venerdì 30 dicembre 2011

Il supermercato del futuro



Sicuramente non sono solo io a chiedermi, ma come sarà il supermercato del futuro? Acquisteremo tutto on line oppure ci sarà sempre un supermercato? Questo video ci proietta in un futuro prossimo e ci indica di come cambierà la modalità di fare la spesa.

Sul nostro cellulare o sul nostro i phone ci arriveranno direttamente le novità e le proposte, stimolando la nostra visita al super, all'ingresso una telecamera ci riconoscerà e ci identificherà, che tipi di clienti siamo con quali abitudini, ci proporrà acquisti personalizzati, saprà come farci notare prodotti a cui in genere non abbiamo alcun interesse.

Queste sono in sintesi le cose che dovremmo attenderci in un futuro molto vicino anche se con  sistemi diversi oggi queste tecniche sono già presenti, volantini mandati per e mail, la carta fedeltà dove viene riportata la nostra spesa quantità e frequenza, ai sconti personalizzati, concorsi a premio, ai sistemi di pagamento, alle offerte settimanali.

Devo dire che mi viene in mente di quando facevo la spesa da bambino, al mio paese non c'era il supermercato c'era solo negozio che aveva tutto dai vestiti ai prodotti alimentari, il gestore del negozio il Sig. Everaldo, si faceva in mille per soddisfare le abitudini e le richieste dei clienti, sempre disponibile con un sorriso che ti faceva mettere di buon umore. 
Oggi sembra di più invece che i consumatori devono soddisfare le esigenze del supermercato, rispondere a certi requisiti, essere indentificati, fare notare quando manca un prodotto, farsi il conto alle casse (pulire anche dove si è passati no?).

Viene spontaneo chiedersi in questo sistema, quali saranno i vantaggi del consumatore? Mi sembra che si passi da uno stato in cui il supermercato era al mio servizio ora invece siamo noi al servizio del supermercato, a me sembra più un' involuzione che un'evoluzione ma magari mi sbaglio!

Chiedo scusa il filmato è in inglese ma le immagini fanno comprendere bene lo stesso.

Auguri di Buon Anno 2012



martedì 27 dicembre 2011

That's Vapore, la cucina a vapore nella ristorazione moderna

Può capitare  e non capitare di essere lettori di papille vagabonde, può capitare e non capitare di trovare all'inizio dell'anno un post interessante relativo alle nuove idee e iniziative imprenditoriali nel settore della ristorazione, può capitare e non capitare d' avviare una nuova avventura imprenditoriale, complimenti.

Quest blog è nato proprio a questo scopo per diffondere un certo tipo di cultura nel settore alimentare, rispetto a toutes vapeurs a Parigi, that's vapore a Milano pur conservando una buona impostazione per la ristorazione moderna come il "cugino" francese, That's vapore si è aperto alla pasta cucinata a vapore, sapendo adeguare la formula della cucina al vapore al gusto e alla cultura dell'alimentazione italiana.


That's Vapore a Milano offre tutte le proposte sono interessanti dai primi piatti, come la pasta ripiena di zucca della foto successiva ai secondi piatti di pesce, ma anche anche di pollo, primi piatti da 8,5 un po' di più i secondi 12-15. La formula nuova per la città di Milano. 

Per chi è interessato:
Largo Augusto ang. Corso di Porta Vittoria 5, Milano

Su That's Vapore lo possiamo trovare  su Facebook   e prossimamente anche on line sul web

Post Correlati: Nuove iniziative imprenditoriali 2011, Nuove iniziative imprenditoriali 2010
Ps: sto preparando quelle per il 2012...


sabato 24 dicembre 2011

Natale 2011 è marron glacè, dal panettone al marron glacè al tronchetto di Natale.

Molti mi chiedono ma come nascono i trend? È sempre difficile dare una risposta, certe scelte sono nell'aria, non basta una voce per creare un trend, ci vuole un coro, cioè quando più voci intonano lo stesso motivo da punti diversi, questo può divenire un trend.

Com' è nata la riscoperta del Marron glacè?
Si è passati da una preparazione fuori moda negli anni 70' e 80' a una preparazione ricercata del nuovo millennio, un percorso che ha visto negli ultimi anni del millennio l'abbandono della frutta locale a favore di frutta esotica come kiwi, mango, frutta della passione. Oggi c'è una contro tendenza, una nuova sensibilità verso la preferenza di prodotti locali, questo ha portato a riscoprire prodotti e preparazioni della tradizione, la castagna è sempre stata un prodotto che ha accompagnato l'uomo nella sua storia sia nei periodi di ricchezza ma sopratutto nel periodi di povertà.

Non è che i marron glacè non c'erano ma rimenevano un prodotto di nicchia per pochi estimatori, le vendite erano progressivamente anno dopo anno in diminuzione, un prodotto con un immagine che rimaneva legata al passato. Poi qualche anno fa una controtendenza, la riscoperta dei prodotti dei territorio e dei prodotti naturali, e la castagna e la sua ricetta più elaborata appunto,  il marron glacè, ritorna in auge .

Tornato in auge anche il prezzo e da prodotto povero è divenuto un prodotto con un prezzo non proprio indifferente, come vedete dalla foto 12,95 al kg non è un prezzo basso in più negli ultimi due anni c'è stato un raccolto scarso di  castagne, stagioni secca, con frutti piccoli, tanto da divenire un prodotto dal numero limitato, ma più un prodotto è limitato più tutti lo vogliono avere.

Per questo Natale ho visto che tutte le riviste più seguite a livello internazionale, hanno ricette con Marron Glacè e con crema di marroni, nuove proposte anche dai pasticceri quelli che fanno tendenza da Pierre Hermè a P.Marcolini, mentre ho avuto notizia dell'aumento delle vendite di panettoni al Marron Glacè nelle pasticcerie artigianali, un esempio è il panettone al Marron glace della Pasticceria Marchesi a Milano, la Pasticceria Marnin a Locarno e il tronchetto di Natale ai marron Glace della Pasticceria Gran Cafè al Porto di Lugano e Buche de Noel al marron glacè della pasticceria She's Cake a Parigi

Per il mio gusto, io riesco solo a mangiare il marron glacè su una fetta di pane con un po di di fois gras e un marron glacè sopra... (ma solo a Natale!)

Con questo post auguro a tutti Buon Natale

Un ringraziamento particolare va ad un lettore anonimo o anonima che mi ha recapitato a casa mia, io avevo detto che il mio indirizzo era nell'elenco telefonico ma lo avevo detto per dire, un magnifico panettone , un piccolo gesto inatteso e molto molto gradito, sapere che c'è qualcuno che ha avuto un pensiero per me così tenero in un momento così difficile, mi ha molto commosso, grazie.

Post correlati ricette con Castagne e Marron Glacè: Come fare i Marron Glacè a casa, Vellutata di champignon e castagne, Vellutata di zucca e castagne, 


Per saperne di più:

I Marron Glacè sono Francesi o Italiani?

Questa è il grande domanda che non troverà facilmente una risposta, secondo alcuni furono portati in Francia da Caterina de' Medici, insieme ad altre ricette di frutta candita, anche se il più grande estimatore fu Luigi XIV°, i più grandi produttori sono Italiani e Francesi. In Italia le zone vocate per la produzione sono Piemonte, Toscana e Campania, in Francia invece sono le vocate per la lavorazione Ardechè, Marsiglia e la Corsica.

In Francia l'azienda più nota dei Marron Glacè e la crema di marroni è la Clement Faugier, azienda che è stata la prima a passare da una lavorazione artigianale a una lavorazione industriale, mentre in Italia è famosa l'azienda Motta per i Marron Glacè di castagne provenienti dalla Campania ed esattamente dalla provincia di Avellino info. Marron Glacè Motta, e Motta Milano Marron Glacè.

A Parigi: i migliori indirizzi sono:
Maison Boisser,  184, avenue Victor-Hugo, Paris
Marcolini, (marroni di Collobrieres) 89, rue de Seine, Paris
La mere de famille, 35, rue du Faubourg-Montmartre, Paris
Amorino, utilizza i marroni di Marradi (Toscana)


In Corsica
Casa di Castagna di V.Leoni  Zevaco.


Altre aziende note in Francia:
Sabaton, utilizzano solo castagne d' Ardeche Aoc, da una ricetta tradizionale del 1911
Marrons Imbert, marroni preparati sensa utilizzare sciroppo di glucosio derivato da cereali ma sciroppo di zucchero, i marroni provengono dalla Campania e dal Piemonte.
Confiserie Azureenne, marroni provenienti dai boschi di Maures
Corsiglia., da molti estimatori considerati migliori per via di quell'equilibrio tra zucchero e vaniglia



In Italia Marron Glacè
Prevalgono di più le aziende artigianali e negozi specializzati uno dei più rinomati è la Pasticceria Giovanni Galli a Milano, in Piazza Missori angolo Corso di Porta Romana.

Le creme di marroni più note in Italia:
Mariangela Prunotto, una crema di marroni bio, con castagne del piemonte, zucchero di canna e vaniglia.

Suore trappiste di Vitorchiano, una comunità dedita alla preparazione di conserve e marmellate, il vasetto da 400 g costa 5,50

Vestuto, un azienda che lavora esclusivamente la castagna di Montella, oltre a fare marroni anche la crema ai marroni, un prodotto d'elite, si vende presso Eat's a Milano, il cui costo è 33,50 al kg

Peck, tra le creme spalmabili la crema di marroni dall'aroma di vaniglia pronunciato, del più noto negozio gourmand di Milano, buona ricavata dalla lavorazione dei marroni, 7,65 il barattolo da 350 g.

Agrimontana, l'azienda piemontese, specializzata in confettura produce anche una crema di marroni con zucchero di canna, si trovo solo nel canale pasticcerie a Milano si può trovare all'Ultimo piano della Rinascente in Piazza Duomo. al costo di 17 al kg

Vis, crema di marroni, la si può trovare in tutti i supermercati 9,68 kg


Marron Glacè in Svizzera
In Svizzera anzi in Cantone Ticino
a Caslano, c'è Sandro Vanini un azienda specializzata nella produzione di frutta candita e Marron Glacè
a Lugano c'è Giglia in via Ciseri 15, un negozio specializzato in marron glacè.

Marmellata di marroni, prodotto dalla Fondazione a sostegno della persona disabile La Fonte, la trovate in vendita presso i Supermercati Migros in Cantone Ticino


Come si fanno i Marron Glacè a livello industriale?


domenica 18 dicembre 2011

Ragù alla bolognese, come scegliere un ragù alla bolognese già pronto al supermercato

Una delle cose più note all'estero della cucina italiana è il ragù alla bolognese, i piatti più serviti della cucina italiana nei ristoranti all'estero sono le lasagne alla bolognese i spaghetti alla bolognese, nessuno a Bologna ci mangerebbe gli spaghetti con il ragù alla bolognese ma questa è un altra storia.

Molti e molti anni fa andavo a Bologna per seguire le registrazioni dello Zecchino d'oro e andavo a mangiare in un ristorante molto casalingo nella periferia, mamma in cucina, papà e figlio in una atmosfera molto film di Fellini anni 50' uno di quei luoghi in cui il tempo sembrava si fosse fermato, imparai ad apprezzare il ragù alla bolognese e la padrona del ristorante mi diede la ricetta che oggi preparo ogni tanto.

La prima volta che entrai al ristorante mi disse "ho la tagliatelle con ragù alla bolognese o i tortellini" io gli risposi "posso avere tortellini con ragù alla bolognese" mi guardò con aria di compiatimento e mi disse "si vede che lei non è di qui, noi non mangiano tortellini con il ragù alla bolognese perché non si sentirebbe il gusto del ripieno, le provi le tagliatelle, poi mi dirà" e cosi fu, non mi offesi per il consiglio del ristoratore, anzi tornai molte volte,  rimpiango un po' quelle trattorie molto casalinghe, certo le cucine moderne sono più all'avanguardia, più sofisticate, professionali ma c'era un atmosfera da convivialità, calda e colorata.

Io non sono proprio vegetariano, diciamo che sono un vegetariano part time nel senso che non rifiuto ogni tanto un pezzo di carne, ma non so resistere a buon ragù alla bolognese quando lo faccio, per condire la pasta, ma è una scusa nella realtà lo faccio per mangiarlo con il cucchiaio, si lo so è molto calorico ma ragazzi miei ogni tanto bisogna lasciarsi andare al piacere del gusto .

Tab.1 Ragù alla Bolognese Valori nutrizionali: 
Barilla sugo alla bolognese
Sugo pronto De Cecco ragù alla bolognese
Althea Regioni d'Italia sugo alla bolognese



La ricetta originale del ragù alla bolognese
La vera ricetta del ragù alla bolognese credo si sia persa nel corso del tempo, dall' Artusi alla Boni, anche perché si è modificato il modo di mangiare, esiste una ricetta codificata dell'Accademia della Cucina Italiana sulla quale nutro qualche perplessità personale ma è una buona base, ognuno poi può personalizzarla come desidera.

300 gr. cartella di manzo
150 gr. pancetta 
50 gr. carota
50 gr. costa di sedano
50 gr. cipolla
5 cucchiai di salsa di pomodoro o 20 gr. di estratto triplo
1 bicchiere di latte intero
1/2 bicchiere di vino bianco o rosso, secco non frizzante
Sale e pepe, a gusto.

Nelle ricette casalinghe perché poi sono quelle della cucina di tutti i giorni, la cartella di manzo, difficile da trovare, è stata sostituita con la più comune trita, la pancetta fresca non tagli più magri, ma secondo me non è la stessa cosa, inoltre ricordo il verò ragù alla bolognese dove predomina la carne e non il pomodoro, sempre più spesso vedo in particolare nei ristoranti tanta salsa rossa ma poca carne, il grasso della pancetta è stato sostituito da altri grassi come l'olio di oliva, vedo usare spesso il concentrato di pomodoro ma io solo polpa di pomodori freschi altrimenti non lo faccio, non metto mai latte, ho visto mettere sovente la panna (giuro ho visto mettere anche una fetta di gorgonzola dolce, da un noto chef!), mentre invece mi piace aggiungere una grattuggiatina di noce moscata.

Tab. 2 Ragù alla Bolognese Valori nutrizionali : 
Knorr sugo alla bolognese
Star i sughi fatti così sugo star alla bolognese
ragù alla bolognese Coop 



Hanno parte del test sughi pronti ragù alla bolognese

Premessa
La fedeltà almeno in parte, alla ricetta originale proposta dall'Accademia credo sia importante, un ragù o ragout alla francese come preferite, la parola "ragù" sta ad indicare la preparazione e la cottura, mentre la parola "bolognese" sta ad indicare ingredienti e quantità, questo per differenziare il ragù bolognese da un ragù di carne comune. Non tutti i ragù di carne possono chiamarsi ragù alla bolognese, altrimenti non ci sarebbe alcuna differenza, infatti c'è il ragù alla napoletana, alla ferrarese, alla genovese.

Ma come sono i ragù alla bolognese già pronti?
Diciamolo subito e senza indugi sono un altra cosa rispetto alla ricetta dell'Accademia e a quello fatta in casa, per quanto alcuni cerchino di imitare molto bene la ricetta di base è spesso nelle qualità, nella consistenza e nel sapore molto differente lo dico non per critica ma per dispiacere, perché avere un bel ragù alla bolognese già pronto non sarebbe una brutta idea, in particolare io guardo al mercato estero, voglio mangiare una sera italiano mi preparo un bel piatto di tagliatelle alla bolognese, sarebbe una bella idea invece no, devo dire che non sono molto convincenti!

Tab. 3 Ragù alla Bolognese Valori nutrizionali: Barilla nuova ricetta, Fini la selezione ragù classico alla bolognese, ricetta casalinga da Accademia Cucina Italiana



Come si fa a riconoscere un ragù alla bolognese di qualità?
Il primo riferimento è sicuramente la carne che dovrebbe essere l'ingrediente principale, in genere in tutte quelle già pronte c'è un quantitativo più limitato rispetto alle preparazioni in casa e alla ricetta originale, tutte o per lo meno quasi tutte utilizzano del macinato bovino senza indicare il taglio e la provenienza della carne, in tutte o quasi tutte viene aggiunta per minore costo della carne macinata di suino generico, questo modifica non solo il gusto ma anche il profilo nutrizionale.

Altro elemento è il tipo di condimento usato, la qualità dell'olio, attenzione si va dagli olli vegetali agli olii di semi di girasole agli olio d'oliva, nella ricetta originale non è previsto l'olio ma se proprio deve esserci che sia d'oliva extravergine anche se più tipico di Bologna sono i grassi del maiale, infatti la ricetta originale prevede la sola pancetta fresca (Barilla, Fini e Knorr utuilizzano olio di girasole, una nota non positiva).

Fa un certa impressione trovare tra i principali ingredienti l'acqua, metà dei ragù analizzati contengono acqua come ingrediente , due come primo ingrediente, l'ingrediente maggiore, diciamo che è originale (tanto chi vuole capire, capisce).

Fa una certa impressione la mancanza di un elenco di conservanti, un po' perché l'odore aprendoli si sente marcatamente, sarà stata una etichetta ripulità? O già perché all'interno di un ingrediente utilizzato, magari un concentrato di pomodoro?

Tab. 4. Ingredienti per ragù alla Bolognese di Barilla, De Cecco, Althea 



Pareri on line
Sono andato e verificare i pareri on line su alcuni forum, si divididono in due quelli che secondo loro è la migliore cose che hanno mai mangiato nella loro vità (sembrano un po' strani, saranno sicuramente di parte) e quelli peggiorativi, mi ha colpito uno che parlava di sostanza gelatinosa che non andava via con difficoltà dal piatto anche con il detersivo.

Comunicazione on line
Pessima in generale, magari più pessima carente, tranne Knorr e Star dove inseriscono ingredienti e valori nutrizionali nel loro sito on line, quelli delle altre aziende sono lagunosi e non molto affidabili, in uno c'è il prodotto con la tabella nutrizionale come quello che troviamo al supermercato ma con ingredienti diversi, sicuramente una pagina non aggiornata.

Quanta salsa?
Diversamente dalla preparazione casalinga i ragù alla bolognese già pronti sono meno calorici e meno grassi un range che va  80 a 110 Kcal per 100 g la ricette casalinghe almeno il 30% in più, a prima vista potrebbe sembrare una buona notizia, un po' meno se si guarda il costo  e alla qualità degli ingredienti. Si tratta di una salsa per condire la pasta è per sua natura un prodotto calorico, per cui qualità e quantità sono importanti, non di meno come il pasto è abbinato. In genere due al massimo 3 cucchiai sono una porzione interessante.

Tab.5. Ingredienti per ragù alla Bolognese di Barilla nuova ricetta, Fini la selezione ragù classico alla bolognese, la ricetta tradizionale dell'Accademia della Cucina Italiana.



Rapporto Proteine / grassi
Preferire quelle salse che hanno un rapporto proteine grassi superiori a uno, mentre sono meno interessanti quelle salse e ragù che hanno il rapporto proteine lipidi inferiore a 1, per chi poi ha problemi di grassa saturi, possiamo dire che il ragù alla bolognese non è indicatissimo ma ci sono salsa che hanno un contenuto di grassi saturi inferiore per condire la pasta.
Non deve stupire che la ricetta del ragù classico abbia un punteggio inferiore a 1, è dato dalla ricetta classica per condire la pasta, una ragione per condire la pasta con attenzione, magari chi è a dieta ipocalorica condirla con meno ragù.

Quali ingredienti non dovremmo trovare?
Tutti quelli che non fanno parte della ricetta originale, sarà ma il peperoncino nella ricetta originale non ci va, come il rosmarino, la salvia o il prosciutto crudo, l'olio di palma, l'olio di girasole, le sigle E 621, E 635, destrosio, maltodestrine, aromi, amido di mais, tollerato lo zucchero aggiunto per riequilibrare l'eventuale acidità del pomodoro. Personalmente non mi piace questo uso diffuso del concentrato di pomodoro semplice o doppio che nella lavorazione industriale è un uso comune. Se dovessi adoperare questo metodo di giudizio nessuna del test supera la prova.

Tab 6. Ingredienti per ragù alla Bolognese: Knorr, Star, Coop



Prodotti migliorabili?
Sicuramente si, se vogliono essere prodotti più vicini allo stile di vita del consumatore, se hanno così tanto successo le insalate gia pronte di IV gamma, potrebbe essere interessante proporre anche dei sughi pronti*, ma devono essere di qualità, perché il prezzo di 10/15 euro al kg è inferiore alla carne trita che si compra dal macellaio, in definitiva è vero che se è già pronto risparmio tempo, ma se il prodotto costa di più di uno solo degli ingredienti diventa inutile e poco conveniente. Si auspica inoltre una maggiore fedeltà alla ricetta originale, ingredienti di indicazione di taglio e provenienza per la carne per esempio e le verdure, tutte quelle generalizzaizone che c'è anche nei prodotti top rimane difficile da giustificare in relazione al prezzo.
I due prodotti più cari cioè Althea e Fini sono i prodotti al mio gusto anche i migliori tuttavia il prezzo rimane piuttosto alto.

*Più interessanti potrebbero essere i sughi freschi, quelli con scadenza a breve, non c'è nessuno ancora che propone il ragù alla bolognese pertanto alternative possono essere Esselunga ragù alla carne di vitello o il Fior fiore della Coop ragù di carne anche se il loro prezzo è sui 12/15 al kg.

In sintesi: per ora le proposte non mi hanno convinto, non incontrano il mio gusto, ritengo che sia meglio prepararselo da sè, magari per le feste di Natale seguire la tradizione, un bel piatto di tagliatelle alla bolognese o lasagne fatta a casa.

Magari mi sbaglio, qualcuno di voi le ha provate?

La ricetta originale del vero ragù alla bolognese come si fa nel video


mercoledì 14 dicembre 2011

Intossicazioni alimentari, si possono prevenire? Da Londra : Food Hygiene Rating e Vegetable Best Served Washed

Che fine ha fatto Günther? Latito dal web da diversi giorni, sono venuto a Londra a trovare mia figlia, che è stata licenziata al suo primo lavoro dopo una settimana, nonostante gli avessi raccomandato di solo studiare, è  andata a fare la commessa in un negozio di vestiti per drag queen, così in famiglia non ci siamo fatti mancare l' occasione per prenderla in giro (amore del tuo papà, non si può alla prima settimana di lavoro chiedere due giorni liberi e le ferie!).

Visto che c'ero mi sono dato uno sguardo in giro sembra che in Regno Unito sia stato preso da una sorta di voglia d'igiene, che non è una brutta notizia per Londra. Due iniziative della FSA  la prima è rivolta alle famiglie la seconda agli esercizi pubblici come ristoranti e supermercati.


Vegetable best served washed
La prima iniziativa Vegetable Best Served  Washed della  Food Standards Agency (FSA) vuole ricordare ai consumatori come lavare le verdure crude per ridurre al minimo il rischio di intossicazione alimentare.

- Come lavarsi sempre accuratamente le mani prima e dopo aver toccato cibi crudi, tra cui verdure
- Come lavare, pulire, tagliare le verdure
- Come anche ci si deve comportare con le verdure pronte all'uso


Food Hygiene Rating


La seconda invece mi piace molto più è il Food Hygiene Rating, in accordo cone le autorità locali, dove una volta ogni due mesi si assegnerà il punteggio che sarà reso pubblico e visibile all'ingresso del locale, quella dell'igiene dei locali pubblici è un tema molto sentito basta a volte fare il giro in certe cucine di alcuni ristoranti, non di meno alcuni negozi e supermercati


Mara mi domanda si possono evitare le intossicazioni alimentari?
Si, qualche volta si , non sempre perchè non dipende da noi e dal nostro solo comportamento, in quanto la filiera alimentare è fatto di diversi operatori ed ognuno di loro ha una parte di responsabilità anche se il consumatore è alla fine di questa filiera e spesso è quello che paga non solo economicamente ma anche dal punto di vista della salute.

Molte malattie possono essere trasmesse attraverso gli alimenti, le cause sono molteplici, nella maggior parte dei casi si risolve con lievi disturbi digestivi. Alcuni però possono avere un destino diverso e dare forti complicazioni che può richiedere anche il ricovero in una struttura ospedaliera. La maggior parte sono d’origine parassitaria 40%, d’origine virale un 35%, d’ origine batterica 25% .


Le più comuni sono:

Avvelenamento da pesci ( Tetradotossina, avvelenamento da sgombroidi (più nota come sindrome sgombroide), avvelenamento da molluschi, avvelenamento da crostacei)

Cosa possiamo fare?
Da una parte sono le autorità pubbliche devono vigilare e controllare ma qualcosa possiamo fare anche noi

1) Rispettare la catena del freddo (non lasciare la spesa in auto sotto il sole)
2) Lavarsi sempre accuratamente le mani in cucina
3) Lavare sempre pentole e stoviglie accuratamente
4) Pulizia e igiene del frigorifero, (temperatura adeguata e pulizia periodica)
5) Pulizia e igiene anche dove riponiamo il cibo, dispensa o nei mobili da cucina, chiudere sempre i pacchi di pasta, riso, cereali e legumi.

6) Le donne in stato di gravidanza non devono toccare la carne cruda
7) Mangiare carne e uova cotte, ricordate in genere i batteri sono presenti in superficie e quindi la cottura può ucciderli.
8) Non dare ai bambini latte crudo da bere senza prima bollirlo
9) Osservare la data di scadenza nei cibi, non consumate prodotti che vedete hanno cambiato colore o provenienti da confezioni alterate ammaccate o in cattivo stato di conservazione.
10) Adeguatamente montare e lavare frutta e verdura prima di mangiarla (acqua, acqua e aceto, acqua e limone, acqua e bicarbonato)

11) Non dimentichiamo anche non ricongelare mai gli alimenti dopo lo scongelamento.
12) Non consumare alimenti con odore e gusto insolito o amaro
13) In caso di conserve fatte in casa, in particolare di verdure, fare assoluta attenzione alle norme igieniche per evitare la presenza del botulino. Ricordate che la tossina botulinica viene distrutta alle alte temperature e, quindi, la sterilizzazione dei cibi in vasetto e in scatola, tramite bollitura per almeno 10 minuti è consigliata.

14) al ristorante , anche se esiste la responsabilità del gestore o del titolare dell’esercizio possiamo nella scelta avere buon occhio, per esempio un classico, si vede spesso carne e pesce esposto senza copertura, è deconsigliato sceglierlo, perchè deve essere coperto e tenuto a temperatura controllata, lo stesso vale per i dolci e per la macedonia in modo particolare, capita spesso di vedere torte non coperte e  refrigerate. Chiedete carne e pesce ben cotto, specie se il locale non vi ispira, non tutti i locali si comportano cosi è chiaro ma osservate bene il locale, segni di trascuratezza nella sala possono essere dei chiari segni di trascuratezza anche in cucina, io ho un metodo infallibile passare prima a piedi dal retro di un ristorante, spesso c'è porta aperta e si intravede la cucina, se noto qualcosa di strano non ci entro.


Chi deve prestare più attenzione?
Tutti, ma in particolare bambini, anziani, le donne in gravidanza e allattamento, le persone con problemi del sistema immunitario, i diabetici, coloro che hanno problemi ai reni.

Quando recarsi in ospedale?
- in caso di febbre
- scariche e vomito frequenti, con impossibilità di idratarsi
- diarrea prolungata più di 2 o 3 giorni
- sanguinamento delle feci
- feci scure
- problemi di respirazione
- difficoltà di parola
- vista alterata
- sete
- vertigini
- stordimento
- difficoltà a deglutire

Ovviamemente mi auguro che non ne abbiate mai bisogno!

lunedì 12 dicembre 2011

Aids, qualcuno ancora ne parla?

Il 1 Dicembre è stata la giornata mondiale contro l'AIDS nel giro di venti anni dalle prime pagine dei quotidiani, l'aids è scivolato nelle pagine interne, se ne parla sempre meno, come si parla sempre meno di prevenzione, i nuovi slogan del tipo zero infezioni da Hiv zero morti di Aids, secondo me confonde non voglio essere Cassandra ma tutto questo ottimismo non lo condivido.

Il fatto che diminuisce il numero dei morti per aids (del quale sono contento) dall'altro però aumentano il numero dei sieropositivi, non mi sembra un grande risultato, è vero che terapie antiretrovirali hanno aumentato l'aspettativa di vita, questo non vuole dire che non sia una condizione di vita problematica e difficile :


1.Forse a qualcuno sarà sfuggito che nel 2010 la maggioranza delle nuove infezioni è attribuibile a contatti sessuali non protetti, che costituiscono l'80,7% di tutte le segnalazioni (eterosessuali 49,8%, MSM 30,9%).

2.Oltre un terzo delle persone con una nuova diagnosi di Hiv viene diagnosticato in fase avanzata della malattia, e presenta una rilevante compromissione del sistema immunitario, hanno mediamente più di 40 anni di età, hanno contratto l'infezione prevalentemente attraverso contatti eterosessuali (non è una malattia per gay).

3.L'aumento di casi in persone con oltre 50 anni di età.

4.Un sieropositivo su quattro non sa di essere infetto.

Trattamento post esposizione questo sconosciuto
In molti paesi non viene effettuato il trattamento post-esposizione è una combinazione di farmaci antiretrovirali, che, in breve tempo circa un mese, può ridurre il rischio di contaminazione da HIV del 80%. Anche se non può garantire la non sieroconversione . Da fare entro quarantotto ore dopo un contatto a rischio da un rapporto sessuale non protetto alla violenza sessuale, al fallimento del preservativo, o anche da contatto accidentale, può essere una richiesta da effettuare in modo anonimo e senza fornire spiegazioni. 

Inizialmente il trattamento era limitato al personale medico vittima di esposizione accidentale al sangue, il trattamento post esposizione  è stato ampliato dal 1998 al pubblico in generale. Più di dieci anni più tardi, il  TPE rimane sconosciuto in molti paesi europei e in molti ospedali. 

Un trattamento che le istituzioni definiscono costoso? Ma non è più costoso per la società il costo della sieropositività?

La prevenzione parlarne con i figli
Faccio parte di quella generazione che ha visto con i propri occhi morire amici e conoscenti di Aids, vivevo negli Usa dove ricordo che in venti giorni ho partecipato a 8 funerali, ho visto persone spegnersi e consumarsi come delle candele. nelle foto che metto di casa mia c'è sempre un arazzo in bella vista, me lo ha lasciato in eredità il mio ex socio americano morto di Aids nel 1989.

Perchè mai vi aprò la mia scatola della memoria?
Perchè bisogna parlarne con i figli, bisogna guardare al futuro, affrontare questo argomento è difficile, per i figli i genitori non fanno sesso, i genitori non riescono a considerare i figli adulti, pensiamo sempre che siano dei bambini anche quando hanno venti anni. Bisogna parlagliene, fargli capire che nella vita a volte, nel turbinio dei sensi e nelle relazioni ci si può anche sbagliare, ci si può confondere, l'emozione del momento, la passione può avere il sopravvento sulla ragione, proteggere e proteggersi è un gesto d'amore come donarsi completamente all'altro.

Aids è un argomento tabù per i blog, quindi se non ci saranno commenti nessun problema, più un tema è impopolare e più mi piace.

So che la televisione italiana ha proibito la parola preservativo, anche le immagini?

domenica 4 dicembre 2011

Plasmon contro Barilla, Barilla contro Plasmon, il bue dice cornuto all'asino?

Avrei voluto parlare della giornata dell' Aids, ma le diverse domande fatte su questo fatto di cronaca in Italia non possono essere rimandate. 
La vicenda nasce da una pubblicità comparativa in cui la Plasmon (gruppo Heinz) mette in evidenza la sua qualità rispetto all'altro concorrente (anzi sostiene che i prodotti Barilla, biscotto per adulti contengono più residui di pesticidi rispetto al biscotto delle oasi plasmon). Su chi dei due abbia ragione non mi esprimo, dico solo che non ho capito chi dei due è l'asino e chi il bue, ho un po' il vago sospetto che non vorrei io ad essere preso per il bue, come non vorrei io a essere preso per l'asino ma sopratutto non vorrei essere io preso per i ........



Strategia di pubblicità comparativa?
La strategia di comunicazione non è nuova, quando si vuole concentrare l'attenzione su due soli marchi si crea il dibattito e la discussione, che pone in evidenza tutte e due le aziende e fa passare in secondo piano tutte le altre. Oggi il settore della comunicazione è sovraesposto di messaggi pubblicitari non bastano più l'acquisto di spot, pagine con belle foto patinate delle riviste, passano inosservati, mentre i litigi creano molta più attenzione, questo si traduce in una grande promozione.

Non è casuale in fatto che il botta e risposta richiedono tempo e preparazione, non possono essere preparati da un giorno all'altro come si vuole fare credere.

Un esempio della ricerca di pubblicità sulla cronaca è la strategia di Nutella di Ferrero che mira a raccogliere attenzione con le discussioni create ad hoc piuttosto che attraverso l'acquisto di spazi pubblicità, costano meno e danno maggiore visibilità.

Altro esempio è stato il litigi dei due dietologi Cohen e Dukan, concentrando l'attenzione solo su loro due e sbaragliando i concorrenti, per sei mesi hanno riempito le pagine dei giornali, nuovi corsi per dietisti, i loro libri sono best seller nelle classifiche dei libri più venduti (sarà casuale ma i due hanno fatto pace e si sono riempiti le tasche).

La qualità nei prodotti per bambini
In merito ai prodotti per bambini il 99% è solo marketing e comunicazione, io stesso nella comparazione degli yogurt per bambini avevo affermato che quelli per adulti sono migliori di quelli studiati per i bambini, non solo spesso un profilo nutrizionale peggiore ma sono anche più cari, non è una grande novità.

Il confronto tra il biscotto delle oasi Plasmon e le macine del Mulino Bianco, è un po' impari, perchè si tratta di prodotti destinati a due target diversi (bambini e adulti) con due costi diversi, Plasmon Euro 7,40 /KG le macine Euro 3,74 /KG , non sono nemmeno concorrenti.

Più interessante invece il confronto tra le due paste rivolte invece ai bambini mentre Barilla punta sul piccolo formato e inserimento di verdure Plasmon invece punta sull'assenza di residui di pesticidi e sull'arricchimento di calcio, ferro e vitamine, in entrambi i casi si tratta di prodotti diversi, di due target diversi Plasmon prodotto fino a 3 anni, Barilla dopo, pertanto non sono confrontabili. Come nessuno è obbligato all'acquisto. Possiamo vivere bene senza l'uno e senza l'altro.

Tutto questo per porre all'attenzione del grande pubblico, l'alimentazione per l'infanzia. Questo invito a scegliere prodotti per bambini, perchè più sani, mi lascia perplesso,andrebbe un po' di più dimostrato, le liste ingredienti di certi prodotti per bambini fanno accapponare la pelle, residui di pesticidi no, ma aromi, olio di palma, sciroppo di glucosio-fruttosio si! Per non parlare di tutte quell' integrazioni di vitamine e sali minerali, sono necessarie? In merito al livello dei residui di pesticidi, sarebbe meglio conoscerlo per tutti i prodotti, sia per adulti che per bambini, e personalmente non mi dispiacerebbe trovarlo su tutte le confezioni!

Anche se ricordo una comunicazione dell'Efsa di qualche settimana fa che assicurava che seppure in Unione europea alcuni alimenti superavano i livelli massimi di  residui consentiti, questi non erano pericolosi per la salute. Ricordiamo che tutti i prodotti per bambini al di sotto dei tre anni hanno una legislazione particolare che mira a ridurre il residuo di pesticidi. 

Sintesi :le due comunicazioni non mi piacciono, sono autoreferenziali, mirano entrambi ad tenersi stretti i propri consumatori e le proprie quote di mercato, chi acquista Barilla rimarrà fedele a Barilla, chi acquista Plasmon rimarrà fedele a Plasmon, una strategia tesa a rinforzare il legame tra azienda e propri consumatori per paura di perderli e fare in modo che questi non diventino consumatori di altri marchi all'infuori di Plasmon e Barilla

Potrei anche sbagliarmi, ma rimane difficile pensare che sia un nuovo corso, dove le aziende si accusano fra di loro, ma sarebbe molto più divertente perchè le aziende hanno più mezzi dei singoli consumatori per svelare particolari dei prodotti dei concorrenti.

Due aziende di cui personalmente non acquisto nulla, però la vicenda è divertente, diciamo che se dovessi scegliere un biscotto dei due preferirei uno di quelli che mi preparate a casa nei vostri blog, ebbene si le mamme sanno cosa fare, infatti se li fanno a casa!

Ma io non sono contrario ai prodotti in assoluto tanto che Quale biscotto scegliere per il mio bambino?  indico come selezionare i biscotti al supermercato e casualmente non ci sono i marchi nè Plasmon nè Mulino Bianco Barilla.

Vediamo la vicenda come si sviluppa, so di avere un punto di vista poco condivisibile e non popolare, daltronde questo è un blog. In merito al contenuto di pesticidi preferisco che si esprimano i siti e blog tecnici.

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martedì 29 novembre 2011

Gli alimenti multi sensoriali stimolano a mangiare troppo?


Da quando all’inizio del nuovo millennio l’obesità è divenuta una patologia, si sono moltiplicati studi e ricerche sulle ragioni dell’incremento dell’obesità nel mondo, spesso questi tendono a colpevolizzare il comportamento delle persone obese ma poco ad analizzare le situazione di contesto o ambientali che possono favorire la diffusione dell'obesità nella società. 

Nel frattanto l'obesità si è trasformata in un grande business, risposte ad un problema medico che viene fornito dalle aziende farmaceutiche alle industrie alimentari, dalle cliniche per dimagrire alle diete per dimagrire con il nome dell'esperto del momento. I libri per dimagrire e controllare il peso sono i più venduti; uno solo vende più di tutti  i libri di Umberto Eco, negli ultimi anni non sono solo consigli dietetici ma consigli  per oggetti da cucina dai coltelli agli elettrodomestici.

Personalmente invece mi piace dare maggiore responsabilità alle aziende alimentari, le quali per ingolosirci sempre di più, inventano prodotti “multi sensoriali”, cioè prodotti che sanno fornirci maggiori stimoli che possono coinvolgere tutti e cinque i sensi, dalla vista al gusto. Sono alimenti che cercano di coivolgere tutti i sensi del gusto, prodotti più croccanti con aggiunta di frutta secca come arachidi, alimenti più dolci e salati insieme, con aggiunta di sale e zucchero, spesso anche con aggiunta d' esaltatori di sapibilità come lo sciroppo di mais (ex sciroppo di glucosio-fruttosio), alimenti con aggiunta di grassi spesso panna, ma anche additivi per esaltare il profumo.


Tutti i nuovi prodotti usciti negli ultimi anni vanno in questa direzione, come la pubblicità dice “nati per soddisfare il gusto”, vanno in queste direzione i gelati ricchi di panna ma anche di frutta secca e caramello,  merendine per bambini, formaggio con cioccolato, le creme spalmabili, biscotti dolci e salati, pizze surgelate, troviamo zucchero aggiunto nelle confezioni di mais in scatola, per non parlare di tutti quei piatti già pronti, di fronte a questi prodotti molto persone non sanno resistere, la pubblicità da sola ci porta a pregustare e a individuare una circostanza di piacevolezza, questi alimenti possono esercitare lo stesso potere di una droga per il cervello, tanto che si parla sempre più spesso di persone con sindrome d'alimentazione condizionata.

Trovo personalmente irriverente quando leggo sulle confezioni "dose" consigliata: 15 g, le aziende in realtà conosco molto beni i meccanismi di soddisfazione e le debolezze dei consumatori, sanno che nessuno si atterrà dietro ai 15 g, la trovo una presa in giro con tanto di codice etico accompagnato.

In questi giorni sto leggendo il libro del Dott. David Kessler  perché mangiamo troppo”. Chi è David Kessler? Uno dei membri della Commissione Medica della Food and Drug Administration (FDA) negli Stati Uniti, insegna alla Scuola di Medicina dell'Università della California a San Francisco, un libro che consiglio di leggere e che mi permette di fare delle riflessioni.

Kessler sostiene il fatto che i cibi industriali sono nati per indurci a mangiare di più, abbiamo molte persone che mangiano anche quando non hanno fame e non si rendono conto delle ragioni, si mettono a dieta ma poi ritornano nel lungo periodo al peso di partenza. Deluse e amareggiate spesso si rassegnano ai chili di troppo, complici anche i media che diffondono immagini di uomini e donne poco reali grazie alle nuove tecnologie e vedono un abisso tra loro e quell’immagine ideale di vera o presunta felicità.

Kessler si concentra sulla dopamina, sostiene che la quantità di zucchero contenuto in alcuni prodotti fa salire la dopamina , l'insieme di una certa percentuale di zucchero e grasso questo stimola la funzione celebrale in modo da creare una certa dipendenza.

Il ruolo della dopamina, secondo Kessler è importante perché monopolizza l'attenzione, se per esempio vi entra un iguana nella vostra stanza, il livello di dopamina avrà un picco, cosi i livelli di dopamina possono avere gli stessi effetti  della dipendenza dell'alcool o del gioco d'azzardo, una volta introdotto lo stimolo le persone rischiano di perdere il controllo, come al casinò un giocatore d'azzardo.



Questa è una delle ragioni dell'importanza degli stimoli visivi e del ruolo della pubblicità, che non è informazione neutrale, stimola a creare e rendere familiari un certo tipo di contesto e di comportamento che invita all'acquisto, al consumo e all'esperienza di piacevolezza. Non è casuale che il settore food è tra i top spender della pubblicità. 

Se entrate in un centro commerciale sarete inebriati dall’odore di vaniglia, di caramello o di cioccolato, tanto da attirare la vostra attenzione, il profumo manderà dei stimoli al cervello che li collegherà con le esperienze del passato, tutta la vostra attenzione sarà rivolta alla ricerca di quell'alimento, una reazione istintiva, così mangerete senza avere fame per godere di quell’esperienza .

Se si vuole affrontare il problema seriemente bisognerebbe richiedere in primo luogo la
1)      Collaborazione delle aziende (che vedo alquanto difficile)
2)      Un istituto che vigili sulla pubblicità ma che sia un intervento rapido e sanzionatorio forte, avere degli istituti di autodisciplina a cosa serve? Se intervengono dopo mesi e dopo che il messaggio deviante è stato assimilato dai consumatori, sanzioni da qualche migliaio di euro per prodotti che hanno reso miliardi di euro! Anche no grazie.
3)      Il controllo delle quantità di sale, grassi e zucchero sia individuale che della somma delle tre
4)      Da parte dei consumatori un atteggiamento diverso.

David Kessler indica come difendersi dai prodotti multi sensoriali

Si va dalla programmazione in anticipo dei pasti degli ingredienti e della quantità, con l'individuazione di quei alimenti naturali che soddisfano la fame come cereali integrali, legumi, verdure e frutta.

Sopratutto pone l'attenzione nel riappropriarsi del controllo degli stimoli, a evitare e allontanare tutte quelle situazioni di stress emotivo che innescano un comportamento automatico di ricerca multisensoriale.  Ancora meglio se si associa il cibo che ci rende dipendenti a un’ immagine negativa opponendo all'immagine patinata della comunicazione.

Per saperne di più: David Kessler "perchè mangiamo troppo" Ed. Garzanti

NB: In primo piano nella prima foto la crema spalmabile di Dallmayr a Monaco di Baviera, 50% cioccolato 50% frutta nel caso della foto, lamponi e cioccolato pralinato, cioccolato e frutta sarà uno degli argomenti di un mio prossimo post dedicato a golosi impenitenti :-)

Le immagini dei filmati pubblicitari sono state scelte casualmente e non hanno alcuna attinenza all'argomento del post, come la pubblicità nei film in televisione, non hanno alcuna attinenza con il film sono un break per spezzare il ritmo.

mercoledì 23 novembre 2011

La birra ha gli stessi benefici cardiovascolari del vino? E l'acqua?

In questo periodo sarà la vicinanza del Natale, è un fiorire di ricerche sulle bevande, tutte "interessanti" dal mio punto di vista, abbiamo appena parlato del vino che fa dimagrire ed ecco arrivare a tempo di record, ricordate anche nella comunicazione i tempi sono importanti, una ricerca sulla birra, se già i benefici di un consumo regolare di vino sono associati alla salute del cuore, invito a leggere il post il vino fa bene o fa male alla salute, che ecco arrivare pubblicata sull European Journal of Epidemiology del mese di Novembre, uno studio condotto a Campobasso, sulle virtù della birra. Devo sempre capire perché gli studi sul vino gli fanno in Inghilterra e quelli sulla birra gli fanno in  Italia.

Una meta-analisi sul rapporto tra vino, birra e alcol è malattie cardiovascolari. Dopo aver selezionato 16 studi hanno analizzato e verificato che un consumo regolare di vino (due bicchieri al giorno per gli uomini e un bicchiere al giorno per le donne ) riduce il rischio di malattie cardiovascolari del 31%.
Invece su 13 studi la birra riduce il rischio di malattie cardiovascolari del 33%, un valore leggermente superiore a quello previsto dal vino, secondo i ricercatori è la prima ricerca che documenta il rapporto tra la birra e le malattie cardiovascolari. La quantità ottimale è 0,5 litri con 5% di alcol.

Una domanda si pone d'obbligo, se il vino fa dimagrire, la birra diminuisce il rischio di malattie cardivascolari, l'acqua fa male?

Cosi la pensa la vicina di casa di mia suocera che abita a Ginevra sul Lago Lemano, la signora erede di una delle famiglie industriali italiane più famose, non posso citare il nome altrimenti l'ultimo dei suoi avvocati mi mangia anche quello che non ho.

"Gunther, io bevo solo champagne, l'acqua mi fa male non la digerisco, ogni volta che bevo l'acqua sto male, me la sono fatta portare anche dall'Himalaya (sapete a noi in Svizzera con tutte quelle montagne e ghiacciai, l'acqua manca!), sono stata male uguale, ma chissà cosa ci mettono dentro l'acqua che mi fa male?"

....... A ognuno la sua bevanda per le motivazioni che meglio crede!

Ps: qualcuno ha pensato che dicessi che l'acqua fa male, il mio voleva essere un tono ironico, l'acqua rimane la migliore bevanda in assoluto.

Riferimenti : Costanzo S, Di Castelnuovo A, Donati MB, Iacoviello L, de Gaetano G. Bere vino, birra o spirito in relazione a eventi cardiovascolari fatali e non fatali: una meta-analisi. Eur J Epidemiol. 11 novembre 2011.



Devo fare qualche ringraziamento in particolare a Roberto La Pira del Il fatto alimentare per citare i miei post, non è facile essere solidale con Gunther  e con i lettori di Papille Vagabonde, quindi grazie, perchè porta nel mondo dei blog un pubblico nuovo. Sempre sul il fatto alimentare, in questi giorni è possibile scaricare il libro di Dario Dongo sulle Nuove Etichette Alimentari, la nuova legge italiana di recente pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. 

Da un po di giorni è on line che pesce pigliare, iniziativa dell' Unione Europea, che arriva con molto ritardo e mi sembrerebbe con tanti copia e incolla dei siti delle Associazioni dei consumatori e del WWF, si gradirebbero iniziative dell'Unione Europea in merito alla pesca più determinate e originali, senza appropriarsi del lavoro degli altri senza fare nulla!

domenica 20 novembre 2011

Il resveratrolo contenuto nel vino fa dimagrire? Forse si, forse no!

M.B. di Monza è vero che il vino fa dimagrire?
Risposta : Più o meno un anno fa avevo già risposto a questa domanda, precisando che non è il vino che fa dimagrire, ma alcuni ricercatori avevano trovato un composto anzi per meglio dire un fenolo, il resveratrolo appunto che si trova nella buccia dell'uva che in laboratorio aveva dato alcuni risultati interessanti.

Tuttavia il suo effetto dimagrante al momento è alquanto difficile da giudicare, sicuramente non lo si ottiene bevendo un bicchiere di vino o mangiando un grappolo d'uva, perché la quantità presente in vino, uva, arachidi e altre piante è piuttosto limitata.

Si possono trovare on line anche degli integratori di resveratrolo, a tutt' oggi i rapporti tra resveratrolo e Obesità sono ancora in fase di studio e non è possibile formulare un giudizio.

Il resveratrolo è piuttosto studiato negli ultimi anni , a cui vengono attribuite diverse proprietà come antiaging cutaneo, antiossidante, antinfiammatori, vaso endotelio protettive, sirtuino stimolate ecc ecc, ... un po' troppe per i miei gusti

Nel numero di Novembre della rivista Cell Metabolism uno studio condotto da alcuni ricercatori della Maastricht University, coordinati da P.Schrauwen ha documentato i risultati del primo studio della supplementazione di resveratrolo nell'uomo.

Supplementazione di resveratrolo ha determinato un miglioramento del metabolismo e della salute in generale, in 30 giorni ha indotto alterazioni metaboliche simulando gli effetti della restrizione calorica, con diminuzione del grasso nel fegato, diminuzione della glicemia e della pressione sanguigna 

Per ora gli effetti sono modesti e solo su alcuni parametri della salute degli obesi, avremo non più obesi malati ma obesi più sani? Staremo a vedere, intanto però se per caso vostra moglie vi becca a bere vino

D. Perchè bevi a quest'ora?
U. Günther dice che fa dimagrire

No, vi conviene rispondere invece

U. Perchè ho sete! 

Intanto il vino a qualcuno mette..... allegria

mercoledì 16 novembre 2011

1 grammo di sale in quali alimenti lo posso trovare?

Domanda di Enrica B. di Novara: ho difficoltà a regolarmi con il sale nei prodotti che acquisto, nelle confezioni non viene scritto, potresti fare qualche esempio? Tipo dove trovo 1 grammo di sale? In quale alimento? In quanto peso?

Risposta : Ho diverse volte affrontato il problema del sale nell'alimentazione è intervenuta anche una lettrice Antonina G. che ci ha spigato le difficoltà che ha dovuto affrontare quanto al marito in seguito a dei problemi di salute ha dovuto limitare il quantitativo di sale.

L'assunzione giornaliera media di sale in Europa : 10 g/die. Fabbisogno fisiologico di sale: meno di 2 g /die. Fabbisogno giornaliero suggerito dall' OMS: 6 g/die o 2,4 g di sodio.

Il 80% dell'assunzione di sale, non arriva dall'aggiunta che facciamo a tavola in cucina ma dagli alimenti già pronti., non c'è una grande consapevolezza di quanto sale introduciamo. Il sale viene aggiunto non solo come conservante, magari ci fosse solo il sale negli alimenti già pronti, ma l'industria alimentare lo utilizza in grande quantità per dare maggiore palabilità, non è raro incontro percentuali di sale alto in prodotti insospettabili come dolci.

Ricordiamo che l'eccesso di sale favorisce l'aumento della pressione arteriosa, lo sviluppo delle malattie cardiovascolari, inoltre l'eccesso di sale è uno dei fattori a rischio per l'osteoporosi, esistono anche dei studi che collegano l'eccesso di sale ad un possibile rischio di malattie renali.

Non voglio creare allarmismo non è questa l'intenzione ma solo una maggiore consapevolezza sulle scelte, cercare di non abusarne.

Questo non servirebbe se le aziende dichiarassero il contentenuto di sale o sodio, cosa non ancora obbligatoria è bene dichiararlo ma certo aiuterebbero molto di più quei soggetti che per ragioni non dipendenti dalla propria volontà devono limitare l'apporto di sale.

Desidero anche indicare che ci sono molte aziende distributrici che lo fanno nella maggior parte dei prodotti private label, cioè a loro marchio in Svizzera Migros, in Italia : Coop e Esselunga .

NB Nota metodologica (prima che mi arrivi qualche saputello quindicenne): la mancanza dei dati sulle confezioni mi ha costretto a utilizzare diversi dati di diversi istituti di Nutrizione, Italia, Francia, Germania, c'è un grande abisso tra paese e paese tra prodotti stessi e i diversi marchi , per cui la confusione non è grande ma immensa, potrebbero essereci sul mercato prodotti con livelli differenti di sale rispetto a quelli indicati, per cui i dati non interpretateli come valori assoluti ma come valori puramente indicativi.


Esempio in più tabelle il sodio nella mozzarella di latte vaccino viene indicato 0,20 g di sodio, quella che io casualmente avevo comprato in offerta al supermercato  e che avevo in frigorifero, non volevo crederci neanche io, indica lo 0,35 di sodio, il 75% in più, quasi il doppio di quanti indicato nelle varia tabelle, è logico pensare rispetto a questi dati che vengono diffusi agli operatori del settore non sono sempre affidabili, come avevo visto nel caso dei salumi e che quindi ci possono essere prodotti con valori molto differenti indipendentemente dalla mia buona volontà.

Sembra un non nulla  ma 0,15 g di sodio in più invece per quei soggetti che devono controllare il sale introdotto nell'alimentazione sono molti, perchè vuole dire che una mozzarella da 125 g è 1 grammo di sale e se devi al max consumare 2 g  di sale al giorno è un dato importante.

Ovviamente gli alimenti messi in cima sono quelli da consumare con più moderazione, come vedrete salumi, formaggi pane e derivati fanno parte dei prodotti con più sale, tuttavia non tutti con la stessa proporzione.

1 grammo di sale in 15 grammi di :
Prosciutto Crudo
1 cucchiaio di salsa tartare
1 cucchiaio di ketchup
1 cucchiaio di mostarda

1 grammo di sale in 30 grammi di
Feta
Salame Ungherese
Speck
Bresaola
Coppa
Chips
Sardine sott'olio
Aringa marinata


1 grammo di sale in 50 grammi di
Pecorino
Prosciutto cotto
Provolone
Taralli
Grissini

1 grammo di sale in 60 grammi di
Grana
6 biscotti

1 grammo di sale in 70 grammi di
Parmigiano
Gorgonzola
Digestive Biscotti
Fette biscottate
Minestrone di verdure già pronte
Pizza Surgelata già pronta (una pizza surgelata intera è da 300g, quasi intero apporto giornaliero di sale consigliato)

1 grammo di sale in 100 grammi di
Pancetta
Emmenthal
Bologna
Creme alle verdure già pronte
Tonno sotto'olio
Brioches (l'equivalente di 2 brioche)
Legumi in conserva ceci o lenticchie
Cappelletti emiliani
Tortellini al prosciutto crudo
Frollini alla panna


Dimenticavo la cosa più importante come convertire il sodio in sale 400 mg di sodio equivalgono a 1 g di sale, un esempio se comprate un prodotto con scritto 0,60 g di sodio o meglio 600 mg vuole dire che per 100g contiene 1,5 sale.

Non è rientrata in questo schema  la salsa di soia che ha un contenuto di sodio di 5720 mg per 100g, tantissimo, da usare centellinandola, non fa parte di un prodotto abituale della nostra alimentazione occidentale anche se viene molto utilizzato. Non è stata inserita nemmeno la maionese non perchè non includa sale ma per la troppa differenza tra una confezione e l'altra il range va da 0,4 g di sodio/100g a 1,2 g un range troppo alto per dare un indicazione possibile a qualsiasi utente, avrei dovuto mettere il contenuto di tutte le marche, cosa non possibile e sopratutto perchè molte non lo indicano.

Non va sottovalutato nemmeno l'apporto di Corn Flakes, di cereali per la prima colazione alcune confezioni contenzono lo 0,5 g di sodio/100g, più o meno 75g x 1 grammo di sale, tuttavia è bene ricordare che la porzione consigliata e di 30/40g per fare 1 grammo di sale bisognerebbe mangiarne due porzioni circa.

I sali nelle foto sono di un negozio di Nizza della parte vecchia sulla strada che dal mercato del Pesce porta a Place Garibaldi, è un esempio commerciale di come il sale può essere aromatizzato un metodo per consumarne meno, per chi deve limitare il consumo, è un problema importante, lo potete fare anche in casa come insegna la nostra dolce Anastasia Any Secret nel suo sale aromatizzato alle erbe aromatiche

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