lunedì 26 maggio 2008

Acqua Sant’Anna nuovo packaging bio

Arriverà nei prossimi giorni in vendita la prima bio-bottiglia d’acqua minerale, con questo progetto l’acqua minerale Sant’Anna, marchio leader di Fonte di Vanadio, punta su una nuova strategia di marketing tramite il nuovo packaging . A fornire questo nuovo materiale è la NatureWork LLC del Minnesota USA, si tratta di un nuovo polimero che si ottiene dalla fermentazione del mais. Quello che caratterizza questo nuova bottiglia è la materia prima, da risorse rinnovabili e aiuta a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili. Hanno calcolato che ogni 50 milioni di bottiglie porterà a un risparmio di 13.600 barili di petrolio, ridurrà la capacità d’emissione di anidride carbonica di 3.000 auto che percorrono 10.000 km. Si parte con il formato da mezzo litro solo per l’acqua naturale , la nuova plastica naturale ha le stesse caratteristiche della plastica Pet.

L’iniziativa è sicuramente interessante e attuale, anche se io ho sempre invitato a bere acqua del rubinetto, ma può aprire a nuovi packaging che non utilizzano per la lavorazione derivati del petrolio. In più questa bio bottiglia una volta deposta in ambiente idoneo allo smaltimento si decompone completamente in circa 80 giorni L’unica cosa che mi lascia perplesso, è che l’acqua minerale avrà un prezzo superiore all’acqua minerale in PET, capisco la necessità di ammortizzare i costi dell’ investimento, ma mi piacerebbe che ci fosse un distributore esempio Coop o Esselunga che sposi la strategia eco sostenibile e la venda allo stesso prezzo dell’acqua in PET oppure un aiuto legislativo che tolga o riduca l’Iva per questi prodotti in modo che siano più competitivi sul mercato, perché non deve sempre e solo pagare il consumatore. Si pensi solo a quanto risparmierebbe lo stato in Italia in termini di costi per lo smaltimento di 5 miliardi di bottiglie d’acqua minerale in PET. Un iniziativa interessante nonostante qualche limite.

8 commenti:

  1. Per un attimo ho creduto all'acqua minerale biologica, mi fa piacere essermi sbagliata

    RispondiElimina
  2. giorgio.santambrogio27 maggio 2008 00:55

    Sui costi sarebbe bastato trovare altre aziende disposte a condividere la bio bottiglia

    RispondiElimina
  3. Almeno dopo tante parole, qualcuno che fa qualcosa di concreto

    RispondiElimina
  4. Se questi investimenti in ricerca fossero stati fatti prima, mi sembra una cosa postiva

    RispondiElimina
  5. interessante , molto questa notizia.
    Non l'abbiamo ancora vista in commercio, ma aspetto fiduciosa.

    RispondiElimina
  6. Peccato far viaggiare per l'oceano atlantico un materiale inventato dalla "novamont" - www.materbi.com -
    premio invenzione dell'anno 2007.

    RispondiElimina
  7. Certo se fosse anche possibile comprarla da qualche parte sarebbe meglio.Almeno per poter testare con mano le vere caratteristiche di questa bio-bottiglia che sembra ancora rimasta nei magazzini del produttore.
    Probabilmente le verifiche del caso stanno bloccando la diffusione; però se,durante l'attesa, al tg2 apprendo da un professore del politecnico che nemmeno sopporta il gas, qualche dubbio mi viene.
    Dispiace fare sempre l'Italiano però non si è mai tutelati in merito.

    RispondiElimina
  8. Tutte le altre aziende di acque minerale si sono alleate e hanno presentato esposti e richiesto pareri all'anti trust, quando tante aziende si alleano contro qualcuno ho sempre un po' di diffidenza, che non sopportasse l'acqua gasata era già noto. Purtroppo i professori del politecnico sono diventati come gli istituti di ricerca medici sugli alimenti, va dove gli porta il vento e sono certo che domani ne arriverà un altro a dire il contrario, ci tocca arrangiarci da soli

    RispondiElimina

Commenti anonimi e privi d'indentità verranno rimossi.
Commenti con pubblicità e link commerciali saranno rimossi