lunedì 28 marzo 2016

Il cioccolato può diminuire il rischio di diabete?

Giovanna O. Abbiategrasso : Ho letto da qualche parte che il cioccolato può diminuire il rischio di diabete? E' vero?

Vi immagino già nel pranzo di Pasqua e Pasquetta con in una mano un fetta di colomba e nell'altra una parte d'uovo al cioccolato mentre state cercando una scusa per non sentirvi in colpa. E' un giorno di festa non è mai quello che si mangia in un pranzo solo che può determinare conseguenze sulla vostra salute, piuttosto le abitudini di vita e a tavola tutti i giorni.

La relazione tra cioccolato e diabete, nel corso degli anni si è modificata perché si sono evolute le conoscenze, se prima veniva proibito il cioccolato, oggi in particolare il cioccolato fondente in modica quantità e occasionalmente trova molti specialisti non contrari al suo consumo, questo perché il cioccolato fondente è composto da una più elevata percentuale di cacao un minor contenuto di zuccheri e grassi saturi.

Recentemente è apparsa una ricerca sul British Journal of Nutrition, uno studio osservazionale su 1153 soggetti, divisi in due gruppi chi non consumava cioccolato e chi giornalmente consumavano piccole quantità di cioccolato fondente, il gruppo che aveva consumato cioccolato fondente aveva un minore rischio di Diabete. 

Il contributo sembra arrivare dai flavonoidi contenuti nel cacao, che secondo alcuni ricercatori sono degli antiossidanti che possono proteggere dallo stress ossidativo le cellule beta del pancreas, produttrici d'insulina.


A essere coinvolto è più il diabete mellito di tipo 2 una malattia metabolica caratterizzata da glicemia alta in un contesto di insulino-resistenza e insulino-deficienza relativa, la cui causa principale è più spesso l'obesità e le cattive abitudini di vita, quando non dipende dalla genetica.

Personalmente sarei più cauto, questi studi chissà perché compaiono sempre prima di Natale e prima di Pasqua i due momenti dell'anno dove si acquista più cioccolato.

C'è una documentazione storica dell'utilizzo del cacao nella medicina ma ricordate che Flavonoidi sono presenti anche in verdura e frutta per esempio la mela e l'uva, ma i flavonoidi nella mela fanno meno notizia di quelli del cioccolato.

Io sposterei l'attenzione da un solo alimento a un alimentazione più generale e al movimento fisico non reputo il cioccolato un alimento che deve necessariamente essere consumato tutti i giorni.

Sarà che io sono da bambino vissuto dai miei nonni in campagna in cui il cioccolato e i dolci erano un qualcosa di più, degli alimenti che di vedevano solo nelle feste comandate.

Molte persone mi dicono che hanno bisogno del cioccolato per migliorare il loro umore,  io lo comprendo, il cibo non ha solo la funzione d'alimentare il corpo, ma come dire noi più che per virtù, per mancanza ci siamo allenati a cercare il buon umore in altre cose.

Tornando a noi, i soggetti che sono a rischio di diabete o hanno già una diagnosi di Diabete consiglio di parlarne con lo staff medico dove sono seguiti per valutare se e come inserire il cioccolato nello loro schema alimentare.

Per tutti gli altri in buona salute e normopeso invito a non abusare di prodotti alimentari ricchi di zuccheri e grassi, è facile dire 5 grammi, ma non ho visto mai nessuno pesare il cioccolato come non ho mai visto uova di cioccolato da 5 grammi con sorpresa!

Riferimenti:
Ala’a Alkerwi, Nicolas Sauvageot, Georgina E. Crichton, Merrill F. Elias and Saverio Stranges “Daily chocolate consumption is inversely associated with insulin resistance and liver enzymes in the Observation of Cardiovascular Risk Factors in Luxembourg study”. British Journal of Nutrition, 17 march 2016.

martedì 22 marzo 2016

Le Uova di Pasqua 2016 più originali

Eccoci arrivati alla Pasqua del 2016, il tradizionale post sulle Uova al cioccolato, che vuole come ogni anno cercare di fare il punto sulle tendenze del cioccolato per le festività di Pasqua.  

Quest' anno ho visto poche novità, forse un ritorno al classico, i cioccolatai si rifanno a creazioni d'anni precedenti. La sensazione è che si tratta di un prodotto in calo e che i maestri pasticceri utilizzano le uova come un esercizio di stile. Edizioni limitate forse perchè in più di un caso fanno fatica a conquistare il pubblico.

Il periodo della Pasqua rappresenta solo il 4% del mercato del cioccolato, mentre il Natale anche se non c'è l'uovo rappresenta il 9% del mercato del cioccolato. Più dell'80% dei prodotti al cioccolato sono venduti nella grande distribuzione e solo meno del 15% nella pasticcerie. I dati statistici indicano che i volumi di vendita dei maestri cioccolatieri sono ridotti, questo vuole dire poco investimento, sull'uovo al cioccolato per la Pasqua.

Le uova al cioccolato di Pasqua si suddividono in due grandi categorie, la prima uova al cioccolato creative dove il cioccolato è packaging (cioè in vista), nella seconda le uova al cioccolato, sono rivestite, per meglio dire che il packaging (la confezione) è affidata alla carta e ai nastri multicolori, quest'ultima tendenza sembra conquistare i gusti dei consumatori per la Pasqua 2016.


La tradizione del regalo dell'uovo ha perso parte del suo fascino, manca al prodotto uovo di cioccolato un idea di marketing innovativa, se l'idea vincente dell'acquisto al supermercato è rivolto al bambino e al gioco, l'acquisto in pasticceria è più confuso, uova con personaggi da cartoni animati molto belle ma lontane dalle possibilità di condivisione della maggior parte dei ragazzi e dei bambini e lontane anche dal gusto degli adulti.


Sia ben inteso il regalo di pasticceria è più un acquisto per adulti, negli ultimi si cerca di trasformare l'uovo di cioccolato in un articolo di design, un articolo da collezione, ma si tratta di un prodotto di cioccolato che è soggetto comunque a scadenza, il cioccolato va consumato, altrimenti si rischia come nel vino, che si acquistano bottiglie solo per farle vedere agli amici e per collezionarle, facendo scendere i fatturati delle aziende nel lungo periodo, perché non si consumano.

Per trovare uno stimolo alle vendite si può attingere alle motivazioni del passato, ci vuole un idea romantica, un ispirazione sul tema dell'innamoramento, ai miei tempi era tradizione tra innamorati regalarsi l'uovo, anzi era l'innamorato che regalava alla sua Lei l'uovo di Pasqua, se provavi a Pasqua a presentarti alla tua Lei senza un uovo al cioccolato, rimanevi fuori dalla porta!

Le uova di Pasqua 2016


La maggior parte dei produttori trova ispirazioni nel mondo dei cartoni animati, perché offre dei personaggi simpatici e colorati, che catturano più facilmente la simpatia, l'idea è quella di fare delle uova giocattolo al cioccolato, si parte dalla Pasticceria Cova a Milano che si è ispirata alla favola di Peter PanLe Notre. si è invece ispirato al mondo del western e degli indiani. Interpretazione in chiave ironica dei ragazzi d'oggi con i suoi Skat'Oeufs per Dalloyau e i personaggi uova margherita per la Maison du Chocolat.







Cioccolatai ispirati invece dal mondo dell'arte oppure che trovano una collaborazione con alcuni designer, Alain Ducasse in collaborazione con il designer Pierre Tachon per Gallerie Lafayette, il grande Pierre Hermè con il disegnatore Nicolas Buffe per l'uovo Hèlios, Peck a Milano si ispira invece all'arte surrealista.





Cioccolatieri che invece traggono ispirazione da un paese come Sant Ambroeus a Milano si è ispirato al Giappone con l'uovo geisha e l'uovo pagoda,  Ives Thuries a Parigi si è ispirato al Messico, Ken Thomas del Westin Paris-Vendôme con Quetzalcoatl si è ispirato ai Maya e Atzechi, un ritorno alle origini del cioccolato, la Pasticceria Sissi a Milano all'uovo con i colori del Senegal.





Altri maestri del cioccolato hanno aggiunto all'uovo di cioccolato qualcosa che nulla hanno a che vedere con la Pasqua e la tradizione ma che fanno colore come  Pierre Marcolini con le carte da gioco, oppure Jean Paul Hevin si è ispirato la mondo della moda e ha aggiunto dei bottoni colorati.



Torniamo in Italia con la proposta di due nostre vecchie conoscenze che puntano sull'immagine ma anche sulla qualità del cioccolato, a Milano i nostri amici di Cacao lab, di cui abbiamo già parlato negli anni scorsi, propongono un uovo vintage, un ritorno al passato, fatto con cioccolato Fondente Gran Cru Los Bejucos della Repubblica Dominicana. Andiamo a Torino invece per Guido Gobino che come i cioccolatai francesi propone n' uovo, l'uovo di cioccolato come oggetto di design, tra le novità di Gobino l'uovo al cappuccino con caffè proveniente dall'india sud orientale, con un procedimento di raccolta, essiccazione e tostatura che mira a conservarne l'aroma amabile, delicato e dolce.




Dopo tanta indigestione di colori e creazioni originali, mi sono invece soffermato sulla raffinatezza delle confezioni d'uova classiche della Pasticceria Marchesi a Milano, un altro concetto dell'uovo di Pasqua, le confezioni sono un mix di colori molto gradevole, tonalità delicate che non stancano e conquistano, quasi un peccato aprirle.



Auguri di Buona Pasqua

Vi lascio con l'idea promozionale del video di Pierre Marcolini per le sue uova di Pasqua, si ispira alla tradizione d'origine celtica della caccia all'uovo, in Europa del Nord nei parchi si nascondono le uova al cioccolato che i bambini devono trovare la mattina di Pasqua.



domenica 20 marzo 2016

Novità nel settore delle carne: il lama



Da quando lo scorso ottobre l'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) organo dell' Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), sulla base di 800 studi, ha classificato le carni trasformate ( es. salsicce e salumi), nella categoria degli agenti cancerogeni per l'uomo e le carni rosse incluse le carni di maiale e di vitello come probabilmente cancerogene, gli effetti sul mercato si iniziano a sentire con volumi e fatturato in calo.

La strategia dei produttori di carne sta cercando di spingere verso le carni alternative come quelle di pollo e di tacchino, tuttavia non basta.

Da più anni si cerca d'introdurre delle nuovi carni, sottolineandone l'aspetto nutrizionale e l'aspetto del basso impatto ambientale, tuttavia faticano a entrare nella consuetudine della cucina per il sapore, come la carne di struzzo o di cammello, sono carni a cui i consumatori non sono abituati.

I produttori e distributori di carne per sostenere la domanda di carne e combattere questo momento di crisi hanno scelto di affidarsi alla carne di Lama, tra i piatti più in voga carpaccio di lama con quinoa accompagnato da scaglie di parmigiano e insalata novella, diventato un piatto must in molti ristoranti di lusso in Sudamerica.

Il lama è un animale tipico delle Ande, viene allevato in particolare per la lana alpaca, e in campagna come animale da soma.

Da sempre le popolazioni del Sud America hanno un reddito procapite molto basso, la carne di lama ha rappresentato se non l'unica una delle poche fonti di carne che potevano permettersi, negli ultimi anni da carne dei poveri si è trasformata in carne dei ricchi.

Il paese che ha il più alto numero dei lama è la Bolivia, circa il 60% dei lama di tutto il Sud America, l'arrivo della carne dal Sudamerica non deve stupire la maggior parte della carne già macellata spesso arriva dal Sudamerica.

Fonte: Polidori, Renieri, Antonini e Lebboroni dall'Università di Camerino, "lama meat nutrition properties" 

Il "successo" della carne di lama è dovuto alla sue caratteristiche nutrizionali, è una carne che come quella di manzo è ricca di proteine ma ha un minore apporto di grassi e colesterolo, in questo senso uno delle poche ricerche sulla carne di lama è italiana fatta da Polidori, Renieri, Antonini e Lebboroni dall'Università di Camerino, "lama meat nutrition properties" il quale facendo il confronto con carne di maiale e manzo indica che la carne di lama ha il 50% meno di grassi e un minore contenuto di colesterolo.

Sotto la denominazione lama in realtà ci sono 4 specie diverse di Camelidae, Lama, Lama Alpaca, Lama Vigogna, Lama Guanaco, sembra secondo lo studio che ci siano differenze gustative derivate dal fatto che non tutte le specie sono coltivate in tutti i paesi, per esempio la carne che proviene dall'Argentina e Cile è più Guanaco e Lama, mentre quella della Bolivia sono Alpaca e Lama.

La popolazione indigena sudamericana ha sempre mangiato carne di lama, quello che non sapevo è che la carne di lama non è un assoluta novità perché viene secondo alcune fonti utilizzata in America nelle carni per il kebab e gli hamburger, secondo chi l'ha provata il suo gusto ricorda il manzo ma un po' più selvatico.

Non so, non mangio le mie galline, dovrei mangiare un lama? Io penso che la divulgazione di questa notizia della carne di lama ha lo scopo di creare (forse) una buona immagine sulla carne per stimolare il consumo di carne in generale, anche se con l'aumento dei vegetariani e dei vegani la vedo un po' difficile. Quanto invece al consumo diffuso della carne di lama, io credo che rimarrà relegato a un consumo per pochi, visto anche la distanza che c'è tra luogo di produzione e i mercati europei.

venerdì 18 marzo 2016

Pillole per dimagrire, un nuovo stop per Contrave per le malattie cardiovascolari

Cecilia M, Catania, ho letto il tuo post su Contrave e Mysimba, perche sei contrario alle pillole per dimagrire? Perchè c'è chi non riesce a dimagrire mai?

Di questi giorni la notizia che il farmaco Contrave, che prometteva la perdita di peso e i benefici cardiovascolari, secondo un nuovo studio pubblicato sullo Jama, i dati non dimostrano benefici cardiovascolari.

Sul farmaco specifico le mie erano semplici perplessità date dal fatto che il farmaco è composto da naltrexone e bupropione, proprio il bupropione potrebbe essere collegato all'aumento della pressione sanguigna e all'aumento della frequenza cardiaca, un dato che può non volere dire nulla, dipende dalle condizioni di salute della persona assistita e dalla modalità d'assunzione.

Occorre precisare che il nuovo studio pubblicato sullo Jama, non indica benefici a livello di malattie cardiovascolari ma mantiene quelli sul peso.

Tuttavia vorrei ricordare che qualche anno fa due farmaci per la perdita del peso furono ritirati dal mercato perchè davano origine a seri problemi cardiovascolari.

Il problema è che l'obesità è una patologia a forte rischio cardiovascolare pertanto l'uso dei farmaci, che in qualche modo possono dare problemi cardiovascolari, devono avvenire su stretto controllo medico.

Oggi accanto ad un mercato ufficiale dei farmaci c'è un mercato parallelo, come le vendite on line, che non devono essere demonizzate, anche io acquisto farmaci on line, ma il problema è che spesso i farmaci per perdere peso sono tra i farmaci più acquistati, insieme con i farmaci antiretrovirali ( Es. Truvada ) e i farmaci per la disfunzione erettile ( Es. Viagra). Tutti farmaci che devono essere assunti su controllo medico.

Io non sono contrario del tutto alle pillole per dimagrire, ma molte di queste molecole arrivano alla terapia dell'obesità dopo avere curato altre patologie, in genere patologie legate ai disturbi del comportamento o dell'umore come la depressione, dal mio punto di vista il problema obesità è più complesso, certo chi è obeso è spesso anche depresso, come valutare se l'aspetto benefico sia nel miglioramento della depressione o dell'obesità?

Oppure vengono scelte molecole che tolgono la sensazione della fame, anche qui secondo il mio parere poco autorevole, non è sufficiente, è inutile se non inserito all'interno di un programma di perdita di peso e rieducazione alimentare.


Perchè c'è chi non dimagrisce mai?

Non basta un post per raccontarlo, ogni persona è un caso, conosco persone in riduzione alimentare da 40 anni e persone di buona forchetta e magre da sempre, se è un problema genetico bisogna più che lasciarsi andare, accettarlo e cercare di gestirlo al meglio con un alimentazione e un peso ragionevole.

Le diete troppe restrittive e anche quelle non restrittive falliscono perchè stressano, consumano energie, affaticano mentalmente, sembra di raggiungere risultati ma rendono più frustrati, più delusi ed è un maggiore invito a cibi ricchi di grassi e zuccheri.

Il punta di rottura arriva in genere dopo un vaff... culo e non mi posso meritare un po' di sapore, quella è la fine della dieta, di una dieta sbagliata sarebbe meglio dire o meglio forse di un approccio errato. Più i cibi sono proibiti e più assumono fascino e come diceva il buon Oscar Wilde, anche se non credo si riferisse al cibo, la migliore cosa da fare è non resistere alle tentazioni ma lasciarsi andare.

Oggi ci sono tanti centri che promettono dimagrimento, tante nomi di diete, hanno in comune indipendentemente dal nome, l'avere dei programmi standardizzati, tutti uguali  e il NO a qualcosa, no carboidrati, no zuccheri, no latticini, no quello, no quell'altro, il proibire un alimento o un gruppo d'alimenti, inevitabilmente provoca il desideri di quello che non si può avere.

Ognuno è diverso dall'altro il programma di una perdita di peso deve essere personalizzato e programmato senza stress, con tutti i gruppi d'alimenti, meglio se in lungo periodo tale che se perdi otto chili non li recuperi più. La cosa più difficile in genere è motivare le persone assistite a seguire un programma di riduzione del peso, volontà e costanza non bastano latitano dopo poche settimane. 

Passiamo anche alla nota dolente dell'età, più facile da giovani rimanere normopeso, si è più agili, il metabolismo è più veloce, più si va avanti e più diventa faticoso perdere peso.

Personalmente trovo ridicolo la conta delle calorie, la conta dell'attività, la conta dei passi, la conta delle porzione, la conta di quello o di quell'altro, che non fa altro che aumentare l'attenzione nei confronti dell'alimentazione e del peso, tutti concentrati su quello, è chiaro che questo come il diario alimentare, per un periodo aumenta la consapevolezza di quanto si mangia ma farlo tutti i giorni per anni, aumenta la troppa attenzione al cibo e secondo me è deleterio.

Sintesi: non si dimagrisce per tante ragioni, bisogna fare una valutazione personalizzata, chiaramente viviamo in una società dove il cibo ha preso il posto di molte altre cose, l'equilibrio nella vita va ricercato tra tutte le cose, gli affetti, il lavoro, la famiglia, i passatempi, la musica, gli amici, lo sport, ogni cosa deve avere il suo spazio se invece l'80% è tutto concentrato sull'alimentazione e sul peso, non solo si ingrassa o si sviluppa un Disturbo del Comportamento Alimentare ma non si vive o per lo meno si vive male.

Riferimenti: 
Steven E. Nissen, Kathy E. Wolski, Lisa Prcela, Thomas Wadden, John B. Buse, George Bakris, Alfonso Perez, Steven R. Smith, Effect of Naltrexone-Bupropion on Major Adverse Cardiovascular Events in Overweight and Obese Patients With Cardiovascular Risk Factors, A Randomized Clinical Trial
Jama March 2016

lunedì 14 marzo 2016

L'applicazione per smartphone TUP

Un post per sorridere, come un po' tutti quelli della mia età ho difficoltà a relazionarmi con le applicazioni per il telefoni smartphone, non mi piacciono da quelle del cerca ristorante a quella del cerca amici, le trovo decisamente un po' futili.

Qualche giorno fa ho visto una nuova applicazione per telefoni che si chiama TUP, abbreviato vuole dire Trova Un Preservativo.

In pratica questa applicazione vi indica, anzi geolocalizza come si dice adesso, in quale posto si vendono i preservativi più vicini a voi, indicando anche l'offerta disponibile, forma, colore, taglia e marca!

L'azienda che ha presentato l'applicazione sostiene che la motivazione che li ha spinti ad inventare il TUP, è il diffondersi delle malattie sessualmente trasmissibili e delle infezioni da HIV, in particolare nei giovani, un'applicazione che vuole aiutare a fare prevenzione, parlando ai giovani, che sono i maggiori utilizzatori delle applicazioni per smartphone, sapere dove si vendono i preservativi, può essere di grande utilità.

Secondo me lo sanno benissimo dove si vendono, però amici miei del TUP, capisco che metti che sei in autostrada ti viene un raptus, un grande desiderio trovi chi insieme a te lo vuole condividere, che fai?

Come? Dove la trovi in autostrada una che vuole condividere con te questo momento? Lasciate stare è per fare un esempio.

Ho capito non vi piace, cambiamo, siete sulla provinciale, sulle provinciali c'è più movimento, ardete di fuoco della passione, trovate chi accondiscende il vostro desidero.

Cosa fate?

Prendete l'applicazione TUP e trovate il posto più vicino per l'acquisto del cappuccio.


Amici miei del TUP, non viviamo in un deserto, oggi la distribuzione dei preservativi è molto diffusa, ricordo che in una toilette di un ristorante ho visto un distributore di preservativi, non c'era il sapone per le mani, ma è un altro discorso.
Comunque per evitare di rimanere senza, tenetene uno nel portafoglio, nascosto bene perchè se lo vede la moglie o il marito, è un casino.

Secondo me però, non sono fatti miei, amici miei del TUP, si potrebbe anche aggiungere all'applicazione, qualche indicazione, dove consumare l'atto, che so io? Un luogo appartato, un luogo romantico, un hotel con doppia vasca idromassaggio, un albergo ad ore?

L'Applicazione nel suo ruolo d'informazione, insegna l'uso corretto del preservativo, indica i luoghi dove farsi visitare per le malattie sessualmente trasmissibili, le descrive, facendone vedere con precisione e dovizia di particolari.

Ora ci sono due cose che sono responsabili del crollo del desiderio:
a) le informazioni sulle malattie sessualmente trasmissibili in quel momento lì
b) l'apertura delle confezioni dei preservativi.

Evito di spiegare perchè le informazioni e le immagini sulle malattie in quei momenti disincentivano (comunque nessuno vieta di tornarci a informarsi in un secondo tempo) e passerei a parlare delle confezioni dei preservativi, in genere di plastica chiuse sigillata molto bene. 

Ora vuoi il fuoco del desidero e della passione un buon 80% degli uomini si blocca, non riescono ad aprire la confezione dei preservativi, la forbice non è la prima cosa che pensi in quel momento, fortunatamente sono le donne che tolgono d'impaccio, grazie alle unghie affilate come lame di Toledo.

Io invito le aziende dei preservativi a fare confezioni più semplici e facilmente apribili anche ai meno abili, che se fanno la figura d'imbranati già a fare quello immaginate il resto.

In sintesi geolocalizzatevi pure con il TUP prima di condividere momenti di calda passione, acquistate e utilizzate sempre il preservativo, un consiglio nascondere l'applicazione sul telefonino o almeno cancellare la cronologia altrimenti vostra moglie o vostro marito, vi geolocalizzeranno a legnate.

Si fa per sorridere... e per salvarvi la vita!

mercoledì 9 marzo 2016

Let's dance, balliamo?

Come il post precedente, rimaniamo a Phoenix in Arizona al convegno della Heart American Association, sul rapporto tra gli stili di vita e la prevenzione delle malattie cardiovascolari.

Questa volta a cogliere la mia attenzione è stato uno studio di David Marquez, professore di Nutrizione presso l'University of Illinois a Chicago, che ha documentato i benefici del ballo sulla salute delle persone dopo i 65 anni.

Sono un po' d'anni che seguo i studi e progetti sul movimento fisico, il ballo e la salute:

Il ballo e la prevenzione dell'Alzheimer

Quattro anni fa mentre ero a Buenos Aires, sono andato a vedere un progetto sperimentale in  un ospedale pubblico, dove la prevenzione delle malattie degenerative è affidata a un programma speciale di Tango. 

Un progetto originale ma con degli esiti sorprendenti, con dei miglioramenti non solo fisici legati al movimento ma anche delle funzioni cognitive e dell'umore. 

Questo perché il tango oltre a richiede una grande concentrazione, permette di ritrovare una vita sociale e un calore umano e sentimentale mentre si abbraccia il partner.

Il ballo e la malattia del Parkinson

Qualche anno fa è stato pubblicato sulla rivista Complementary Therapies in Medecine uno studio del Montreal Neurological Institute della McGill University, dove viene dimostrato, tramite un programma di ballo, anche qui il Tango, il miglioramento del benessere dei pazienti al quale era stato diagnosticato il morbo di parkinson, in particolare i benefici riguardavano la mobilità funzionale, vantaggi della funzione cognitiva e diminuzione del senso di fatica.

Il ballo e la socialità 

In uno dei primi lavori presso il comune di una grande città, ero il responsabile di un progetto sociale per la terza età, dopo gli inevitabili fallimenti dei corsi di bricolage, corsi di canasta e di ceramica, ho deciso d'intraprendere il Mercoledì del ballo presso un centro sociale, con il duplice scopo d'agevolare i rapporti sociali e fare uscire per persone da casa per muoversi un po', immediata e numerosa la partecipazione con effetti positivi sia sull'umore che sulla salute. 
Il grande successo del giorno del ballo ci costrinse a replicare anche al Venerdì, due giorni alla settimana di ballo. Io non ci lavoro più sono passati più di venticinque anni ma quei momenti di ballo ci sono ancora e hanno molta partecipazione.

Sono sempre stato convinto degli effetti benefici del ballo, che io personalmente paragono a quelli dell'attività fisica, solo che il ballo è un esperienza più ricca, permette di socializzare, interagire con gli altri, di stimolare le funzioni cognitive, ma un conto è pensarlo un conto è dimostrarlo.

L'obiettivo delle organizzazioni governative per la salute negli Usa è aumentare l'attività fisica per tutti gli adulti per ottenere un minimo di 150 minuti di attività fisica moderata o almeno 75 minuti di attività fisica vigorosa a settimana, ma per raggiungere questo obiettivo ci possono essere più modalità e il ballo potrebbe essere una di queste.


Quali benefici apporta il ballo?

Il professor Marquez, ha fatto uno studio su un gruppo di persone ultra 65 enni nella comunità latino americana in Usa, queste perché sono i meno attivi dopo una certa età e i più soggetti alle malattie croniche come il diabete e l'ipertensione.

Insieme con un maestro di danza è stato studiato un programma apposito di danza latino americana chiamato bailamos, misto di balli latino americani, adatto alla terza età.

57 volontari, divisi in due gruppi, entrambi avevano un programma d'educazione alla salute ma un gruppo in più due volte alla settimana aveva un ora di lezione di danza, sono stati seguiti dai ricercatori per 4 mesi.

Ebbene i due gruppi si muovevano di più ma i vantaggi del gruppo della danza era molto più alti, con un netto miglioramento di salute, hanno iniziato a camminare di più, di fatto uno stimolo verso uno stile di vita più attivo.

In genere spesso si consiglia in associazione con una dieta di fare movimento fisico che per alcuni si traduce in buone intenzioni, in altri si traduce in una iscrizione in palestra, oppure andare a correre o lunghe camminate o andare in bicicletta.
A volte sono attività che annoiano, una volta un signore, ex manager della Volvo, mi disse "mi sembra di essere un peripatetico, cammino cammino delle ore come un pistola". 

Io invece gli proposi di ballare, era piuttosto restio, aveva paura di socializzare, aveva il terrore dipinto negli occhi, "io non ho mai ballato in vita mia", ma inserito in un buon gruppo con un buon insegnante, dopo qualche mese ne fu molto contento. 

A tutti coloro che devono fare movimento fisico, io propongo il ballo  perché mette in moto il fisico ma anche le funzioni cognitive, i benefici in temine di salute riconosciuti sono la riduzione delle malattie cardiache, ictus, diabete di tipo 2, ma anche il miglioramento di quelle condizioni legate all'età come l'equilibrio, la mobilità e la riduzione dello stress.

NB, non è proprio sola e semplice informazione, ma comincio come dire ...  a prepararmi per Villa Arzilla.

Riferimenti: 
Susan Aguinaga, Robert S. Wilson, Louis F. Fogg, JoEllen Wilbur, Susan L. Hughes, e David X. Marquez 
"Latin dancing may have health benefits for older adults" AHA Amarican Hearts Association Abstract P246 , Phoenix March 4, 2016

venerdì 4 marzo 2016

Un minore prezzo di frutta verdura e cereali potrebbe salvare più vite umane ?

In questi giorni si tiene a Phoenix in Arizona, un convegno dell'America Hearts Association, che vuole porre l'attenzione sulla prevenzione delle malattia cardiovascolari che sono la prima causa di decessi nei paesi occidentali.

Nella sezione dedicata ai stili di vita, più che le relazioni a cogliere la mia attenzione è stato un abstract presentato dalla Friedman School of Nutrition Science and Policy della Tufts University in Boston e dalla Harvard Medical School.

Il lavoro sostiene che la diminuzione del  prezzo del 10% di frutta, verdura e cereali e l'aumento del prezzo di bevande zuccherate del dieci per cento, potrebbe favorire delle diverse scelte d'acquisti, tali da prevenire 515.000 decessi per malattie cardiovascolari in 20 anni negli Usa.

Non bisogna dimenticare le vere cause delle malattie cardiovascolari sono lo stile di vita sedentario unito a un alimentazione non equilibrata, l' abuso d' alcool, la droga, il fumo, un programma di prevenzione primaria deve mirare a una riduzione dei fattori di rischio, questo abstract mira a suggerire uno strumento per migliorare l'alimentazione o meglio permettere di fare scelte per avere più facilmente un alimentazione equilibrata.


I ricercatori hanno adoperato dei modelli di simulazioni dei comportamento d'acquisto dei consumatori, perché quando le persone fanno la spesa, in quel momento nel punto vendita fanno delle scelte, che prendono più in considerazione il prezzo che la qualità dei prodotti.

Secondo i ricercatori una riduzione di prezzo del dieci per cento di frutta e verdura, potrebbe modificare i comportamenti d'acquisto e di consumo, tanto che potrebbero diminuire i morti per malattie cardiovascolari del 1,2 % e in 20 anni di quasi il 2 %. Gli infarti potrebbero diminuire del 2,6 % e ictus del 4 % nel corso dei 20 anni.

Mentre la riduzione del prezzo dei cereali: potrebbe contribuire a diminuire dello 0,25 % ogni anno i morti per malattie cardiovascolari

L'aumento invece del 10 % delle bibite zuccherate dovrebbe avere il beneficio di disincentivare l'acquisto e questo potrebbe consentire meno 0,1 % ogni anno dei decessi per malattie cardiovascolari., gli attacchi di cuore potrebbero diminuire dello 0,25 % e ictus potrebbe diminuire del 0,17 % in 20 anni. Vantaggi anche per la patologia come il diabete che potrebbe diminuire dello 0,2 % in cinque anni e lo 0,7 % in 20 anni.

Questo abstract è molto interessante ed è indirizzato soprattutto alla politica della salute dei paesi occidentali, per essere più completo avrebbe dovuto indicare anche il risparmio in termine di costo che comporterebbe l'assistenza sanitaria, meno malati, meno medicine, meno ricoveri in ospedale.


Tuttavia non è cosi semplice come sembra, intervenire sui prezzi, vuole dire intervenire sul libero mercato dove il prezzo in teoria è fatto dal rapporto di domanda e offerta, non è sempre cosi, sappiamo che incidono altri fattori come le tasse e su queste lo stato potrebbe intervenire.

Ci sono paesi come l'Italia dove il prezzo di frutta e verdura è relativamente più a buon mercato d' altri paesi, mentre in altri mercati frutta e verdura hanno dei prezzi molto alti, dovuto al fatto che i prodotti arrivano per la maggior parte dall'estero (il Giappone per esempio, ma anche la Svizzera, il Regno Unito, la Germania), ci sono paesi che hanno abbandonato l'agricoltura e trovano più conveniente importare frutta e verdura, con dei costi ambientali non da poco.

Da persona che ha lavorato molto per le associazioni no profit, posso dire che non basta rendere il prezzo di frutta e verdura conveniente, bisogna insegnarle come si pulisce, come si cucina, il fatto di trovare sempre prodotti pronti, ha tolto la consuetudine della preparazione.

Per fare qualche esempio ho dovuto mandare una persona a spiegare a casa come fare un brodo vegetale per un bambino che doveva affrontare il divezzamento.

Ho dovuto mandare a spiegare a una donna di 28 anni come fare un brodo vegetale!

Ho notato che molto persone non comprano i carciofi perchè non sanno pulirli, come i cardi, le cime di rapa, i broccoli, gli spinaci, siamo tutti masterchef ma con i prodotti già pronti.

Per non parlare delle pesce, una volta una chef, non faccio nomi, mi disse
"compri le alici e le pulisci anche?"
" è certo tesora"
"No io me le faccio portare già pulite mi fa schifo pulirle"
(Perchè fai la chef, mi veniva da dire)


Tornando su frutta e verdura ricordo di un signore al quale avevo concesso un sussidio per gli acquisti alimentari, dopo averli fatto un corso sull'importanza di un alimentazione equilibrata, della frutta e della verdura, una persona assistita a rischio cardiovascolare, ci invita in casa e ci dice "vi ho anche preparato una bella macedonia", sì frutta, sì macedonia ma era una macedonia in sciroppo barattolo già pronta.

Cito queste cose perchè secondo il mio punto di vista non è solo un problema di prezzo, c'è un problema di desuetudine alle preparazioni in cucina con le verdure, non è casuale il fatto che oggi troviamo tutto già pronto al supermercato, tutto fresco o quasi.

Per tornare a mangiare bene con effetti positivi per la salute, bisogna tornare all'acquisto di frutta e verdure fresche, da preparare, purtroppo chi ha problemi di budget è più facile che acquista prodotti molto calorici, già pronti, ricchi sale, zucchero e grassi, non solo perchè questi prodotti sono sempre in offerta ma anche per colmare con "il gusto" un senso d'insoddisfazione fisica e materiale.

Post correlati:


Rifermenti : 
Thomas A Gaziano, Dariush Mozaffarian, Stephen Sy, Jose Peñalvo, Shafika Abrahams-Gessel Sartaj Alam, M. and Ankur Pandya "Decreasing the price of fruits, vegetables and grains by ten percent, while increasing the price of sugary drinks by ten percent, could prevent 515,000 deaths from cardiovascular disease over 20 years". American Heart Association Meeting Report Abstract P280, March 01, 2016

martedì 1 marzo 2016

Per troppa attività sessuale, vietata la vendita di energy drinks !

La notizia è troppo divertente, in America e precisamente nel Middlebury College nel Vermont è stata vietata la vendita di bevande energetiche.

Come mai? Perché contengono troppo zucchero? Perché contengono troppa caffeina? Perché stimolano il consumo di droghe? Perché stimolano il consumo d'alcool? No, nulla di tutto quello che normalmente viene associato al consumo di bevande energetiche.

Secondo il consiglio di facoltà del College, stimolano troppa attività sessuale e troppi comportamenti sessuali a rischio nei studenti!

Viene spontaneo chiedersi come se ne siano accorti? I studenti facevano orge in aula nelle ore di lezione? Facevano sesso sui tavoli della biblioteca? Tutte le ragazze erano incinte? Mai una denuncia di violenza sessuale, mai una denuncia di atti osceni in luogo pubblico, non si sa quale siano stati i segnali che hanno portato il consiglio del college verso questa decisione.

Io volevo tranquillizzare l'illustre corpo docenti del college, sono stato studente anche io all'università tra i 19 e i 25 anni, non ero in un college ma in un convitto, cioè quel luogo che ospita i studenti ragazzi e ragazze fuori sede.

Erano gli anni '80, gli anni della liberalizzazione sessuale, le porte non si chiudevano, la sera ti addormentavi con una persona in camera e la mattina ti risvegliavi con tante persone in camera che non avevi mai visto prima, era cosi, è sempre stato così, a quell'età si è esuberanti si fa amicizia in fretta.

Cari illustri docenti è tutto perfettamente normale, è legato all'età, una condotta più libera, i ragazzi e le ragazze hanno le mutande con l'elastico sempre rotto, è possibile, non c'è da stupirsi.

Eravamo cosi anche noi e non avevano nemmeno le bevande energetiche.


Vietare la vendita all'interno del Campus è un provvedimento parziale, basta uscire un attimo e rientrare anzi non cambia nulla, anzi dà una maggiore spinta al consumo conferendogli un aspetto con ancora più fascino: il gusto del proibito.

Avrei molto più gradito una motivazione legata alla salute, al diabete a qualche patologia che più volte è stata collegata al consumo di bevande energetiche più che una motivazione legata all'attività sessuale.

Credo sia bene precisare che non c'è una relazione tra consumo di bevande energetiche e maggiore attività sessuale, le bevande energetiche non sono come il viagra precisiamolo prima che qualche buontempone ci provi, il restare più svegli come promettono certe pubblicità non è una garanzia d'attività sessuale, io ho visto più giovani intronati senza fare nulla.

Tuttavia in uno studio comportamentale del 2014 si evidenziava che coloro che facevano sesso non sicuro avevano anche l'abitudine di consumare regolarmente bevande energetiche. Un altro studio indicava che coloro che hanno regolarmente l'abitudine di mescolare alcool e bevande energetiche hanno una maggiore probabilità d' avere comportamenti sessuali a rischio, ma possono anche non dire nulla.

Ci sono alcune persone che hanno da sempre uno stile di vita che si presuppone possa avere più comportamenti a rischio, possono essere più deboli, avere un minore senso di responsabilità, ma si può insegnarli ad essere più responsabili. 

Io sono un pirla ma non si può chiedere ai ragazzi e alla ragazze il voto di castità, abbiamo perfino casi di suore che vanno al pronto soccorso con il male di pancia a partorire e non hanno nemmeno vent'anni.

Io trovo più pertinente, distribuire preservativi gratuiti, mi rendo conto che una stupidaggine ma secondo me sarebbe più utile che vietare le bevande energetiche.