lunedì 1 settembre 2008

Aids in Italia una cura innovativa: una lista per i sieropositivi

Un argomento che mi ha molto toccato, non ha niente con i temi di papille vagabonde, ma quando trovo delle notizie infelici e poco umane non riesco a non pensarci. Questa estate è arrivata la notizia durante l’annuale convegno Internazionale sull’Aids che si è tenuto a Citta del Messico il 4-6 Agosto, che in Italia verrà istituita una lista dei sieropositivi dal Ministero del lavoro, salute e politiche sociali su proposta della Commissione Nazionale per la Lotta all’Aids, una lista si dice criptata, ma che tecnici informatici esprimono in diversi forum dubbi sull'affidabilità.

Nel 1978 il ministro Donat Cattin, propose la lista dei sieropositivi, ma allora si sollevò un polverone istituzionale e il ministro dovette con molte reticenze ritirare il progetto di legge. Oggi questa notizia passa in sordina addirittura rimbalza dai quotidiani esteri. Dopo 30 anni sembra che in Italia unico strumento di prevenzione e cura sia "fare una lista", l'esigenza viene giustificata come misura a favore della cura. Hitler diceva che mandava gli ebrei in un campo di lavoro mica nei campi di concentramento e quando gli mandava nella camere a gas a morire, diceva che gli mandava a fare la doccia per motivi d’igiene.

La perla di questo progetto non è tanto l’elenco dei sieropositivi (riprovevole in se per se) quando il fatto che saranno inclusi in questo elenco tutti colori che saranno ritenuti a rischio, cioè i presunti sieropositivi (!) si perché si giustificano, siccome uno screening della popolazione ha dei costi alti, (evidentemente ci avevano pensato) allora si includono tutti coloro che per diversi motivi potrebbero esserlo (è terribile ma è proprio cosi!) rispolverando i vecchi gruppi a rischio di trenta anni fa per intendersi: uomini che fanno l'amore con altri uomini, le lavoratrici del sesso commerciale, quelli che si iniettano sostanze proibite.

Invece i dati sulla popolazione indicano gruppi di popolazioni diversi, per esempio il 48% dei sieropositivi e di sesso femminile, il gruppo dove cresce la più alta incidenza dei sieropositivi sono i giovani dai 15 ai 24 anni di entrambi i sessi indipendentemente dalle delle scelte sessuali. In Italia ci sono 35.000 prostitute che esercitano senza preservativo alla media di 15 clienti al giorno, non certo per propria volontà, non sarebbe il caso forse di affrontare il problema in modo diverso? Con istituzione della lista in primo luogo si criminalizza la sieropositività, frutto di pregiudizi e discriminazione, non risolve i problemi ma fà la felicità forse delle Assicurazioni sulla salute.

Sulle fronte delle cure l'ossessione di trovare un vaccino sono almeno 35 i progetti al mondo che portono avanti la ricerca, subisce continuamente degli stop, recentemente il progetto di vaccino Pave nei Stati Uniti è stato abbandonato con motivazioni poco convincenti. In realta penso che ci sia un problema morale, nessuno vuole fare un vaccino che salvi dal contagio chi ritiene essere dei criminali o fare delle cose contro natura, non credo siano sole le difficoltà scientifiche a bloccare la ricerca ma i pregiudizi. Un esempio è stato riscontrato che c'è un farmaco che se preso il giorno prima "tenofovir" previene la possibilità di infettarsi da partner sieropositivi, ma viene bloccato dalla comunità scientifica con la motivazione che non sanno a chi dovrà essere prescritto!!

Cosi dopo l’elenco dei contribuenti che pagano le tasse pubblicati da Visco ci dovremo aspettare elenco dei sieropositivi? Io spero di no, sarebbe come fare l'elenco degli obesi, l'elenco dei cardiopatici, l'elenco di quelli hanno i piedi piatti. Perché non fanno un elenco di quelli che hanno portato i soldi in Lichtenstein, dei truffatori, dei pedofili, dei ladri, dei medici che sbagliano, sarebbe molto più utile socialmente, nella società di oggi un sieropositivo vale meno di un truffatore, si perché i truffatori , non sono inseriti in nessuna lista hanno il diritto alla privacy i sieropositivi oltre che perdere un idea di futuro perdono il diritto alla privacy e alla dignità.

Visto che alla politica queste cose non interessano, nessuno si è alzato a protestare, se qualcuno ha un po' di coscienza invia al Garante delle Privacy un semplice email dicendo " Mi piacerebbe che la lista sui sieropositivi per diritto alla Privacy non venga istituita" urp@garanteprivacy.it, garante@garanteprivacy.it

6 commenti:

  1. Resta un fatto però: in Italia non sappiamo quanti siano i sieropositivi, ma non sappiamo assolutamente nulla dei dati statistici della malattia.
    Faccio degli esempi:
    quanti sono i falsi positivi registrati in Italia ? Boh!
    Quali sono i tempi di sieroconversione una volta accertata la positività ? Boh!
    Quali sono tra le tante procedure di cura quelle che hanno maggiore effetto? Boh !
    Quali sono i tempi di rinormalizazzione dei CD4 una volta iniziata la cura? Boh!
    Qual'è l'evoluzione della malattia in coloro che non si espongono più a fattori di rischio ? Boh!

    L'Hiv è una malattia come tante altre il problema è che noi siamo capaci di associarla solo a consuetudine sessuali non "normali" e quindi invochiamo la privacy. Secondo me è un'altra occasione persa. Peccato !

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  2. In italia su aids non c'è informazione da sempre, ma non è che pubblicando la lista dei sieropositivi magari anche con foto e impronte digitali ne sappiamo di più... io ho colto l'appello

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  3. email inviato nonostante ritengo che sia un fatto privato, chi sa di avere rapporti promiscui deve fare il test ed eventualmente informare il partner, complimenti per le immagini della frutta hai reso l'idea più di mille parole

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  4. Iniziativa è partita dal 2007 dalla Fondazione Icona, presieduta di Mauro Moroni, ordinario di malattie infettive dell'Universitá di Milano e avallata da Antinori dello spallanzani che si lamentavano perche i malati non seguono le terapie il 30% senza chiedersi come mai i pazienti non riscono a seguirle. Dicono che ci sono 80.000 sieropositivi ma non sanno di esserlo ma non dicono come hanno ricavato il dato. E' nato cosi un conflitto tra medici e malati anche perchè attorno all'aids gira un business di danaro senza precedenti, non a caso tutte le fondazioni vivono di fondi pubblici la cui loro esistenza è legata all'emergenza,

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  5. Sono contrario alle liste di qualsiasi tipo e in genere e alla loro pubblicazione, ciò non toglie che fare il test dovrebbe divenire obbligatorio non solo per le vecchie categorie a rischio ma per tutti, i soldi come gli trovano per le fondazioni gli posso trovare anche per farmi gli esami a un gruppo allargato di popolazione

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  6. Gianni Agostinelli5 settembre 2008 10:20

    Le volevo fare i complimenti per l'articolo e le immmagini, ha avuto molto coraggio, perchè nessuno pensa ai sieropositivi a dei cittadini come gli altri con gli stessi diritti, siamo considerati meno della polvere, negli ospedali si subiscono molte umiliazioni, frutto di pregiudizi e ignoranza, perfetti come cavie.
    Grazie per interesse dimostrato.

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