domenica 8 febbraio 2015

Per fare il formaggio ci vuole il latte?

Per fare un tavolo ci vuole il legno
per fare il legno ci vuole l’albero
per fare l’albero ci vuole il seme
per fare il seme ci vuole il frutto
per fare il frutto ci vuole un fiore

Prendo in prestito questa canzone da Sergio Endrigo, perché secondo me nonostante gli anni contiene un messaggio ancora valido.

L'altro giorno leggevo della protesta dei produttori di latte fatta da Coldiretti, chiuse 1 stalla su 5 in meno di un anno, non meno di un mese fa si è parlato della grave crisi del Parmigiano Reggiano, costretto a ridurre la produzione con la chiusura di tanti caseifici.

Tutte queste notizie sono in contrasto con il gran parlare che si fa dell'agro alimentare Made in Italy, sembra che l'Italia sia un Luna Park del  Cibo, sono un viaggiatore per lavoro e posso dire che nelle grandi metropoli, da Mosca a Chicago se si vuole andare al ristorante si può scegliere tra un ristorante francese un ristorante italiano o un ristorante di sushi giapponese.

Tutti i ristoranti italiani fanno presente che adoperano solo prodotti Made in Italy, io ci credo ovviamente, lo stesso Oscar Farinetti quando apre all'estero i suoi Eataly, un dubbio sorge, ma se c'è tutta questa domanda a livello mondiale perché stalle e caseifici chiudono?


L'intervento più "simpatico" è stato quello del Ministro dell'Agricoltura, che ha detto che il prezzo del latte e la chiusura delle stalle non è un problema di sua competenza, e di chi sarà del Ministro della pari opportunità?

Ha inoltre aggiunto che l'unica cosa che il governo può fare è quello di sostenere le spese di promozione dei prodotti italiani e dei formaggi Dop, caro Ministro ma se il latte non c'è, non si può fare nemmeno il formaggio, quando va a mangiare nel ristorante di Montecitorio il parmigiano sulla pasta glielo mettono a sua insaputa?

Se penso a quanto verrà a costare Expo 2015, i costi sono cosi alti che nessuno ha il coraggio di dichiararli, si parla di centinaia di milioni d'Euro, se l'Expo serve per valorizzare i prodotti agro alimentari del Made in Italy, ma non è ci sta sfuggendo qualcosa? Non stiamo trascurando qualcosa?


Sarà banale ma è meglio ricordare che per fare il salame, ci vuole il maiale, per fare il pane, ci vuole il grano, per fare il formaggio ci vuole il latte, se non si interviene sulla gestione e disponibilità di materia prima come si fa a trasformare, produrre e sostenere il Made in Italy?

Sostenere la comunicazione è ultimo anello della catena di un prodotto, non si può chiudere gli occhi e non pensare alle fasi che precedono il prodotto finito.

Oppure oramai diamo per assodato che le mozzarelle di Bufala Campana deve essere fatto con il latte di Bufala proveniente della Romania, la bresaola della Valtellina con le carne che proviene dal Brasile, lo speck Alto Adige con le cosce di maiale che provengono dall'Ungheria, olio di oliva ligure con le olive che arrivano dalla Tunisia ?

Senza essere Eistein c'è qualcosa che non torna, se la domanda e l'offerta aumenta del Made in Italy perché diminuisce la produzione di materia prima e nessuno se ne preoccupa?




29 commenti:

  1. domanda da un milione di dollari! chissà se qualcuno risponderà. In quanto ad expò, ci sarebbero già tante tante e tante cose da dire, che poco hanno a che vedere con lo scopo dichiarato di questa esposizione...
    Bisognerebbe che tutti fossimo più informati...
    Grazie Gunther, post molto esplicativo!

    RispondiElimina
  2. Hai ragione, per fare il formaggio, ci vuole un buon latte. Buona domenica !

    RispondiElimina
  3. E come si racconta che un famoso produttore di vino disse ai figli prima di morire... Ricordatevi che il vino si fa anche con l'uva.
    è triste e incomprensibile quello che sta succedendo

    RispondiElimina
  4. ...mangiando certi formaggi ho il forte sospetto che il latte se la sia data a gambe !

    RispondiElimina
  5. e poi vedi che arrivano autocisterne cariche di "latte"
    da paesi esteri....e ti spacciano dei formaggi per contenenti solo latte italiano...che vergogna!!

    RispondiElimina
  6. Assolutamente buon latte per fare buon formaggio.... E si spera sia anche genuino!

    RispondiElimina
  7. Una volta Beppe Grillo disse (quando ancora faceva il comico e non il politico!)
    "Un maiale arriva dalla Romania...prende un po' d'aria a Parma...e diventa di Parma!"
    Probabilmente sarà così anche per il latte, quello straniero costa meno et voila... il mistero del formaggio italiano e delle latterie chiuse è risolto! ahimè!

    RispondiElimina
  8. Molto illuminnato questo post, gunther.. purtroppo l'agricoltura non è tutelata, tassano tutto e i contadini e le aziende non ce la fanno più:(( Eppure non ci vuole molto a capire che l'alimentazione è l'unica cosa che deve interessarci veramente

    RispondiElimina
  9. Come sempre, sei chiarissimo! se 2+2 fa 1 bisogna chiedersi perchè. l'agricoltura continua ad essere l'ultima ruota del carro, per la politca, e i risultati sono questi. Expo= grande festa per le mafie di tutto il mondo. purtroppo "made in Italy" è diventato uno slogan, spesso vuoto di significato e a farne le spese siamo noi consumatori e i produttori onesti, quelli che fanno il formaggio con il latte, la farina con il grano, gli ortaggi di stagione, ecc. E, come sempre, concludo dicendo che noi (cittadini, consumatori, persone singole comunque) possiamo provare a fare qualcosa anche se sembra che tutto sia contro di noi. La cosa più urgnte da fare è informarsi ma facendolo direttamente non leggendo un bel'articolo sul giornale o ascoltando i tg, chè quella non si puà più chiamare informazione libera, purtroppo.
    LA LUNA NERA

    RispondiElimina
  10. Ecco che ministri ci ritroviamo!!!

    RispondiElimina
  11. Io credo che sia una questione politica e di tasse. Ovvero: se produci più di tot paghi non in proporzione ma il doppio, ecco che così il latte "va in vacca" (lo conosci questo modo di dire tricolore?) un po' come le arance. I coltivatori, qui, se ne producono troppe pagano troppo e/o i costi di raccolta superano addirittura la vendita, assurdo, che paese delle balle. Quasi quasi mi trasferisco
    P.s. mi piace tanto quel negozio

    RispondiElimina
  12. Sono gli squilibri dovuti al cambio fisso. L'economia italiana non lo può reggere.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Dopo aver letto quest articolo così interesante vedo il tuo intervento.
      Potresti spiegare, in modo semplice,cosa vuoi dire?
      Perchè non l'ho proprio capito.
      Grazie da ora della risposta

      Elimina
  13. hai sollevato quesiti molto importanti che per un Made in Italy alimentare, importante come il nostro, in Italia e nel mondo, non è assolutamente da sottovalutare...io adoro i formaggi, ho fatto anche il corso all'Onaf...e mi chiedo spesso, se non ci sono indicazioni chiare, da dove provengono le materie prime e, di conseguenza, spesso non li compero se non sono del tutto sicura, un abbraccio SILVIA

    RispondiElimina
  14. tu non puoi capire la rabbia che mi sale o assale leggendo questo tuo post! Quanti orrori dobbiamo subire in un paese che avrebbe delle straordinarie materie prime!!!
    E chissà poi cosa amministrano questi ministri!!! :-(

    RispondiElimina
  15. poveri diavoli che vogliono lavorare con questo governo.. :-//
    Ciao,buona serata a presto

    RispondiElimina
  16. Che poi sembra una domanda banale .... io mi domando solo una cosa: ma questi geni che fanno parte del governo, da che parte arrivano? Ci vuole un astrofisico, premio nobel per arrivare a queste tue conclusioni? Possibile che ci arriviamo noi, populino di bassa lega (secondo loro) e non ci arrivano questi che sono pagati per quello? Quando penso alla situazione enonomico/lavorativa mi vengono i brividi. Abbiamo un capitale storico (e non mi riferisco solo ai monumenti e ai beni che la natura ha posto sul nostro territorio) e non sappiamo trarne lavoro? Io penso che solo con quello che riusciremmo a far crescere e produrre sul nostro territorio, a tutte le bellezze naturalistiche e architettoniche che i nostri antenati ci hanno lasciato, potremmo creare lavoro per tutti noi e vivere felici e contenti! Potremmo vivere di turismo tutto l'anno. Potremmo agevolare le culture agro alimentari e creare ulteriore lavoro, con il clima favorevole che abbiamo. E invece cosa facciamo? Lasciamo cadere a pezzi Pompei e chiudiamo le stalle! Complimenti davvero :(

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ahimè si, sono convinto che c'è una lobby di politica, finanziaria e malavitosa che non permette all'intero paese di fare un passo avanti, è un vero peccato

      Elimina
  17. E se un po' di colpa ce l'avesse anche il consumatore? Quello che vuole il Parmigiano in offerta superscontata e non si pone mai il problema se il latte con cui è fatto sia italiano oppure rumeno? Nella mia esperienza di appartenente ai Gruppi d'Acquisto Solidale conosco piccoli allevatori e caseifici che fanno Parmigiano Bio con latte di mucche allevate sull'appennino emiliano. Logicamente quel Parmigiano costa un botto, è buonissimo e non si trova in offerta 3x2 al supermercato...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Corrette osservazioni le tue

      Il problema è che c'è crisi economica anche in tavola si risparmia e ci si affida ad alimenti base e sostitutivi, anche se non è uguale sono aumentate le vendite delle ricotta dura salata costa 50% meno da mettere sulla pasta al posto del parmigiano.

      Elimina
  18. e i conti non tornano no, che tristezza...
    le parole del ministro solo rabbia, porca miseria..
    I tuoi articoli sono sempre illuminanti Gunther

    RispondiElimina
  19. Problema annoso e che nessuno vuole risolvere, caro Gunther. Perchè? C'è di mezzo la grande quantità di latte che importiamo (dobbiamo importare, ancor meglio) dalla Germania. Chiudo il commento lasciandoti solo questo dato che reperii per scrivere un post nel mio blog: "un'indagine ISTAT afferma che la crisi parte da lontano: nel 1990 vi erano registrate 200mila stalle, oggi (2013) solo 50mila.". In più ci sono questi dati, sempre del 2013, che fanno riflettere e riguardano il numero di stalle registrate per regione 2012-2013:
    Lombardia: -2.45%
    Emilia Romangna: -2.15%
    Piemonte: -2.73%
    Friuli Venezia Giulia: -5.86%
    Veneto: -4.70%
    Lazio: -7.86%
    Marche: -10.32%

    Pazzesco. No?
    Un caro saluto.

    RispondiElimina
  20. Non che "dobbiamo" importare il latte tedesco. Non credo che qualcuno ce lo imponga. Non c'è bisogno dato che costa meno.
    Se guardi la tabella a questo link di Wikipedia : http://it.wikipedia.org/wiki/Dati_macroeconomici_dei_Paesi_dell'UEM

    puoi fare una tabellina del genere:

    inflazione% Ger Ita diff Ger-Ita
    1999 0.64 1.66 - 1.02
    2000 1.4 2.58 - 1.18
    2001 1.9 2.32 - 0.42
    2002 1.36 2.61 - 1.25
    2003 1.03 2.81 - 1.78

    Mi fermo al 2003. Dopo 5 soli anni dalla fissazione del cambio le produzioni italiane costavano già mediamente il 5.65% in più delle corrispondenti produzioni tedesche. (chi vuole può verificare che la situazione ha continuato a peggiorare)

    RispondiElimina
  21. Quanto hai ragione caro Gunther!! Ma se le stalle producono più latte di quello consentito dalle famigerate " quote latte" fissate da Bruxelles, fioccano multe salatissime! E' come il cane che si morde la coda...e la politica sta a guardare ahimè!

    RispondiElimina
  22. hai ragione i conti non tornano!
    buona serata
    Alice

    RispondiElimina
  23. E sai qual è la cosa più buffa? Molti dei nostri alimenti hanno assunto negli anni il fregio di prodotti di qualità grazie ai nostri sistemi di coltivazione, allevamento e processi di produzione. Ora la parte iniziale della filiera non esiste più, o esiste in parte. Ed era proprio quella che determinava le caratteristiche sensoriali che hanno fatto diventare famosi e amati i nostri prodotti. Il parmigiano e il grana sono tali perché prodotti a partire da vacche che si alimentano in un certo modo nei nostri pascoli. Ma è ovvio che se non si da sostegno a questi produttori si rischia di perdere tanto. E' triste, soprattutto per chi come me in questo settore ci ha lavorato e ci ha dedicato anni di studio e sacrificio.

    RispondiElimina
  24. Condivido le "perplessità" su questi atteggiamenti di immagine e non di sostanza per il rilancio dei nostri prodotti, ciao Gunther grazie !

    RispondiElimina
  25. ...e la mozzarella per pizza fatta in germania (vd. report)
    grazie Gunther, sempre grazie!

    RispondiElimina

Commenti anonimi e privi d'indentità verranno rimossi.
Commenti con pubblicità e link commerciali saranno rimossi