domenica 15 febbraio 2015

Un nuovo farmaco per la prevenzione dell'HIV?

Un argomento non graditissimo a tutti i lettori me ne rendo conto, ma se non si fa informazione più volte all'anno le persone dimenticano, ritengo forse a torto sia importante tenere alta l'attenzione sull'Aids, non solo per ricordare che il virus è vivo ma anche per fare conoscere i progressi della ricerca medico scientifica.

Almeno 1 persona su 4 non è a conoscenza della propria sieropositività, non c'è nulla di male nell'essere sieropositivi ma è importante saperlo, riconoscerlo e informare il partner sempre e comunque.

Abbiamo visto che lo sviluppo su un possibile vaccino è una strada ancora troppo lunga e cosi si cerca di limitare il numero dei sieropositivi attraverso una maggiore prevenzione o meglio in termine tecnico una profilassi giornaliera d'esposizione (PrEP).  

Per i gruppi a rischio in Usa è stato autorizzato qualche anno fa il farmaco, Truvada, tuttavia questo farmaco in alcuni soggetti ha degli effetti collaterali importanti nel lungo periodo e la sua efficacia, da alcuni ricercatori viene ritenuta limitata per la prevenzione generale.

La scelta del Truvada nella profilassi giornaliera d'esposizione rimane importante perché per la prima volta c'è stato il segnale nella comunità scientifica di muoversi sulla prevenzione senza pre giudizi di qualsiasi genere.


Un nuovo studio rilancia la possibilità d'aumentare la percentuale di compliance della profilassi giornaliera d'esposizione tramite l'iniezione di un farmaco mensile, il Cabotegravir è un inibitore dell'integrasi, un farmaco che può proteggere contro l'infezione del virus AIDS, lo studio è stato pubblicato sulla rivista Science Trasnational Medicine ed è stato effettuato su due gruppi di macachi.

Questo farmaco noto anche come GSK744 LA a rilascio prolungato nel sangue e nei tessuti, garantisce alte concentrazioni per lungo tempo nel sangue, nella mucosa vaginale e rettale.

La sicurezza del GSK744 LA è stata testata sull'uomo e visti i risultati positivi sono già partiti due nuovi studi clinici di profilassi. Al momento sembrerebbe che il farmaco sarà di valido aiuto alle persone ad alto rischio d' HIV e a coloro che per diverse ragioni non riescono a seguire una profilassi giornaliera d'esposizione, in particolare questo farmaco a trarre beneficio secondo i ricercatori sarebbero soprattutto le donne.

A piccoli passi la ricerca medico scientifica prosegue il suo cammino nella battaglia contro AIDS. 

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Riferimenti: 
Jessica Radzio, William Spreen, Yun Lan Yueh, James Mitchell, Leecresia Jenkins, J. Gerardo García-Lerma and Walid Heneine The long-acting integrase inhibitor GSK744 protects macaques from repeated intravaginal SHIV challenge. Science Translation Medicine 14 January 2015: Vol. 7, Issue 270, p. 270ra5 


2 commenti:

  1. L'argomento in effetti non è dei più facile da trattare, la gente si trincera sempre dietro un "a me non può di certo succedere" ed è ancora molto forte l'idea che i malati di HIV siano persone con un comportamento sessuale discutibile. E invece non è così, bisogna parlarne e fare capire che il problema è ancora grave. Sono felice di leggere che la ricerca faccia passi avanti

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  2. Si vede anche dai pochi commenti qui che è un argomento in sordina. Non bisogna abbassare la guardia, specialmente tra i giovani, non so quanta consapevolezza ci sia. Per fortuna la scienza permette avanza e la speranza di vita è cambiata notevolmente rispetto ai primi anni, vero?

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