giovedì 18 settembre 2008

Corriere della sera e Il sole 24 ore all’attacco della grande distribuzione

In due articoli diversi ma usciti lo stesso giorno, lunedì 8 settembre (sono un po’ in ritardo con i post) tutti e due i quotidiani sferrano un vero e proprio attacco alla distribuzione alimentare e vanno all’origine dell’aumento dei prezzi e delle speculazioni.

Il corriere della sera parte dall’analisi dei bilanci delle società della distribuzione (Pam, Esselunga, Carrefour, Coop, Unes, Iper,), le quali nonostante la crisi dei consumi, non solo conservano il fatturato ma lo aumentano in modo considerevole, un dato che valutano anomalo, e infatti si pongono il dubbio che la grande distribuzione metta all’angolo sia le aziende produttrici che i consumatori, visto che i ricarichi su prodotti vanno dal 70% al 200% e anche oltre in molto casi. I bilanci delle aziende sono quasi tutti in attivo, tranne pochi dovuti agli alti investimenti in beni immobiliari, dovute alle sempre e nuove aperture di centri commerciali. (Non li mica dobbiamo pagare noi). In Italia c’è una legge sul prestito di danaro che quando supera il 20% di interesse è considerato strozzinaggio, si potrebbe applicare anche in campo alimentare, obbiettivamente non vedo la differenza.

Il sole 24 ore invece sui dati del ministero delle Politiche Agricole, uno studio della Banca d’Italia, Antitrust, pubblica una tabella sui rincari dei prodotti nei diversi passaggi, che in media aumentano del 120%, più del doppio, ma che vanno dal 77% al 300%, mentre in media in Francia e Spagna è del 50% e si scopre che le melanzane vengano pagate al contadino 0,20 centesimo di euro al kg mentre al supermercato sono in vendita a 1,65 euro al kg un rincaro del 725%, anche il petti di pollo un rincaro del 732%, Angurie 600%, Invidia 533%, pomodori 469%, Cavolfiori 333%, limoni 356%, Manzo 547%, Vitellone, 532%, sono solo alcuni esempi. Dati fonte ismea e www.smsconsumatori.it

Ricarichi che su frutta e verdura non trovano alcuna giustificazione ma se in ogni passaggio ogni operatore raddoppia il prezzo, unici che ci perdono sono il contadino e il consumatore, il giornale esorta ad una migliore organizzazione della filiera ed a passaggio più brevi, noi ce lo auguriamo, ma non ne siamo molto convinti che questo sia sufficiente. Capito perchè qualcuno vuole che non si parli più dei prezzi?

6 commenti:

  1. accidenti che differenze, incredibile quando penso alle offerte sono false visto il ricarico che praticano

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  2. è divertente il rincaro medio del 120%, cioè il doppio + iva, vorrai mica pagare le tasse? si dovrebbe applicare la stessa legge dello strozzinaggio sono daccordo

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  3. Purtroppo il mercato è in mano a questi giganti che stanno espandendosi anche a livello produttivo con le private label. Avendo lavorato in un grande super posso dire che esistono sprechi di ogni tipodalla pasta del pane, ai prodoti di gasronoimia alla verdura e frytta che ogni giorno viene buttata via. Tutto lo scarto ovviamente è conteggiato nel loro bilancio! E chi lo paga?

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  4. Passaggi più brevi? Non accadrà mai. Tra il contadino e la vendita al dettaglio ci sono speculazioni a non finire. E neppure noi consumatori riusciamo a rinunciare alla comodità di entrare nel grosso ipermercato per acquistare frutta e verdura scadente che potremmo tranquillamente trovare al mercato rionale ad un prezzo nettamente inferiore e senza dover rinunciare alla qualità.

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  5. sarà dura passaggi brevi, volevo fare notare che in molto iper e supermercati c'è frutta e verdura di bassa qualità, spesso mi capita di vedere prodotti di qualità B per la presenza visibile di malattie o ammaccature da grandine e di dimensione, però sono venduti al prezzo di prodotti di qualità A

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  6. volevo fare notare che è seguito alla pubblicazione degli articoli la riduzione del prezzo per esempio delle melanzane passate all'esselunga da 1,65 a 1,25, questo fa molto pensare no?

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