alla magrezza, una specie di status simbol, come possedere una casa a Portofino o fare le vacanze nell'esclusiva Mustique, nulla poi importa se l'aspetto magro  è raggiunto con una dieta ferrea mettendo in pericolo la salute o grazie all'intervento di un chirurgo.


Cos è la magrezza costituzionale?

Secondo OMS si parla di magrezza quando IMC (indice di massa corporea) è inferiore a 18,5, quando questo non è dovuto a una patologia come il cancro, il tumore, iperteroidismo, il diabete mellito di tipo 1, morbo di Addison, la depressione, uno choc affettivo o per un problema di DCA come l'anoressia, si parla di Magrezza Costituzionale.

La magrezza costituzionale è frequentemente ereditaria, la curva di crescita di un bambino costituzionalmente magro è al di sotto della curva di crescita di un bambino normale.

Diversi studi indicano che oltre ad una magrezza costituzionale, potrebbe svolgere un ruolo chiave il microbiota, o meglio il nostro intestino, cioè quei milioni di batteri che compongono la nostra flora intestinale che secondo molto ricercatori è quella parte del corpo che è responsabile della resistenza o della debolezza nell'acquistare o perdere peso.

Essere magri non è sempre sinonimo di salute e di felicità

Mi rendo conto che molti guardano alla magrezza costituzionale come una specie di miraggio, il mito di mangiare senza ingrassare non è proprio cosi. 

In tutte le persone che sono costituzionalmente magre tutte le altre masse sono inferiori, come la massa muscolare e anche la massa ossea, si possono trovare persone costituzionalmente magre che soffrono di patologie osseo articolari come per esempio l'osteoporosi già in età molto giovane .

Tanti i risvolti sia medici che sociali dovuti alla magrezza costituzionale, non è raro la richiesta di molti uomini d'aumentare la massa muscolare, anche molte donne si creano problemi psicologici per la mancanza di curve di quelli che sono i segni più evidenti della femminilità, non è raro che certe mancanze estetiche dovute alla magrezza costituzionale possono portare a problemi di disagio psicologico e sociale.


Sintesi

Ci sono persone che sono di magra costituzione, che potremmo altrimenti dire che sono naturalmente magri, tuttavia non sempre questa si rileva essere una condizione fortunata, priva d'ansia e di problemi.

Personalmente credo che ogni persona a prescindere dal suo patrimonio genetico, deve trovare il proprio equilibrio con l'alimentazione e il peso, per alcuni potrà essere un traguardo facile da raggiungere per altri meno per alcuni molto meno, un traguardo di grande fatica e di grande sforzo fisico e mentale.

Conosco sempre di più persone in particolare dopo i 40 anni che hanno imparato ad accettare senza complessi il proprio patrimonio genetico e la propria costituzione fisica per vivere in armonia con il proprio corpo restando in buona salute con un peso ragionevole.


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lunedì 7 maggio 2018

La corsa all'Oro Nero: il caffè


Quando una volta si parlava di corsa all'oro nero ci si riferiva di corsa al petrolio, al controllo dei giacimenti petroliferi. Negli ultimi anni invece ci si riferisce alla corse del controllo della produzione e commercio di caffè.

Negli ultimi dieci anni cosi come il cioccolato e il vino il caffè si dedica all'alta gamma, cioè sui prodotti  a valore aggiunto più elevato.

Lo si comprende semplicemente andando al supermercato, dove lo spazio delle vendite del caffè macinato si riduce sempre si più e si amplia lo spazio dedicato alle capsule, dal 5 euro al kg. del caffè sottovuoto macinato al 111.00 euro al kg di alcune capsule esclusive.


Cosa succede nella tazzina del caffè?

Come se non bastasse e in corso quella che in gergo tecnico si chiama verticalizzazione, le multinazionali del caffè più che ad espandersi nel mercato cercano di incrementare gli utili sommando i margini operativi dei diversi passaggi produttivi (lavorazione, torrefazione, distribuzione).

Di oggi la notizia di un accordo Nestle / Starbucks per la vendita di caffè, il gruppo svizzero pagherà 7,5 miliardi di dollari per commercializzare il caffè a marchio Starbucks, come se il marchio Starbucks sia migliore di Nestlè!

Uno dei maggiori protagonisti del mercato è la Holding Jab della famiglia tedesca Reimann con sede casualmente in Lussemburgo (come Ferrero), che controlla la Jacobs Dowe Egberg la seconda multinazionale del caffè nel mondo (12,1%). La Holding Jab ha investito negli ultimi 5 anni, la cifra di 40 miliardi di dollari nel settore del caffè, tanto che è difficile stare dietro a tutte le acquisizioni del gruppo in particolare oltreoceano impianti di torrefazioni , distributori, caffetterie come Peet's Coffee, Caribou Coffee, Intelligentsia Caffè e tè,  Keurig Green Mountain solo per citarne alcune.

Secondo Euromonitor International le maggiori aziende al mondo di caffè sono 5, 3 Europee e 2 Americane USA: Nestlè (Svizzera) con il 22,4%, Jab (JDE+ keuring, Germania) 12,1%, Lavazza (Italia) 2,8, Starbucks 2,5% JM Smuker 2,5%,.

Tutto questo investimento e ricerca degli utili nei confronti del caffè è iniziato nel 1989 con la liberalizzazione del prezzo del caffè, fino ad allora c'era stato un prezzo relativamente stabile, questo ha dato vita alle fluttuazioni di prezzo e alle speculazioni finanziarie sul caffè.

Dovute al fatto che i paesi produttori di caffè (Brasile, Vietnam, Colombia, Messico, Guatemala, Etiopia) e paesi trasformatori di caffè sono diversi (Usa, Germania, Svizzera, Francia, Italia, Giappone), con diverso potere economico in fase di contrattazione.

Inoltre dovuto al fatto che la produzione del caffè dipende dalle condizioni climatiche in particolare dal tempo atmosferico che negli ultimi anni è sempre meno prevedibile, in secondo luogo l'instabilità politica dei paesi coltivatori.


Il primo segmento del mercato più in evoluzione: le capsule

Il segmento a cui tutte le aziende sono più interessate sia per il consumo in casa che fuori casa sono le capsule, tutti i principali marchi si fanno concorrenza, macchine sempre più innovative per rispondere alle esigenze e ai gusti dei consumatori nei diversi mercati.

Con questa tecnica anche caffè di media qualità vengono esaltati dalla capsula, questo perché si evita la dispersione dell'aroma e del sapore che incide molto sul sapore del caffè.

Il costo del caffè individuale in capsula è molto più alto per i consumatori rispetto alla classica confezione del caffè che si acquista ( medio 0,35 del caffè in capsula al 0,5 del caffè con moka)

Questo ha permesso di fatto nei mercati maturi come quelli europei non sono aumentati i volumi ma sono più che raddoppiati  i ricavi, perché il mercato della capsule in alcuni paesi supera il 50%.


Il secondo segmento di mercato più in evoluzione. i luoghi del caffè

Le caffetterie, non interessa alle aziende solo vendere caffè a casa, il caffè al bar, il caffè in treno, il caffè nei distributori automatici, i marchi del caffè hanno sviluppato anche dei luoghi del caffè come le catene di bar e caffetterie che includono marchio, arredamento e servizi di ristorazione da prima colazione completa e pasto. Il caffè funge da richiamo per alimentazioni moderna veloce 24 ore su 24, a base nel 90% dei casi di prodotti industriali già pronti.

Il modello di riferimento più noto è Starbucks ma ci sono anche altri competitori sul mercato come Arnold's. i flagship store Lavazza,

Il terzo segmento di mercato più trendy: la torrefazione

Quelli come me ricordano che c'era una torrefazione ad ogni via, si sentiva il profumo da lontano, negli ultimi anni  ne sono rimaste molto poche ma sembra che ci sia un nuovo interesse intorno alle torrefazioni, sebbene rappresentano solo l'1,5-2 % del mercato del caffè, stanno diventando sempre più dei luoghi di culto per gli amatori del caffè, un modo per distinguersi.

Le torrefazioni trasmettono l'esperienza e l'artigianalità del caffè, si possono trovare quelli che in gergo si chiamano crù dove i caffè sono divisi per luogo di provenienza, varietà e anche miscele preparate dalla torrefazione per avere un gusto più equilibrato.

Nuove segmenti di mercato e nuovi prodotti

Per accontentare i millenians sembra che sempre più aziende stiano sviluppando progetti di caffè da agricoltura biologica e biodinamica, caffè da progetti eco solidali.

Nuovi usi del caffè quello più originale è sicuramente il caffè nitro una novità americana ma che si trova anche in Europa si tratta di un caffè infuso a freddo per 24 ore, a cui più viene aggiunto azoto e lo si spilla come una birra.

Tra le bevande svetta la Coca Cola blak al caffè, oppure la Pepsi coffèè drink.

Del caffè defecato abbiamo già parlato qualche anno fa.


Luci ed ombre nel rapporto tra i produttori e trasformatori del caffè 

Oro del caffè è più a vantaggio dei trasformatori del caffè, attraverso una vera e propria speculazione  sulla pelle dei coltivatori di caffè. 

La vicenda più nota è quella dell''Etiopia è una dei paesi più poveri del mondo la cui economia dipende dall'esportazione del caffè, nel tentativo d'ottenere un più equo compenso, aveva cercato di far registrare i nomi delle sue più prestigiose varietà presso l'USPTO, ossia l'ufficio americano dei brevetti, tale domanda è stata bloccata della National Coffee Association che preme affinché l'utilizzo dei chicchi e dei nomi resti libero dal copyright, in questo modo non pagando i diritti d'utilizzo del nome all'Etiopia, che ne è il produttore.


Sintesi

I produttori di caffè stanno abilmente utilizzando l'alta gamma o la meglio la propensione a spendere per una tazzina del caffè, per il piacere personale e l'esigenza di distinguersi attraverso i consumi.

Una corsa all'oro nero, una corsa ai margini di profitto molto alti, tuttavia non si può parlare di un ritorno al caffè, di un trend di caffè ma sicuramente c'è una corsa al valore aggiunto che si può creare grazie al fatto che si può acquistare la materia prima con un prezzo relativamente basso.

Pur non sentendomi Cassandra, mi sembra che ci sia troppa euforia nel settore come nei giorni prima del crollo della Borsa del 1929.

Tutto quello che il caffè tocca sembra che diventi oro, in tutto questo creare valore aggiunto c'è un' anello debole il primo la coltivazione del caffè.

Ci sono interi paesi del Sud America che dipendono dall'esportazione del caffè come anche in Africa i paesi di Uganda, Ruanda ed Etiopia, che sono tra i paesi a più basso reddito nel mondo.

Nella distribuzione ci si vanta degli investimenti di 47 miliardi come fossero caramelle, in agricoltura sono pochi e piccoli gli investimenti tendenti a meno del 0,01%, ci sono problematiche che non risolte in poco tempo potrebbero cambiare il destino non solo dei coltivatori di caffè.

Cosa si attenderà in futuro? Che la produzione cresca e sopratutto non diminuisca (i segnali non sono molto promettenti), sul mercato invece i crù del caffè, come nel vino e nel cioccolato, con indicazione del luogo d'origine della coltivazione e della varietà, il nome sulle confezioni di caffè con qualche attore e celebrità, anche se mi aspetto più dei super grani resistenti ai cambiamenti climatici.