mercoledì 16 dicembre 2015

La cucina della Pappagalla, dal post cosa non fare mai in un blog di cucina

Considerazioni al post i racconti di cucina della Pappagalla, dove alla blogger che mi chiedeva consiglio su cosa fare per avere successo ho preferito indicare cosa è meglio non fare, facendo l'esempio delle pagine di cucina, di uno dei maggiori quotidiani italiani, che io ho definito i racconti di cucina della Pappagalla, è uno dei post più letti ancora oggi dopo un mese, mi ha scritto una delle pappagalle, che si è riconosciuta nel post, incazzatissima!

In poche parole lei dice che nelle foto pubblicate, non ci sono solo torte acquistate in Pasticceria, come io avevo detto, ma anche in Rosticceria e piatti fotografati al Ristorante, ma non mi dire? 

Sostiene che l'editore la ricompensa con la visibilità gratuita, non la paga, riceve pochi contatti, quindi perchè deve sbattersi in cucina?

Ce lo chiediamo da mesi anche noi. Non entro in merito alle questioni di collaborazioni non retribuite, riguarda un rapporto privato professionale tra editore e collaboratrice.


Io sono solo un lettore trovo fastidioso leggere delle ricette copiate e incollate senza testa come quelle della pappagalla a che serve? Solo per mettersi in mostra? Senza alcun nesso, senza citare una fonte mai, neanche per sbaglio aggiungendo poi una foto di un piatto che non avete mai realizzato.

Ricette ovviamente impossibili da fare, non realizzabili, altro che perfette come voi dichiarate, ricette perfette se non le fai.

Care pappagalle giornaliste, non prendete in giro l'editore ma il lettore, quello che si percepisce è la mancanza d'interesse nei confronti del lettori, anzi la mancanza di rispetto.

Se i quotidiani perdono il 30% dei lettori in pochi anni, qualcosa vorrà anche dire.

La cosa più divertente che anche oggi una delle Pappagalle, ha pubblicato la ricetta del panettone che dice fatto da lei, con la fotografia del panettone avvolto nella carta con il colore e il simbolo di una nota marca di negozio di pasticceria di Milano.

Vi prego, da uno che non capisce nulla, secondo me fate più bella figura se dite la ricetta del dolce è della Pasticceria X, di Via Y a Milano, perchè non me ne sono accorto solo io.


Ho deciso di riassumere alcuni dei commenti più interessanti che sono venuti fuori dal post precedente, ovviamente ringrazio tutti i commentatori che sono la parte più bella di questo blog

Il mercato on line cresce, tariffari per commenti, mi piace e link

Interessanti del post sono stati i commenti, abbiamo imparato che i mi piace su Facebook e i lettori fissi di google + si acquistano, ci sono on line anche dei tariffari.
Se posso dire pensate che qualcuno si impressioni per il numeri di condivisioni su Facebook?

Contenuti meno originali per paura di plagio

Aspetto più infelice è che i blogger non mettono più le ricette di cucina originali, fatte con le proprie mani o ereditate dalla mamma, le ricette di famiglia perchè hanno timore del plagio. Io non sono molto d'accordo ma comprendo che il plagio, il furto dei contenuti e delle fotografie è molto diffuso.

Libri di cucina, No grazie abbiamo già dato

I food blogger non li vogliono, ogni settimana leggo le recensioni di almeno venti libri di cucina, sono 1040 all'anno, chi li compra? I food blogger sicuramente no o per lo meno poco. Dai commenti è emerso che i blog e i lettori di cucina li trovano ricchi d'errori tanto che preferiscono i vecchi manuali di cucina senza foto ritenuti più affidabili dei libri fotografici d'oggi, non si impara nulla, non c'è alcuna attinenza tra testo e foto, case editrici mie avete un po' rotto vogliamo libri di cucina e non di fotografi copia e incolla, siamo vicino al Natale per favore libri di cucina No grazie

Fuff blogger e fuff giornalisti

Come una nostra lettrice ci ha riferito, un giornalista ha coniato il termine fuff blogger, termine altamente dispregiativo, devo dire che ci sono anche i fuff giornalisti mica solo i fuff blogger.

Non c'è mai stata competizione, tra blogger e giornalisti, sono due cose diverse, il tutto nasce quando i giornalisti per essere più interessanti si sono finti blogger, riempendo le loro rubriche sui giornali di sola pubblicità, come se essere blogger autorizzasse a farsi sponsorizzare dalla testa ai piedi (io non ho mai avuto uno sponsor e vivo benissimo).

Sempre nella stessa casa editrice del giornalista che ha coniato il termine fuff blogger, l'ho visto dei servizi su delle appassionate di cucina al femminile, dove un terzo dell'articolo è dedicato a una borsa da donna, un terzo alla promozione di un agenda e solo un terzo, anche meno all'intervista di un povera sfigata che spadella, raccontata in modo negativo, come se fosse stata messa li dalle sorelle cattive di cenerentola.

Non capisco perchè per le giornaliste di cucina, chi è donna e fa da mangiare a casa è una povera sfigata, mentre se loro giornaliste si mettono ai fornelli sono superdonne e supercuoche, non ci saranno dei pregiudizi, no?

Blogger tra di loro si vogliono anche molto bene

Ascoltando la televisione, un giornalista in un TG ha detto i blogger di cucina si odiano tra di loro, non è assolutamente vero, ho tanti amici blogger anche persone che non lo sono più da ben otto anni, Ogni volta che li vedo o che mi scrivono faccio festa, si ha la stessa passione, le stesse affinità elettive, gli voglio tanto bene e loro me ne vogliono altrettanto, certe cose si sentono. Ci sarà anche qualcuno al quale non sono simpatico, ma questo anche nella vita normale.

Faccio un esempio bellissimo, in questi giorni non ho fatto in tempo a scrivere per il blog, più blogger mi hanno scritto per chiedermi se stavo bene e se era tutto a posto. Mi hanno fatto commuovere una bella testimonianza d'affetto, di calore umano altro che odio, quante persone si preoccupano per noi se non ci vedono più o se non ci sentono più? Ci può essere forse competizione qualche volta ma è un modo sano e stimolante che aiuta a crescere e a nutrire la nostra passione, non siamo giornalisti per fortuna.

Post correlati: Conviene fare un blog di cucina? La cucina della pappagalla.

11 commenti:

  1. per me blogger da più di 5 anni leggere e guardare foto rubate , articoli sgrammaticati e ricette impossibili fa veramente pena. Certa gente non conosce l'umiltà e dimostra di essere meschina e irrispettosa nei confronti di chi questa passione la coltiva con amore e la condivide con gli altri. Non so chi sia questa Pappagalla e francamente non mi interessa saperlo,le blogger serie vanno avanti per la loro strada e chi sa distinguere lo capisce....

    RispondiElimina
  2. Sono sicura che l'intenzione del giornalista che ha coniato il termine fuff blogger non sia quella di denigrare l'intera categoria dei blogger che scrivono di cibo, tuttaltro. Egli prende di mira coloro che, in maniera non troppo velata, direi quasi spudorata, lodano questo o quel risorante, questo o quel cuoco - pardon, chef; questo o quel prodotto alimentare non sulla scorta di uno spassionato parere personale ma per un tornaconto (leggi cene gratis, inviti a "eventi", invio di campioni omaggio). Blogger cosi' non sono credibili. Che poi esistano anche fuff giornalisti non ci piove, ma non credo proprio sia il caso di quel giornalista che, a quanto ne so, testa in incognito i ristoranti di cui poi scrive la critica e non intrattiene rapporti amicali con i proprietari.
    Concludendo, continuo a rimanere nella mia ignoranza su chi sia questa "pappagalla" di cui parli; frequento poco il web, ma se lei si e' riconosciuta nella descrizione e si e' infuriata direi che ci hai azzaccato in pieno. Quanto all'affermazione di quell'altro giornalista per cui i blogger si odiano tra loro potrei portarti anch'io una testimonianza di come si possano creare dei profondi legami di stima e amicizia anche tra persone che non si sono mai conosciute di persone.Buon lavoro, Gunther.

    RispondiElimina
  3. È sempre un piacere affacciarsi nel tuo blog e leggerti e poi sei riuscito anche a strapparmi un sorriso.
    Contenuti meno originali per paura di plagio?Questa cosa mi fa ridere! Perché allora aprire un blog di cucina? Aprivano un blog di diverso argomento. Io i libri di cucina li acquisto ancora, dopo magari provo una ricetta e lo lascio lì, ma mi piace ogni tanto sfogliarli guardare le foto meravigliose e prendere qualche spunto.
    La cosa che non faccio mai è comprare o guardare ricette di cucina sui giornali, non mi piace, è come se quelle ricette non avessero un'anima.

    Dopo questo papiro, ti auguro un buonissimo Natale.

    RispondiElimina
  4. ho letto con attenzione,ho sorriso e trovo tu abbia moooolta ragione sull' argomento. Su una cosa mi sbilancio molto volentieri pure io, anche se sono una briciola fra i foodblogger (il mio blog è nato per assoluto diletto)... noi del gruppo di cui faccio parte ci stimiamo e davvero con affetto, nessun odio o gomitata...e non solo adesso che è Natale! Il web mi ha anche regalato la conoscenza con belle persone e lo stimolo a migliorarmi sempre....
    E ne approfitto per farti Tantissimi auguri!!!

    RispondiElimina
  5. Sicuro che se io vedo un blog con foto di prodotti comprati non ci torno più. Ma cosa ci si guadagna? mah....

    RispondiElimina
  6. Strano che l'italia, indiscutibilmente uno dei Grandi paesi in cucina, non abbia, mi sembra, saputro produrre quelli che in inglese si chiamano food writer, cioe' gente che scrive di cucina in maniera un po' piu' articolata rispetto a chi produce solamente ricette, raccontando storie piu' o meno riuscite di cucina. Certo mi vengono in mente Brera, Soldati, Veronelli (ma qualche donna no??), Gadda... Ma questi erano scrittori o giornalisti) che hanno solo occasionalmente scritto di cucina.Ovviamente Artusi, ma si parla di tantissimo tempo fa, di un eccezione.
    ....o sbaglio? ..e spero vivamente di sbagliare...se qualcuno ha dei nomi passi pure...detto cio' mancano a parer mio anche veri giornalisti eno-gastronomici: quelli che conosco o sono "tromboni noiosissimi" o incopetenti... Anche qui se qualcuno ha nomi buoni si faccia avanti.
    non mi stupisce pertanto la qualita' spesso bassa della rete (per quanto riguarda la cucina).
    Stefano

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io ricordo di un certo enrico serravalle se non sbaglio che lavorava a cucina italiana, faceva un articolo al mese era molto bravo, ma credo sia andato in pensione.

      No food writer che io conosco proprio non saprei cosa citarti, nelle redazioni in italia quando hai un giornalista che non sai cosa farne e che ti rompe lo mandi o al settore viaggi o al settore ricette.

      Non conosco persone che sanno costruire un racconto intorno a una ricetta.

      Sulle done fino a qualche anno fa c'era Clelia d'Onofrio, giornalista.

      Elimina
  7. ci sono tanti che si proclamano giornalisti (e) ma in realtà non ne hanno il titolo, ergo: nessuno studio, nessun esame di Stato. (mi sa che era qui il commento scritto mentre saltava la connessione) comunque non ripeto quello che avevo già scritto, che sennò divento noiosa. Solo: chi ti ha scritto in tua mancanza, sicuro che ti vuole bene :-) sei un punto di riferimento anche qui eh? mica solo a casa tua caro mio!

    RispondiElimina
  8. Fuff Blogger! Sto ancora ridendo. Lo so che prende in giro anche me ma devo dire che lo trovo geniale. Ma sai io sono del partito che è tutta pubblicità, più i sedicenti giornalisti fannulloni parlano male dei blogger più i blogger vengono coccolati, quindi cosa posso dire? Accomodatevi. In fin dei conti se alcuni di noi lavorano male è anche pur vero che molti cucinano per passione, fotografano per diletto, condividono per amicizia e fanno tutto in modo diligente e preciso, smentendo quindi ogni giorno questi professionisti della disinformazione. La concorrenza dovrebbe far crescere la professionalità ma in un settore come quello giornalistico la vedo oltremodo dura.... Bellissimo post

    RispondiElimina
    Risposte
    1. sono molto l'accordo anche io, grazie

      Elimina

Commenti anonimi e privi d'indentità verranno rimossi.
Commenti con pubblicità e link commerciali saranno rimossi