mercoledì 22 febbraio 2017

Unione Civile o Matrimonio? Il Vaucher Affettivo

So d'essere fuori tema, ma sono tre mesi che rifletto su quest'argomento. 

A inizio Dicembre sono andato dal parroco del mio paese per chiedere di fare battezzare il mio nuovo nipotino  e il parroco mi dice "anche questa sua figlia sta riflettendo se si deve sposare oppure no, il matrimonio non è una filosofia di vita ma un sacramento".

Colpito e affondato, mi sono vergognato, per quelli della mia età è cosi. Non sapevo cosa rispondere, ho quattro figli e nessuno sposato e 3 nipoti, sono un nonno clandestino o un padre snaturato?

Come se tutto questo non basta arrivano a casa inviti per le cerimonie di Matrimoni e d'Unioni Civili, a dire il vero più Unioni Civili che Matrimoni.

Evidentemente la comunità LGBT sono quelli che hanno più il desiderio d'unirsi! Comunità che fino a qualche anno fa contestavano la famiglia, ora non vedono l'ora di metterne su una. Mentre quelli che si battevano per la famiglia non ne vogliono sapere di farne una.


Tra gli inviti per le Unioni civili spicca quello di un mio cugino e il suo compagno, che fare andare o non andare?

Mia suocera e mia mamma  non si perdono mai un matrimonio, vanno anche ai matrimoni dove non sono invitate, se passano in una chiesa e vedono che c'è un matrimonio si fermano alla cerimonia, non si imbucano al ristorante perché altrimenti le forco. In trenta minuti riescono a sapere tutto degli sposi e del matrimonio come neanche il miglior agente di polizia saprebbe fare.

Per un po' non gli abbiamo detto dell'Unione Civile di nostro cugino e il suo compagno, poi c'è sempre la solita parente, ma voi non venite? Non siamo contrari ma a due 80 enni non ci sembrava il caso, ma poi abbiamo dovuto spiegarglielo, cosi non si sono fatte mancare  nemmeno la cerimonia d' Unione Civile !

Ci sono solo voluti per otto Martini Vodka, pagati da me, per fare stare zitta mia suocera, continuava a urlare "Ma quando arriva la sposa, quando arriva la sposa" lo faceva apposta!

G."Non c'è nessuna sposa, sono due uomini"
S."Ho capito sono vecchia non sorda"
S: Ma stanotte come fanno?
G. Fanno quello che facciamo noi, dormono!

Si sono molto divertite hanno ballato i Village People e Donna Summer tutta la sera e mi hanno chiesto se ce ne sono altre d'andarci di nuovo, peccato che non c'era la sposa, ma non si sono mai divertite cosi tanto!

Io ero alle prese con i genitori dei due, il papà di uno dei due, mi dice Günther ma i suoi figli? Sono rimasto male, non ricordo cosa ho risposto, talmente alto il mio imbarazzo, ho balbettato qualcosa e sono sono andato via .


Tornando a casa a piedi la mia unica domanda era "Dove ho sbagliato?" Quando sei l'unico genitore rimasto qualche problema te lo devi porre. ho deciso di parlare ai miei figli e d'offrire il mio appoggio anche economico al matrimonio.

Il risultato è che se prima ero solo preoccupato ora posso anche andare in depressione da Prozac, tutti hanno declinato la mia offerta solo qualcuno ha promesso che ci penserà ma in futuro.

Ma quale futuro? Il futuro è adesso altrimenti i figli non si fanno, sono nero dalla rabbia! Morale non parlate mai ai vostri figli di matrimonio aspettate che siano loro a parlarvene.

Cosa farò? Il nonno perché voglio essere una sicurezza per i miei nipoti e mi preparo a fare da rete di protezione agli acrobati del circo dell'amore e degli affetti instabili.


Perché si è diventati cosi diffidenti nel confronto dell'Unione e del Matrimonio?

Perché si fa fatica a crearsi un progetto di vita comune e sopratutto a mantenerlo? Tropo concentrati su se stessi? La precarietà del lavoro? O la precarietà dei sentimenti?

Secondo me manca l'entusiasmo, io quando mi sono sposato, avevo anzi avevamo l'incoscienza dei vent'anni, non sapevo bene quello che stavo facendo ma ero contento, ero innamorato, ero felice, finalmente potevo fare una famiglia mia, oggi mi sembra più di vedere persone singole che condividono qualcosa insieme per un po' di tempo diciamolo sembrano dei Co Co Co affettivi .


I Vaucher Affettivi

Pensandoci bene possono essere un ottima soluzione, io non giudico nessuno perchè nella vita non a tutti vengono date le stesse possibilità, la vita può essere generosa per qualcuno e amara per altri. Vedo sempre più persone che entrano ed escono da relazioni, ogni due o tre anni, tanto da rendere le unioni civili dei strumenti già superati. Possono essere gli affetti legati al mondo del lavoro?

Una volta c'era il matrimonio che durava tutta la vita e c'era il lavoro a tempo indeterminato, poi è arrivato il divorzio ed è iniziato il lavoro a tempo determinato, dal tempo determinato si è passati ai Co Co Co e sono arrivate le Unioni Civili. Ora che il mondo del lavoro si esprime nei vaucher lavorativi, avremo così i vaucher affettivi?

Un po' come i matrimoni lampo a Las Vegas che uno la sera prima si ubriaca la mattina dopo si sveglia e grida "ma con chi ho dormito stanotte?" e divorzia.


Il vaucher affettivo semplifica tutto, uno strumento adatto ai tempi moderni. Le potranno fare tutti  senza distinzione di razza, colore, religione, preferenze, per tutti eterosessuali, omosessuali, trans, ecc ecc., una garanzia per gli affetti volanti.

Niente parroco, niente sindaco, niente assessore, niente testimone, niente cerimonia, niente pranzo, niente buffet, niente cena, solo Vaucher che si comprano al banco del superenalotto oppure dal benzinaio mentre si fa il pieno di benzina, di durata specifica dal weekend romantico in poi, nome e cognome codice fiscale poi se uno lo vuole rinnovare lo rinnova settimana per settimana o mese per mese.

Si provvederà anche alla possibilità di condivisione cioè, sarà legale che una persona può avere più vaucher affettivi nello stesso tempo, per non fare mancare la tutela per dire a tutti quelli o quelle un po' confusi, tra tizio caio e sempronio.

Conosco persone che possono essere dei veri toccasana per i bilanci dello stato, ci si può ripianare i debiti dello stato della prima e delle seconda repubblica. 

Il concetto è dare uno strumento legale semplice agli affetti non isituzionalizzati, se uno non si trova bene in quell'affetto, non rinnova il vaucher affettivo, basta ognuno per conto proprio, nulla di nuovo a fine '800 a Napoli si cantava:
Chi ha avuto, ha avuto, ha avuto...
chi ha dato, ha dato, ha dato...
scurdámmoce 'o ppassato
simmo 'e Napule paisá!...



Conclusione:

Ironia a parte dei vaucher "affettivi" per legalizzare gli affetti "volanti", voglio solo dire che l'amore è tante cose ma anche responsabilità. Unione civile o Matrimonio non sono degli atti formali ma degli atti d'amore.

Non voglio convincere nessuno a fare quello che non sente ma nella vita non è facile innamorarsi, non t'innamori tutti i giorni di una persona diversa.

Quante volte ci si può innamorare nella vita? Una, due o tre volte massimo? Fare e costruire un progetto di vita insieme alla persona che ami è la cosa più bella che ti può capitare.

Proprio perchè è raro innamorarsi di qualcuno e essere ricambiati, quando arriva bisogna essere coraggiosi, è meglio rischiare di sbagliare che rimpiangere.


giovedì 16 febbraio 2017

La Mela Evelina e il Fico ..

Con tutto questo parlare d'alimentazione vegetariana e vegana, la verdura e la frutta diventano protagoniste di campagne di Marketing.

Sempre di più la frutta si distingue non più per varietà ma per marchio, nella maggioranza dei casi indica il luogo d'origine della frutta come i Cedri di Diamante in Calabria oppure i più noti: Clementine della Corsica, la Castagna del Monte Amiata, le Fragole della Basilicata

Ora invece è trend alle nuove varietà di frutta dare un nome proprio, per avvicinare ancora di più il consumatore. Ecco arrivare sul mercato l'Arancia Rosaria, l' arancia rossa siciliana, la Mela Giotto, che non è proprio un nome comunissimo, ultimamente ho visto in televisione la Mela Evelina del Consorzio Melinda dei Produttori della Val di Non e della Val di Sole in Trentino.



Uno spot che mette i brividi, fa venire voglia di mangiare le pere invece che le mele, da Bella Belinda e Bella Evelina, era molto meglio Belinda anche per la mela credetemi.

Quale rapporto tra la mela e il nome Evelina? Nessuna, non mi risulta che Evelina sia un nome tipico trentino, per assonanza mi sembra che quel nome strizza l'occhio alla famosa nutrizionista della televisione un'associazione d'idea facile e scontata, quanto genio del marketing sprecato! 


Se l'Asparago lungo e duro lo chiamo Rocco a quale Rocco secondo voi si riferisce? Se il Carciofo lo chiami Matteo, a quale Matteo si riferisce? Se la Prugna la chiamo Antonella a quale Antonella si pensa? Se la Patata la chiamo Raffaella a quale Raffaela si pensa?

Magari si sono ispirati al romanzo della scrittrice Fanny Burney dal tiolo Evelina, oppure ad altri personaggi come l'attrice italiana Evelina Nazzari e la sportiva Evelyn Vicchiarello.


Divertente la motivazione che danno sul sito sulla Mela Evelina sembra scritta apposta per quella Evelina là, "un aspetto particolarmente attraente" "un gusto così sorprendente da sembrare appena colta"  " la freschezza, resta inalterate dal momento della raccolta fino alla fine ", non so se tutte questa qualità alludono a una mela o ad altro?

Il concetto di freschezza dipende, la frutta è fresca perchè la conservano nei frigoriferi, noi da bambini facevano un giochino con le mele prendevamo il picciolo e giravamo il picciolo gridando "di quale anno è" ogni giro era un anno diverso, se si indovinava l'anno il picciolo di staccava, per dire che anche i bambini danno per assodato che mele si suddividono più che per nome, più che per varietà, per annata.


Ritorniamo al nome, se alla frutta viene dato il nome delle persone, non mi risulta che alle persone viene dato il nome di frutta e verdura, chi chiama il proprio figlio Broccolo? Nessuno. Oppure una bambina Annurca o Pink Lady, in inglese le pink lady sono le gentildonne un po' come dire ... allegre.

Se parte questa moda di dare il nome al figlio di qualcosa da mangiare, non finiamo più, come fai a chiamare il figlio Tiramisù? Oppure Gnocco Fritto, Provolone o Baccalà? E una bambina Bagna Cauda? Una roba d'analista per tutta la vita, non ne esci più.


Comunque se qualcuno pensa di utilizzare il nome di Günther, voglio dare qualche suggerimento, prima di trovare il mio nome su un Caco o ancora peggio su un Cetriolone gigante, io ho pensato, il Fico Günther.

Ovviamente si fa per scherzare, si fa per sorridere, molto meglio chiamare un figo Brad, ma un invito alle aziende ad avere una maggiore fantasia  e creatività nel dare un nome.

Dare un nome proprio a una mela lo trovo fuori luogo, sai quanta gente che si chiama Evelina e che vuole cambiarsi nome.

Se proprio si vuole fare un omaggio a una persona, un attrice, un personaggio storico, fate come si fa con il giardinaggio per le rose dove viene utilizzato il nome e cognome esempio la Mela Robin Hood,  la Mela Diana Spencer, la Mela Enrico VIII°, il cavolo Matteo Renzi, la carota Lilli Gruber, la fragola Anastasia Romanov, il mirtillo Salvador Dalì.

Cosi per divertirci un po', voi dareste il vostro nome a un frutto? E se si a quale frutto o verdura?

sabato 11 febbraio 2017

La pizza galeotta e lo spray per capelli

Le pubblicità non sono sempre amare e negative possono essere anche divertenti. Una delle pubblicità che vedo in televisione e che mi fa molto ridere è questa dello spray per il ritocco del colore dei capelli.


In sintesi lei sente suonare il campanello, si ricorda che ha ordinato la pizza e adesso come faccio? Mi si vede la ricrescita dei capelli? Fila in bagno uno spray e vestita come per andare a una prima alla Scala apre la porta al pizzaiolo che rimane impassibile senza fare una piega è il caso di dirlo.

Io comprendo che vivere in una grande città è dura, non si hanno molte occasioni sociali, tuttavia un po' mi suona strano che arriva il pony per la consegna della pizza a casa e ti preoccupi della ricrescita dei capelli? Perchè se si vede la ricrescita ti fa pagare il doppio la pizza? No.

Essere in ordine prima di aprire la porta è giusto, sono d'accordo non c'è nulla di male, un po' meno essere vestita come la prima della Scala, tutto questo per una pizza da mangiare a casa da sola?

Non vorrei mai ma metti che nella concitazione lo spray per i capelli, lo spray in un altro posto, per esempio sotto le ascelle, che figura ci fai? Devo sempre capire perchè un pizzaiolo dovrebbe guardare sotto le ascelle,  ma questo è un altro discorso, non vi distraete!.

Ma anche ammettendo che l'interesse non sia la pizza, non c'è nulla di male succede, però l'avrà capito anche il pizzaiolo, ordini tre pizze al giorno gli è venuta anche un ernia a furia di fare avanti e indietro, il sospetto gli sarà venuto, che non è solo la capricciosa che ti piace tanto!

Un consiglio per una volta ordina due pizze, gli dici una pizza per me e una pizza per te, perchè mi piace mangiare in compagnia.

Voi pensate che un uomo s'accorge della ricrescita dei capelli? 
A un uomo quando piacete, vi apprezza in tutto, non distingue una cosa da un altra, per lui va bene tutto, capello lungo, capello corto, colore biondo, castano chiaro, castano scuro, vi ama cosi come siete.

Perchè il ragazzo non si scompone ve lo spiego. Io prima d'essere Günther, da ragazzo ho lavorato sia durante la scuola superiore che all'Università, facendo i lavori più diversi perchè non avevo i genitori che mi mantenevano agli studi e quindi dovevo darmi da fare.

A quell'età non hai la testa per le attenzioni, non ti passano nemmeno per l'anticamera del cervello, sei concentrato sulle consegne, più consegne fai più guadagni, devi badare che tutti ti pagano, che non ti rubino i soldi, pensi no più che altro sogni che cosa farai con quei soldi, la chitarra elettrica piuttosto che la moto!.  

Mi spiego meglio l'altro giorno sono andato a prendere i miei nipoti all'asilo, incontro un altra "nonna" passata a prendere la sua nipotina, chiacchierando  facciamo un pezzo di strada insieme, ma vedo che i bambini non si parlano, che strano mi dico, vanno nello stesso asilo tutti i giorni, abitano a 50 metri di distanza e non si parlano!

Scusa, Federico perchè non hai rivolto una parola a Noemi? Siete nello stesso asilo! 
Perche Noemi è nella classe dei colibri e io sono in quella dei scoiattoli, i scoiattoli non parlano con i colibrì!
Ahhhh !

Questo per dire che i bambini come i giovani tendono a fare clan, i sedicenni parlano solo con i sedicenni, quelli del liceo artistico parlano solo con quelli del liceo artistico, i scoiattoli parlano e giocano solo con i scoiattoli e i colibrì sono con i colibrì. Esprimono solo la difficoltà di rapportarsi con quello che non conoscono.

Poi si diventa grandi e s'impara che nulla è bello come mescolare le cose.

Questo per dire che se sei un ragazzo che consegna le pizze di sedici anni se ti apre la porta una ragazza di sedici anni della tua età, è una cosa, ti dimentichi anche di farti pagare le pizze, una persona più grande neanche la noti, figurati se vedi la ricrescita dei capelli, poi!!.

Ricordate che un sorriso allunga la vita

lunedì 6 febbraio 2017

Influenza, picco d'influenza e diritto alla malattia

Carla C, Varese. quest'anno sento parlare moltissimo d'influenza, come mai?

Perché da sempre l'influenza è l'argomento principale di discussione di questa stagione, io l'ho appena presa, io quest'anno 3 volte me la sono presa, mio marito non la prende mai.

Un po' meno normale che questo sia l'argomento principale dei media, forse più che attenzione alla salute è dare visibilità al Ministro della Salute e ai Vaccini, una strategia non so se politica o commerciale!

Magari c'è alla base solo un sistema sanitario debole che basta un picco d'influenza per fare emergere lacune organizzative.

Raffreddiamo gli animi, tutto normale in inverno capita di prendere l'influenza, certi virus si replicano di più, non a caso i picchi ci sono in genere durante le feste di Natale e nel periodo di febbraio dove aumentano le occasioni di socialità.

La prevenzione è un sistema immunitario in efficienza, lavarsi spesso le mani, e per chi lo desidera il vaccino anti influenzale.


Il vaccino influenzale non è simpatico

Stando alle statistiche diffuse sulle coperture vaccinali, dalla percentuale del 19% della popolazione generale del 2009 si è scesi al 13,9% del 2015, se guardiamo il target dei ultra 65enni , il gruppo più a rischio, solo il 49,9% si è vaccinato ultimo anno mentre l'obiettivo minimo previsto era il 75% (Fonti Ministero della Salute).

Come ho già detto nel post sulla meningite, ci si trova di fronte all'esigenza per le aziende farmaceutiche di creare un clima di fiducia nei confronti dei vaccini, dopo il fallimento della campagna vaccinale del 2009.

Più che generare un clima di fiducia, sembra di stare di fronte a un clima di coercizione con anche l'anagrafe delle vaccinazioni, ci manca solo che si vada in giro con le stelle su un cappotto che indicano le vaccinazioni eseguite.

L'altro giorno ero sull'autobus ad una signora è scappato uno starnuto, sono tutti scappati, neanche fosse stato un colpo di pistola, che sarà mai è un raffreddore, un sintomo di raffreddamento, questo per dire che c'è un clima d'isteria creato dai media.


Il vaccino contro l'influenza è rivisto annualmente sulla base del virus in circolazione, protegge contro tre ceppi del Virus a RNA: i due Tipo A e il Tipo B. Ma la sua efficacia e l'immunità indotta è breve, il tempo della stagione invernale, per questo ogni anno è necessario vaccinarsi di nuovo.

Secondo OMS, l'efficacia del vaccino è del 70-90% degli adulti sani, dal 50 al 60% sulle persone anziane, ma può garantire una diminuzione del rischio di ricovero per le persone anziane che varia dal 21% al 27% e una diminuzione del rischio di decesso che va dal 12% al 48%,.

Non è una vaccinazione obbligatoria, anche se molti spingono in questo senso, è consigliata per " i gruppi a rischio" le persone oltre i 65 anni, donne incinte, bambini, soggetti a rischio per patologie, persone che vivono in casa di cura e gli operatori sanitari.


Claudia G. Milano : Perché è meno efficace nei pazienti anziani?

Non è che non sia efficace tutt'altro, ma gli anziani potrebbero avere una minore protezione rispetto agli adulti a causa dell'immunosenescenza, cioè invecchiamento del sistema immunitario, che può o meglio potrebbe in alcuni casi limitare la qualità della risposta al vaccino.

La vaccinazione quindi può non impedire di prendere l'influenza ma d'evitare complicanze severe in tutte quelle persone anziane che in particolare hanno patologie croniche di tipo respiratorio, cardiovascolare, renale, diabete.


Giovanni B, Teramo : Quale futuro per il vaccino influenzale ?

Il vaccino attuale protegge contro i due virus A e B , ma ci sono sicuramente altri fattori coinvolti nella immunità contro l'influenza, la ricerca mira a nuovi antigeni che sono in fase di sperimentazione. Il futuro si pensa a vaccini più efficienti e completi che durano più a lungo.


Francesca M, Bardonecchia , Perché si legge troppo sui media il costo economico dell'influenza?

Il pericolo è che oggi si valuta l'influenza in termini di costo economico, i costi delle medicine, i giorni lavorativi persi, secondo molti l'influenza interrompe la vita economica e sociale e crea un danno.

Tenendo conto che l'influenza dura in media dai 5 ai 7 giorni, quindi una settimana di “inattività", un costo di che va dai 30 a 240 euro per ogni persona non ospedalizzata, se invece bisogna ricorrere all'ospedale, il costo può salire fino a 3-6 mila euro. 

Ci sono poi i costi indiretti, come l'assenza dal lavoro. Si stima che l'influenza potrebbe avere un costo sociale di circa 1.000 euro per ogni persona che si ammala, se l'influenza tocca 3 milioni d'italiani il costo sociale potrebbe essere di 3 milioni d'euro.

I governi spingono al vaccino, invece che pensare a ridurre i costi di quei meccanismi sanitari che hanno messo in piedi e che fanno acqua da tutte le parti, vogliono risolvere i problemi di bilancio eliminando l'influenza, meno malati, meno spesa, bilanci più corretti, ma l'influenza non è la causa dei cattivi bilanci dei Ministeri della Salute.



Il diritto all'influenza, il diritto alla malattia

L'altro giorno parlando con una persona assistita che prendeva un farmaco importante per tutta la vita, mi dice piangendo

"Quando guardo il prezzo di questo farmaco, mi sento in colpa, mi sento un peso per questa società , un complesso di colpa che tutti i giorni mi fa morire dentro"

Ho dovuto fare molto per convincerlo del contrario. Però vedo che il settore della salute, sta prendendo questa direzione, ci sono più strategie volte a rendere le persone non responsabili della propria salute ma a farle sentire in colpa.

Ammalarsi non è mai una colpa, ma te lo fanno pensare, sopratutto te lo fanno pesare, chi si ammala non ruba danaro alla società, i ladri sono ben altri. 

Perché mettere il costo delle medicine su un farmaco che non verrà mai venduto in farmacia ma distribuito  in un ospedale?

Si è passati nel giro di neanche un secolo dal diritto al riconoscimento della malattia e della cura, alla valutazione di un costo di bilancio in negativo.

Con un lavoro sempre più precario il diritto alla malattia è una chimera, lo stato rende tutto a pagamento quale futuro ci attende per la tutela della salute?

giovedì 2 febbraio 2017

Pubblicità amare: il dado Star e le polpette con il dado

Parliamo di pubblicità, come molti di voi quando c'è la pubblicità cambio canale del televisore perché negli ultimi anni gli spot sono di una "povertà" unica, tanto che perfino i documentari sul corteggiamento tra piccioni risultano più interessanti.

Non è la prima volta che ci occupiamo della comunicazione di Star, ci siamo occupati di Star per la pubblicità del dado con la Caponata Siciliana e della comunicazione di come "arricchire" le verdure. 

Cosi dopo la caponata con il dado Star sono arrivate le polpette con il dado. Cari amici di Star non conosco un' italiana, tranne quella dello spot di Roma, che mette il dado nel sugo che accompagna le polpette, si vede che ho una cerchia limitata d'amicizie.

Non vogliamo sapere amici di Star cosa mangiate a casa vostra e ci auguriamo di non essere mai invitati alla vostra tavola.

Se fai delle polpette minimamente decenti non hai bisogno d'aggiungere dado, se siete messi cosi male da mettere il dado nella caponata e nelle polpette, vi conviene andare a mangiare al ristorante. Detto da uno che fa da mangiare tutti i giorni per necessità e non per virtù.

Invece delle polpette proponete un risotto è più facile che si usi un dado, una zuppa, dei tortellini in brodo, Ognuno a casa sua fa ciò che vuole ma in questo caso visto che è una pubblicità forse qualche dubbio in più bisognava farselo venire.

Testimonial con simpatia cercasi

Per affidare il messaggio positivo a chi si rivolgono? All'ennesima vincitrice di Masterchef, una trasmissione che sprizza antipatia a 360°, i chefs, i protagonisti, io non riesco a guardarla m'irritano non so perchè.

Io sicuramente a torto penso che per cercare dei testimonial c'è bisogno d'identificare qualcuno che abbia appeal, che abbia simpatia, che sia positivo, che sia interessante, che dia allure, che si ponga in modo diverso nei confronti del consumatori.

Si vede che il mondo della pubblicità che è così mi viene in mente quel testimonial di un azienda alimentare che è anoressico, è come mettere a fare la pubblicità del vino a uno che sta morendo di cirrosi epatica, non fa nessuna simpatia.

Strategia di comunicazione obsoleta

Quello che personalmente mi stupisce non è tanto lo spot non felice ma la strategia di comunicazione di un 'azienda che dovrebbe fatturare milioni d'euro. Perché si affidano a questa strategia cosi povera e superata ? Il concorso, le ricette, il testimonial sembra che sono ferme agli anni'80, già viste e riviste.

Quel povero ricettario che c'è sul sito, ricette, linguaggio e foto che nemmeno i blogger di dieci ani fa usavano.

Non c'è stimolo e volontà di crescita

La vera ragione di quest'atteggiamento superato è che il settore del dado e in pratica un duopolio, da una parte Knorr e da un parte Star, che prendono più del 70% del mercato, il resto se lo dividono Maggi, Bauer a altri piccoli imprenditori locali.

Pertanto visto che è un duopolio, Perché cercare l'empatia del pubblico? Perché fare delle cose belle? Non c'è alcun bisogno di cercare l'attenzione positiva del consumatore, di cercare simpatia, ma neanche antipatia però verrebbe da dire.

Sono convinto che secondo Star la comunicazione sia una leva del marketing poco interessante che non merita attenzione, fatta giusto per spendere qualche soldino, tanto questo devono comprare o l'uno o l'altro.

Pero personalmente mi sembra che più che un duopolio sia monopolio, dove il primo è leader del mercato che veicola messaggi positivi e il secondo applica una strategia per aiutare il primo a essere leader con comunicazioni decisamente poco convincenti.

Prendiamo per esempio Coca Cola e Pepsi Cola, se le cantano e se le suonano di santa ragione, sono concorrenti sul mercato, una vuole primeggiare sull'altra, c'è uno spirito competitivo, stimolante anche per i concorrenti, cercano sempre di migliorare l'offerta.

Il caso di Knorr e Star invece sembra che non c'è concorrenza, non si percepisce alcuna competizione, verrebbe da domandarsi se il dado oltre ad appiattire i gusti nel piatto, appiattisce anche la creatività?