giovedì 16 gennaio 2014

Emigranti di ieri ed emigranti di oggi

Sul web ho trovato questo video e mi ha molto colpito, sono vagabondo, un po' impiccione, andando in giro sempre più spesso sento parlare italiano, lungo i canali d'Amsterdam, nella nuova Berlino capitale, ma anche nella Svezia del Nord a Umea, tramite un associazione d'italiani, ho trovato una coppia di giovani medici.



No, non sono turisti, no non sono studenti Erasmus, sono i nuovi emigranti, cioè uomini  e donne alla ricerca dell' opportunità di un futuro e di un lavoro.

Trovo che questi ragazzi un grande coraggio e volontà , altro che i bamboccioni di Padoa Schioppa o i schizzinosi della Fornero, io non ci ho mai creduto, gente che ha studiato, che và all'estero si rimette in discussione su tutto e si rimboccano le maniche.

Camilla cameriera dell'Hotel cinque stelle dove vado a Francoforte è Biologa oppure Andrea Ingegnere Chimico che a Koln ha aperto un ristorante che in tre anni è diventato uno dei migliori della città, Antonia laureata in Medicina che è ricercatrice all'Università di Copenhagen, Carlo di Torino dopo 30 anni in banca licenziato ha aperto un bar a Cannes, Marta lavora in un centro di ricerca di biotecnologie a Dublino, Umberto che la un incarico in banca nella City londinese mentre mi raccontava che in Italia preparava hamburger.

Sul Corriere proprio in questi giorni ho letto che le scuole italiane non sfornano giovani di talento per le aziende italiane, possibile? E' brutto vedere tanti giovani che vanno via da un paese, è brutto vedere che tanto sapere prende altre strade.

Se guardo le trasmissioni sugli immigrati degli anni '50 e '60, che partivano con il cartone, molti nemmeno sapevano leggere e scrivere, invece oggi partono pronti, con le valigie, computer portatili, sono ragazzi più organizzati, colti, devo dire forse anche più consapevoli del percorso che stanno affrontando, difficilmente torneranno indietro si faranno una famiglia lì nella loro destinazione.

Se gli chiedi dell'Italia accanto alla nostalgia di tutti gli emigranti in cui niente è più bello del loro paese d'origine, prevale anche un sentimento di una nuova e strana amarezza, come il video dice ci si abitua a vivere con la nostalgia del sole con la nostalgia del mare, ma se venisse un dubbio, io si lo rifarei.

Andare all'estero è un opportunità non è tutto oro quello che luccica, informatevi bene prima di partire, molti blogger raccontano la loro esperienza all'estero, imparate dalle esperienza altrui, anche se un paese veramente civile dovrebbe imparara a tenersi i giovani  e non a mandarli via.


31 commenti:

  1. lo dico con la mia esperienza, di cervello che non è andato via, che non è più così tanto giovane, che continua ad essere precario, forse l'Italia non è un paese civile...purtroppo

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  2. Beh evidentemente i giovani (o meno giovani) italiani non sono così impreparati, visto che all'estero gli offrono incarichi ben superiori, e meglio pagati, di quelli che avrebbe offerto l'Italia, quando li offre...

    Ed è un peccato che l' Italia dia tanto, in termini di istruzione (ribadisco, evidentemente non così scadente come vorrebbero farci credere), e quando si tratta di raccogliere i frutti dell'investimento non lo faccia, e lo facciano gli altri paesi. Assurdo, no?
    Anto

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  3. quanto hai ragione, investire tanto in istruzione da entrambe le parti e poi dover partire, e le risorse migliori se ne vanno

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  4. Hai ragione, studiare per poi lasciare il proprio paese perchè non ci sono prospettive è triste, i miei figli l'hanno già programmato da tempo.Spero cambino idea,egoisticamente preferirei restassero in Italia,ma capisco che devono prendere la loro strada.
    Ho dato un'occhiata ai link ,molto interessante, ti sarei grata se aggiungessi informazioni sul Giappone,così le giro a mio figliolo.
    Grazie Günther, un abbraccio.
    Buona serata.

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    1. le cerco giuro sul giappone non è cosi faciel trasferirsi in giappone

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  5. ho un figlio di 26 anni e sono preoccupata per il suo futuro...L'italia non è una madre è una matrigna, di quelle acide e cattive nell'animo...E' desolante per una nazione che si era risollevata dopo la guerra cadere così in basso..non aiutare i giovani ad inserirsi anzi cacciarli via...

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  6. "scuole italiane non sfornano giovani di talento per le aziende italiane, possibile?"
    Io non ci credo a questa Storia. Ho avuto la fortuna di entrare nel mondo del lavoro nel 2007, subito dopo l'università, con un posto ad elevata specializzazione che mi ha consentito una buona crescita professionale e di rimanere in Italia.
    Il vero problema è che le aziende adesso vorrebbero pagare un 30enne con specializzazione o dottorato una cifra irrisoria, con la scusa che manca l'esperienza nel ruolo aziendale...quindi non sono i giovani ad essere impreparati. Semplicemente si rendono conto che all'estero avrebbero uno stipendio molto più decoroso di quello che si prospetta qui...
    L'impressione è che i datori di lavoro ti facciano un favore ad assumerti e a farti lavorare. Non dobbiamo mai dimenticare che siamo NOI ad offrire un servizio all'azienda, che ci paga per il nostro sapere e la nostra produttività

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    1. Grazie ci hai dato un ottimo punto di vista

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  7. L'Italia centro della civiltà, dell'arte e di genio... Fu, in 30 anni sono riusciti a rovinare non solo la generazione presente, ma anche quelle future cambiando il dna di ciò che eravamo, ci siamo fatti abbagliare da soldi e potere facile, da ballerini e lustrini, ci hanno fatto credere che siamo furbi quando riusciamo a fregare lo stato, ci hanno fatto credere che possiamo avere tutto tanto lo paghiamo a rate, senza capire è proprio quello che la banche volevano ed una cosa ci costa di più facendo ingrassare la vacca... continuano a fare show politici parlando di niente, i programmi che parlano di problemi veri sono troppo noiosi ... ma la cosa più grave e che non si riesce a cambiare le cose e questo mi deprime parecchio e mi fa paura

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    1. Galataea, benevenuta non faccio fatica a darti torto

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  8. Avrei qualche domanda in merito e qualche riflessione. Prima di tutto sono convinta che in tempi di crisi come questo, come scriveva un giornalista, dovremmo avere un po' tutti il coraggio di uscire dalla nostra 'comfort zone' e reinventarci, e invece, in nostro sport preferito è lamentarci perché in fin dei conti l'Italia siamo noi. Che emigra è gente in gamba, che sa parlare le lingue, che ha un titolo di studio elevato. Dubito che una persona di scarsa scolarizzazione, che non sappia usare un PC e che non ha una qualifica professionale da spendersi, abbia molte chanches all'estero. L'altra domanda è: si può ricominciare a qualunque età all'estero oppure è prerogativa solo dei giovani? ciao Gunther e grazie per le riflessioni

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    1. è difficile generalizzare dipende dal mercato del lavoro di un singolo paese, c'è stato un periodo che viaggiavo molto sulla Marsiglia Mentone in treno e incontravo tanti italiani che lavoravano da Marsiglia a Nizza, gente semplice, che lavoravano tutta la settimana e rientrava il weekend a casa, c'erano sia lavoratori specializzati che non specializzati

      Certo i giovani con alta scolarità possono anche più occasioni ma anche chi non è

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  9. Mi ha colpito quello che hai scritto ma mi ha colpito molto anche la riflessione di Roberta, qui sopra di me ... Si può ricominciare a qualunque età all'estero oppure è una prerogativa solo dei giovani? Mi colpisce semplicemente perchè da qualche parte devo ricominciare e prima di partire, è un dubbio che mi devo togliere.

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    1. diciamo che all'estero c'è un mercato del lavoro più elastico rispetto all'Italia

      penso che dipende anche da problemi personali, famiglia, legami affetti, esperienze , pregresse, lingue, spirito di adattabilità che ad una certà età è forse più difficile

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  10. amando viaggiare ho sempre apprezzato le persone capaci di ricostruire da capo in un'altra parte di mondo...mi spiace solo che per molti è stato quasi un obbligo e non una scelta...mi spiace che non si è ospitali nemmeno per noi...

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  11. Qui hai una lettrice che vive da 6 anni all'estero, prima in Spagna poi in Olanda, e indovina che mestiere faccio? La ricercatrice! Stano vero? Condivido i sentimenti espressi nel video...sono grata all'Italia per la bellissima infanzia e l'eccellente istruzione che mi ha dato, ma provo anche amarezza pensando a come mi ha chiuso le porte in faccia al momento di iniziare una carriera o alle condizioni in cui vivrei se fossi rimasta...Ci tornerò, a godermi la pensione, semmai ne avrò una, quando sarò vecchia, perché indubbiamente e' il più bel paese del mondo...peccato che "non e un paese per giovani".

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    1. grazie sara della tua testimonianza è un cammeo

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  12. Le tue riflessioni sono giuste, la fuga di cervelli è un fenomeno evidente ma davvero non si devono prendere le cose con leggerezza, perchè come hai scritto nel post non è tutt'oro quello che luccica. Bisogna valtare attentamente i pro e i contro.
    Magari si potesse fare qualcosa per poter incentivare i giovani a restare in Italia! Ma attualemnete siamo messi proprio male, eh?
    Speriamo, dai, io non voglio essere troppo pessimista.
    Ti auguro un buon fine settimana, caro Gunther!

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    1. una nota di speranza bisogna anche metterla

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  13. Eh.. guarda, forse lo sai, forse lo ricordi... per me è un tuffo al cuore questo tuo post. Mio figlio è in Germania proprio per questi motivi. Malgrado le sue lauree qui non trovava niente e dov'è ora sì fa il lavoro per il quale ha studiato ma: lavora 11 ore al giorno e guadagna poco. Forfettario. Non è contemplato lo straordinario, non esiste la tredicesima. Penso anche io che ormai metterà radici lì, a lui piace (così dice) è meteoropatico soffre molto la mancanza del sole, diventa proprio triste. Vero: lì molte cose funzionano meglio ma molte funzionano male se non malissimo, non facciamo l'errore che l'erba del vicino è sempre più verde. Se qui ci fosse lavoro tanti non andrebbero mai via. Se noi, cinquantenni, stiamo qui è perchè abbiamo troppe cose in ballo: mutuo (e chi riesce a venderla la casa anche se vuole? non si vende!) genitori anziani a cui badare, abitudini radicate.... io non sono d'accordo con Maris, non sono per niente ottimista, ahimè.

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    1. batù so che sei coivolta in prima persona, avere i figli lontano so quanto è diffiicile!

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    2. ehhhh lo so che lo sai.... :-) un bacio ai gunterini-ini

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  14. Pure io ero stata affascinata dall'idea di mollare tutto e andar mene .... Ma non è tutto oro quel che luccica neppure all'estero ....co stiamo reinventando qua, con tanta grinta, sperando in bene...

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  15. Che tristezza, un paese che non riesce a trattenere i suoi talenti è un paese che è destinato a morire.

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  16. Hai toccato un tasto dolente Gunther...io non credo che i giovani in Italia sian o bamboccioni come qualcuno li ha definiti (vorrei piuttosto vedere i figli di parecchi politici e ministri trovarsi un lavoro senza spinterelle ed aiuti.) e non credo nemmeno che escano dalla scuola poco preparati. Per fortuna, nonostante i pochi fondi e tutte le carenze dell'istruzione in Italia ci sono ancora insegnanti che ci mettono passione e una volta fuori questi giovani hanno il coraggio, si IL CORAGGIO, di andare a cercare altrove quello che l'Italia delle mazzette della non meritocrazia, dei furbetti (e ce ne sarebbero da scrivere...) non può offrire...ci abbiamo pensato tante volte anch'io e mio marito ma non è facile la scelta. C'è la famiglia, le radici, il clima...tante incognite e poi non è tutto oro quel che luccica...pieno rispetto per questi ragazzi e ragazze che non stanno scappando, ma solo cercando delle opportunità che il loro paese non può (o non vuole) dar loro.
    Tasto dolente perché sono mamma di due bambine per le quali, qui in Italia, in questo momento non vedo certo un futuro roseo....mah?
    Ti abbraccio.

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  17. Ciao Gunther, sai che lasciare l'Italia è diventato l'argomento più ricorrente fra le persone che conosco? Io non mi sento di dar torto a chi sogna di cambiare vita, anche perchè spesso si parla di sopravvivenza, ancor meno quindi di "vita dignitosa". Non è facile andare all'estero, vero...ed è per questo che provo ammirazione per chi ci prova. Se l'alternativa deve essere accontentarsi o aspettare il miracolo, ben venga un tentativo. Meglio avere rimorsi che rimpianti, diceva qualcuno. Bel post! Un abbraccio

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    1. grazie ros credo che il moto meglio rimorsi che rimpianti sia più che corretto

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  18. Se fossi stata schizzinosa non avrei certo scelto l'Arabia Saudita e i suoi mille limite per vivere e lavorare...e vengo spesso guardata come una marziana dai miei connazionali in Italia.

    Ci si lamenta tanto ma a volte un periodo all'estero, anche breve per carità, può essere una esperienza interessante e formativa. In Italia poi ci si può sempre tornare, mentre vedo spesso atteggiamenti del tipo "meglio senza lavoro che lontano da casa". Mah.

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    1. sono d'accordo
      meglio con il lavoro anche se lontani da casa,

      perchè il lavoro non è solo ricompensa economica ma autostima, interazione con gli altri, valore di se stessi

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  19. Il video parla più di ogni altra cosa..mi ci sono ritrovata...tanto! Ho vissuto per poco (tre mesi) a Riga in Lettonia nel 2009 e ti assicuro che dopo un inizio doloroso di malinconia e solitudine ho scoperto ho voluto scoprire tutto e a malincuore ho dovuto ammettere che era un altro vivere niente a che vedere con l'Italia e al mio ritorno ho avuto difficoltà a riabituarmi alle cialtronerie tutte italiane,,..E' vero, è un peccato che un giovane debba andar via da qui ma questo è il paese dei balocchi: dove tutto è concesso a tutti...per cui è meglio che imparino l'educazione civica altrove, quella bella materia che ormai non esiste più...

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